Il buco col carbonio dentro

di Corrado Truffi

Il volonteroso Enrico Rossi, candidato del PD a presidente della Toscana, ha un programma nel quale le scelte energetiche a favore delle rinnovabili sono molto enfatizzate e quasi sempre ben argomentate.
Poi scopri che, con il sincretismo tipico della politica che tutto deve tenere e contenere, il nostro propone candidamente di trasformare le centrali a olio di Livorno e Piombino – sommamente inquinanti – in centrali a carbone con cattura stoccaggio geologico della CO2 (CCS) – quindi non inquinanti e a emissioni zero, dice lui.


Peccato che lo stoccaggio geologico della CO2 sia, purtroppo, una tecnologia che ancora non esiste in natura, se non in impianti dimostrativi e sperimentali. E, sopratutto, peccato che sia una tecnologia per ora decisamente troppo costosa: l’energia elettrica prodotta da un impianto con CCS, secondo autorevoli studi, richiede almeno il 20% in più di combustibile e una notevole quantità aggiuntiva di acqua in un processo di produzione molto più complesso e costoso, e supera quindi il costo di produzione di molte delle fonti rinnovabili, in particolare dell’eolico.

Ora, io capisco benissimo la logica della proposta. Rossi, come chiunque voglia ambire a governare un territorio, ha un pragmatico problema di fattibilità. Da un lato, sa che impianti terribilmente inquinanti come le centrali ad olio combustibile non sono più accettabili per territori già ampiamente compromessi come quelli di Livorno e Piombino. Dall’altra parte, ritiene comprensibilmente che quegli impianti debbano continuare a produrre energia, e che per farlo non sia possibile una trasformazione a rinnovabili, e per di più magari ha anche il problema dei posti di lavoro da preservare. Qualcuno gli parla della CCS, e si accende la speranza…

Il fatto è che un politico non dovrebbe limitarsi a combinare il menu di scelte tecniche che gli propongono, sulla base di una vaga ideologia pro green economy. Un politico dovrebbe provare a verificarlo, questo menu di scelte. Evitando di avventurarsi in terreni scivolosi.

Soluzioni alternative? Per esempio, proporre ad Enel un bell’impianto eolico off-shore al posto della centrale a olio combustibile. O, al massimo, una più ovvia trasformazione a ciclo combinato. E magari una piccola centrale dimostrativa per far avanzare la ricerca della tecnologia del CCS ci potrebbe pure stare, ma sapendo che, appunto, non è la soluzione…

(sul CCS, qui le opinioni di chi punta, mi sembra in perfetta buona fede, su questa tecnologia. In questo articolo una valutazione del prezzo della tecnologia CCS. Qui invece si spiega perché, purtroppo, è illusorio pensare che la cattura e stoccaggio della CO2 potranno essere usate estesamente dove ce ne sarebbe davvero bisogno, in Cina: fare efficienza e risparmio, si nota, costa molto meno. Infine, un divertente smontaggio delle dichiarazioni del nostro governo, di Enel ed ENI, sulla miracolosa soluzione del CCS)iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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4 Commenti

  1. gio

    ovvero, Corrado sta dicendo elegantemente che E.R. (o chi per lui ha scritto l’articolo) l’ha sparata a casaccio riempiendosi la bocca di parole e ingoranza ugualmente grosse.

  2. No, Gio, non esagerare. C’è gente anche seria – l’ho linkata nel post – che crede che il CCS sia una soluzione importante ed interessante. Quindi è facile crederci, se si è alla ricerca di una soluzione a problemi complessi. Io, e la maggioranza di quelli che si occupano di queste faccende, credo che il CCS sia nei fatti una delle tante soluzioni promettenti che diventano mezzi di “distrazione” di massa: sognare che ci sia una soluzione che salva capra e cavoli, e non affrontare la durezza del problema…
    E.R. non ha le idee chiarissime, ma non è fesso e può migliorare…

  3. gio

    ma per caritá, il problema non è il css in sé, che potrebbe anche diventare una opzione valida in futuro, vedremo. Il problema secondo me sono alcuni politici che in campagna elettorale parlano di cose che sanno per sentito dire e su cui sentenziano a caaccio. Meglio stare zitti o scegliersi collaboratori competenti per revisionare i programmi e per scrivere gli articoli da mandare ai giornali. In toscana, non penso che manchino!

  4. gio

    ops volevo dire casaccio.. non caaccio :)

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