Non ci provate

di Francesco Costa

Per capirsi, il “modello Liguria” di cui parlano oggi Bersani e Letta è un’alleanza che comprende Partito Democratico, Italia dei Valori, Udc, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Sinistra Ecologia e Libertà, Verdi, Partito Pensionati, magari pure i grillini. Nove sigle: nove. E mancano i Radicali, e l’Api di Rutelli, che non vorremmo mica lasciarli fuori. I gruppi parlamentari del centrosinistra ai tempi dell’Unione erano otto, giusto per avere un termine di paragone. Vorrei trovare un modo meno tranchant di dirlo ma ecco: non ci provate. Un governo non è una giunta regionale. Non ci provate. Abbiamo già dato ai tempi del governo più ridicolo del dopoguerra, resuscitando Berlusconi e lasciandoci scappare un’occasione storica. Non ci provate. Abbiamo tre anni: non chiedo grandi svolte e rinnovamenti, d’altra parte la leadership del Pd non è stata eletta su questa piattaforma, ma mi piacerebbe vedere almeno qualche tentativo e passo avanti sulle cose su cui Bersani ha vinto il congresso. L’organizzazione solida e radicata. Il partito «che parla al nord». I «ceti popolari e produttivi». Tutte cose che finora, come abbiamo visto, non hanno funzionato granché e altro che «inversione di tendenza»«missione compiuta»: continuano a peggiorare, anche dove ancora si vince – e chissà per quanto ancora. Sulle alleanze però, davvero: non ci provate. Se uno i voti non ce li ha, se li cerca; non corteggia marxisti, trotzkisti, grillini, clericali, democristiani, radicali e dipietristi cercando di convincerli a mettere insieme un altro circo. Se invece uno pensa di non riuscire a trovarli, i voti, lascia che a provarci sia qualcun altro. Magari non ci riesce, ma meglio di star lì a perdere tempo e far danni.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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33 Commenti

  1. Esatto.

  2. Gabriele Boccaccini

    D’accordissimo. Basta con queste armate brancaleoni e queste accozzaglie fatte solo per mascherare la mancanza di un progetto. Ecco, e’ il progetto che manca, qualcosa che ci faccia sognare e per cui valga la pena di lottare, e che attragga nuove energie. L’antiberlusconismo ci ha fatto solo intristire e perdere voti; ha fatto diventare la sinistra antipatica, triste, astiosa, poco attraente… Dovremmo essere il partito della modernizzazione, dell’integrazione responsabile degli immigranti, dello sviluppo sostenibile e della solidarieta’ sociale, della meritocrazia contro il dominio dei privilegi costituiti, delle riforme istituzionali… Dovremmo essere il partito del futuro e non del passato, della speranza e non del risentimento… Invece siamo il partito dei no e della difesa del bel tempo che fu, della classe operaia che non esiste piu’ e non ci vota piu’, un partito di reduci nostalgici di tante cose belle ma che ora non significano piu’ molto alla maggioranza degli italiani… Ci siamo dimenticati del tempo in cui guidavamo il cambiamento e ce ne fregavamo di chi era il governo e controllava le TV. Oggi tutti sanno contro chi siamo ma nessuno (nemmeno noi stessi) sappiamo per quale futuro lottiamo. Continuando cosi’, la sinistra (anche quella “moderata”) e’ destinata all’estinzione e alla marginalizzazione (che gia’ hanno colpito le sue componenti piu’ radicali e conservatrici). Berlusconi lo dice in maniera rozza e volgare ma ha ragione: non ci piaciamo e non abbiamo piu’ amore nemmeno per noi stessi…

  3. paolo

    ma voi altri?

    come sono andati i vostri candidati?

    quante prefernze hanno preso?

    Quale sarebbe la sinistra conservatrice?

  4. paolo

    ecco perchè perdete fate i politlogi ma non capite nulla.

    Dando per scontata una cosa poi non del tutto scontata, cioè che il calo dell’affluenza tenda a favorire i candidati di centrosinistra (tesi motivata da una storica differenza di motivazione e partecipazione in simili turni elettorali), il dato attuale dovrebbe spaventare il centrodestra per una ragione ben precisa, che non sono in sé i nove punti in meno, bensì il fatto che siano nove punti in meno rispetto a un turno di regionali – quello del 2005 – che il centrosinistra stravinse 12 a 2. Quel bacino elettorale era già un bacino anomalo e sbilanciato, in un’elezione che arrivava in un momento di grande difficoltà del governo e altrettanto grande disinteresse del suo elettorato, anche nelle regioni in cui alla fine riuscì a spuntarla (Formigoni vinse col 53,5, Galan col 50,5).

  5. Bravo. Ora leggi anche le quattro righe seguenti, che per una malaugurata distrazione hai dimenticato di incollare:

    C’è una ragione di preoccupazione anche per il centrosinistra, però. Le regionali del 2005 arrivarono dopo quattro anni di governo berlusconiano e soltanto a un anno dalle attese elezioni politiche: l’elettorato di centrosinistra era in un momento di entusiasmo e motivazione probabilmente mai più eguagliato. Anche a sinistra oggi la situazione è del tutto differente, e non è da escludere il fatto che i voti in meno siano del tutto bipartisan: una tesi che tra l’altro sarebbe avvalorata dall’insolita uniformità del calo dell’affluenza tra regioni rosse e regioni blu, tra grandi città e piccoli centri.

  6. Gabriele Boccaccini

    La sinistra conservatrice e’ la sinistra arroccata a difendere il bel tempo che fu o si autoemargina in posizioni settarie (tipo NO global, No Tav)… Resistere, resistere, resistere… A furia di ripetercelo ci siamo dimenticati che il compito di un partito e’ di costruire il futuro… Invece di parlare di alleanze e di precentuali e di massimi sistemi, parliamo di progetti, di cose belle e straordinarie da fare per il nostro futuro… Se per strada domandate al primo venuto che cosa vuole la Lega, ve lo sa dire in due minuti… Se domandate cosa vuole il PD: boh??? Io non lo so, e credo non lo sappiamo neppure i nostri dirigenti… E se lo sanno, finche’ non lo sanno anche le pietre, e’ come se non lo sapessimo… Si sa solo che non ci piacciono Berlusconi e la Lega… Ma perche’? Berlusconi ha buon gioco a dire che e’ tutta invidia… Non si vincono cosi’ le elezioni e non si costruiscono cosi’ le alleanze. Diciamo cosa vogliamo fare, quale futuro immaginiamo per l’Italia… Talloniamo la Destra sulla via del cambiamento e delle riforme e della modernizzazione. Il nostro e’ un paese vecchio e provinciale, con strutture obsolete, con relazioni sociali tribali dove il merito non e’ riconosciuto, dove le energie sono represse da mille lacci e lacciuoli… Diciamo che sogniamo un futuro in cui italiani e immigrati vivano armoniosamente gli uni con gli altri e diciamo cosa bisognerebbe fare per l’integrazione (che non e’ processo facile e automatico)… Diciamo che sogniamo un futuro in cui va avanti chi lo merita (chi si impegna con successo negli studi e nelle professioni) invece del figlio del tal padre e il portaborse del tal padrino e diciamo chiaramente cosa bisognerebbe fare per mettere la meritocazia al centro della vita italiana (a cominciare dalla scuola), invece di questa difesa ad oltranza dei privilegi acquisiti… Diciamo cosa significano sviluppo sostenibile e nuove tecnologie, invece di opporci alla globalizzazione e alla modernizzazione… Poniamoci come gli alfieri di una nuova rivoluzione, non come i custodi del tempo che fu… Torniamo ad essere il partito del futuro e non del passato… Berlusconi per ora ha fatto tante promesse ma ha fatto solo il proprio interesse… Sfidiamolo veramente a rendere l’Italia moderna e rinfacciamogli fin da domani tutte le promesse non mantenute…

  7. Sono d’accordo con Gabriele, sfidiamolo a mantenere le sue promesse elettorali. per esempio l’abbassamento delle tasse. Se veramente facesse le due aliquote ho calcolato che io pagherei 4-5 mila euri di meno. Un pò mi intriga ma d’altra parte credo che non sia possibile, a meno di non portare allo sfacelo lo stato, visto che i soldi in meno che io pagherei certamente B non li andrebbe a prendre a chi è più ricco di me o a chi evade le tasse.

  8. Non è una novità, ma non sono d’accordo con l’autore del post, che sembra suggerire di ignorare tutti gli alleati che hanno preso voti. Poi trovo francamente insopportabile continuare ad additare Cinquestelle come se fosse l’Uomo Qualunque.

    Darsi una svegliata, prendere atto che i voti il PD da solo non li ha, abbiamo già dato con la geniale trovata di Veltroni. L’allenza con l’UDC tanto aggiunge al centro quanto toglie a sinistra, e quindi è a somma zero. Non resta che riprovarci da soli, sperando che fra 40 o 50 anni la maggioranza degli italiani voglia votare per Costa e chi la pensa come lui, oppure non resta che costruire una nuova coalizione. Nove partiti sono troppi? Togliamo quelli che sono irragionevoli e al contempo portano solo lo zero virgola qualcosa.

    Ma soprattutto, azzeramento della classe dirigente. A Roma il PD ha eletto tutti uomini bianchi di mezza età e manco una donna, per dire quanto indietro il PD sta. La guerra contro l’oligarchia la si può e deve fare da dentro al PD e la si può e deve fare da fuori, nelle altre formazioni il cui scopo è appunto di togliere di mezzo la classe dirigente del PD e quella del PDL.

  9. Naturalmente, sono d’accordo anche io con Gabriele.

  10. Francesco Cerisoli

    Costa no fa un ragionamento sbagliato, secondo me. Serve trovare contenuti al PD, prima che trovare alleati: senno’ su cosa si basa, l’alleanza, sugli zero virgola?
    Purtroppo la legge elettorale e’quella che e’, e l’alleanza, con questi numeri, va messa in conto. Ci sono 3 anni davanti a noi, per ristrutturare un partito vecchio dentro e trovarne, se ce l’ha, l’anima…

  11. paolo

    La sinistra conservatrice?
    I noglobal e i notav?
    Per favore la sinsitra conservatrice è quella di D’alema.
    Infatti da 20 anni perde elezioni e continua a rimanere al suo posto.

    Si quella che vuole costruire la Tav contro il pensiero dei cittadini e poi si stupisce se perdi i voti, in Piemonte.
    Continuate a ragionare come Polito. Vedrete come anderte bene nel futuro.

    Quelli di sinistra oramai votano Grillo, perchè sono stufi della precarietà regalata con il bel Pacchetto Treu. La privatizzazione e devastazione delle Università del grande Berlinguer, le centrali nucleari dell’ottimo Testa.

  12. I cittadini non vogliono la Tav? Fa’ così. Prendi la calcolatrice e somma la percentuale dei voti ottenuti dal candidato vincitore delle elezioni, favorevole alla Tav, alla percentuale dei voti ottenuti dalla candidata sconfitta di un pelo, favorevole alla Tav. Poi torna a qui e dicci quanti sono i piemontesi che non vogliono la Tav, giusto per capire di cosa parliamo.

  13. Costa, gli elettori del PD voterebbero PD sia che si esprimesse contro la Tav, sia che si esprimesse a favore. E lo sai benissimo. E’ un voto che in larghissima parte non cambia a seconda delle posizioni espresse. Lo si è visto in modo plastico quando il PDS-DS è passato dall’opporsi alla Prima guerra del Golfo fino al bombardamento della Serbia oppure all’appoggio della Seconda guerra del Golfo. E’ anche uno dei drammi di questa democrazia il fatto che l’elettorato di questo partito sia così bloccato e non ragioni per temi, ma per fedeltà religiosa.

  14. Quindi? Sulla base di quale statistica, di quale dato, di quale fatto, di cosa che non siano le tue opinioni, sostieni che nonostante oltre il 90 per cento – novanta per cento – degli elettori abbia votato candidati sì-tav, in realtà “i cittadini sono contro”? Nemmeno i no-tav dicono questa cosa.

  15. No, non ci siamo capiti.

    Dico che il grosso dell’elettorato del PD è indifferente alle posizioni politiche espresse dal partito, che loro votano a prescindere. Prendiamo la posizione sul nucleare: il PCI era a favore, il PDS era a favore (celebre il manifesto pro-nucleare 15 giorni prima del disastro di Cernoblyl), i DS erano un po’ a favore un po’ contro, il PD di oggi è contrario. Chi votava ieri PCI e oggi PD, vota il “suo” partito a prescindere della posizione politica sul nucleare del “suo” partito. E anche a prescindere della posizione sulla guerra in Iraq. E anche a prescindere della posizione sulla TAV, se domani il PD comincia a dire che la TAV non va costruita lì dove la stanno costruendo.

    Mi sono spiegato? C’è un voto di fedeltà, quasi romantico, se preferisci, che è il contrario esatto del voto d’opinione. Questa è secondo me una democrazia bloccata.

  16. Quindi, Costa, se domani il PD cambia idea sulla TAV e dice che non va fatta lì ma in un’altra area, o che non va proprio fatta, non subirebbe nessuno smottamento su questo tema, in termini di favore elettorale. Il grosso dei suoi elettori rivoterebbe PD comunque, per abitudine, per fedeltà, perché pensa che quello che decidono i capi del loro partito va comunque seguito. Quindi non credo sia utile dire: sommiamo l’elettorato del PD a quello del PDL e della Lega e abbiamo che il 95% è a favore della TAV.

  17. Non si può passare metà del tempo a dire che il Pd perde voti per via delle sue posizioni politiche (volta per volta troppo conservatrici, troppo stataliste, troppo liberali, troppo incerte, troppo questo e troppo quello) e passare l’altra metà a dire che qualsiasi posizione prenda il Pd i suoi elettori continueranno imperterriti a votarlo perché se ne infischiano. E anche se la seconda cosa fosse vera (e mettendo quindi da parte il mistero dei cinque milioni di voti persi dal Pd – cinque milioni, non so se abbiamo idea – dal 2008 a oggi), questo vorrebbe dire una sola cosa, naturalmente sensata: che ci possono essere diversi motivi per votare Pd, e che non è detto che chi vota Pd sia d’accordo con tutte le cose che dice Pd. Se questo è il tuo punto, sono d’accordo: io stesso voto Pd pur non condividendo alcune cose che dice, ma da qui a dire senza alcun elemento che in realtà gli elettori del Pd la pensano come me ne passa. Da questa considerazione sensata e scontata non c’è modo di evincere che in realtà gli elettori del Pd sono contrari alla Tav. L’unico dato che abbiamo, quindi, è quello sul novanta per cento di chi ha votato candidati sì-tav. Un dato che prendiamo con le molle ma qualcosa vorrà dire, specie viste le sue dimensioni.

  18. Senza contare un’altra cosa, banalissima: che il discorso che tu fai per il Pd toccherebbe la parte più identitaria e abitudinaria di un partito che in Piemonte ha preso il 23 per cento: facciamo il 15, diciamo gli ex Ds? Tutti gli altri partiti sì-Tav che hanno sostenuto la Bresso facendola arrivare al 47,5 per cento hanno lo stesso problema di elettorato abitudinario? E quelli che semplicemente hanno votato Cota, il 47 per cento, possiamo considerarli sì-tav con qualche certezza in più? Ci sarà pure qualche no-tav che vota Berlusconi e i partiti responsabili di tutte le cose che non hanno funzionato in quella faccenda, ma non credo si tratti di percentuali significative.

  19. raoul

    Caro Anelli e Paolo, mentre voi spetalate la margherita TAV-NO TAV, in Cina e in India e in Brasile ne costruiranno duecento di TAV. Questo e’ il declino di un paese, incarnato nel conservatorismo iper-critico che attanaglia parte della sinistra e che ha fatto naufragare il governo Prodi. Ma l’Italia ha le montagne, il mare, il turismo, la pummarola, la “fashion”, le sfogliatine, il Vesuvio…Forza cosi’

  20. Diciamo allora che il problema del PD è di non riuscire ad attrarre voti esterni a quelli che aveva all’elezione precedente e che non sa entusiasmare chi continua a votarlo imperterrito. Penso che su questo sarai d’accordo con me.

    I motivi sono tanti. Alcuni li ha elencati l’omofobo Mario Adinolfi, che però quando si parla di magagne piddì spesso ci azzecca. Io aggiungo che un altro problema dei piddini, che tu condividi, è quello di avere scambiato Cinquestelle per l’Uomo Qualunque. Vi fermate agli aspetti sgradevoli (che ci sono) della comunicazione di Beppe Grillo per ignorare cosa è il suo movimento politico. Che nel frattempo ha una politica, fa una politica. E diventa a ogni elezione più numeroso, perché RIESCE a portare nuovi voti a sè a ogni elezione. Riesce a convincere le persone che non lo votavano prima.

    Come fece la Lega Nord, dal 1989 in avanti. Solo che Cinquestelle ha preso nel 2010 il DOPPIO dei voti della Lega del 1989, presentandosi in molte meno zone rispetto alla Lega 1989. E’ un dato immenso. Vogliamo continuare a far finta che sono brutti, cattivi, qualunquisti, stupidi e pochi? Accomodatevi, e preparatevi a perdere alle prossime regionali anche la Liguria e, come comunali e provinciali, magari anche Parma, Piacenza, la stessa Bologna.

  21. Francesco Cerisoli

    Scusa Francesco ma anche dire che il 90% ha votato candidati si-TAV e’ un po’ misleading. Quanti di quel 90% fanno del si alla TAV un motivo per votare il candidato che poi votano? Secondo me molto pochi. Ma la sconfitta della Bresso (per una manciata di voti, ricordiamocelo) mi sembra che quasi tutti la attribuiscano all’emorragia di voti verso il MoVimento a 5 stelle. Che guarda un po’ ha pescato probabilmente parecchi dei suoi voti fra quelli che la TAV in Val di Susa non la vogliono. Detto questo per amore di logica, pensiamo a quel che dice Raoul: non si puo’ sempre dire di no alle grandi opere perche’ servono allo sviluppo del paese. Nulla da eccepire. Pero’ rimane un po’ misterioso, per l’elettore medio potenziale del PD perche’ la garnde opera TAV in Val di Susa si, il Ponte sullo Stretto no e la centrale Nucelare a Montalto di Castro mai e poi mai. Perche’ se in Brasile India e Cina faranno 200 TAV, faranno anche 200 mega ponti e qualche bracciata di centrali nucleari.
    A meno che…
    A meno che il discorso di Raoul non sia quello che ho visto fare alla Bresso:
    1) porta sviluppo perche’ crea occupazione nella sua realizzazione. E allora perche’ non scolpire il ritratto di, che so, Rino Gaetano sul Cervino?
    2) ce lo impone l’Europa. L’Europa non impone nulla, diciamo che pone un problema, individua una soluzione e mette dei soldi sul piatto. Se la TAV in Val di Susa decidiamo che e’ una cazzata, non la facciamo (si, e’ vero, non prendiamo i soldi… nessun sospetto che sia questo, alla fine, il problema?).
    3) Se non si fa qui, la direttrice ovest-est passera’ da Strasburgo. Da cittadino europeo mi sembra anche molto piu’ sensato.
    A me pare che fin qui si siano ripetute scene a cui ho assistito nella mia giovinezza nella rubizza Toscana: ai “cittadini della campagna”, per dirla con il vecchio Benigni, si dava annuncio che il giorno X al circolo xyz l’assessore Tale avrebbe illustrato il progetto della variante della strada provinciale. L’assessore arrivava, si metteva a sedere e cominciava:”Siamo qui per discutere con voi del tracciato della variante che, tuttavia, rimane quello che s’e’ scritto nel progetto”.

  22. raoul

    Caro Francesco, su questi temi, come gia’ emerse nel crollo del governo Prodi picconato da Pecoraro Scanio, non si riesce purtroppo a dialogare. E’ una perdita di tempo per tutti. E questo dimostra nella sua crudezza quanto sia giusto il post di Francesco Costa.

  23. raoul

    p.s. Adoro la montagna, e la Val di Susa e’ molto bella

  24. Francesco Cerisoli

    Raoul, il Governo Prodi e’ stato picconato da chiunque, e mi sembra sia caduto per le disavventure di Lady Mastella piu’ che per i no di Pecoraro Scanio. Il problema e’ che il dialogo che tu dici non si riesce a fare e’ quello fra politici, mentre qui si tratterebbe di dialogare con i cittadini. La butto li’: se la Bresso avesse mostrato un po’ di interesse verso i NO-TAV manganellati a piu’ riprese (nasi e denti rotti), avesse espresso dubbi, anche strumentali e pre-elettorali toh, forse, chissa’.
    E poi, aripeto, come lo spieghi ai No-Tav che noi siamo contrari al Ponte sullo Stretto e favorevoli alla TAV in Val di Susa? Non lo dico per provocare, e’ che proprio non lo so il perche’…

  25. raoul

    Francesco, la democrazia rappresentativa e’ anche basata sull’idea che dei buoni amministratori democraticamente eletti a maggioranza, basandosi sul parere di esperti qualificati, si assumano la responsabilita’ delle decisioni. Altrimenti la democrazia non e’ piu’ rappresentativa ma comincia a confinare nella utopia della democrazia diretta. La quale a sua volta, quando cerca il consenso di tutti, e’ un modo gentile di chiamare l’immobilismo assoluto. In cui si cerca il consenso unanime di tutti le singole parti, o ancora piu’ di tutti i singoli, con il risultato che l’unica cosa che rimane sono le immutabili montagne.

  26. Francesco Cerisoli

    HAi ragione, non se ne esce facilmente.
    Gioverebbe che i buoni amministratori si sedessero ogni tanto al tavolo coi cittadini la cui vita e’interessata dalle decisioni basate sul parere di esperti qualificati. Non mi pare che questo sia stato fatto seriamente, negli ultimi 15 anni. Mentre ho sentito troppo spesso argomenti squalificanti come “Ce lo impone l’Europa” (davvero? e come?), “Si rischia di perdere una importante occasione di sviluppo” (davvero? cosa si perde?), “Non si puo’sempre dire no” (e allora perche’ in altri casi si puo’e in questo no?).
    Scusa ma da cittadino male informato, con tutto che provo ad informarmi anche con mezzi non convenzionali tipo i libri, le ragioni dei SI TAV mi sono sempre parse molto dogmatiche. Non credo nella democrazia diretta sempre, anche io credo nel fatto che qualcuno debba assumersi la responsabilita’delle scelte, MA ANCHE che bisogna parlare chiaro per convincere la gente. Gli slogan vanno bene per chi guarda il TG1 a 300km di distanza, ma per i diretti interessati contano molto di piu’i fatti…

  27. E poi, aripeto, come lo spieghi ai No-Tav che noi siamo contrari al Ponte sullo Stretto e favorevoli alla TAV in Val di Susa? Non lo dico per provocare, e’ che proprio non lo so il perche’…

    Francesco, ma sei serio? Non capisco qual è il tuo argomento. Se uno è a favore della Tav allora deve essere favorevole al ponte sullo stretto e ad asfaltare la cascata delle Marmore o a fare un parcheggio dentro al Colosseo? Le infrastrutture sono tutte uguali, per cui o ce le prendiamo tutte o nessuna? Se serve discutiamone, anche se siamo clamorosamente off topic, ma il punto è che la Tav serve, è utile, per non dire imprescindibile; il Ponte sullo Stretto è inutile e forse persino dannoso.

  28. Francesco Cerisoli

    Siamo decisamente off topic, forse sarebbe bene affrontare il tema altrove. Per l’ignorante che sono, in base a quel che leggo su giornali, libri, internet (la TV italiana non la guardo da 4 anni, a Rotterdam non si vede) l’imprescindibilita’della TAV in Val Susa non e’ cosi’ evidente. E le argomentazioni dei politici PD a sostegno che conosco sono sempre squalificanti: serve perche’ serve, perche’ lo impone Bruxelles… Mai argomentazioni puntuali: serve perche’ portera’ ad un aumento del trasporto su rotaia delle merci che transitano su gomma in valle dell’x%, serve perche’ accorciare di 30 minuti il transito Torino-Lione aumentera’ la competitivita’delle merci italiane che adesso sono penalizzate da 30 minuti in piu’, e cosi’via. Io la metto sullo stesso piano del POnte sullo Stretto perche’ di quello son convinto che sia una cazzata, ma di questa non sono convinto che sia imprescindibile. Eppure il PD dice no al primo e si alla seconda.

  29. Ragazzi, avete presente Lidia Ravera? Una brava scrittrice, una donna impreparata a far politica, per quanto ne so dopo averla ascoltata un paio di volte. Eppure è editorialista de L’Unità, dove fa la commentatrice politica. Beh, c’è arrivata pure lei a capire che Cinquestelle non è l’Uomo Qualunque: http://www.unita.it/news/lidia_ravera/96927/bersani_abbiamo_perso

    Costa, ci sono speranze che ci possa fare anche tu una riflessione, sul tema?

    Segnalo anche questo bell’intervento di Marco Romagnuolo, altro piddino, ma savio: http://anellidifum0.wordpress.com/2010/04/01/quando-grillo-costruisce-e-il-pd-distrugge/

  30. La mia idea sul movimento di Grillo è che sia robaccia populista al pari di Lega e Pdl – se il numero dei voti fosse indice di qualità della proposta, allora Berlusconi batte tutti – e il suo leader un fascista ipocrita.

    http://www.francescocosta.net/2010/04/01/a-tempo-di-record/
    http://www.francescocosta.net/2010/04/01/a-tempo-di-record2/

    Questo naturalmente non rende migliore la posizione del Pd e non allevia le sue responsabilità. Ma vale anche il contrario: il fatto che il Pd sia deprimente non rende Grillo diverso da quello che è: un pagliaccio.

  31. Sì, lo so Costa che tu valuti Grillo anche peggio dell’Uomo Qualunque. Io sono sicuro che è solo una delle tante tue analisi politiche profondamente non condivisibili perché errate.

    Il punto è che fino a prima delle ultime regionali, potevamo fregarcene di cosa tu e io pensassimo di Cinquestelle, perché non ne conoscevamo la consistenza popolare. Il famoso radicamento tra la gente. Adesso che sappiamo che in Piemonte hanno preso 90.000 voti sul loro candidato, la realtà impone a te, a me e al PD di studiare meglio la situazione e di decidere il da farsi.

    Continuare a dargli del “fascista ipocrita”, come fai tu, oppure sperare che voglia iscriversi di nuovo al PD e partecipare alle prossime primarie, fondendo il suo movimento con il PD? Io sono per la seconda ipotesi; oltretutto non è nemmeno detto che vinca le primarie. Ma se dobbiamo allargare il PD e applicare tutte quelle vuote parole d’ordine sentite al momento della fondazione di questo partito che voleva tenere da Fabio Mussi alla Binetti, e che poi ha via via perso le sue ali estreme, beh perché non Beppe Grillo? Lui, almeno, i voti li ha.

    Comunque una cosa è chiara: che si cerchi di collaborare con Grillo o che lo si valuti come un nuovo nemico, addirittura un “fascista ipocrita”, il movimento Cinquestelle è destinato a essere più popolare col passare del tempo. Sei proprio sicuro che il PD si possa permettere l’apertura di un ennesimo fronte avversario? E la Lega no perché è xenofoba, e il Vaticano no perché è clericale, e l’UDC no perché è clericale, e il PDL no perché è il PDL, e Fini no perché era fascista, e DiPietro non piace perché sarebbe giustizialista, e i Verdi no perché Pecoraro Scanio, e i Comunisti no perché ci siamo già passati (e poi non hanno più voti), e i Socialisti no perché sono craxiani (e non hanno poi voti), e Grillo no perché sarebbe “un fascista ipocrita”.

    Ma dimmi una cosa, e il PD cosa propone, di suo? Come pensa di riportare al voto chi ieri ha votato Cinquestelle, o uno degli altri partiti in campo? E come pensa di riportare al voto gli astenuti? Nessuna alleanza, dici tu. Ok, dicci qual è il tuo programma, vediamo se è quello di tutto il tuo partito, andiamo a elezioni. Se però non prendete il 51% alle prossime da soli, come pensate di andare al governo? O è proprio un traguardo che non vi ponete più, a causa degli avversari “fascisti e ipocriti” e cattivoni, che osano presentarsi alle elezioni e farvi perdere il Piemonte, ieri, e il resto d’Italia, domani?

  32. io vi invito a ragionare su una cosa riguardo il movimento 5 stelle.
    Grillo e i grillini non sono la stessa cosa. almeno non qui a Venezia. chi ha lanciato il locale 5 stelle (3 e passa percento e candidato eletto in cuomune) ha ben presente certi eccessi di Grillo e ne prende, con moderazione, le distanze. Hanno anche una discreta capacità di elaborazione e mi aspetto da loro una opposizione vivacissima e in parte costruttiva.
    oggi vivono solo grazie alla popolarità che deriva da grillo, ma se sono in gamaba (come credo) sapranno crescere e rendersi indipendenti.

  33. Bravo Lucio, è quello che sto cercando di dire anche io sul mio blog. Non a caso io parlo di M5S, più che di Beppe Grillo.

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