Pare che Berlusconi abbia oramai deciso. E’ solo, ha contro gran parte dei suoi colonnelli e tutta la Lega Nord, ma ha in cuore un solo pensiero: lo deve a tutti quelli che ancora guardano a lui con ammirazione.
Nello sforzo verso un rapporto improntato sempre più alla chiarezza di intenti con i propri elettori, il Presidente del Consiglio pensa di rendere noti al più presto i nuovi siti nucleari italiani.
La localizzazione delle centrali è questione oltremodo scottante: tutti sanno che nelle regioni in cui saranno ubicate, le rivelazioni significheranno sconfitta quasi sicura alle elezioni.
Comunque sarà, la base del partito sembra essere vicina a qualunque decisione il premier voglia prendere.
I blogger di centro-destra, che di Berlusconi apprezzano soprattutto la schiettezza, la sincerità, l’onestà intellettuale e l’integrità da uomo di Stato di altri tempi, nonostante le inevitabili ricadute sugli esiti delle regionali, sono piacevolmente sorpresi da questa notizia.
Lo sforzo di chiarezza con tutti i cittadini, beh, questo è proposito di cui poter davvero andare fieri.
Un argomento che si pensava voler defilato, ma che interessa la popolazione, torna ad essere al centro della discussione preelettorale, nonostante l’evidente scivolosità. Tanto di cappello!
Questione, quella nucleare, che -devo ammettere- noi di centro-sinistra pensavamo essere il monumentale esempio dell’ipocrisia di chi ci governa, che sceglie deliberatamente di mentire ai propri elettori.
Nessuno dei candidati presidente del centrodestra -pur essendo tutti o a favore del nucleare o silenti a riguardo- finora ha affermato o negato che ci saranno centrali nelle regioni di loro pertinenza, a parte la Polverini, che afferma che non ci saranno nuove centrali nucleari nella sua regione (a Montalto di Castro consideratevi pure condannati).
Ora, sapendo che il vecchio nucleare che ha in mente l’Italia si farà come minimo in almeno un paio delle regioni italiane, fino ad ora qualcuno evidentemente stava mentendo.
O i governanti, mentendo o sottacendo la verità ai loro candidati sul posizionamento delle centrali, oppure i candidati ai loro elettori.
Ci sarebbe una terza ipotesi, quella che i siti non sarebbero ancora stati individuati nemmeno in linea di massima, ma a questa terza ipotesi può solo far comodo credere, lo sa anche Silvio.
Berlusconi pare voglia sanare questo vulnus alla correttezza di rapporti con i propri elettori e sodali che deve contraddistinguere ogni buon amministratore: sanarlo svelandoci la verità sui nuovi siti.
Per una volta apprezzo anche io il piglio decisionista e l’estro politico del capo del governo. Complimenti, Silvio. E grazie.
Attendo con fibrillazione i nomi delle località papabili sperando di non viverci troppo vicino.
Fa’ presto!
Ne va del tuo speciale rapporto con gli italiani.
Si fidano di te, della tua onestà e liberalità, dell’abnegazione che dimostri per il bene del paese, tu fidati della risposta degli italiani al nucleare sotto casa.
Avresti comunque ancora una decina di giorni per spiegare loro che i problemi alla salute per chi abiterà vicino agli impianti saranno compensati da sgravi al costo dell’energia localizzati intorno a quelle aree.
Bonne chance.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Secondo me Berlusconi renderà noti i siti dopo le elezioni e saranno tutti nelle regioni che non saranno governate dal centro-destra
Roberto, non credo andrà proprio così.
E’ chiaro che non diranno un bel niente ancora per un po’, così come è chiaro che chi ha l’ardore e la consapevolezza necessaria per avere un blog di destra, non credo possa essere così stolto da apprezzare in Berlusconi la sincerità, l’onestà intellettuale e l’integrità.
Sarebbe bene che i cittadini di Piemonte e Lazio avessero ben chiaro in mente cosa potrebbe facilmente spettare loro se vincessero Cota e Renata Polverini.
Due amministratori che favorirebbero proni la costruzione o il riavvio di centrali nucleari, senza curarsi della salute dei suoi cittadini e della svalutazione degli immobili delle zone interessate.
Il costo, inquantificabile se non aumentando di un punto l’ordine di grandezza delle stime per costruzione, mantenimento e futura dismissione di questa tecnologia pericolosa, obsoleta e che ci renderà ancor più dipendenti dagli stati produttori di plutonio e uranio arricchito di quanto lo siamo ora dai produttori di gas, beh, quello lo pagherà tutto il paese, che -in controtendenza rispetto a tutto il mondo- si doterà di un modello di sviluppo elefantiaco anche in quanto ad agilità di riconversione.
Buona fortuna a tutti e per carità fatelo sapere ai vostri conoscenti piemontesi e laziali!