C’era una volta un grande partito, si chiamava Comunista, ed era famoso in tutta Italia perchè era massiccio, potente e pericoloso. Era “l’opposizione”, incombeva, e mentre ti guardava ti diceva: prima o poi governerò. Nel frattempo governava le amministrazioni locali, e le governava talmente bene da diventare rinomato per la sua capacità di buongoverno delle regioni.
Sarebbe difficile riassumere tutte le vicende di questa lunga storia: ci basterà dire che, di essa, oggi osserviamo la fine. L’opposizione di centro-sinistra nelle elezioni amministrative del 2010 riporta, probabilmente, la sua più grande e cocente sconfitta di sempre. Battuta in tutte le regioni che sarebbe stato opportuno vincere, resiste a fatica nelle roccaforti storiche, sempre più insediate da realtà e movimenti nuovi, non del tutto ancora compresi, molto spesso sottovalutati. Da ieri è del tutto chiaro, e lo è per tutti, che il centrosinistra in questo paese è all’opposizione. Prima, prima no, poteva non esserlo: c’erano le regioni, il grande consenso locale, la rinomata buona amministrazione; ma i cittadini, a tutto ciò, hanno voltato le spalle. Oggi il centrosinistra deve accettare la sfida di un ruolo diverso:quello di un’opposizione che sappia elaborare il lutto di una sconfitta amara, che si renda conto di avere le armi per ripartire e che sappia farlo.
Tommaso Caldarelli (per Giornalettismo)
iMille.org – Direttore Raoul Minetti







Mi sembra un articolo singolarmente disinformato. Governiamo piu’ regioni adesso di quante ne governassimo due legislature fa. I congressisti in servizio permanente effettivo dovrebbero almeno farsi piu’ scaltri.
Secondo me una delle ragioni della sconfitta sta anche nella pessima qualita’ dei candidati. Onestamente, ci pensate una Cristiana Alicata consigliere regionale del Lazio?
A proposito, quanti voti ha preso alle primarie per riuscire a farsi mettere in lista?