di Tommaso Caldarelli (per Giornalettismo)
Lo studio Medugno fa parte del pool di giuristi che da ieri lavora senza sosta per istruire i ricorsi ai Tribunali Amministrativi di Lazio e Lombardia. L’avvocato Federico Freni è parte del team: gli abbiamo chiesto qual è la linea su cui si sta impostando l’azione legale sulla lista provinciale di Roma. In esclusiva per Giornalettismo.
Avvocato Freni, su cosa si basa il vostro ricorso? Che vizio lamentate riguardo l’atto prodotto dalla Corte d’Appello di Roma?
La legge parla chiaro, ed è stata violata. La disposizione prevede che il cancelliere debba comunque ricevere la lista, anche se è presentata in ritardo: solo successivamente, poi, si potrà procedere ad un esame di validità, che potrà comprendere anche la tempistica della presentazione e tutto il resto. C’è comunque un obbligo preciso a livello procedimentale, funziona così. E la lista del PDL non è stata affatto ricevuta, la commissione si è rifiutata di riceverla, come avrebbe invece dovuto fare.
E voi potete provare che questo è successo?
Certo che si. E’ la stessa commissione ad affermare che la lista non è stata presentata: invece essa avrebbe dovuto comunque accettarla, anche in ritardo.
Mi scusi, ma le agenzie stamattina parlavano di una decisione della Corte d’Appello basata sui verbali delle forze dell’ordine. Sembra molto solida, dunque. Come intendete contestare questa versione?
Ci sono delle incongruenze nella linea tenuta dalla Corte d’Appello. Alle ore 11 e 35 i delegati di lista del PDL entrano in Tribunale, e questo è provabile dalle risultanze, ed è la stessa Corte d’Appello a metterlo per iscritto. Dunque, entrambi i delegati erano presenti in orario: poi uno si allontana, ma l’altro rimane. Poi scoppia un pandemonio, e la lista non viene ammessa. E’ talmente vero che i due delegati fossero all’interno dell’edificio che la scatola con le firme è rimasta esattamente dove loro erano: accanto all’ufficio preposto a riceverla.
Va bene, ma la lista non è stata presentata in orario.
La giurisprudenza del Consiglio di Stato è molto chiara in materia: è sufficiente che i rappresentanti di lista si trovino all’interno del locale entro l’ora stabilita, perché essa possa validamente essere presentata. Non rileva l’ora effettiva di presentazione.
Questa sua versione però è molto diversa dalle varie dichiarazioni rese dall’on. Milioni, alcune di esse molto confuse e contraddittorie, dalle quali si capisce che un comportamento negligente c’è in realtà stato.
Milioni ha risposto in maniera forse un po’ confusa per colpa del bombardamento mediatico di cui è stato vittima, dichiarando dei fatti non corrispondenti poi alla versione su cui si basa la denuncia effettiva, che è l’unica a fare fede e a contare. Ripeto: l’unica versione attendibile è quella esposta nel nostro ricorso, e consegnata. Si può capire come una persona, sottoposta a una tale pressione sia personale che politica – era lì per un compito davvero rilevante -in un momento così concitato, possa aver esposto con poca chiarezza lo stato delle cose.
I delegati del PDL sostengono di essere stati fisicamente impediti a rientrare. Potete provarlo?
Possiamo provarlo, come possiamo provare che essi erano sul posto prima delle 12. Abbiamo testimonianze, già raccolte, dell’atteggiamento scorretto di alcuni militanti di altri partiti e del loro ostruzionismo.
Confida che il giudice emetterà un provvedimento cautelare d’urgenza? E’ questo che chiederete?
Chiederemo un provvedimento d’urgenza in forma collegiale. Confidiamo che il TAR ci consenta di presentare la lista perché, ripeto, non è successo che la lista sia stata accettata e poi dichiarata invalida: essa, al momento, non esiste, non risulta presentata, come se i nostri delegati quella mattina fossero rimasti a casa a dormire.
Le agenzie parlavano di accettazione con riserva.
Uno scenario possibile se la lista risultasse almeno presentata. Così non è.
Avvocato Freni, io glielo chiedo, ma probabilmente lei non risponderà: crede che il vostro ricorso sarà accolto? Pensate di poterla spuntare?
Purtroppo non ho il privilegio di decidere i ricorsi che scrivo, altrimenti – ovviamente – li accoglierei tutti! No, scherzi a parte, credo fermamente nel fondamento delle ragioni giuridiche che abbiamo fatto valere.iMille.org – Direttore Raoul Minetti




