
Con il matrimonio ieri di Debora e Antonella, per una giornata a Torino (e non è chiaramente un caso che sia successo in una delle città meglio amministrate d’Italia) è stato come essere in qualsiasi posto d’Europa, dove gli Stati non mettono bocca sul merito delle scelte coniugali dei cittadini adulti. Il 23 marzo la Corte Costituzionale dovrà finalmente pronunciarsi sull’argomento e, nella peggiore delle ipotesi, spiegarci finalmente con solide ragioni giuridiche (e non solo con motivi storici, tradizionali o religiosi) per quale motivo in Italia si ammette l’esistenza di cittadini a diritti diminuiti. «Non posso sposarvi perché la legge italiana non lo consente, ma ho voluto presenziare questa bella cerimonia augurandomi che la mia presenza possa servire a far dire a tutti che siete cittadini di serie A, come tutti noi» ha detto Sergio Chiamparino, che era lì a metterci tutta l’autorevolezza sua e della sua carica di Sindaco, a cui dedico una commossa e convinta standing ovation.iMille.org – Direttore Raoul Minetti




