di Marco Simoni (per l’Unità)

Pichón del año @Dukal
E’ presto per affermare di essere all’alba di un nuovo paradigma economico, che si lasci alle spalle il ventennio iperliberista. Tuttavia, la nota diffusa tre giorni fa dal Fondo Monetario Internazionale, ad opera del capo economista, Olivier Blanchard, di Giovanni Dell’Ariccia e Paolo Mauro, segna uno spartiacque nella discussione politica ed economica. “Ripensare la Politica Macroeconomica” comincia col sottolineare i principali errori teorici che abbiamo pagato prima con la crisi finanziaria e successivamente con una prolungata crisi economica.
Il saggio suggerisce quindi strumenti e politiche da considerare, per “non buttare il bambino con l’acqua sporca”: fare tesoro delle principali conclusioni teoriche – che si sono rivelate corrette – ma cambiare l’approccio alla macroeconomia per non cadere negli stessi errori. La prima raccomandazione è spiazzante: in tempi “normali”, suggeriscono gli autori, pur mantenendo una stabile inflazione, è probabilmente meglio che essa sia più alta del 2% al quale si sono attenute le banche centrali negli ultimi vent’anni, per arrivare magari al 4%. Questa considerazione colpisce perché il cambio di politica monetaria dell’inizio degli anni ’80, basato sulla convinzione che, tenuta bassa l’inflazione, il libero mercato avrebbe fatto il resto, fu la causa fondamentale del cambio di paradigma economico imposto in ondate successive dalla banca centrale tedesca, dalla Thatcher e da Ronald Reagan. Una inflazione leggermente più alta, suggeriscono gli autori, consentirebbe maggior spazio di manovra per interventi monetari in caso di crisi, riducendo la necessità di massicce dosi di spesa pubblica. E’ invece utile calibrare una maggiore varietà di strumenti politici per raggiungere un equilibrio macroeconomico duraturo, compresi la politica fiscale e la regolazione del mercati. La prima ha dei difetti noti, l’inefficienza e la lentezza soprattutto. Difetti correggibili pensando a programmi automatici di sicurezza sociale che, garantendo sconti fiscali o trasferimenti di denaro alle persone in difficoltà durante le crisi, contribuiscano anche alla ripresa. La regolazione dei mercati, inoltre, non va vista, come accaduto finora, in maniera residuale, come medicina necessaria ad evitare guai peggiori, ma come strumento di stabilizzazione macroeconomica con il quale intervenire per prevenire l’emersione di bolle speculative, e ridurre l’effetto negativo che possono esercitare sulle attività economiche. Le istituzioni meglio attrezzate per svolgere questa funzione sono le banche centrali che, tuttavia, dovrebbero portare il loro livello di trasparenza e rispondenza pubblica all’altezza di nuovi responsabilità. Sta tornando la politica, dalla porta principale.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





O.T.?
Mi arrendo. Non voglio più che venga salvata questa democrazia, voglio che venga abbattuta, come un cavallo azzoppato,dispiace per il cavallo, ma non lo si può far soffrire di più.Quanti come me? Nessuno sembra saperlo, ma ci sono.In attesa di una incognita scintilla che dia fuoco alle polveri.Aspettano e nella attesa che si prolunga aumenta il bisogno di giustizia da applicare con fredda determinazione.La giustizia umile, quella del popolo, quella diretta.Non tendo più la mano in segno di pace.Sono obbligato ad impugnare l’arma.
Vis pacem,para bellum, si diceva.
Bene, eccoci, sempre meno fantasmi.Perchè questo?
Ecco.Ruini, e i compagni di merenda, lancia le sue truppe in campo.Impauriti vanno allo scontro frontale, con tutti i mezzi illeciti possibili.I pedoni non proteggono più la regina Letta, si tenta l’arroccamento, il re è sotto scacco, gli alfieri del malaffare politico sono in ambascie.I cavalieri del quirinale, con i loro passi laterali,sono alla biada. La scacchiera è in bilico, sull’orlo.
Attenzione al colpo di gomito, chi lo fara?….Noi, loro, altri?
Ferrero,portavoce della federazione di sinistra, si candida in Campania.
Corto circuio. Cosa faranno Bersani, Di pietro, con De luca? Gli à stata offerta una occasione su di un piatto d’argento.Sapranno rompere gli arcaici schemi del potere ed affrontare le grida dal basso? I grassatori si tolgono la borsa del malloppo e la nascondono in banca.Il PresidioViola, (ultimo?) osservatorio democratico in piazza, è sempre lì.Può distribuire voti o forconi, ancora non si sa, dipende da noi.Nelle piazze, ora ventre molle del popolo, si annusa sempre di più l’odore della rivalsa.Non è così?Allora ditemi come è.