di Marta Meo
Nella provincia di Venezia (il mio collegio) continua la “battaglia” delle deroghe al secondo mandato per i consilgieri regionali. Perché il PD della mia regione ha uno statuto più restrittivo di quello nazionale e pone un limite di due mandati. I consiglieri regionali del PD che ne hanno già fatti due sono diversi nella mia regione. A volersi ripresentare con deroga però ce ne solo solo due e sono entrambi nella provincia di Venezia. Come area Marino e con diversi circoli abbiamo chiesto che le deroghe non vengano concesse, abbiamo chiesto che venga rispettato lo statuto regionale e soprattutto che si liberino spazi e possibilità di misurarsi per una intera generazione politica altrimenti destinata a sparire.
Riporto qui sotto alcuni brani di una lettera inviata a un circolo a sostegno della mia candidatura alle regionali da un iscritto che riporta dei brani di un bell’articolo di Zingales.
“… Questo concetto viene ripreso e sviluppato in maniera più compiuta da Luigi Zingales su L’Espresso di questa settimana.
Scrive Luigi Zingales:
“ … Ogni leader, anche il migliore, ha dei punti deboli. Organizzazioni guidate per troppo tempo dallo stesso leader tendono ad amplificare queste debolezze. Se il leader è troppo vanitoso, l’organizzazione tende ad essere popolata di adulatori, se è un visionario, tende a trascurare la gestione quotidiana, mentre se è un accentratore, soffoca la crescita professionale dei sottoposti. Il ricambio tende a compensare queste debolezze. Per di più la consapevolezza di un limite imposto al mandato induce un leader a creare un’organizzazione non accentrata sulla sua persona, ma capace di funzionare anche senza di lui.
Questi problemi esistono anche nelle imprese. Ma le imprese devono confrontarsi ogni giorno con la competizione sui mercati. Se non si adattano, muoiono. Nelle istituzioni politiche, invece, l’unica forma di competizione è quella elettorale. Ma è una competizione falsata, perché chi è al potere ha due vantaggi enormi: il potere permette di comprare consenso e nell’incertezza gli elettori tendono a preferire chi già conoscono. Una delle funzioni dei limiti alla rieleggibilità è proprio quella di ristabilire una maggiore uguaglianza dei punti di partenza nella competizione elettorale, affinché vinca il migliore e non il più potente …”
Insomma: il concetto è questo: va ripristinato il rapporto tra potere e consenso: non deve essere utilizzato il potere per acquisire il consenso ma è il libero consenso dei cittadini che legittima il potere, e se come dice il proverbio arabo: “il genere umano si divide in tre classi: gli inamovibili, quelli che sono mossi, e quelli che muovono” io voglio stare tra quelli che muovono.iMille.org – Direttore Raoul Minetti




