di Pippo Civati

(On the run; Jérôme Briot)
«Show, don’t tell», dice qualcuno. Faccelo vedere, il cambiamento, non raccontarlo soltanto. Non descriverlo per poi non realizzarlo. Non parlare per mesi di quote rosa, eleggi qualche donna. Non discettare di ricambio, fai dialogare le generazioni (e fallo, però, un po’ di ricambio, che altrimenti lo fanno gli altri). Non dedicare a cose interne (intime!) tutta la tua vita. In una casa si abita, non si è costretti a partecipare ad un’eterna assemblea di condominio, parlando escluisivamente del regolamento e delle spese condominiali. Non parlare solo di chi dice le cose: in un giornale, si leggono gli articoli, non il colophon. Esci da te stesso, e dal tuo stream of consciousness. Parla di cose, caro Pd. Di cose precise, che è tutto così confuso, nel dibattito politico, che poi la gente per forza non si appassiona.
Diventa il partito dei giovani: non dei giovani dirigenti, il partito dei giovani elettori. Rappresenta le cose nuove e quelle antiche e cerca le parole giuste per descriverle e per proporle, lontano dalla banalità, però, e dalla semplificazione, proprio perché sei diventato consapevole che devi essere semplice lo stesso, “con altri mezzi”. Il nuovo ambientalismo e gli antichi diritti (che tra un po’ si estingueranno per tutti i lavoratori). Parla di stranieri, non ti vergognare, perché tutto quello che gli altri hanno raccontato finora è inutile, propagandistico e anche parecchio stronzo.
Unisci questo paese, non con la retorica, con le soluzioni, con le responsabilità, con un racconto che possa essere capito e interpretato da tutti. Parla di lealtà nei confronti dei contribuenti e di chi fa impresa: perché gli evasori sono i veri clandestini e con i cittadini che pagano le tasse va rilanciato un patto nuovo, in cui tutti si sentano presi sul serio (o non si sentano presi in giro, se preferisci). Diventa il partito del pluralismo, in cui le qualità di tutti possano emergere, che sia partecipato e aperto, per poi decidere in modo democratico.
Ti hanno chiamato Partito Democratico. Lo sei? Ecco. Fatti un giro al bar e ascolta le questioni che stanno a cuore alle persone, nella loro quotidianità. Frequentala, la loro vita, senza intrometterti nelle scelte etiche (anzi trovando il modo per farle rispettare) e negli stili di vita di ciascuno, avendo bene a mente un’idea di società inclusiva e rigorosa. Lotta contro le disuguaglianze. Fai l’opposizione allo scudo fiscale e alle scelte che devastano i Comuni. Sii onesto, non dare la colpa agli altri, se sei tu a sbagliare. Perché, così facendo, sbaglierai di certo anche la prossima volta. Ci sono un sacco di persone che non sono andate a votare, e la ‘a’ di astensione viene prima della ‘u’ di Udc, non dimenticarlo. Da ultimo, non avere fretta, ma, mi raccomando, non perdere troppo tempo.
Fatti sentire. E quando hai finito, bevi un sorso d’acqua pubblica e spegni la luce, perché il nucleare di Berlusconi arriva nel 2025. E pensa a che cosa fare per l’economia, oggi e nei prossimi anni, con lo stesso impegno, perché in questo momento c’è un sacco di gente angosciata che non riesce a prendere sonno. E che quando si addormenta, forse, sogna qualcosa di diverso da quello che l’Italia è diventata.iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Penso che un gruppo dirigente che ha partorito queste candidature per le Regionali dovrebbe spiegarci con quali ragionamenti le ha escogitate perchè non mi aiuta nemmeno la fantascienza.Penso che dobbiamo rifare subito lo Statuto perchè è ridicolo.Penso che gli iscritti dei Circoli debbono lottare per conquistarsi il potere decisionale del quale da sempre “dal PCI in poi” sono stati espropriati.Penso che il”potere” ovunque si annidi vada controbilanciato
altrimenti le nomenclature piccole e grandi ci porteranno alla disfatta.
Mi pare che Roberto abbia colto perfettamente il senso del post di Civati (hint: sarcasmo).
A proposito di Civati: ben svegliato. DOpo lingottini, carovane e altre idiozie varie da pseudocorrentina autoreferenziale anche lui si accorge che esiste un intero mondo oltre il suo ombelico. Me ne compiaccio.
Niente da aggiungere all’articolo. Solo una domanda: ce la faremo?
ultimamente, sei molto più simpatico, e, con meno savoir faire, forse ce la faremo !!!
tutto bene. Cominciamo anche a dire cose concrete, che se non siamo come tutti quelli che dicono che bisogna dire, e alla fine non dicono?
Per esempio: l’acqua deve restare pubblica. Siamo d’accordo? Raccoglierò le fuirme per il referendum: siamo d’accordo. Bersani, anni fa, aveva messo il suo nome sotto un progetto che proponeva la privatizzazione dell’acqua:adesso che ne dice? E’ ancora d’accordo?
BASTA,, non ne posso più!!!!! perchè tutti i giornalisti, continuano a dire che il pd è in punto di morte, che il pd non esiste etc. etc.?? possibile, che con tutto il fango che c,è nella dx debbano gettarne a palate solo sul pd, e nessuno di voi fiata? UN MOTO D,ORGOGLIO, SU!!!! ANIMO E MARCIARE bisogna essere lupi, non pecore, perchè, chi pecora si fa, lupo la mangia. SU LA TESTA!!!!
Il gigantesco problema di questo povero Partito Democratico è che non riesce a scrollarsi di dosso una classe dirigente abituata a considerare ormai la politica in maniera burocratica, come gestione del potere e di rendite di posizione, illudendosi di seguire Berlusconi sul suo terreno. Quello che davvero manca è un partito che dia modo alla gente comune di sperare nel futuro, di avere un’idea di collettività, di Paese. Un partito che sia capace di rispondere alla gente sulle piccole cose, ma anche di far sognare sulle cose più grandi, di dare un quadro di valori, ideali coerenti e chiari dei quali troppi pensano si possa fare a meno.
Abbiamo bisogno di un sussulto, di una scossa da parte di chi crede che il PD debba essere un partito diverso. Altrimenti è destinato a rimanere all’opposizione, o a governare con improbabili coalizioni. CORAGGIO, ci vuole!!!!