Italiani all’estero, stranieri in Italia

di Giorgio Gualberti

Sono un Italiano all’estero e, devo dire, sono felice di poter votare. Votare mi è sempre piaciuto e le poche volte che non l’ho fatto sono stato assalito da un deciso senso di amarezza. Comunque, votare all’estero non è la stessa cosa che votare in Italia. Non ti da la stessa soddisfazione-tormento, anzi, paradossalmente ti fa sentire un po’ clandestino, come se stessi un po’ usurpando un diritto senza onorare il corrispettivo dovere. E poi naturalmente la liturgia è molto diversa.

Per prima cosa c’é la sacralità del voto, il suo essere consumato come rito collettivo nella chiesa-scuola all’uopo addobbata e il solitario momento dentro alla cabina-confessionale. All’estero, ormai s’è capito, non c’e’ la cabina, la scheda-ostia te la mandano a casa e l’atto può essere consumato ovunque, sul tavolo della cucina, o al caffé di fronte all’ambasciata. Oltretutto non sei da solo e ti puoi fotografare mentre voti, puoi fare un voto-party con i tuoi amici emigrati, puoi fare ambarabaciccicoccó, puoi prendertela comoda e metterci ore, o giorni, a votare, facendo la croce un millimetro alla volta.

Addirittura – sacrilegio- la scheda te la puoi tenere, ci puoi fare un quadro, un opera d’arte, la puoi plastificare e usare come sottopiatto o trasformarla in un bersaglio per le freccette. La scheda puoi rivendertela, se trovi qualcuno che se la vuole comprare, o stracciarla, o bruciarla, o fumarla- se proprio non sai come altrimenti avvelenare l’aria ed i polmoni. Volendo, potresti anche usarla per fare quella cosa che molti in Italia giurerebbero di voler fare, se solo potessero, ma che poi nessuno veramente realizza perché è semplicemente una cosa stupida e per di più fa male alla pelle.

Liturgia eretica a parte, anche la sostanza del voto è diversa. Il fatto è che, questa cosa di far votare gli italiani all’estero, ma non gli stranieri in Italia, e neppure gli italiani nei paesi stranieri, viola parecchio il vecchio principio di no-taxation without rapresentation. Ovvero di poter decidere che fanno i governanti con le nostre tasse. Io penso sinceramente che il mio diritto (riconosciuto ed anche apprezzato) di votare alle elezioni legislative italiane sia meno forte rispetto al diritto (negato) agli stranieri di poter votare nel paese in cui stabilmente risiedono e pagano le tasse. O al mio diritto (negato) di Italiano di votare nel mio paese di residenza.

In una Europa e in un mondo in cui ci mischiamo sempre di più, in cui magari passiamo dieci anni in un paese e dieci in un altro, in cui facciamo figli che magari non parlano l’italiano, il principio di poter votare solo con la nazionalità, e per di più con una nazionalità ereditata facilmente dal sangue e difficilmente dalla residenza o dal lavoro, è sempre più anacronistico. Inevitabilmente esiste una moltitudine di Italiani “di sangue” assolutamente stranieri all’Italia, e un’altra moltitudine di stranieri residenti, che parlano l’Italiano meglio di me e contribuiscono al progresso civile e morale della nazione in modo considerevole, con molti doveri pochi diritti.

Quindi si, è giusto cercare di rivedere la legge elettorale per evitare tecnicamente i brogli degli Italiani non residenti (anche se, rendiamoci conto che non tutti vivono in una città con un consolato, quindi non vedo come si possa totalmente evitare il voto per corrispondenza). Riflettiamo però sul fatto che il grande im-broglio è quello di legare il diritto di voto alla nazionalità, e quindi ad un fatto identitario ed ereditario, e non alla residenza, ovvero al luogo che scegliamo come casa, dove lavoriamo e contribuiamo alla società.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

9 Commenti

  1. Alessandro

    Sono perfettamente d’accordo con l’intervento – nello spirito e nel merito. Ho avuto modo di assistere alle fasi tecniche dell’organizzazione delle liste elettorali e della raccolta delle schede e devo dire che la procedura era talmente improvvisata da prestarsi inevitabilmente – al di là delle buone intenzioni di chi ha promosso il voto per gli italiani all’estero e del personale impegnato nella sua attuazione – perlomeno a interpretazioni molto discutibili, potenzialmente pericolose. Ora leggo che anche Schifani si dice convinto della necessità di cambiare la legge. Ma se è la destra che ne ha fatto una bandiera! E – quando si scriveranno i libri di storia su questi anni – andrà messa anche questa grande mistificazione nel novero dei misfatti della “Seconda repubblica” e non dei minori.

  2. Filippo

    Standing Ovation.

  3. Secondo me ci sono due aspetti principali, che non sono connessi, nella faccenda.

    Punti di principio, ovvero perché chi risiede all’estero da una vita (o magari non ha mai vissuto in italia) deve votare per il parlamento italiano, e perché invece tanti che risiedono in italia e tanti italiani all’estero, non possono votare per i parlamenti che amministrano le proprie tasse. Il principio del no-taxation without representation che vale da ambo i lati.

    Punti tecnici su come si svolge concretamente il voto all’estero: schede stampate dai consolati (con possibilità di irregolarità, mi pare si siano tentate, e noi sappiamo solo di quelle sventate), voti che si possono fare pubblicamente, schede che si possono intercettare o “vendere” o qualsiasi altra cosa ….

    Le due cose sono “indipendenti” (perché e come) ma vengono spesso messe in un solo calderone, come fatto dai panini dei tg italiani, per esempio.

  4. Teodoro Di Nardo

    Nella Politica di oggi non ci sono piu’ partiti di idiologia politica, ne’ di destra ,ne’ di sinistra, chi governa oggi l’Italia, e nel futuro, deve fare del bene al paese, a tutti gli Italiani senza una idee politica dell’odio.
    Nelle nuove generazioni, non ci sono piu’ politici , che hanno una carriera dedicata alla Patria ,all’emigrazione , nel settore degli Italiani nel mondo, dopo gli ultimi imbrogli di curruzione di residenza all’estero, per prendere un seggio da deputato..come riportato pure dalla stampa Inglese, L’Italia e’ in, un (( Barbaramento della Cultura ect,…)..Io continuero sempre a lavorare sul piano dell’affermazione della nostra immagine della comunita’ a Londra, Attraverso vari livelli, dobbiamo diffondere e sostenere la vita politica istituzionale culturale per le nuove generazioni di origine Italiana, nate e cresciute a Londra ,e nel Mondo, e non portare sentimenti di una certa politica di odio, e di curruzione, contro gli stessi Italiani, questo accumola sfiducia nei confronti della propia rapresentanza Parlamentare Italiana.
    Ci sono all’estero 4 milioni di Italiani rappresentano una risorsa di umanita’ per il paese da un punto di vista sociale, culturale, politico, ed economico, gli Italiani all’estero possono esprimere la loro internazionalizzazione di essere i veri Patrioti Italiani, amiamo la nostra Patria, in differenza di molti funzionari in Italia..saccenti e propotenti.
    Noi Italiani nati, e cresciuti all’estero a ”Londra”, manteniamo la nostra tradizione Italiana, quardiamo la televisione Italiana, aquistiamo macchine Italiane, vestiti firmati , ogni giorno le famiglie Italiane aquistano prodotti alimentari di prima qualita’, per pranzi , Ristoranti ”MADE ITALY” all’insegna del buon gusto Italiano molto ricercatissimo dagli Inglesi, Americani, in tutto il mondo,che rende l’immagine dell’Italia famoso ed apprezzato da tutti per la sua genuita’.
    E con tutto questo gli Italiani, nel mondo estero contribuiscono alla finanziaria Italiana, e paghiamo le tasse perche’ tanti di noi hanno nella loro patria di origine –Beni Immobili- terreni-case-Ristoranti..ect..e paghiamo le tasse .Abbiamo tutti un passaporto Italiano, e per la legge Inglese noi non possiamo votare qui, mi dica dove dobbiamo votare!!?? visto che noi paghiamo le tasse e come!!…Conclusione , credo che in Italia le nuove generazioni, i nostri figli, devono un’po piu’ studiare la storia d’Italia, la nostra Bandiera il nosto tricolore, dal canto degli Italiani dell’inno di Goffredo Mameli, che durante ” Le cinque giornate di Milano”, gli insorti Italiani lo intonavano a squarciagola , fu un strumento di propaganda degli ideali veri del risorgimento che contribui alla svolta della riunificazione nazionale di Italia, altro che studiare Cineforum ( Film e Leggende metropolitane, e caccia agli stranieri di Federico Barbarossa ect..) e portare l’Italia al Barbaramento della cultura da MEDIOEVO.

    Grande Ufficiale Sig Teodoro Di Nardo
    ( Residente a Londra piu di 50 anni)
    se prima o poi si arrivi di modificare la legge, un Deputato deve avere piu’ di 40 anni di residenza all’estero, per essere eletto Deputato, me lo auguro

  5. Antonio Greco

    Leggo i vostri quesiti .

    Vi propongo di leggere le risposte su :

    http://www.corrierecaraibi.com Vai alle firme. Scegli Antonio Greco clicca !
    oppure in home page, apri la Rubrica Speciale in alto, dedicata alla ricostruzione dell’Italia.

    Una constatazione : il cervello dell’Italiano sociale è malato. Non siamo stati educati !

    A.Greco

  6. Antonio Greco

    SISTEMA ITALIA IN SALITA ? L’ ECONOMIA IN DISCESA ?

    Il sistema Italia se la cava, nella U.E. e nel Villaggio Globale ?

    Pare proprio di no. Il deragliamento (in corso da più di 20 anni) continua…. Sembra che la capacita’ di mitridatizzazione (resistenza a veleni) dell’Italia sia pressoche’ senza limiti.

    Cosa deraglia ? L’economia e l’occupazione, di sicuro. La gestione pubblica pure, perché da decenni nessuno ha applicato le contromisure necessarie a risolvere un problema sociale gigante. Deraglia anche la presa di potere da parte di mafie (classiche) o di nuove mafie e consorterie. Cio’ non dovrebbe sorprendere molto, nel Paese ove non esiste frontiera fra legalità e illegalità ; ove decisioni politiche importanti sono prese con difficoltà, senza trasparenza, o con oscuri criteri di applicazione. Troppi cittadini accettano la semi-illegalita’ o la interpretazione di comodo delle regole. Solo uno choc da fallimento, verificato, chiarito da una catarsi ben condotta (da gente non schierata) e veicolato dai media, puo’ far capire la vera realtà del “Paesedellamenzogna”.

    Sfortunati allora gli Italiani ? Dall’Europa appare invece chiaro che essi hanno quel che meritano. Cosa puo’ succedere a chi pretende di pilotare una TAV e non ha fatto la formazione di macchinista ? Cosa puo’ capitare ad un popolo il quale ha ingenuamente creduto che un’economia possa progredire nel “Paesesenzaregole”, nel Paese che non ha né professionalità né dipendenti pubblici (pur se sono necessari a gestirlo) che siano a livello europeo ?

    Cricche di ogni genere prendono potere, spesso gestite da dubbi personaggi i quali, anche se condannati o inquisiti, restano in carica, tanto la giustizia (con la g minuscola) non funziona. O perché qualcuno gli ha preparato una leggina per proteggerli.

    Puo’ progredire una società che non conosce la frontiera tra legalità e illegalità ? Puo’ avere un futuro una società che non ostacola ma promuove, consorterie, ghenghe, clans e mafie ? Visto il lavoro di terza qualità diffuso in alcune, troppe, istituzioni ? Puo’ dare i risultati
    attesi un’istituzione che è governata da un campione del “tornacontismo” ?

    Pare chiaro che, nello scenario odierno senza uscita, l’unica via efficace sarà una catarsi ben condotta da gente neutrale e professionale, non soggetta a Fatue Illusioni, ma capace di comprendere la realtà (dunque aiutata da testimonianze di espatriati). BACK TO BASIC dovrebbe essere il titolo di un programma serio, che definisca (sarebbe ora, dopo 150 anni) la fondazione di una società nazionale UNICA, con le sue fondamenta.

    La nascita di un quadro balordo : il Doppio Scenario come costume sociale

    L’unificazione fu l’inizio di una strana avventura (1861). Molte promesse furono fatte, ma non furono provveduti gli strumenti necessari per mantenerle. Cosi la nascita di una (si disse) nazione inauguro’ la tradizione politica del promettere, ma non realizzare. Non fu creato un Patto Sociale funzionante, pieno di chiarezza e di certezze, che spiegasse allo stato i suoi doveri e indicasse ai cittadini diritti e doveri. Fu pero’ subito definita la struttura del fisco per tassare le nuove popolazioni, evitando di scoprire che la popolazione del Sud – troppo ignorante – andava educata da esperti di pedagogie per popoli arretrati. Il Sud si è vendicato un secolo dopo, inviando la mentalità mafiosa al Piemonte-Sardegna e Lombardo-Veneto.

    A causa di tali rilevanti mancanze iniziali, la vita politica inizio’ probabilmente (va fatta una ricerca storica, ma ci sono conferme nelle evoluzioni successive) in maniera doppia. Una finta società nazionale da una parte (la sceneggiata), ma anche dall’altra le associazioni esprimenti i poteri provenienti da ciascun staterello che si era “unito” (i tornaconti nascosti nell’ombra). Queste ultime, che formalmente dovevano sparire nella nazione unificata, si chiusero invece nell’ombra di palazzi e salotti sui generis. In pratica iniziarono a proteggere i loro tornaconti di clan o di principato dal chiuso di stanze blindate.

    Ecco quindi il primo Doppio Scebario in ordine di tempo : poteri nascosti che difendono dall’ombra i tornaconti di una consorteria, con trattative segrete (sia dei clans fra loro che di ciascuna associazione con lo stato). Trame, minacce, occasionali collaborazioni con “pezzi dello stato”. Invisibili fili tra alcuni pezzi dello stato ed una particolare congrega nascosta nell’ombra.

    Da questa iniziale doppiezza (che uno storico potrebbe verificare) derivo’ un costume sociale tutto particolare, caratterizzato dalla fumosità o segretezza degli obiettivi di ciascun clan, dalla lentezza delle trattative (o litigi) e dalla conseguente difficoltà del nuovo stato di funzionare. Sempre cosi è stato ? Ne sarei quasi sicuro, ma vorrei parlare con uno storico….. Comunque sono citati nel mio saggio (uscito in Italia nel 07) alcuni esempi famosi del funzionamento balordo dello stato italiano. Balordo per altri Europei, routine per gli Italiani !

    Difficile capire chi volle questo Doppio Scebario, generatore di sprechi, ritardi, buchi nell’acqua ed inefficienze dello stato. Di quello stato che non ha né motivazioni né capacità per il miglioramento della società. Un giornalista scrisse che gli ambasciatori italiani fanno fatica a far credere che dietro di loro ci sia uno stato funzionante….E devono talora ….“recitare una parte”.

    Se la doppiezza fu voluta da molti fra i clans che condizionavano il giovane stato, essi lo fecero in maniera incosciente, in quanto l’unica motivazione era il tornaconto di parte. O la doppiezza fu la semplice conseguenza di una classe povera di professionalità nella gestione delle nuove istituzioni nazionali ? Di sicuro il maggior fattore del degrado continuato per decenni fu l’assenza di un Patto Sociale, chiaro a tutti, riferimento serio, strutturato con le conseguenti misure applicative e con la chiara responsabilità di ogni pezzo della struttura statale….. !

    Il carattere nazionale nella vita sociale odierna comporta : la facilità agli inghippi, le segretezze, le trattative con poteri nascosti, l’inesistenza di chiarezza nella vita sociale…… Assenza di analisi concrete prima di decisioni politiche o tecniche importanti. Quanto le decisioni politiche sono prese dopo trattative fra le varie consorterie in gioco e lo stato poco efficiente, esse saranno lente, poco chiare, senza tappe-obiettivi definiti, che possano essere misurati e verificati… In Europa si chiama INEFFICIENZA. In Italia “influenza dei poteri nascosti”. Da notare che alcune cordate nascoste hanno infiltrato lo stato : è chiaro che non esiste metodo migliore per avviarsi verso il Kaos ! Il termine compromesso, che ha un’ accezione positiva nel resto dell’Europa, in Italia equivale spesso ad accordo sottobanco, cioé incofessabile.

    I becchini del sistema Italia

    Pare, guardando le evoluzioni sociali degli ultimi quattro decenni, che i fattori più rovinosi del Doppio Scenario nazionale siano stati :

    - la difficoltà estrema dei gestori delle istituzioni (spesso gente non selezionata, non formata) è legata all’inesistenza diffusa di strutture statali efficienti e ben gestite, al potere ricattatorio e confusionale di troppi clans e tornaconti di parte ;

    – il pessimo ruolo della Pubblica dIstruzione, la quale per decenni, non ha saputo
    insegnare ai cittadini :

    - i doveri dei cittadini verso la collettività, applicati in maniera reale, continua, efficace ;
    - i doveri delle strutture dello stato di applicare la costituzione e le leggi, per offrire a tutti i cittadini i servizi promessi, in modo efficace, organizzato, programmato, equanime. Per poter ottenere che tutti i cittadini siano effettivamente eguali davanti alla legge, senza eccezioni;
    - la pratica delle chiarezza degli intenti e gli strumenti necessari ad avere, specie in ambito pubblico, la coincidenza tra dichiarazioni di intenti e realizzazioni effettive;
    - l’ imperativo della precisone, della coerenza e della responsabilità di ogni singolo cittadino;
    - il pensiero organizzato e strutturato, il dialogo diretto (senza sottintesi), necessari nell’ era del commercio globale e delle tecniche digitali. Notiamo che le tecniche digitali sono basate su un dualismo chiaro di scelte possibili : “on” o “off”… Ma noi ci siamo chiamati fuori delle pratiche di produzione/commercio/efficienza del Villaggio Globale.

    Tutti questi mancati insegnamenti hanno fatto si che loschi figuri abbiano avuto una gran faciltà a diffondere, nel “Paesedelpocochiaro”, il doppio linguaggio, la falsità di dichiarazioni irresponsabili, i doppi scenari (anzi la sceneggiata), la demagogia, la incoerenza.

    Non é stato insegnato ai cittadini il buon senso, l’ educazione, il rigore, la responsabilità del proprio operato. Per cui essi non sono stati in grado, in tempo di elezioni, di sceverare i venditori di chiacchiere senza esperienza dai candidati in possesso di professionalità per costruire, modificare, migliorare…

    I vecchi vizietti

    Nitti, premier molti anni fa, fu intervistato. Alla domanda, se si poteva sperare che un giorno il Paese avrebbe avuto solo buongoverno, ecco cosa disse a Luigi Barzini :”Gli Italiani sono stati ubriacati di bugie, per 150 anni”.

    De Gasperi, dopo essere stato nel parlamento austriaco, divenne deputato nel parlamento italiano. Nelle prime settimane la moglie gli chiese come andavano le discussioni parlamentari. De Gasperi rispose : “Il parlamento italiano sembra un circo…. !”.

    Le conseguenze

    Questo balordo modello sociale è forse unico in Europa occidentale. Ma di sicuro è il generatore di fallimenti nazionali ripetuti, di occasioni perse, di ultimi posti in classifiche europee.

    Oggi gli Europei che ci conoscono ci trovano spesso inaffidabili ! I politici di Brux e dei vari Paesi della U.E. non ci stimano, non ci consultano, perché non accettano l’incertezza, la poca chiarezza, l’inaffidabilità. Cioé non accettano cio’ che gli Italiani considerano ovvio. E infatti l’Italia sociale e politica sono ferme, da tempo. Quella economica lo sarà presto !

    Sic transit gloria Italiae !

    Antonio Greco
    angrema@wanadoo.fr

  7. Antonio Greco

    Lettera dall’Europa

    IL BEL PAESE E L’EUROPA

    DIFFERENZE E POZZANGHERE

    Molte evoluzioni a inizio secolo, sia in Italia che nel resto della U.E. Talvolta simili. Talaltra divergenti, specialmente in ambito sociale.

    Un imprenditore, un cittadino, hanno spesso in Italia una vita civile costellata di percorsi incerti, talvolta imprevedibili. Talaltra accidentati. Alcune regioni italiane son piene di pantani. E pozzanghere. Cioè zone speciali dove la vità sociale é infarcita di : difficoltà impreviste, sorprese, intoppi, inciampi, rotture, interventi di referenti o padrini. Talvolta ricatti o somme da pagare in nero (per avere quello che secondo le leggi spetta di diritto).

    Per certi rapporti, per esempio nei servizi e gestioni dello stato, il ritardo, l’affogo, l’assenza di risposta é spesso la regola. La protezione dei proprii diritti é, in teoria, assicurata ad ogni cittadino. Soprattutto in teoria. La reazione alle richieste di un imprenditore é spesso assicurata. Purché non sia troppo impaziente sui tempi e sui modi. Tantopiù che nei casi in cui la reazione non si vede, risulta poi possibile assicurare una via traversa (un referente, una busta ben piena, una minaccia). Tante strane situazioni, nella società italiana, comportano l’opportunità di richieste, solleciti, minacce, talora negoziati. Vogliamo sorprenderci ? Ma se gli Italiani sono i campioni europei delle differenze ! Differenze fra teoria e realtà, fra progetto e risultato. Oramai ci sono anche le differenze fra Italia e l’U.E..
    Come spiegare la degradazione degli ultimi venti anni ? Con alcuni segni, eccoli: la società italiana é in evoluzione accelerata. Inoltre:

    1. Abbiamo eliminato da essa gli strumenti che avrebbero permesso la costruzione di una società europea e scoraggiato i cambiamenti negativi.
    2. Abbiamo introdotto molti strumenti che contribuiscono al degrado accelerato e scoraggiano le evoluzioni positive .
    3.Il senso del realismo da noi é sparito, forse per l’abitudine accquisita alla doppia verità e alla menzogna ? Troneggia il Doppio Scenario, incompatibile con il realismo !

    Il problema del mezzogiorno non solo non é sparito, ma é divenuto ormai il problema del Paese. Esiste oggi il problema del mezzogiorno d’Europa, l’Italia. Ma dubito che la U.E. ci mandi finanziamenti per tirarci su, come noi facemmo per il Sud, ormai cominciano a conoscerci…..

    Nel resto della U.E., almeno di quella parte che sta a Nord delle Alpi, il gioco é diverso. Nei rapporti collo stato sia il cittadino che l’imprenditore raramente vedono differenze marcate fra teoria e pratica. Per ogni azione, in ambito sociale, é spesso possibile prevedere la reazione. Sia essa dello stato o di un individuo. Reazioni in generale previste, quasi sempre affidabili, senza grosse sorprese. Una società cosi scorre come un largo fiume, calmo, uguale, senza rischio di inondazioni. Che noia, nessuna fantasia !

    La società italiana evolve invece come un torrente, con piene, ingorghi, straripamenti, inondazioni. La varietà e la sorpresa danno un senso alla vita !

    In ambito pubblico, fra Italia ed U.E., differenze si notano non solo sulla affidabilità dei rapporti, ma talvolta anche sulla qualità degli stessi.

    In ambito politico, osservare le differenze fra il Bel Paese e la U.E. porta a qualche sorpresa. Da noi i politici, troppo occupati in attività di conquista e conservazione di potere, che comportano attacchi e difese, talvolta demagogiche, talaltra da Commedia dell’arte, non hanno troppo tempo residuo per costruire il Paese. Tanto più che le emergenze sono tante, che ormai non sorprendono più.

    Nel resto della U.E. i politici si dedicano a riforme, analisi, discussioni e programmi, strategie, approfonditi e valutati. Lasciano poco spazio all’improvvisazione, alle dichiarazioni pubbliche, generalmente misurate e tecniche (il contrario dei proclami di un Bossi). E le emergenze ? sono piuttosto l’eccezione, quando si cerca di prevedere tutto e si organizzano anche i dettagli. Quando i funzionarii pubblici lavorano con impegno e serietà.

    Potremo noi, cosi, divenire competitivi e avere le stesse prospettive che nel resto della U.E. ? Al lettore la risposta.

    Antonio Greco
    (disponibile per una presentazione, viste dall’ Europa, delle cause delle pozzanghere italiane)
    ANGREMA@wanadoo.fr

  8. Antonio Greco

    EQUIVOCI E FINZIONI ITALIANE
    – Mattoni per una Torre di Babele -

    Gli aspetti rilevanti delle recenti evoluzioni sociali italiane. Evoluzioni iniziate circa 30 anni fa, divenute rapide negli ultimi anni; e che avranno un impatto negativo su : occupazione, conti pubblici e impossibilità di recuperare competitività…., se niente si fa….

    Molti tarli del DNA italiano (esistenti da decenni, ereditati dai nostri progenitori), recentemente talmente diffusi da generare metastasi nello stato, già malandato e inefficiente, sono legati ad alcuni grossi equivoci o finzioni sul sistema Italia, il Paese dai doppi scenari.

    1° GRANDE EQUIVOCO:

    - che una società nazionale possa esistere e funzionare, se per essa non sono mai stati creati pilastri solidi (obblighi e diritti per i cittadini ; idem per lo stato. Un Patto Sociale chiaro). Si, é vero, ci sono delle leggi…e si parla spesso di diritti di ogni tipo, senza conclusioni e realizzazioni chiare (all’ italiana). Troppe leggi o diritti sono scritti alla “pressappoco”, cioé poco chiari (non é strano che la giustizia non funzioni). Altre volte le leggi sono teoriche perché sprovviste di adeguati strumenti di applicazione, chiarezza nei ruoli delle persone coinvolte; insomma casino, non struttura organizzata… ;
    - siccome una vera nazione non è stata mai creata, allora ci sono tribù, cordate, correnti, bande, POTERI NASCOSTI. Tutti che troneggiano, combattono fra loro, perché la società nazionale é finta, debole, scassata, talvolta a lungo assente. Ognun per sé. La giungla dei clans e dei loro interessi. Come potrebbe esserci una coscienza sociale, se non si fa educazione sociale ? Tutto è incerto, vago, in mancanza dei pilastri.

    A differenza degli altri Paesi della U.E. occidentale, l’Italia non ha una società nazionale, nella quale i cittadini siano motivati e impegnati ad attivarsi per il progresso del Paese.

    IL 2° GRANDE EQUIVOCO

    Il 2° grande equivoco é che gli uomini che operano nelle istituzioni, spesso mal formati, talvolta lottizzati o raccomandati (talora capaci ma messi in un angolo perché chi lavora dà fastidio a chi non lavora)…LAVORINO PER IL PAESE… ! NON E’ VERO … ! Essi lavorano per il proprio clan o per se stessi, non conoscono altri interessi da difendere…, anche perché in molte istituzioni il controllo del personale è una fatua illusione…, è sempre stato fatto all’italiana……Ecco quindi una delle ragion primarie per cui il sistema sta fermo (mentre altri Paesi U.E. avanzano) !

    Gli uomini pubblici lavorano nel clima di inefficienza e irresponsabilità totale, da decenni….Hanno sprecato, esaurito, rovinato le risorse che aveva il Paese. Siamo alla frutta; e non c’ é dessert..!

    GLI SPRECHI DI RISORSE PUBBLICHE CHE ABBIAMO, NON CREDO CHE ESISTANO IN NESSUN PAESE DELLA U.E. occidentale. Dunque il limite 3 % per deficit/PIL, non si puo’ facilmente tenere, visto che le evoluzioni negative, generatrici di sprechi, non sono combattute… I controlli si sono allentati, le capacità di gestione professionale dileguate, i valori positivi sono spariti nel sociale, sostituiti dal lassismo. Non sorprende il numero di emergenze sociali, persino nel mondo calcistico. Quale settore della società é immune da corruzione ? E nel Paese non esiste una strategia di lotta alla corruzione…..

    3° EQUIVOCO

    Pensare che, nell’ epoca del mercato mondializzato (in rapida evoluzione) una società, rassegnata all’ immobilismo, al lassismo, alla complicità per tradizione , per incapacità della classe dirigente pubblica che è stata scelta con criteri di selezione negativi (ci si adatta a tutto, chissene..), ………. , per l’incapacità sociale diffusa fra i cittadini, possa funzionare e veder la propria economia migliorare, é una CONTRADICTIO IN TERMINIS.

    4°EQUIVOCO

    Supporre che l’ accettazione della corruzione diffusa, dell’ incertezza sociale diffusa, siano compatibili con lo sviluppo economico.

    5° EQUIVOCO

    Credere che la lottizzazione in aumento e la deriva diffusa della mentalità e comportamenti non determineranno la “frana” del sistema Italia a breve termine (verso il Magreb ?).

    6° EQUIVOCO

    Ipotizzare che la demagogia dei politici e la loro ignoranza degli interessi nazionali (e assenza di professionalità ) non abbiano conseguenze sulla loro diminuita capacità di risolvere i problemi enormi ed annosi del sistema Italia e di eliminare i notevoli GAPs rispetto all’ Europa.

    7° EQUIVOCO

    Supporre che la rarità (o assenza ?) di metodi di lavoro efficienti, di organizzazione, in ambito sociale e istituzionale, sia compatibile con un buon livello dell’ economia italiana.

    8° EQUIVOCO

    Pensare che che una società, in cui sono stati eliminati i valori positivi dalla vita sociale, possa divenire funzionante ed efficiente. Una società dove i bastoni e le carote sono rari o assenti, ove non ci sono criteri di selezione positivi per creare un’ élite istituzionale, ma esistono criteri di selezione negativi (comparaggio) per chi prende il potere, é una società fottuta, oggi o domani.

    COMMENTO 1

    Il successo che acquisiscono facilmente gli espatriati, in tanti Paesi U.E., (sono spesso i più brillanti in Europa); il fatto che gli stessi avevano fatto un buco nell’ acqua in Italia, induce a due commenti :
    a) la stessa formazione alla vita sociale ed al lavoro ben programmato e di qualità, che molti espatriati acquisiscono in altri Paesi, potrebbe essere distribuita nelle istituzioni del proprio Paese (espatriati aiutando);
    b) se il sistema Italia potesse trarre beneficio da una vita sociale del livello comune in molti Paesi U.E. (F, D, U.K., S, B, IRL, Ola.), l’ economia italiana riceverebbe un tale slancio nel giro di pochi anni, da essere seconda solo alla Germania (attualmente la ns creatività, ineguagliata in U.E., non serve a molto, visti i diffusi handicaps e inefficienze sociali).

    COMMENTO 2

    Un programma serio di europeizzazione del Paese (che é necessario, per allontanare il sottosviluppo) potrebbe portare a livello europeo non solo il funzionamento di attività sociali, ma anche i comportamenti e la forma del pensiero….Attualmente la forma del pensiero, nella vita sociale del sistema Italia é di livello europeo solo quando si tratta di persone che hanno una formazione scentifica. Chi é di formazione non scentifica, in Italia, ha generalmente una limitata capacità di risolvere problemi sociali, di costruire. Forma mentis distructiva….E talvolta una certa disposizione all’inghippo…Che é poi uno dei motivi per cui la società italiana oggi é capace più di distruggere che di costruire, in campo sociale.

    COMMENTO 3

    L’ economia italiana non potrà acquisire competitività senza riportare in auge il LAVORO DI QUALITA’, in troppi contesti seppellito. Cosa che non puo’ succedere senza reale meritocrazia.

    L’INCHIESTA

    La Commissione dell’U.E. ha incaricato un giornalista della B.B.C. di individuare nel territorio dello Stivale le certezze ed i paletti di riferimento esistenti. Per un mese egli ha già girato gran parte delle Due Sicilie e il suo viaggio continua. Sembra che non abbia trovato finora né certezze né paletti, nella società. Una malalingua mi ha detto che egli avrebbe invece trovato una sola certezza : nei contesti istituzionali l’unica certezza è …. la Confusione ! Si spera che il giornalista non sia fatto fuori dalla calura o dalla difficoltà evidente di siffatta inchiesta…., e possa continuare.

    Conclusione

    Un Paese non puo’ creare occupazione, se i rapporti sociali, la gestione del personale, la modernizzazione delle strutture (talvolta fatta male per incapacità) sono spesso inefficienti. Senno’, perché avremmo tanti primati negativi nella U.E. ? Fra le classifiche che ci mettono alla berlina, quella della libertà di commercio mette l’Italia al 60/mo posto !
    Un cambiamento della testa dell’Italiano medio è necessario, bisognerà avvicinarsi all’Europa con una vera CATARSI, se si vorrà una società funzionante, che possa creare occupazione…!

    Lo Stivale è un adolescente che non è stato mai educato. Il risultato: troppi mettono la mano nella marmellata (specie nelle istituzioni), credendo di non esser visti. In realtà l’Italiano sociale è cresciuto male, porta ancora i pantaloni corti (infatti non sa fare troppe cose). Ha bretelle di cattiva qualità, i pantaloni gli cadono giù. Ma egli vorrebbe camminare per strade europee. Difficile……., molto difficile, è troppo immaturo…..

    Con le conseguenze già visibili sulle prospettive economiche. L’ immobilismo in uno scenario simile é solo colpevole. Bisogna subito affrontare il problema sociale, anche con l’aiuto di espatriati qualificati ! ! !

    Sigmund Realist
    angremi@orange.fr

  9. LETTERA DALL’ EUROPA
    UN MONTE DI COCCI

    A Roma c’ é il monte dei cocci. Cocci accumulati dagli antichi Romani. Cocci di costruzioni diroccate, di manufatti invecchiati. Cocci.

    Anche nello Stivale c’ é una montagna di cocci. Cocci accumulati dagli Italiani, nei decenni, con leggerezza. Una buona parte é stata buttata alla fine del secolo XX. Cocci di tutti i tipi e colori.

    Cocci da occasioni perdute, da promesse non mantenute, da fatue illusioni poi smontate, da programmi iniziati ma poi falliti, o dimenticati, da successi mancati. Cocci. Per incapacità, per incoscienza, per insipienza, per incoerenza o leggerezza. Cocci generati da panzane, chiacchiere fatue, vendute al pubblico da pacchiani oratori. E accettate spesso da una cultura mediocre, la quale privilegia il football di serie A e le soubrettes svestite di serie B. E ammanta talvolta la furberia di un aspetto intelligente.

    Molti cocci sono dovuti ai sei spettri che aleggiano sul Bel Paese: lassismo, rassegnazione, irresponsabilità, comparaggio, allegra gestione, confusione. Altri cocci son dovuti alle distruzioni di un sistema, che non sa sciegliere le persone giuste al posto giusto, ma sceglie invece le persone più spinte al posto più remunerato. In Europa si chiamerebbe la “selezione negativa”, in Italia si chiama “il sistema”.

    Cocci incoscienti, gettati da chi ha creduto, ideologie complici, a programmi politici. I quali si sono poi rivelati mezzucci per andare al potere, poi dimenticati nella confusione creata dal sistema Italia di fine secolo XX. Confusione di proposte non studiate, di problemi non chiariti, di trovate non ragionate.

    Ma sempre cocci. Cocci che si son trovati sul percorso del treno Italia. Treno programmato negli anni ’60 come treno ad alta velocità. Con gli anni divenuto un accelerato, che si ferma a tutte le stazioni, anche quelle impreviste. I ferrovieri non sono stati formati infatti all’ organizzazione, alle segnalazioni ed alla manutenzione. Per cui sono essi stessi sorpresi di tante fermate. E chiedono lumi al capotreno.

    Ma che puo’ fare un capotreno, che non ha gli strumenti per l’ alta velocità ? Che non sa neanche quali leghe, olii e motori sono necessari per permettere al treno gli attesi 300 km/h ?

    La quantità di cocci sembra aumentare. Rischia di espandersi in ogni regione, in ogni fabbrica, in ogni impresa. Mentre che associazioni di imprenditori, di lavoratori, di professionisti, di categorie, discutono e si beccano. Senza capirsi talvolta, senza grandi risultati talaltra. Non pensano che forse non li vedranno mai, i risultati. Per mancanza di realismo, di capacità, di metodo, di formazione seria, di apertura, di VALORI. E per la diffusione di due elementi negativi: le CHIACCHIERE VAGHE, le OPINIONI EQUIVOCHE.

    Ma restano i cocci. Oltre i cocci, si notano anche i buchi nell’ acqua. Soprattutto quelli fatti in Italia da tante persone, dotate di ingegno e capacità. Fra i quali molti sono poi andati in Europa, in USA, in Australia, ove si rivelano spesso più brillanti e capaci dei colleghi locali.

    Cocci e cervelli. I primi restano, i secondi se ne vanno. Speranze perdute, futuri negati, in Italia.

    E’ lo Stivale oggi.

    Apriamo gli occhi…..guardiamo la situazione reale: non c’ é ne la cultura, ne la stoffa, ne la chiarezza mentale per fare la competizione nel villaggio globale. L’ abbiamo persa, con leggerezza, e con un po’ di incoscienza.

    Un espatriato
    Antonio Greco (disponibile a presentare le CAUSE del degrado socio-economico)
    angremi@orange.fr

    P.S. Non si puo’ nascondere che i cocci, in tanti, troppi casi, si traducono in sprechi.
    Né si puo’ nascondere che l’aumento degli sprechi italiani, dovuti alla produzione massiccia
    di cocci, induce poi aumenti di tasse, o aumento del Debito Pubblico…….

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