Le balle di Berlusconi

di nonunacosaseria

Basta poco per smascherare le bugie di Berlusconi.
Stasera, per esempio, a Torino ha detto:

se a questi giudici (di sinistra, ndb) le leggi non vanno bene fanno eccezione di costituzionalità e fanno ricorso alla Corte costituzionale che è composta da 11 membri della sinistra e da 4 del centrodestra e così ottengono che tutte le volte la Corte abroghi la legge fatta dal Parlamento. Conseguenza: la sovranità nei fatti non appartiene più al Parlamento, ma ai giudici di sinistra.

Ma è davvero così?
Così, a occhio, inquadro già tre fandonie.

La prima: non è vero che “tutte le volte” la Corte abroga a richiesta dei giudici. Nel 2009, per esempio, la Consulta ha adottato 342 decisioni, 225 delle quali per ricorsi in via incidentale (promossi, dunque, dai giudici; gli altri, sono stati a seguito di promovimento da parte del Governo o delle Regioni). Di queste 225, 124 sono stati dichiarati manifestamente inammissibili, 49 manifestamente infondati, 36 non fondati e appena 31 – trentuno!, ossia il 13.77% delle sentenze totali – sono state le sentenze di illegittimità costituzionale. Questo significa che quasi nove volte su dieci la Corte ha dato torto ai giudici che vi facevano ricorso. E, particolare importante da notare, non è che le sentenze di incostituzionalità riguardavano tutte leggi volute da Berlusconi. Per esempio – cito solamente tre casi, sennò ci stiamo fino a domani – la sentenza numero 11 riguardava un provvedimento del governo Amato nel 2000, la sentenza numero 28 una legge dell’ultimo governo Andreotti, nel 1992, e la sentenza 177 addirittura una norma risalente al 1975, quando l’attuale presidente del Consiglio faceva il palazzinaro nell’hinterland milanese.

E passiamo alla seconda fandonia raccontata da Berlusconi, sull’orientamento di partito dei componenti la Consulta. La Corte non è composta da giudici di centrosinistra e giudici di centrodestra. E’ composta da giudici e basta. Che potranno avere le loro idee politiche, quali che siano, ma non sono lì a rappresentare questo o quello schieramento. Ma anche prendendo per valido il ragionamento berlusconiano, basta leggersi un quotidiano che non è certo l’organo di stampa dei marxisti leninisti italiani, cioè Libero, che il 9 ottobre 2009 indicava in almeno cinque i giudici costituzionali non di sinistra (Napolitano, Frigo e Mazzella, indicati direttamente dai parlamentari di centrodestra, più Finocchiaro e Quaranta), ai quali avrebbero potuto essere aggiunti altri tre (Grossi, Maddalena e Saulle): la Corte così comunistoide, insomma, avrebbe una composizione di ben otto membri su quindici – la maggioranza! – non di sinistra.

Infine, la terza fandonia. Abbiamo detto che sono 31 le leggi che nel 2009 sono state – parzialmente o totalmente – dichiarate incostituzionali. E tali sentenze riguardano provvedimenti emanati negli anni, magari anche decenni fa, in un apparato normativo che in Italia è abnorme (oltre 150mila leggi). Peccato che nel solo 2009 siano state promulgate la bellezza di oltre cento nuove leggi. Con quale faccia Berlusconi può dire che la sovranità non appartiene più al Parlamento? Ma, soprattutto, questa affermazione rivela ignoranza giuridica. Perché la Corte non abroga una legge. Più semplicemente, la dichiara incostituzionale, con ciò facendone cessare l’efficacia e poi spetterà alle Camere (o ai consigli regionali interessati) provvedere nelle forme costituzionali (art. 136 Cost.).iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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