di Bianca Orlando

(Time Flies – by h.koppdelaney)
Dalla revisione del Concordato Stato-Chiesa del 1984, è possibile per gli studenti e le famiglie, scegliere di non avvalersi dell’Insegnamento della Religione Cattolica (IRC) [Art. 9, comma 2. Nel rispetto della libertà di coscienza e della responsabilità educativa dei genitori, è garantito a ciascuno il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi di detto insegnamento. All'atto dell'iscrizione gli studenti o i loro genitori eserciteranno tale diritto, su richiesta dell'autorità scolastica, senza che la loro scelta possa dar luogo ad alcuna forma di discriminazione]. Finora, per i non avvalentisi, le possibilità di scelta, regolarmente indicate sul modulo di iscrizione alla scuola e da confermare annualmente, erano (C.M. 316 del 28/10/1987):
- entrata posticipata o uscita anticipata dalla scuola
- studio individuale (opzione generalmente non proposta nelle scuole Primarie e Secondarie di I grado)
- studio assistito
- attività formativa
Se la prima opzione è chiara a chiunque, anche se non sempre realizzabile per motivi pratici (benché secondo la C.M. 187 essa sia un diritto dello studente), forse da chiarire per i non addetti ai lavori sono le altre:
- studio individuale: il ragazzo esce dalla classe mentre si svolge l’ora di IRC e si reca in un’altra aula appositamente destinata (biblioteca, laboratorio…) a svolgere attività di studio completa autonomia, ma comunque sotto la sorveglianza di un docente, sul quale ricade la responsabilità dello studente durante quell’ora. L’attività non viene valutata sulla scheda.
- studio assistito: come sopra, ma il docente aiuta il ragazzo nello svolgimento di compiti e lezioni. Tale attività non viene valutata sulla scheda.
- attività formativa: si tratta di un’ora di lezione vera e propria, con tanto di programmazione e valutazioni periodiche. Spesso viene concordata col ragazzo (o il gruppo) e i suoi insegnanti, e riguarda argomenti di interesse comune o di approfondimento, magari in vista della preparazione dell’Esame di Stato. L’attività è valutata sulla scheda.
Ebbene, quali docenti si facevano carico di svolgere queste attività? Coloro che avevano cattedre inferiori a diciotto ore e a cui rimanevano (regolarmente inserite nell’orario settimanale) una o più ore “a disposizione” (ne avevo già parlato qui). Da quest’anno, tutti gli insegnanti hanno cattedre complete a 18 ore. Naturalmente, non è stato possibile accontentare coloro che avevano scelto le attività formative e anche lo studio assistito ha subito una radicale trasformazione: generalmente gli alunni che non si avvalgono vengono inseriti in un’altra classe che sta facendo regolare lezione, nel migliore dei casi una classe parallela o con uno dei propri docenti, ed invitati a sedersi in un banco rimasto vuoto (o a portarsi dietro la sedia) e a seguire la lezione in corso oppure a studiare individualmente. In realtà, la normativa su questo punto è molto chiara: sempre secondo la C.M. 316, allo scopo di assicurare l’effettivo svolgimento delle predette attività si potrà, tuttavia, procedere all’assunzione di supplenti nella misura in cui non si renda possibile provvedere con l’utilizzazione del personale già in servizio. Naturalmente, nessuna scuola è stata in grado di nominare i docenti supplenti su queste attività, perché le casse sono ormai vuote, dato che il Ministero non versa da due anni le somme spettanti per il Fondo d’Istituto.
Ebbene, al Ministero hanno pensato bene di risolvere il problema in modo molto semplice: nei moduli d’iscrizione alle scuole Primarie e Secondarie di I grado è stata eliminata la possibilità di scegliere l’attività formativa. Forse si sono dimenticati di togliere anche le opzioni studio individuale e studio assistito, nei fatti ormai impraticabili. Qualcuno li avverta, per favore: magari sono ancora in tempo a ristampare tutti i moduli.iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Vogliamo parlare dell’IRC nelle scuole superiori?
Vogliamo parlare di classi in cui i ragazzi che “non si avvalgono” dell’IRC sono anche il 50%?
Ragazzi che vagano per la scuola, senza nulla da fare, senza nessuno che se ne occupi, senza che nessuno sappia dove sono?
Mi chiedo: ma i genitori dove sono?
Perché di fronte al disastro della scuola le famiglie non dicono nulla di nulla?
@lgo: io sono partita dalla mia esperienza, ma posso bene immaginare cosa succeda alle superiori. feci la mia prima supplenza in un ITCG e una delle mie ore a disposizione era appunto sullo studio individuale: recuperavo dalle classi una decina di ragazzi e li portavo in biblioteca dove io correggevo o sistemavo i registri e loro studiavano.
anche a me stupisce il silenzio dei genitori: quando l’altro giorno in Collegio il Dirigente ci ha detto che nei moduli mancava, appunto, l’opzione dell’attività formativa, io mi sono chiesta se nessun genitore se ne fosse accorto. probabilmente non se ne accorgono perché non gli interessa granché.
Ieri ho sollevatola questione all’assemblea dei genitori della classe di mio figlio (IV ginnasio), ottenendo una reazione di sostanziale rassegnazione, anche se sono molto che “non si avvalgono”.Non è che la cosa non scandalizza, è che complessivamente i genitori hanno un atteggiamento rassegnato e fatalista verso la scuola: sono sostanzialmente convinti che sia un’istituzione inamovibile, immodificabile e nella quale sopratutto non ci sono e non ci saranno mai abbastanza soldi.
Nel frattempo, a Enrico hanno dato un bel tesserino di “autorizzazione”, e dalle 10 alle 11 di ogni sabato se ne va in giro per il centro di Roma….
magari si potrebbe associare a quel tesserino un’entrata libera nei musei pubblici…