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	<title>Comments on: Gerontofobia</title>
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	<description>Le cose cambiano - Rivista per il rinnovamento dell&#039;Italia.</description>
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		<title>By: iMille &#187; Blog Archive &#187; Meritocrazia e selezione nell’accademia. Quanto consenso?</title>
		<link>http://www.imille.org/2010/03/gerontofobia/comment-page-1/#comment-12381</link>
		<dc:creator>iMille &#187; Blog Archive &#187; Meritocrazia e selezione nell’accademia. Quanto consenso?</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 08:44:54 +0000</pubDate>
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		<description>[...] il diritto al mercato del lavoro debba essere offerto anche agli over 65. In precedenza avevamo scritto su questo blog in difesa del principio della non discriminazione per età. Ci eravamo focalizzati sul problema [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] il diritto al mercato del lavoro debba essere offerto anche agli over 65. In precedenza avevamo scritto su questo blog in difesa del principio della non discriminazione per età. Ci eravamo focalizzati sul problema [...]</p>
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		<title>By: Giovanni</title>
		<link>http://www.imille.org/2010/03/gerontofobia/comment-page-1/#comment-11732</link>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 May 2010 16:55:46 +0000</pubDate>
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		<description>Su questo la proposta del vostro partito è perfetta e molto vicina come conseguenze potenziali ai modelli qui descritti. Chi non vale va via a 65 anni, chi vale fa contratti annuali e resta in ateneo anche oltre l&#039;attuale età pensionabile. Una soluzione ragionevole, e perciò in Italia oggetto di attacchi concentrici.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Su questo la proposta del vostro partito è perfetta e molto vicina come conseguenze potenziali ai modelli qui descritti. Chi non vale va via a 65 anni, chi vale fa contratti annuali e resta in ateneo anche oltre l&#8217;attuale età pensionabile. Una soluzione ragionevole, e perciò in Italia oggetto di attacchi concentrici.</p>
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		<title>By: iMille &#187; Blog Archive &#187; Domani a Roma &#8211; Appuntamento con iMille</title>
		<link>http://www.imille.org/2010/03/gerontofobia/comment-page-1/#comment-11723</link>
		<dc:creator>iMille &#187; Blog Archive &#187; Domani a Roma &#8211; Appuntamento con iMille</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 May 2010 13:17:37 +0000</pubDate>
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		<description>[...] di approfondire ulteriormente, potete trovare del materiale del nostro blog: anche qui, qui e qui.  var addthis_brand = &#039;iMille&#039;;var addthis_language = &#039;en&#039;; [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] di approfondire ulteriormente, potete trovare del materiale del nostro blog: anche qui, qui e qui.  var addthis_brand = &#39;iMille&#39;;var addthis_language = &#39;en&#39;; [...]</p>
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		<title>By: Francesco Cerisoli</title>
		<link>http://www.imille.org/2010/03/gerontofobia/comment-page-1/#comment-11112</link>
		<dc:creator>Francesco Cerisoli</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 14:19:01 +0000</pubDate>
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		<description>Mi sento chiamato in causa per la questione &quot;prof universitari anziani&quot;. Mi piace la puntualizzazione (nei commenti) di Andrea: in teoria, il sistema migliore e&#039;quello che discrimina solo in base al merito. Il problema italiano e&#039;appunto che tale teoria non trova applicazione da sempre e in nessun settore dell&#039;Universita&#039;. E che, in parallelo, le risorse che sono destinate all&#039;Úniversita&#039; sono mal gestite e sottodimensionate. Chiedere il pensionamento degli over 65 ha quindi senso come mezzo per arrivare ad un fine (la sopravvivenza dell&#039;Universita&#039;pubblica hic et nunc e l&#039;indebolimento di una casta impermeabile al merito). A riforma completata, se ne puo&#039;riparlare....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sento chiamato in causa per la questione &#8220;prof universitari anziani&#8221;. Mi piace la puntualizzazione (nei commenti) di Andrea: in teoria, il sistema migliore e&#8217;quello che discrimina solo in base al merito. Il problema italiano e&#8217;appunto che tale teoria non trova applicazione da sempre e in nessun settore dell&#8217;Universita&#8217;. E che, in parallelo, le risorse che sono destinate all&#8217;Úniversita&#8217; sono mal gestite e sottodimensionate. Chiedere il pensionamento degli over 65 ha quindi senso come mezzo per arrivare ad un fine (la sopravvivenza dell&#8217;Universita&#8217;pubblica hic et nunc e l&#8217;indebolimento di una casta impermeabile al merito). A riforma completata, se ne puo&#8217;riparlare&#8230;.</p>
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		<title>By: Andrea Ballabeni</title>
		<link>http://www.imille.org/2010/03/gerontofobia/comment-page-1/#comment-11104</link>
		<dc:creator>Andrea Ballabeni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 03:49:49 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie Antonio e Matteo per i vostri commenti e per la condivisione di questi principi.
E’ vero, come sottolinea Matteo, che sono in molti a pensare che il ritiro obbligatorio sia cosa giusta. Molte di queste persone, tra cui vari amici di questo blog, sostengono questa tesi argomentando a proposito del sistema italiano fatto di caste e privilegi. Quando una casta professionale ha il privilegio di un posto di lavoro blindato al di la del merito e’ chiaro che uno dei modi per fare breccia nella casta e’ quello di obbligare al ritiro chi raggiunge una certa eta’, indipendentemente che sia talentuoso o scarso, meritevole o non meritevole. In questo contesto lo strumento del ritiro obbligatorio puo essere, anche se metodo approssimativo e qualunquista, capito e in parte anche condiviso. 
La riflessione proposta nel nostro post ha invece lo scopo di parlare non tanto del sistema che c’e’ ma di quello verso il quale dovremmo tendere. Per mancanza di spazio non abbiamo parlato in modo diretto del problema della chiusura del mercato del lavoro ma ne abbiamo comunque accennato parlando di “meritocrazia”, “talento”, “competizione”, “pari opportunita’”, “apertura del mercato del lavoro”. Siamo quindi completamente consapevoli che in Italia esista un serissimo problema di chiusura e di caste. La nostra riflessione deve quindi essere ricondotta ad un sistema di apertura del mercato del lavoro che in Italia per ora esiste solo in parte. Un sistema in cui i criteri di selezione sono meritocratici e le opportunita’ sono pari. Questo avviene in altri paesi e quindi non stiamo certo parlando di utopie. Pari opportunita’ significa ovviamente stesse possibilita’ di competere per tutti, indipendentemente dal sesso, dall’orientamento sessuale, dal colore della pelle, dal cognome che si porta e anche dall’eta’ anagrafica.
Oltre alle considerazioni sull’abolizione del ritiro obbligatorio, abbiamo voluto anche trattare piu in generale il problema della discriminazione degli anziani, problema di cui spesso i piu giovani sono quasi inconsapevoli. Dobbiamo tutti capire che usare appellativi come “matusalemme” o “cariatide” equivale ad usare termini offensivi nei confronti di persone di colore o gay e che la gerontofobia non e’ una forma di paura ed avversione meno odiosa della xenofobia e della omofobia. Dobbiamo combattere per una societa’ dove non si giudicano le persone in base all’eta’ cosi’ come non si giudicano in base al sesso o all’orientamento sessuale. Ovviamente non si tratta solo di rispetto formale. Legato alla forma c’e’ sempre la sostanza e oltre alle sopra citate pari opportunita’ in termini di competizione nel mercato del lavoro ci stanno tanti altri problemi pratici come per esempio l’assistenza agli anziani che non possono piu lavorare e che hanno bisogno di assistenza e di una vita dignitosa e il piu felice possible fino all’ultimo giorno (da questo punto di vista il sistema Italia ha sicuramente da insegnare qualcosa al sistema statunitense).  Se imparassimo ad essere neutri, se non addirittura rispettosi, verso persone di eta’ diverse getterremo le basi, come ci ricorda Antonio, per uno “sviluppo armonico” e piu costruttivo della societa’.
Grazie di nuovo per i commenti e per la vicinanza a questo problema.
Andrea

Ps
Matteo, mi sfugge cosa non sia chiaro a proposito delle tappe della carriera di Crick. Per essere precisi: Crick e’ nato nel 1916, ha vinto il Nobel nel 1962, e’ emigrato negli Stati Uniti nel 1976 (e quindi a 60 anni) ed e’ morto nel 2004 all’eta’ di 88 anni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Antonio e Matteo per i vostri commenti e per la condivisione di questi principi.<br />
E’ vero, come sottolinea Matteo, che sono in molti a pensare che il ritiro obbligatorio sia cosa giusta. Molte di queste persone, tra cui vari amici di questo blog, sostengono questa tesi argomentando a proposito del sistema italiano fatto di caste e privilegi. Quando una casta professionale ha il privilegio di un posto di lavoro blindato al di la del merito e’ chiaro che uno dei modi per fare breccia nella casta e’ quello di obbligare al ritiro chi raggiunge una certa eta’, indipendentemente che sia talentuoso o scarso, meritevole o non meritevole. In questo contesto lo strumento del ritiro obbligatorio puo essere, anche se metodo approssimativo e qualunquista, capito e in parte anche condiviso.<br />
La riflessione proposta nel nostro post ha invece lo scopo di parlare non tanto del sistema che c’e’ ma di quello verso il quale dovremmo tendere. Per mancanza di spazio non abbiamo parlato in modo diretto del problema della chiusura del mercato del lavoro ma ne abbiamo comunque accennato parlando di “meritocrazia”, “talento”, “competizione”, “pari opportunita’”, “apertura del mercato del lavoro”. Siamo quindi completamente consapevoli che in Italia esista un serissimo problema di chiusura e di caste. La nostra riflessione deve quindi essere ricondotta ad un sistema di apertura del mercato del lavoro che in Italia per ora esiste solo in parte. Un sistema in cui i criteri di selezione sono meritocratici e le opportunita’ sono pari. Questo avviene in altri paesi e quindi non stiamo certo parlando di utopie. Pari opportunita’ significa ovviamente stesse possibilita’ di competere per tutti, indipendentemente dal sesso, dall’orientamento sessuale, dal colore della pelle, dal cognome che si porta e anche dall’eta’ anagrafica.<br />
Oltre alle considerazioni sull’abolizione del ritiro obbligatorio, abbiamo voluto anche trattare piu in generale il problema della discriminazione degli anziani, problema di cui spesso i piu giovani sono quasi inconsapevoli. Dobbiamo tutti capire che usare appellativi come “matusalemme” o “cariatide” equivale ad usare termini offensivi nei confronti di persone di colore o gay e che la gerontofobia non e’ una forma di paura ed avversione meno odiosa della xenofobia e della omofobia. Dobbiamo combattere per una societa’ dove non si giudicano le persone in base all’eta’ cosi’ come non si giudicano in base al sesso o all’orientamento sessuale. Ovviamente non si tratta solo di rispetto formale. Legato alla forma c’e’ sempre la sostanza e oltre alle sopra citate pari opportunita’ in termini di competizione nel mercato del lavoro ci stanno tanti altri problemi pratici come per esempio l’assistenza agli anziani che non possono piu lavorare e che hanno bisogno di assistenza e di una vita dignitosa e il piu felice possible fino all’ultimo giorno (da questo punto di vista il sistema Italia ha sicuramente da insegnare qualcosa al sistema statunitense).  Se imparassimo ad essere neutri, se non addirittura rispettosi, verso persone di eta’ diverse getterremo le basi, come ci ricorda Antonio, per uno “sviluppo armonico” e piu costruttivo della societa’.<br />
Grazie di nuovo per i commenti e per la vicinanza a questo problema.<br />
Andrea</p>
<p>Ps<br />
Matteo, mi sfugge cosa non sia chiaro a proposito delle tappe della carriera di Crick. Per essere precisi: Crick e’ nato nel 1916, ha vinto il Nobel nel 1962, e’ emigrato negli Stati Uniti nel 1976 (e quindi a 60 anni) ed e’ morto nel 2004 all’eta’ di 88 anni.</p>
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		<title>By: Matteo Rizzolli</title>
		<link>http://www.imille.org/2010/03/gerontofobia/comment-page-1/#comment-11100</link>
		<dc:creator>Matteo Rizzolli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 15:43:35 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;argomento mi trova molto simpatetico. peraltro sempre su questo blog si era discusso proprio di introdurre un obbligo di pensionamento per i docenti universitari che io trovavo assurdo per i motivi qui citati ma che sul blog molti condividevano. 

Comunque della frase &quot;L’inglese Francis Crick (foto), vincitore del premio Nobel per la Medicina nel 1962, emigrò sessantenne negli Stati Uniti, iniziando una seconda carriera e lavorando proficuamente fino al giorno della sua morte nel 2004, all’età di 88 anni&quot; c&#039;è qualcosa che non torna.... non trovate?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;argomento mi trova molto simpatetico. peraltro sempre su questo blog si era discusso proprio di introdurre un obbligo di pensionamento per i docenti universitari che io trovavo assurdo per i motivi qui citati ma che sul blog molti condividevano. </p>
<p>Comunque della frase &#8220;L’inglese Francis Crick (foto), vincitore del premio Nobel per la Medicina nel 1962, emigrò sessantenne negli Stati Uniti, iniziando una seconda carriera e lavorando proficuamente fino al giorno della sua morte nel 2004, all’età di 88 anni&#8221; c&#8217;è qualcosa che non torna&#8230;. non trovate?</p>
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		<title>By: antonio g.</title>
		<link>http://www.imille.org/2010/03/gerontofobia/comment-page-1/#comment-11091</link>
		<dc:creator>antonio g.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 12:14:38 +0000</pubDate>
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		<description>Una posizione umanistica che fa fare un salto in avanti alla rappresentazione del conflitto giovani-anziani.
In più, realisticamente, solo con il recupero di una relazione armonica si può costruire un sistema di relazioni e valori condivisi da generazioni diverse.
Nell&#039;interesse della comunità. Come del resto nei millenni si è sempre fatto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una posizione umanistica che fa fare un salto in avanti alla rappresentazione del conflitto giovani-anziani.<br />
In più, realisticamente, solo con il recupero di una relazione armonica si può costruire un sistema di relazioni e valori condivisi da generazioni diverse.<br />
Nell&#8217;interesse della comunità. Come del resto nei millenni si è sempre fatto.</p>
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