Per fortuna che c’è Stiglitz

di Corrado Truffi

(Lincon Memorial and 5$: di Ryan McFarland)

“I governi hanno contratto molti debiti per salvare il sistema finanziario, le banche centrali tengono i tassi bassi per aiutarlo a riprendersi oltre che per favorire la ripresa. E la grande finanza che cosa fa? Usa i bassi tassi di interesse per speculare contro i governi indebitati. Riescono a far denaro sul disastro che loro stessi hanno creato”

[Joseph Sitiglitz, 2010]


“Permettere al meccanismo di mercato di essere l’unico elemento direttivo del destino degli esseri umani e del loro ambiente naturale e perfino della quantità e dell’impiego del potere d’acquisto porterebbe alla demolizione la società. La presunta merce “forza-lavoro” non può infatti essere fatta circolare, usata indiscriminatamente e neanche lasciata priva d’impiego, senza influire nche sull’individuo umano che risulta essere il portatore di questa merce particolare. Nel disporre della forza-lavoro di un uomo, il sistema disporrebbe tra l’altro dell’entità fisica, psicologica e morale “uomo” che si collega a quest’etichetta… La natura verrebbe ridotta ai suoi elementi, l’ambiente e il paesaggio deturpati, i fiumi inquinati, la capacità di produrre cibo e materie prime distrutta. Infine, l’amministrazione da parte del mercato del potere d’acquisto liquiderebbe periodicamente le imprese commerciali poiché le carenze e gli eccessi di moneta si dimostrerebbero altrettanto disastrosi per il commercio quanto le alluvioni e la siccità nelle società primitive”
[Karl Polanyi, 1944]

In fondo, il problema di oggi è assai semplice: i “mercati” – quella immaginaria entità sovranazionale che secondo alcuni farebbe il bene del mondo – governano e i governi non hanno più alcun potere sostanziale. La democrazia è quindi svuotata dall’economia

Non solo: nel discorso pubblico, anche nel discorso di molti governanti, perfino nel discorso di molti governanti “di sinistra”, l’andamento delle borse continua ad essere interpretato come l’indicatore essenziale, anche dopo che la grande crisi mondiale dovrebbe aver scalzato finalmente l’ideologia neolibersita rampante.

E del resto, ancora oggi nessuno è stato capace di dire, ad esempio, che le agenzie di rating private, dopo quel che hanno combinato, non dovrebbero più permettersi di valutare il debito degli stati. O se lo fanno, non dovrebbero essere considerate minimamente come fonte autorevole.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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3 Commenti

  1. Filippo

    “E incredibile che le agenzie di rating criticano i governi per aver speso dei soldi che hanno permesso salvare il sistema finanziario [...] E non dimentichiamoci che queste stesse agenzie che non smettono di farci la morale, non sono state capaci di valutare i rischi: rischi che poi ci hanno portato alla grave crisi che stiamo attraversando” (José Socrates, Primo Ministro del Portogallo)

  2. Alberto

    Credo che non si può parlare della crisi senza mai menzionare il problema di fondo di molte economie cioè la proprietà del danaro circolante ovvero il signoraggio, faccio un esempio:

    il presidente cinese quando gli chiesero che cosa intendeva fare la Cina per arginare la crisi mondiale rispose, noi costruiremo infrastrutture, così quando la crisi finirà saremo più forti di prima.
    Chi legge queste dichiarazioni penserà, daccordo tanto aumenta il debito pubblico della Cina, peccato che questo non succede perché il Yuan Renminbi è proprietà del popolo cinese.

    Se l’Europa, la Russia, l’America facessero altrettanto i loro cittadini si vedrebbero depredati del loro lavoro dalle banche centrali( proprietà del sistema bancario privato ) che ha semplicemente stampato loro il danaro

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