Il gatto, il topo e la piazza

di Francesco Costa (su Liberal)

Visto il risultato non esaltante ottenuto dal decreto salva liste (riammessa la lista Formigoni, ancora bocciata la lista Pdl a Roma) più di qualcuno nella sede del Pd inizia a convincersi che la manifestazione indetta frettolosamente per sabato 13 possa rivelarsi inutile o addirittura controproducente. Marco Follini lo ha detto esplicitamente – «Lasciamo la piazza a Berlusconi e prendiamo noi le urne» – molti altri lo pensano e lo ammettono a mezza bocca.

Dal punto di vista politico e mediatico una prova di forza, di fatto, non è più necessaria: il decreto interpretativo è già stato pubblicato in Gazzetta ufficiale, i tribunali amministrativi hanno preso le loro decisioni riguardo le situazioni in Lombardia e Lazio. Insomma, non ci sono risultati concreti da chiedere e sperare di ottenere attraverso una grande mobilitazione di piazza. Dall’altra parte, la decisione del Pdl di rispondere con un’altra manifestazione sabato 20 potrebbe indebolire la percezione della protesta da parte degli elettori e i suoi effetti in vista delle elezioni regionali, mentre l’atteggiamento riottoso e polemico dell’Italia dei Valori rischia seriamente di trasformare l’intera operazione in un gigantesco autogol. Una manifestazione nata per protestare contro il comportamento del governo, infatti, si ritorcerebbe immediatamente contro il Pd se solo Di Pietro dovesse ripetere dal palco di piazza del Popolo uno a caso tra i giudizi affibbiati nei giorni scorsi da lui o dai suoi compagni di partito al capo dello Stato – «correo», «da impeachment», «come Vittorio Emanuele III», «avalla il Piano di rinascita democratica di Gelli» – o a quegli «ipocriti perbenisti» del Pd che hanno deciso di non criticare Napolitano per la sua decisione. Davanti al rischio concreto che il momento di maggiore difficoltà della maggioranza dall’inizio della legislatura diventi l’ennesima ragione per litigare, da giorni al Nazareno si discute di come evitare che la mobilitazione di sabato 13 si trasformi una trappola.

Le attenzioni di tutti sono inevitabilmente puntate sul palco di piazza del Popolo e sulla piattaforma della manifestazione. Diverse le soluzioni su cui si è ragionato nelle ultime ore: sia Franceschini che lo stesso Bersani avevano inizialmente parlato della possibilità che i leader di partito lasciassero il palco a esponenti della società civile o altri dirigenti di partito maggiormente graditi dalla piazza, come la presidente del Pd Rosy Bindi. Per alcune ore si è fatta concreta anche l’ipotesi di far parlare dal palco solo i candidati alle regionali, spostando così l’assetto generale della manifestazione dalla protesta per il decreto salvaliste alla campagna elettorale in vista delle amministrative. «Non sarà una manifestazione di protesta», aveva dichiarato Bersani nel primo pomeriggio di ieri, «ma di proposta centrata su democrazia, lavoro e legalità». Il leader Idv però non ha raccolto, anzi: ha approfittato della discussione sul legittimo impedimento per rivolgersi ancora una volta al capo dello Stato – «Se si cade in troppi tranelli viene meno anche la buona fede» – e ha ribadito di non avere alcuna intenzione di restare in silenzio sabato pomeriggio. «Sabato parlerò eccome, nessuno potrà mai impedirmelo», ha dichiarato il leader Idv a Klaus Davi. «Vorrei ricordare a chi nutre dubbi sulla mia presenza che ho lanciato io la manifestazione, ho prenotato io la piazza dopo aver avuto l’idea, ho convocato le persone, predisposto i pullman, coordinato la logistica. E adesso vorrebbero che non parlassi? Un leader politico se non parla in una simile occasione, quand’è che dovrebbe assumersi la responsabilità di farlo?».

Davanti all’assenza di un qualsiasi spiraglio per lavorare sulla scaletta della manifestazione, l’oggetto delle trattative è diventato la piattaforma politica, da far sottoscrivere in modo vincolante a tutti coloro che vorranno aderirvi, così da chiarire preventivamente i nodi politici ed eliminare il rischio che qualcuno sul palco si faccia trascinare eccessivamente dalla folla. Proprio la piattaforma è stata oggetto di un’intensa riunione pomeridiana il cui esito, a giudicare dalle dichiarazioni immediatamente successive, sembrerebbe essere stato positivo. «C’è una piattaforma comune e tutti si atterranno ad essa», ha detto Bersani, «che attribuisce al governo la piena responsabilità delle norme contestate». Negli stessi minuti arriva simile rassicurazione da parte del leader Idv: «Ci appelliamo al capo dello Stato perché stanno stracciando la Costituzione, ma noi andiamo in piazza contro Lucifero-Berlusconi che sta uccidendo la democrazia».

Caso chiuso, quindi? Non proprio. Pochi al Nazareno pensano che alla fine Di Pietro si lascerà scappare l’occasione di strigliare il Pd davanti a una piazza affollata e arrabbiata, e alcuni iniziano già a mettere le mani avanti. «Se la manifestazione dovesse deragliare lungo i rivoli dell’insulto al Capo dello Stato, della aperta contestazione a chi non ha una concezione giustizialista e forcaiola della democrazia», ha dichiarato il deputato Pd Giorgio Merlo, «sarà bene che gli esponenti Pd si dissocino già durante la manifestazione stessa. Senza indugi, senza tentennamenti e senza equivoci del giorno dopo». La risposta di Bersani a chi gli chiede se lascerà la piazza in caso di offese a Napolitano è lapidaria – «Escludo ipotesi del genere» – ma è certo che nei prossimi giorni si lavorerà ancora molto per limare gli attriti e far sì che la «manifestazione unitaria» di piazza del Popolo sia unitaria per davvero.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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14 Commenti

  1. Francesco Cerisoli

    Io avrei una proposta: perche’ non manifestare a Saxa Rubra e Cologno Monzese? Invece della solita passeggiata in centro, andiamo al cuore del problema…

  2. Io invece sono d’accordo con Civati. E aggiungo: la malattia cronica del PD è questo essere ondivaghi. Indire una manifestazione nazionale lunedì, parlando di “emergenza democratica”, poi il martedì cominciare ad avere alcuni lievi dubbi, il mercoledì i dubbi diventano più seri, il giovedì parte l’articolo intelligente di Francesco Costa o di chi per lui, il venerdì si dice che la manifestazione sarà “non di difesa della democrazia ma sul lavoro” [Enrico Letta a "Mentana Condicio"] e si arriva al sabato con una manifestazione depotenziata nella quale si è seminato affinché gli altri alleati possano avere ragioni per diffidare e fischiare l’intervento di Bersani.

    Insomma, il problema è che ci vorrebbe una maggiore sensibilità e capacità politica, dentro al PD. Una volta che una manifestazione nazionale è convocata, piantatela di cambiare idea in corso. Ve lo chiedo per pietà. Applicate le vostre analisi intelligenti al calcio, siamo pur sempre in fase finale di Champions League.

  3. Ma forse l’errore è stato anche convocarla “a caldo” pensando (come tutti) che il tar si sarebbe comportato come “suggerito” dal decreto.
    Ora non sono in pochi (semplici elettori del PD) che si domandano: ma per cosa si manifesta?

  4. Marino

    Si manifesta contro le bugie di Berlusconi:
    “La sinistra e la sua mano giudiziaria non hanno perso il vizio. Non ne possiamo più di certi giudici e di certa sinistra”. Addirittura, per il premier, “la magistratura di sinistra sta dettando i tempi di questa campagna elettorale, prima inventando una tangentopoli che non c’è, ora inventandosi questa situazione di rigetto delle nostre liste”

    Dopo la pubblicazione delle intercettazioni di Anemone e Co., dopo l’affaire Sparkle/Fastweb/Mokbel/Di Girolamo e il patteggiamento di Prosperini NON C’E’ TANGENTOPOLI?

    “inventandosi il rigetto delle liste” quando pure la seconda volta mancavano i documenti?

    cioè, dovremmo prenderci questi schiaffi in faccia senza rispondere? In un contesto di scontro istituzionale, crisi economica,attacco ai diritti dei lavoratori e informazione censurata stiamo buoni e zitti?

  5. Marino: stending ovèscion.

    E aggiungo: si manifesta anche per il motivo originario. Ossia che il Governo ha pensato bene di fare un Decreto Legge anticostituzionale in 5 punti diversi (uno ogni 6 righe, circa) in materia elettorale durante le elezioni, e il Presidente lo ha firmato in 38 minuti. Dato il contesto politico, stavolta ci concentriamo sulle colpe del Governo, non su quelle di Napolitano, naturalmente, perché siamo faziosi e di parte e va benissimo così: è una manifestazione politica di difesa della legalità, che in Italia è diventata, dal 1994, una questione di una sola parte: il Centrosinistra.

  6. Potessi scrivere l’intervento di Di Pietro, inizierebbe così: “Io qui non parlerò di quello che penso avrebbe dovuto fare il Presidente della Repubblica, perché questa è una valutazione che ci divide e noi in questa piazza vogliamo soprattutto l’unità. Unità per opporci a qualcuno che è molto più responsabile politicamente della situazione in cui ci troviamo, e quel qualcuno è il Governo, non solo nel suo Presidente del Consiglio, ma nel suo Ministro dell’Interno e negli altri che hanno firmato il Dl”.

    Speriamo abbia dei buoni ghost writer, Tonino.

  7. Ho scritto due cose due a proposito della manifestazione:

    http://pietroraffa.altervista.org/blog/2010/03/11/manifestare-fa-bene/

  8. giulio

    Mi trovo molto d’accordo con anellidifumo. E credo che ci si dimentichi troppo in fretta del perchè questa manifestazione è stata indetta e del perchè anche sabato e domenica scorsa molti di noi erano in piazza in varie città di Italia. Si avverte una aria di rottura irreversibile delle regole di base dell’ordinamento costituzionale. Nè mi pare che dopo le decisioni dei giudici il governo abbia mutato la sua posizione. Anzi. Stiamo assistendo ad esibizioni grottesche del capo del governo. Non è sufficiente per manifestare? Temo molto, invece, questo ragionamento per “piattaforme politiche”, per “scalette della manifestazione”, per quello che ha detto questo o quello degli esponenti del pd, o questo quel deputato idv, per i dubbi di Follini o i tentennamenti di Bersani. Non credo che andremmo lontano così.

    [WORDPRESS HASHCASH] The poster sent us ’0 which is not a hashcash value.

  9. giulio

    Mi trovo molto d’accordo con anellidifumo. E credo che ci si dimentichi troppo in fretta del perchè questa manifestazione è stata indetta e del perchè anche sabato e domenica scorsa molti di noi erano in piazza in varie città di Italia. Si avverte una aria di rottura irreversibile delle regole di base dell’ordinamento costituzionale. Nè mi pare che dopo le decisioni dei giudici il governo abbia mutato la sua posizione. Anzi. Stiamo assistendo ad esibizioni grottesche del capo del governo. Non è sufficiente per manifestare? Temo molto, invece, questo ragionamento per “piattaforme politiche”, per “scalette della manifestazione”, per quello che ha detto questo o quello degli esponenti del pd, o questo quel deputato idv, per i dubbi di Follini o i tentennamenti di Bersani. Non credo che andremmo lontano così.

  10. RC2

    io manifesto, e se se chi prende la parola spara idiozie, lo fischio.

    mentre chi difende la costituzione, lo applaudo.

    non e’ muta l’audience di una piazza, come quella della tv…
    ne’ infantile, bisognosa di tutela.
    giudica, e non e’ anestetizzata
    (o bollita in jacuzzi come le ranocchie sul mio blog)

  11. antonio g.

    Stiamo vivendo la nascita di un regime,
    con un Parlamento ormai sciolto e sostituito dalla Camera delle Corporazioni.
    con membri nominati e pronti a tutto,
    con una informazione manipolata e la TV di Stato zittita,
    con una legge ancora calda d’inchiostro che sottrae al giudizio il Maestro dei Giostrai e i suoi Giocolieri,
    con la pratica abolizione del’art.18,
    con una strategia in atto che è l’esecuzione del disegno del Piano di Rinascita elaborato dalla P2,
    con un Presidente della Repubblica in ostaggio psicologico.

    E il PD si chiede per cosa andare in piazza sabato.
    Questa è la debolezza intellettuale e di carattere che favorisce la nascita di un regime. E noi abbiamo già conosciuto tutto questo.
    Sembra incredibile, ominicchi.

  12. Antonio G. sai qual è l’unica consolazione? Che come dici tu si tratta proprio “solo” di debolezza intellettuale, dentro al PD, con l’aggravante di pensarsi machiavellici, mentre si è al massimo bomboleschi, tzè tzè. E’ già importante che non sia collaborazione col nemico, guarda.

  13. Leoperutz

    Si manifestera’ … e’ legittimo che lo si faccia perche’ e’ legittimo che tanta gente abbia qualcosa da dire sui fatti degli ultimi dieci giorni.
    Meno comprensibile e’ che si pensi che a manifestare debba per forza esserci anche il PD che, avendo percepito questa “temperatura”, sceglie di inseguire la necessita’ invece di gestirla strategicamente in chiave regionale, come se le grida elettorali al “complotto totale e perfetto” lanciate dall’Egoarca e i rischi di “nuovi attentati” (!?) evocati dal pagliaccetto di corte, non fossero stati prevedibili nella loro puntuale ricorrenza.
    Forse la mia debolezza intellettuale e’ talmente “terminale” da non riuscirmi piu’ ad affrancare da quella curiosita’ che mi ronza in testa a peso morto da mesi ormai:
    “Un Nano che non avesse il pretesto di gridare per il 90% del suo tempo all’odio e al complotto comunista, quante Protezioni Civili SpA si dovrebbe inventare per continuare a vincere le elezioni?”

    Una domanda ai romani che saranno in Piazza del Popolo domani:
    le elezioni regionali arriveranno, probabilmente, in un paio di settimane; pensate che dopo la manifestazione di domani ci sara’ ancora il tempo materiale per far parlare la Bonino ( e magari anche la Alicata!) e di fargli dire qualcosa di interessante per la quale valga la pena andarle a votare?
    Saluti.

  14. antonio g.

    Leoperutz, devi farti capace che non è la piazza che manifesta ad offrire al Porco di Orwell l’argomento dell’odio e del complotto( e dell’invidia?).
    La demonizzazione di chi si oppone, la denigrazione e delegittimazione di tutti gli avversari è una tecnica e si muove secondo precise strategie che prescindono dalle modalità che assume l’opposizione.
    Direi quindi che andare in piazza a manifestare non è la causa di tutto ciò che sta succedendo e succederà. Ne è la conseguenza, rappresenta la residua e inevitabile ultima chance per proporre una forma di argine e sviluppare maggiore coscienza dei pericoli che stiamo correndo.
    Se questo non si comprende o non si vuole accettare, ecco la debolezza intellettuale che impedisce al PD di prendere la leadership materiale e morale contro la definitiva affermazione del Porco eversore.

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