E Betta filava

di Giacomo Lagona

Molti amministratori locali, specie del nord ma è una malattia che contagia, hanno varato diverse ordinanze in cui si sosteneva – occhio e croce – che il crocifisso è un elemento fondativo della cultura italiana, quindi ha assoluto diritto di stare negli uffici pubblici contrariamente alla sentenza della Corte europea che ne chiedeva la rimozione. Aspettando il ricorso italiano a Strasburgo, e ovviamente aspettandone l’esito, alcuni sindaci si sono impuntati ed hanno comunque affisso il crocifisso col rischio di vederlo togliere dal Tar alla prima occasione di ricorso. I casi si sono succeduti in tutta Italia, però c’è un caso che ha destato scalpore per la sciattezza del gesto di un sindaco di una cittadina sarda.

Umberto Oppus, sindaco Udc di Mandas provincia di Cagliari, a novembre dello scorso anno aveva fatto un’ordinanza in cui si decretava: «l’immediata affissione del crocifisso in tutti gli edifici pubblici» con proclami a mezzo stampa e manifesti pubblici in città, salvo poi chiatto chiatto far marcia indietro poco tempo dopo senza nessuna pubblicità alla revoca. Succede che lo UAAR, l’Unione degli atei ed agnostici razionalisti, fa ricorso al Tar per far revocare l’ordinanza, ma si vedono rispondere dal sindaco che il loro è “un ricorso contro il nulla, considerato che il mese scorso ho revocato quell’ordinanza: non aveva più senso tenerla in piedi, dopo che il simbolo religioso era stato affisso ovunque”.

Significa che da questo momento ogni amministratore che non accetta la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo, gli basterà fare un’ordinanza dove si obbliga il crocifisso negli uffici pubblici, successivamente revocare l’ordinanza senza tanto baccano, e dopo essersi beccato il ricorso e obbligato a togliere i crocifissi dagli uffici, fare un altra ordinanza esattamente con le stesse modalità della precedente. Semplice no? E’ un normalissimo circolo virtuoso, o più esplicitamente una banalissima presa per il culo a tutti noi.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

1 Commento

  1. nessuno

    Inchiodiamo al muro tali sindaci! Io direi che è ora di farglielo capire, rudemente.

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