Una giornata senza i nuovi italiani

PD Donna Olimpia_17022010_Sciopero Primo MarzoCosa accadrebbe se i quattro milioni e mezzo di immigrati che vivono in Italia incrociassero le braccia per un giorno?

Lo Sciopero degli Stranieri del Primo Marzo è un’occasione per evidenziare il contributo determinante degli immigrati alla tenuta del tessuto sociale e alla crescita economica del nostro paese.

Un’occasione per dire con forza che gli immigrati non sono una massa di parassiti e delinquenti o un bacino di forza lavoro a buon mercato da sfruttare.

Che l’approvazione di leggi e ordinanze di matrice xenofoba ci allontana ogni giorno di più dall’Europa.

Che un’altra Italia, civile e solidale, è possibile.

Ne parliamo con:

Roberto Di Giovan Paolo (Senatore PD – Commissione Straordinaria per i Diritti Umani)

Paolo Masini (Consigliere PD Comune di Roma)

Ivan Scalfarotto (Vice Presidente Assemblea Nazionale PD)

Jean-Léonard Touadi (Deputato PD – Commissione Giustizia)

Sergio Gaudio (Comitato Promotore di Roma) presenterà le iniziative in programma il Primo Marzo.
Ernesto Maria Ruffini (Associazione A Buon Diritto) presenterà “Razzismo e pregiudizi: istruzioni per l’uso”, un prontuario di risposte ai luoghi comuni sugli immigrati.
Giorgio Valente (produttore) presenterà “Fratelli d’Italia”, documentario realizzato nel 2009 con il sostegno della Regione Lazio.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

1 Commento

  1. Gabriele Boccaccini

    Bellissima iniziativa, ma mi rivolgo direttamente a Ivan. Bisogna uscire dalla semplice logica dell’opposizione ai provvedimenti razzisti della Lega e del governo per proporre iniziative concrete per l’integrazione che possano coagulare in positivo l’interesse del paese. Ne indico quattro che per me sono prioritarie: la battaglia per il bilinguismo nelle scuole (i ragazzi “stranieri” hanno il diritto sia di imparare bene e presto l’italiano sia di studiare una volta alla settimana anche la propria lingua e cultura), il diritto associativo (con il consolidamento e il riconoscimento a livello locale di associazioni di rappresentanza dei singoli gruppi etnici con le quali gli enti locali possano ufficialmente interagire), la definizione di un percorso certo per l’acquisizione della cittadinanza (che per i minori potrebbe essere legato non allo ius soli ma al completamento dell’obbligo scolastico, con enormi vantaggi per la loro integrazione), un percorso certo per l’acquisizione del permesso di soggiorno (per chi lavoro e rispetta le regole).

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