Un po’ dovreste aver imparato a conoscermi: non sono uno che si nasconde dietro a giri di parole o che cerca di buttare la palla di là per prendere tempo o che cambia discorso per salvarmi in corner. Vi prego quindi di credermi se vi dico che quella che segue non é la solita polemica con Di Pietro o il dipietrismo più o meno ”travagliato”. Quando l’obiettivo della mia tastiera ho voluto che fosse quello lo si è capito, almeno credo.
Non è la “solita polemica” perchè se polemizzo con l’uomo di Montenero non è – almeno oggi – per i soliti motivi. Infatti se è vero che Di Pietro ha pensato una volta di più di capitalizzare la vicenda del Decreto ai fini elettorali fregandosene del bene comune (sia esso la legalità, sia esso la cacciata di Berlusconi), la ragione per cui lo considero un irresponsabile è un’altra. Anzi, sono altre due, una tattica e una politica.
Quella tattica è ovvia: abbiamo la possibilità di segnare un punto importante contro il Pdl, ma non potremo farlo con la stessa efficacia se ci “costringe” a difendere il Capo dello Stato dai suoi attacchi (non contesto lo si possa criticare, io ad esempio non condivido la decisione che ha preso, ma qui si è arrivati a chiederne l’impeachment) e se appariremo ancora una volta non del tutto compatti.
La ragione politica è che si può pensare quello che si vuole della scelta di Napolitano, ma il comportamento di Di Pietro lo fa apparire più grave di quello del Pdl, che in Lombardia è sospettato – lo ricordo – di aver contraffatto le firme. E questo è politicamente inaccettabile.iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Puo darsi che Di Pietro questa volta abbia sbagliato, alzando un po troppo la misura della sua richiesta. Non e’ la prima volta che sbaglia e non sara’ l’ultima. Capitera’ altre volte che usera’ toni piu forti del necessario cosi’ come capitera’ altre volte che, come tanti altri politici, cedera’ a piccole tentazioni popuistiche.
Detto questo continuo a pensare che Di Pietro e IdV (nonostante tutti i suoi problemi interni) abbiano avuto e stiano avendo una funziona positiva nella societa’ e nella politica italiana. Ho l’impressione a volte che il risentimento e le critiche verso Di Pietro siano eccessive. Potrei sbagliare.
Ritengo comunque importante cercare di capire perche’ una certa percentuale di potenzialissimi elettori del PD abbia continuato a votare IdV. Io continuo ad essere dell’idea che buona parte di questi elettori di IdV siano persone moderate, civili e per nulla sensibili ai richiami del popuismo.
A.
Vuoi dire che Di Pietro è il sintomo e non la malattia? Posso concordare. Del resto vale anche per Berlusconi e valeva anche per Mussolini.
Sui “moderati” che voterebbero idv solo una battuta: e quanti sono ‘sti moderati? Tra quelli che votano idv, quelli che votano udc e quelli con pd e pdl arriviamo al 50%. Giusto il partito di Rutelli non vogliono votare
Concordo e condivido, a Napolitano era stato presentato prima un decreto palesemente incostituzionale e nella sua stessa risposta alle lettere degli elettori ha fatto capire che ha dovuto firmare sotto minaccia…ma a un certo punto bisognerà fermarsi (e fermarlo…Berlusconi, intendo). Oggi Silvio ha minacciato manifestazioni di piazza, pressioni mediatiche, emanazione del decreto senza firma presidenziale e ricorso alla corte costituzionale per conflitto tra i poteri dello stato, e al consiglio dei ministri (vado sulla fantapolitica) c’era il ministro della Difesa che aveva fatto certe dichiarazioni.
La prossima volta che fa, si presenta con quattro tizi in gessato scuro, occhiali neri e cannemozze “che risolvono problemi” , una testa di cavallo per un’offerta che non si può rifiutare e un paio di carri armati davanti al Quirinale?
Chiedo scusa ma a me sembra che ormai si sia superata la cosidetta soglia di non ritorno; ho letto affermazioni da parte dei leader del pdl e associati di una gravità inaudita tipo: “vogliono la prova di forza, l’avranno”, affermazioni che, se ancora ce ne fosse bisogno, danno la dimostrazione di quale sprezzo questi pseudo politici hanno nei confronti dello Stato, tralascio il resto delle altre malefatte di cui tutti siete a conoscenza, fatta questa piccola premessa mi chiedo che ca**o centra Di PIetro?
Fatta la tua stessa premessa, la domanda diventa: che ca**o c’entra napolitano? E siccome il modo per liberarci di quei cialtroni antidemocratici è vincere le elezioni, come giudichi chi cerca solo di togliere voti nel proprio campo? Sveglia ragazzi! Di Pietro nella migliore delle ipotesi lavora per sè, nella peggiore per chi lo paga
Se alla prima manifestazione”pesante”, per opera di provocatori o per eccessivo uso della forza nell’ordine pubblico, ci scappa il morto, il povero Giuliani della situazione per intenderci, come commenterete Voi (IMille) l’accaduto? Con la solita arguzia del monocolo?
La storia di Napolitano si conosce, come quella del PCI del PSI, della P2 ecc. ecc..
I personaggi e le loro politiche le abbiamo sotto gli occhi. Allora, per favore, meno ipocrisie e arabeschi macchiavellici. D’accordo che siamo in un “regime” con connotati tattici neo-dittatoriali? Se si, parliamo della loro e della nostra strategia.Perchè ne rimane poca contro un nemico (NON AVVERSARIO!) che fa strame di tutto! Con un occhio alla storia e all’esperienza, traiamone le vere conclusioni.Ci si libera dall’oppressore con la forza, momento violento dell’applicazione della Giustizia.
Il resto si studierà sui libri, se ce ne saranno.
@Nessuno: sei un totale irresponsabile. Le tue argomentazioni sono uguali, anche se contrarie, a quelle di ogni destra becera e fascista. Le “vere” conclusioni da trarre dalle sciocchezze che emetti è che sei lontano dalla ragione, quella semplice, che ci fa umani, e che conquistiamo e curiamo con fatica ogni giorno e ogni volta che rispondiamo con lo sforzo di pensare a strepiti insensati come i tuoi.
@Raffaella Petrilli
Et voilà la cartina tornasole della autoreferenzialità con l’aggravante d’insulti!
Non entri nel merito e non rispondi.Sei saccente e non riflessiva.
Tali manchevolezze derivano dalla tua mancanza di argomenti confutabili e poca esperienza “sul campo”.
Senza acrimonia nei tuoi confronti, solo delusione reale.
Marco,
rispondendo alla tua risposta (di cui ti ringrazio).
Ho la forte impressione che i moderati che votano IdV siano tanti, la quasi totalita’ dell’elettorato di IdV. Potrei sbagliare.
E’ anche possibile che si abbiano concezioni leggermente diverse del termine moderato (per me ad esempio si puo essere moderati e allo stesso tempo intransigenti su certi principi e fatti).
Errata corrige del mio commento: populismo e non popuismo.
Ciao
A.
Bel post Marco
Dimenticavo il commento su Di Pietro.
A volte l’accanimento contro Di Pietro mi sembra eccessivo. Non penso che Di Pietro sia ne malattia ne sintomo. E’ un politico che fa e ha fatto importanti battaglie e porta avanti certi principi. Sicuramente piu’ volte ha ceduto (e cedera’) a piccole tentazioni populistiche. Ma ho l’impressione che non sia eccessivo nel suo populismo. Non ho tra l’altro in questo momento in mente politici che non abbiano qualche volta ceduto a frasi populistiche.
Lo dico chiarissimamente: il populismo non mi piace mai.
Detto questo penso sia necessario cercare di valutare le persone nel loro complesso.
Inoltre secondo me e’ importante cercare di applicare stessi pesi e misure nella valutazione delle persone.
A volte ho l’impressione che la stessa frase populistica detta da Di Pietro o detta da altra persona sia valutata con due pesi e due misure. Io ad esempio non vedo i massimi esponenti del PD del tutto immuni da piccole tentazioni populistiche.
Quando Di Pietro o altri esponenti del PD dicono frasi populistiche non mi piace ma le frasi non mi sembrano quasi mai eccessive e soprattutto l’uso del populismo non mi sembra massiccio.
Ovviamente e’ del tutto diverso il discorso per Berlusconi e il berlusconismo: in questo caso l’uso del populismo e’ massiccio e strutturale.
A.
Andrea non avertene a male se ti faccio notare che in sedici righe hai ripetuto la parola populismo ben nove volte!
Non è una parolaccia inspendibile è l’accezione che gli diamo che andrebbe rivista.
Per esempio:
Il populismo – in russo: narodnicestvo, da narod, popolo – è un movimento politico e culturale nato in Russia verso la metà del XIX secolo. Sviluppatosi nelle città e formato da intellettuali e studenti consapevoli dei gravi problemi economici, sociali e politici della società russa, si proponeva l’emancipazione delle masse contadine, la fine dell’autocrazia zarista e lo sviluppo di una società socialista.
Oppure:
Un’altra accezione di populismo (ma neanche questa tenta di dare al termine una definizione precisa) è quella che lo rende un “contenitore” per movimenti politici di svariato tipo (di destra come di sinistra, reazionari e progressisti, e via dicendo) che abbiano però in comune alcuni elementi per quanto riguarda la retorica utilizzata. Per esempio, essi attaccano le oligarchie politiche ed economiche ed esaltano le virtù naturali del popolo (anch’esso mai definito con precisione, e forse indefinibile), quali la saggezza, l’operosità e la pazienza. Il populismo guadagna perciò consensi nei momenti di crisi della fiducia nella “classe politica”.
E’ chiaro che la seconda ipotesi è più calzante con la realtà politica che viviamo, perchè pone l’accento sulla crisi della fiducia nella classe politica.
Ma di chi è la colpa?
per nessuno:
“Con un occhio alla storia e all’esperienza, traiamone le vere conclusioni.Ci si libera dall’oppressore con la forza, momento violento dell’applicazione della Giustizia.”
OK. Certe cose i reazionari le vedono con più chiarezza di noi. Cito Nathan Bedford Forrest, generale confederato durante la guerra civile americana e fondatore del KKK(!):
, “sia il vostro parlare sì sì, no no”.
“war means fighting, and fighting means killing”: guerra significa combattere e combattere significa uccidere. Vuoi dire questo quando parli di uso della forza? Dillo con chiarezza. Come dicono i vangeli e poi Ignazio Marino
PS, da giovane ero nel cordone di testa di un corteo che arrivò a pochi metri da Palazzo Chigi, un corteo spontaneo dopo la strage di Brescia. La polizia non era riuscita a chiudere il loro cordone, ma noi ci siamo ritirati e abbiamo evitato lo scontro frontale. Parliamo della sx extraparlamentare degli anni ’70, mica pizza e fichi. Ho visto cose che voi umani… per cui lasciamo perdere la retorica dell’alzare il livello dello scontro.
Se si arriva allo scontro, si combatte. Ci si fa vittima e si fanno vittime. O forse vuoi rendere vano il sacrificio di chi, morto giovane,ha permesso a noi di parlarne della democrazia……in quanto a praticarla ho i miei dubbi.
Grazie per il “reazionari”, ma spero tu non ti sia rivolto a me.
Si.La forza è momento di violenza e va applicata per intero e maggior danno.
Per questo vis pacem para bellum…..
Ma perchè vi siete ritirati, in vantaggio presumo, ed avete evitato lo scontro frontale? Cosa stavate a fare lì, shopping?
Se ti dicessi che ero spesso presente nei tanti cortei anni ’70, forse saresti curioso sapere da quale parte…..Beh, quella sbagliata, evidentemente. Ma qual’è quella sbagliata?
“Con un occhio alla storia e all’esperienza, traiamone le vere conclusioni.Ci si libera dall’oppressore con la forza, momento violento dell’applicazione della Giustizia.”
I capelli bianchi e la militanza politica passata mi consentono di lasciarti il dubbio delle tue di “scelte”…
Se altri alzano il livello dello scontro e si rimane passivi si è correi, non basta dire abbassiamo i toni……ci si prepara a contenerlo con le migliori armi,riducendone l’impatto.
per nessuno: a me hanno insegnato di evitare le provocazioni.
L’appello allo scontro, nei tuoi termini “Se si arriva allo scontro, si combatte. Ci si fa vittima e si fanno vittime” per me è una provocazione. Se qualcuno ti prende sul serio, finisce al gabbio per lungo tempo, fa del male agli altri e a sè stesso e ci dannegggia peggio di tutti i decreti partoriti dalla mente di Ghedini messa incinta da quella di Cesare Previti. Non mi metto a fare il panegirico del processo democratico e della non violenza (che pure merita), faccio un discorso pratico. Facciamo gli scontri di piazza stile Genova ’60? Per ottenere che tutta l’attenzione sia sui “teppisti comunisti che spaccano le vetrine per non far votare il popolo”? O andiamo oltre…”le bombe, le bombe all’Orsini/i colpi, i colpi col pugnal”, Sante Caserio, Nechaev, “cadremo in un fulgor di gloria”, schianti redentori, locomotive, bombaroli, “Stato e padroni” sulla musica della Varsovienne…scherziamo, spero. L’ho già visto. Nograzie.
Mi sembra di sentire i discorsi della destra americana che sostiene il diritto di portare armi “per tenere a bada un governo tirannico” (e lì di armi ne hanno davvero).O i fucili di Bossi. Solo che…logistica? comunicazioni? organizzazione? Guarda che le barricate sono obsolete dai tempi degli sventramenti del barone Haussmann a Parigi e dei primi cannoni a retrocarica e fucili a ripetizione (lo diceva già Engels). Tant’è, Mandela e Walesa hanno vinto, l’IRA o Hamas… vogliamo diventare come loro?
due post scriptum: il riferimento ai reazionari era a Forrest, che più reazionario di così non si può.
Perchè ci siamo ritirati? Per non farci scappare il morto (senso di responsabilità) e perchè una manifestazione pacifica anche se non autorizzata (indetta per catena telefonica, allora non c’era internet o i cellulari) mostrava l’indignazione della gente per la strage, mentre un assalto a Palazzo Chigi non avrebbe ottenuto niente di più di quello che avevamo ottenuto con la dimostrazione.
Marino
Se mi spieghi per benino dov’è la mia provocazione nel descrivere e ricordare quello che si studia perfino sui libri di storia e nei classici. Anche nella Bibbia per chi ci crede.O mi vedi come un cattivo maestro tra la nebbia delle tue idee? Sai, oggi si arresta per terrorismo..TERRORISMO…ragazzi solo perchè figli di terroristi e perchè avevano materiale inerente al brigatismo rosso…materiale di studio.Altri vanno liberi…Questa è violenza? Dove finisce la tua non violenza, inizia la violenza dell’altro, senza ipocrisie devi ammetterlo.
Poi dimmi, dove hai letto tutto lo sproloquio che mi addebiti? Non saranno per caso le tue represse fantasie a tormentarti? Io sono abituato a non chiudere gli occhi dinanzi ai fatti e alla realtà, peraltro un pochino, pochino vissuta. Quindi se deve essere sarà, che tu lo voglia o no. Mi ripeto sempre che le guerre portano lutti e distruzioni, a tutti.Ma ricordo anche che di rivolta in rivolta, di guerra in guerra, stranamente, ci sono diventato adulto. Forse è solo la guerra o la rivolta dentro il pianerottolo di casa che spaventa veramente. Per questo si rimane inermi.Non si previene.
A me hanno preteso di imparare a porgere l’altra guancia e quando me le hanno gonfiate tutte e due…….ho aperto gli occhi! Perchè c’è sempre qualcuno che con la scusa del porgere l’altra quancia…ci marcia e di brutto!
[A me hanno preteso di imparare a porgere l’altra guancia e quando me le hanno gonfiate tutte e due…….ho aperto gli occhi! Perchè c’è sempre qualcuno che con la scusa del porgere l’altra quancia…ci marcia e di brutto!]
…poche parole, il concetto non fa una piega!