Quanto inutile casino

di Tommaso Caldarelli

Ci sono due piani nell’affaire Bertolaso che si sta sviluppando in questi giorni. Due livelli, due ordini di gravità, che corrispondono ai due piani gerarchici all’interno del dipartimento della Protezione Civile.

In alto c’è il nume Bertolaso, l’uomo che tutto può, che gestisce tre emergenze contemporaneamente, i terremotati de l’Aquila, i rifiuti di Palermo e Napoli, il fango di Messina; e poi ci sono i suoi diretti sottoposti, quelli che, sentito il terremoto alle tre e mezzo di notte, scoppiano a ridere pregustando succosi affari.

Fra i due livelli, basandoci sulle notizie uscite, non sembra esserci un fortissimo legame criminale, tale da giustificare, nel prossimo futuro, una condanna a carico dell’attuale Sottosegretario. La ragione per cui Bertolaso è stato iscritto nel registro degli indagati risponde più alla logica del ‘non poteva non sapere’ che ad evidenze puntuali e processualmente rilevanti. Di Bertolaso “si parla”, “viene menzionato”, “è uno degli interlocutori”, “incontra”, e, per finire e chiarire il punto, “gli inquirenti ritengono abbia una certa fondatezza il supporre”. E’ un po’ pochino.

Per quanto riguarda i favori sessuali poi, che gli inquirenti definiscono “certi”, non sono certi manco per niente: magari Bertolaso andava veramente a fare fisioterapia. E comunque non sarebbero reato; e comunque, pure se fossero stati erogati a scopo di corruzione, bisognerebbe verificare se poi il favore eventualmente promesso fosse stato illecitamente prestato: eccetera.

Probabilmente diversa la situazione dei suoi diretti sottoposti: sembra che effettivamente qualcosa che non vada nei comportamenti di Balducci ci sia, ma questo lo accerterà la magistratura e non è l’argomento di cui trattiamo.

L’episodio ci da però la possibilità di riflettere su una cosa, e sottolinearla mi preme. Berlusconi oggi ha dichiarato, in sintesi, che se uno è un grande servitore del paese, e fa il cento percento di azioni meritevoli, pure se si scopre che per una volta ha fatto un piccolo errore, non deve essere un dramma.

Il nostro premier intende che i magistrati si dovrebbero astenere dal mettere sotto inchiesta questi grandi servitori del paese, che dovrebbero rimanere protetti da un aura di intangibilità mistico-sacrale, e sbaglia. Il concetto però resta: un avviso di garanzia deve smettere di essere un dramma. Il magistrato, in nome dello Stato, ha il diritto di indagare su tutti i soggetti che ritiene opportuni per il suo lavoro, e l’essere sotto inchiesta da parte della Magistratura non conduce, di per se, a nessun effetto pregiudizievole. Quando scatta il rinvio a giudizio, già è diverso; quando la condanna in primo grado, già è diverso. Ma l’avviso di garanzia è, appunto, una garanzia dell’imputato, messo a conoscenza del fatto che è sotto osservazione. E male non fare, paura non avere: dunque, perché tutto questo inutile frastuono? Bertolaso, se non saltano fuori altri elementi a suo carico, sarà probabilmente liberato da questo incidente giudiziario. Siamo al paradosso di utilizzare un innocuo avviso di garanzia, peraltro poco solido, per scatenare un ennesimo putiferio contro la Magistratura.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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22 Commenti

  1. Ruini

    Bravo, bene! Ottima difesa, appassionata e lucida! Mi congratulo.
    Che non venga in mente a nessuno che si possa minimamente giudicare e condannare tutta l’opera s.p.a. che, faticosamente, è stata costruita! Onore ai protagonisti!

    Il vostro Silvio (e meno male che Silvio c’è…)

  2. antonio g.

    In questo momento si deve solo aspettare che la magistratura faccia il lavoro.
    Quindi questa specie di difesa d’ufficio di Bertolaso mi pare totalmente inopportuna.
    Se ci saranno reati anche per lui, emergeranno, al momento una cosa è evidente e cioè che si circondava di gente assai disinvolta.
    E nel momento in cui si sta per liquidare Protezione Spa la quale delinea ancora più plasticamente lo stile del fare senza regole e senza controlli di questo governo e di Bertolaso, suo agente, mi sembra che la qualità degli uomini oggi in discussione sia un argomento da sottolineare politicamente e con forza.
    Il resto è materia di bizantinismi da tempi di pace.

  3. Giuliano

    Beh, certo che ne devi sapere parecchio tu, di questa inchiesta, se sai quali inquisiti siano “attendibilmente colpevoli” e quali no, a questo punto, tanto presto!
    Che strano comunque, che questo garantismo peloso (o meglio appiccicoso, da attaccamento alla poltrona) debba, negli auspici tuoi e di molti, vigere solo in Italia, mentre in tutto il mondo civile ci si dimette all’inizio di uno scandalo e non al suo termine processuale. Anche all’estero, non credere, spesso non arriva una condanna processuale, ma dovunque fuori che qui è chiaro che la condanna politica nulla ha a che vedere con le risultanze processuali. In qualsiasi altra nazione democratica sarebbe chiarissimo che se Bertolaso ha anche solo permesso per ignavia e omissione che i suoi più diretti collaboratori facessero ciò che anche tu dici hanno fatto, ne sarebbe politicamente responsabile anche non fosse nemmeno indagato, figuriamoci condannato!
    Ma no, da noi no. La responsabilità vogliamo sempre lasciarla tutta ai giudici e non assumercene nessuna come cittadini ancor prima che come politici. E quando poi i magistrati, che è il loro mestiere, hanno eventualmente deciso per la colpevolezza, bene a quel punto naturalmente loro sono comunisti e i condannati vittime del sistema, e a noi va bene così: neanche 2 palanche di tasca nostra per qualche valore etico semplice semplice e lontano da machiavellismi politici.
    Se perfino sul blog dei Mille si scrivono apoditticamente cose così, finalmente ho capito che questo paese, per un sentimento elementare di etica e giustizia, è perduto completamente e potrà solo sprofondare nel terzo mondo, quello peggiore, quello dove non si prova nemmeno a risalire la china perché si sono persi i riferimenti necessari per anche solo tentarlo.

  4. Ruini

    Mi permetto di ripostare qui quanto raccolto per la strada del web-blog.
    AAA – cercasi Presidente della Repubblica.Saltano fuori giornalmente porcherie perpetrate da questa sottospecie di governo, che ormai sono innumerevoli e il nostro beneamato Presidente non proferisce parola. AAA – cercasi opposizione.Oltre che pensare ad andare a Sanremo, riusciremo mai a sentire un politico di opposizione che parli con la voce di quella parte di popolo che sta subendo queste angherie.Se oltre alla Magistratura, che dal lato della Giustizia sta facendo il suo dovere cercando di scoprire tutto il marcio che c’è in questa italietta, i politici di opposizione non fanno la loro parte, come potremmo fare sentire la nostra voce?????Vogliamo aspettare altri 3 anni (come vorrebbe fare Bersani) in modo tale da non avere poi più speranze di risollevare il nostro piccolo paese?????Signori che ci dovreste rappresentare in questo marcio governo, volete fare sentire, in modo concreto, la nostra voce?????
    Io non commento, fate voi.

  5. Ruini

    (ANSA) – PERUGIA, 13 FEB – Il segretario Pd Bersani spera che Guido Bertolaso ‘capisca da solo’ che si deve dimettere, ‘senno’ bisognera’ chiedere che lo faccia’. Al congresso Arcigay, Bersani ha risposto ai giornalisti che finora il Pd ‘non ha chiesto esplicitamente le dimissioni di Bertolaso: sul piano personale sara’ la magistratura a determinarne i gradi di responsabilita”. Ma ora ‘si e’ creata una situazione oggettiva, che non consente un buon governo della protezione civile in tranquillita’ e serenita”.

    Ah, quale imprenscidibile eroe Bersani…..alza la bandiera della Croce Rossa e chiede la restituzione dei feriti! E, conducendo all’assedio i suoi parlamentari, non intima la resa totale al Signorotto. Solo la peste avrà ragione del Palazzo

  6. Enzo Lodesani

    In Italia esiste l’etica pubblica? Sembra di no, perchè tutto ruota attorno alla rilevanza penale e quindi agli atti della magistratura. Io non conosco le carte delle indagini che hanno coinvolto Bertolaso e alcuni suoi uomini, però mi domando se è moralmente lecito (per un amministratore della cosa pubblica) prendere appuntamento per dei massaggi telefonando al titolare del centro? Come mi domando se è moralmente lecito che un asessore regionale nnamorato -leggitimamente- della sua segetaria continui a mischiare rapporto gerarchico/funzionale e rapporto sentimentale invece di provvedere a far trasferire ad altro ufficio la propria fidanzata. Mi chiedo anche se è moralmente lecito che i familiari di un sottosegrario nonchè capo della protezione civile intrattegano rapporti d’affari con aziende che beneficiano di appalti gestiti dalla protezione civile. Su questo piano non c’entrano nulla gli avvisi di garanzia, si tratta della necessità di trasparenza, di etica pubblica, ma purtroppo tutto questo non viene nemmeno messo al centro dell’attenzione, si preferisce parlare di garantismo, di giustizialismo.
    In Italia la parola morale è andata in disuso e quando uno tenta di ricordare che deve esistere e che, prima di tutto, c’è un dovere morale sei subito tacciato di moralismo. Capita anmche nella sinistra.

  7. Barbara

    altro che inutile casino!
    Io sto con Diamanti
    http://www.repubblica.it/politica/2010/02/14/news/diamanti_14_febbraio-2291160/

  8. Ruini

    Caro Enzo, dire: “Capita anmche nella sinistra.” Significa fare si tutta l’erba un fascio,riportare tutti sullo stesso piano che è la politica dell’inciucio.
    Distingui e sappi distinguere dall’etica (e morale) generale o di appartenenza da quella dell’individuo “sociale”.
    A me, di sinistra, se vale ancora come distinzione dalla destra,NON capita.
    Nudo e puro?. SI!

  9. Ruini

    Per gradire:

    (ANSA) – ROMA, 14 FEB – La protezione civile non sarà trasformata in societa’ privata. ‘Non e’ cosi’ e chi lo dice non dice il vero’, lo sostiene Gianni Letta. La protezione civile ‘e’ e rimane un Dipartimento della presidenza del Consiglio con le sue strutture, le sue funzioni e le sue regole che restano pubbliche’, ha aggiunto al termine della visita del Papa all’ostello Caritas di Roma. Per Letta, Bertolaso potra’ continuare a lavorare con gli strumenti abituali e con lo stesso spirito e con lo stesso impegno.

    Con un solo colpo G.Letta ,detto er cipria(chissa perchè…?), rinnova l’intoccabilità della casta (Dipartimento della pres. del consiglio), rinnova “il mezzo che giustifica il fine, in terra Carita(ti)s”,molto pelosa (sappiamo solo ora quale mezzzi sono adoperati?) e dice bye,bye Bersani e alla richiesta di licenziamento del custode della “Scuola”……la “Scuola” non si dimette, non si arrende….però la si può occupare e bloccarne la “didattica”…..! :)

  10. Enzo Lodesani

    Caro Ruini mi spiace ma non ho capito cosa vuoi dire. Io mi sono limitato a mettere in evidenza, rispetto, al post di Tommaso che prima c’è una questione di etica pubblica e, ovviamente, di comportamento degli uomini pubblici. Cosa che la discussione sugli avvisi di garanzia sembra dimenticare. Ho ricordato alcuni fatti ed è rispetto a questo problema che vedo anche nella sx facili accuse di moralismo verso chi ritiene che il venir meno alla “specchiata trasparenza” dei politici sia motivo di censura e, anche, di dinmissioni. Cosa c’entra il fare di tutta l’erba un fascio?

  11. Ruini

    E’ vero Enzo, rileggendo, ho frainteso il senso.
    Rafforzi la questione etico-morale che sembra essere trascurata ANCHE a sinistra, pena il moralismo.D’accordo!

  12. Leoperutz

    Tommaso,
    il tuo post forse piu’ che inopportuno e’ “sgonfio” di interessanti argomentazioni e quindi non si capisce bene a cosa sia diretto. E’ l’ennesimo rimbrotto morale contro quella parte della sinistra dipietrista dedita alla lapidazione? Oppure una considerazione sociologica contro l’apparente deriva del sistema mediatico che crocifigge sulla base di un semplice avviso di garanzia?
    In entrambi i casi io credo che la tua posizione sia dettata da una forma di ideologismo, ossia dalla predominanza di una idea sulla osservazione diretta della realta’. Senza voler scendere nei dettagli delle prestazioni fisioterapiche ricevute dal Dott. Bertolaso e’ evidente che certe forme di contiguita’ sviluppate dalla organizzazione della quale e’ a capo, con forme impreditoriali “patologiche”, hanno minato alla base la credibilita’ della organizzazione stessa e che, almeno in via cautelare, si dovrebbero esigere delle dimissioni o una sospensione. La realta’ e’ semplicemente questa.
    Saluti

  13. raffaella

    Condivido pienamente lo spirito di questo post. E a quanti affermano che negli altri paesi ci si dimette non appena si è toccati da un avviso di garanzia, vorrei far notare che negli altri paesi la magistratura non funziona con l’inefficienza e sostanziale irresponsabilità che vige in Italia. Ci sono dei criteri nell’uso delle risorse umane e finanziarie che costringono a selezionare i casi evitando quelli per cui non ci sono prove. Le situazioni non sono quindi paragonabili. Negli Stati Uniti (per fare l’esempio più comune) un pm che commetta dolo nel perseguire una persona qualsiasi (non deve neanche essere un politico) non può più esercitare la professione legale (quindi neanche passare all’avvocatura, come hanno fatto, per protesta!, un paio di magistrati nel celeberrimo caso Tortora).
    Anche il costante uso delle intercettazioni come se fossero una prova al di là di ogni ragionevole dubbio mi appare del tutto ridicolo. Le parole non sono prove, ci vogliono riscontri oggettivi.
    La nostra cultura del garantismo è arretrata, e fintanto che lo sarà l’Italia sarà una democrazia di serie B.

  14. Ruini

    @Raffaella.
    Vorrei far notare che in Italia c’è una anomalia che pregiudica il tutto.Il Berlusconismo mafioso o piduista, come vuoi. Quindi i raffronti non si possono fare con “paesi (quali?)” di differente cultura giuridica e di differente “ordinamento”, E’ dunque risibile atteggiarci a “competitor” sul Garantismo (quale?.Io ad esempio sono irriducibile garantista della Carta Costituzionale, la più moderna arma di garanzia).
    Bene quando dici che la nostra cultura del garantismo è arretrata, e fintanto che lo sarà l’Italia sarà una democrazia di serie B.
    Infatti, basterebbe restituire piena dignità applicativa, anche come mezzo culturale, alla nostra Costituzione e al suo “spirito” per fare un balzo avanti…..e GARANTIRCI/MI un futuro senza ‘er berluskaiser.

  15. raffaella

    Caro Ruini
    purtroppo Berlusconi è un bell’alibi (oltre che una jattura), ma i problemi dell’Italia esistevano prima e continueranno ad esistere dopo di lui. Non ti illudere, il problema è più complesso di così. Vorrei però chiederti, in che modo la Costituzione è in contrasto con il garantismo? Il garantismo è un approccio ai problemi che si basa su un paio di principi abbastanza semplici e riconosciuti anche dalla nostra costituzione (la presunzione di non colpevolezza, in primis). Trovi sia un principio sbagliato? Oppure da applicare solo quando lo si ritiene opportuno? Oppure che in questo caso la Costituzione vada sospesa fintanto che Berlusconi resta al governo?
    Quanto alla tua domanda: quando parlo di altri “paesi” mi riferisco alle democrazie occidentali, gli Stati Uniti, l’Inghilterra, la Germania e persino la Francia.
    In nessuno di quei paesi la magistratura funziona come da noi, in particolare in nessun paese si finge di applicare un principio (l’obbligatorietà dell’azione penale) che di fatto assicura al magistrato la più assoluta irresponsabilità delle proprie azioni. E’ questo fattore, e non la differenza di ordinamento, che falsa qualsiasi paragone.
    Concludo chiedendoti: forse che questi paesi democratici non hanno a cuore l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge di cui si occupa anche la nostra Costituzione? Non direi. Semplicemente affrontano e risolvono il problema in altri modi, non perfetti, ma sicuramente più efficaci del nostro.

  16. Leoperutz

    Raffaella,
    non vedo il motivo per il quale discutere di ordinamenti e porre a confronto organizzazioni giuridiche. Abbiamo qui una persona che, a capo di una importantissima organizzazione istituzionale, in grado di gestire con carattere di urgenza e con grande autonomia mezzi assai consistenti, ha pubblicamente ammesso delle “leggerezze” nella sua azione di controllo. Ieri e’ stato per giunta anche “scaricato” dal PdR che gli ha negato la copertura su alcune sue dichiarazioni rialsciate a Scalfari. C’e’ poco da discutere su avvisi, garanzie e processi mediatici. Bertolaso deve lasciare. In Germania, ad esempio, lo avrebbe gia’ fatto su input (inappellabile) dello stesso partito.
    Saluti.

  17. Ruini

    @Raffaella
    Di nuovo per te affermo:Io ad esempio, sono irriducibile sostenitore della Carta Costituzionale, la più moderna arma di garanzia.
    Per quanto alla complessità dei problemi irrisolti,aspetto che tu dia indicazione.
    Magari ti faccio notare quanto affermi:..la magistratura non funziona con l’inefficienza e sostanziale irresponsabilità che vige in Italia…(la presunzione di non colpevolezza, in primis).(l’obbligatorietà dell’azione penale) Trovi sia un principio sbagliato? Oppure da applicare solo quando lo si ritiene opportuno? Oppure che in questo caso la Costituzione vada sospesa fintanto che Berlusconi resta al governo?

    Fino ad adesso, ed è prova certa di colpevolezza, chi edita leggi ad personam non sono io ma l’alibi berlusconi come tu lo chiami, ma forse edita leggi in sostegno di quel tanto a te caro garantismo che ad altri , molti, appare impunità. Applichiamo la legge facendola osservare, per tutti eguale, li c’è il garantismo.
    La perfezione nel concetto garanzia e giustizia di fatto non esiste, ma ha ben vedere siamo abbastanza distanti dall’inquisizione …e spero dalla bozza violante, per molti esegeti il non plus ultra….si della pastetta politica!.
    Ma forse in fondo rode dover di nuovo, nella recente storia italiana, plaudire alla Magistratura, così come è, organo Costituzionale, resasi capace di emendare la politica.

  18. raffaella

    Leopenutz,
    scusa ma non capisco l’osservazione: quindi si possono fare affermazioni generiche (“in un altro paese Bertolaso si sarebbe dimesso”), ma non si possono paragonare nello specifico le condizioni di fondo in cui questo avviene? Mi sembra un esercizio poco utile a capire la natura dei problemi e a cambiare realmente le cose. Il mio argomento è che non si può pretendere credibilità se non si è credibili. Se la magistratura italiana funzionasse come quella tedesca (dove mi sembra ci sia addirittura un grado di giudizio in meno, correggimi se sbaglio) chiedere le dimissioni da chi è raggiunto da un avviso di garanzia (Bertolaso o altri, non mi interessa – in questo senso ho esordito dicendo che condividevo *lo spirito* del post di Tommaso) avrebbe forse un minimo di senso (non ne sono del tutto sicura). In Italia, no. E se permetti non è un problema da poco.

  19. Ruini

    Ora m’inca**o.
    Antonella:”Il mio argomento è che non si può pretendere credibilità se non si è credibili”.
    E’allora? Vale anche per il berlusk? Come incastri il garantismo,qui? La credibilità è materia d’oggetto ed anche carattere soggettivo.Non fare, perchè reciprocamente credibili-incredibili?. La credibilità risiede nel rispetto delle norme che una comunità si è data.

    Poi ancora: “Se la magistratura italiana funzionasse come quella tedesca chiedere le dimissioni da chi è raggiunto da un avviso di garanzia avrebbe forse un minimo di senso. In Italia, no. E se permetti non è un problema da poco.”

    Faccio notare il SE, condizionale. Quindi in italia non ha senso dare avvisi di garanzia, e di conseguenza perchè dimettersi?
    Dimissioni: -Le dimissioni consistono in un atto volontario del lavoratore. La volontà del dipendente non deve quindi essere viziata (ad esempio da altrui minacce o raggiri, da errore, da incapacità), pena l’annullabilità dell’atto.-
    Quindi è nell’atto volontario (ed io aggiungo, autodeterminatosi), che si realizza la dimissione. Da qui rescissione unilaterale del contratto,quello firmato da berlusk con il Paese presente l’ignobileinsetto.
    Le dimissioni, Bertolaso&co., Berlusk,..(accid…! sono solo alla B…) le dovrebbe dare da se stessi,definitivamente.
    Altrimenti…..forconi!….a “garanzia” della “piazza pulita”!

  20. Ruini

    Scusa non Antonella ………@RAFFAELLA.

  21. Leoperutz

    Raffaella,
    ti ripeto che non si tratta piu’ di una questione esclusivamente giudiziaria. I passi che una organizzazione politica, quale un partito, solitamente intraprende, in questo genere di circostanze, non attendono quelli della magistratura e non vanno di pari passo con essi ma si muovono indipendentemente da questi per tutelare innanzitutto la propria immagine politica presso gli elettori e secondo la credibilita’ della istituzione che si dirige. La credibilita’ politica ed operativa di Bertolaso, con le sue ammissioni e con i suoi tentativi maldestri di ottenere la copertura del PdR sulla questione SpA, e’ bruciata. E’ un uomo che, per sua ammissione, non e’ in grado di controllare con affidabilita’ gli enormi flussi di denaro che e’ “destinato” a gestire. Che facciamo al prossimo, Dio non voglia, terremoto, gli mettiamo accanto un commissario ad acta che gli curi le faccende burocratico-contabili mentre lui si spende di persona tra le macerie?
    In Germania sono stati “messi da parte” importanti politici SPD e CSU (Baviera) coinvolti in vicende semplicemente imbarazzanti che, sollevate dai giornali, non avevano nessuna rilevanza penale o civile e che quindi non avevano “destato” l’interesse di alcun magistrato.
    La questione Bertolaso e’ chiusa, interessano poco gli sviluppi giudiziari, a lui la responsabilita’, come dice Bersani, di capire e di dimostrare sensibilita’. Se non la tiene … pazienza, ormai siamo abituati a molto peggio!
    Saluti.

  22. Tc

    Scusate se rispondo solo adesso ai vostri commenti. Il fatto è che per miei impegni non mi ero reso conto che si era aperto il dibattito.

    A parte il fatto che il pezzo è stato scritto quando uscivano solo le prime notizie, e che adesso la situazione è (in parte) evoluta; io sono assolutamente convinto che esista una responsabilità politica che sorge ben oltre quella giudiziaria. E su Bertolaso, sul sistema protezione civile fatto di ordinanze d’urgenza su tutto, sul tentativo della Protezione SPA c’è moltissimo, politicamente, da dire.

    Il frastuono che io rimprovero, per paradosso, non è quello SU Bertolaso, ma è quello sui magistrati. Perchè io mi sono scocciato di vivere in un paese in cui, non conoscendo i fondamenti del diritto, o facendo finta di non conoscerli, si delegittimano le istituzioni di controllo che garantiscono la vita di tutti.
    Quando esce un avviso di garanzia si può ragionare su quello che sta succedendo, ma per far partire le artiglierie è troppo presto. Attaccare i pubblici ministeri poi, che neanche hanno ancora prospettato un accusa a carico del soggetto, è davvero troppo.

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