Vincere dimettendosi

di Corrado Truffi

Dalla lista di discussione de iMille:

in Italia per essere riabilitato devi essere riconosciuto colpevole, meglio se latitante. il meccanismo è: linciaggio mediatico sempre, poi, se sei innocente non si sentirà più parlare di te (perché disgustato ti ritiri a vita privata, suppongo), se sei colpevole scappi in nord africa e lì attendi la morte e che ti intitolino una via. Le chiacchiere pesano più dei fatti. I fatti li stabilisce il giudice con sentenze passate in giudicato. Il resto è fuffa, imho.

Da un blog:

Toh, finalmente uno che si dimette in stile europeo. Deve essere un prodiano, un pazzo o un intellettuale.

Dopo aver seguito la discussione sulle dimissioni di Del Bono nella lista de iMille, ho pensato che il PD, se fosse un partito con idee chiare e capacità comunicativa, potrebbe a buon titolo attaccare invece che difendersi.

I politici di destra, primo fra tutti il genio di tale tecnica, Berlusconi, ogni volta che sono toccati da una qualche indagine o da un sospetto, non si dimettono, ma fanno le vittime, proclamano la loro innocenza e attaccano i magistrati comunisti e la giustizia ad orologeria. Ripetono questo ritornello in modo ossessivo, fino a farlo diventare realtà e senso comune per il loro elettorato di riferimento. Il quale, del resto, li vota in quanto ha aspettative “morali” molto basse verso i politici e la politica.
I politici di sinistra (purtroppo con qualche eccezione sopratutto in Campania…), ogni volta che sono toccati da una qualche indagine o da un sospetto, si dimettono proclamando la loro innocenza o chiedendo perdono, poi spesso vanno in crisi psicologica e si ritirano a vita privata. Il popolo di sinistra, che ha aspettative “morali” molto alte verso i propri politici, non li perdona nemmeno quando, alla fine, si scopre che erano innocenti o che le loro eventuali malefatte sono comunque giuridicamente non perseguibili (vedi il caso Del Turco).

Invece, ammettiamo pure che a sinistra ci si debba dimettere in stile europeo, perché comunque la perdita di consenso conseguente al mantenimento della poltrona con l’argomento – formalmente ineccepibile – della presunzione di innocenza, sarebbe troppo forte.
Perché non adottare con forza e semplicità, a parti invertite, la stessa tecnica mediatica? Dire ossessivamente che i nostri politici si dimettono anche se solo sfiorati dal sospetto, e i loro restano abbarbicati alle poltrone. Che i nostri si dimettono perché innocenti, i loro restano sulla poltrona perché colpevoli. E, ripeto, dirlo sempre, fare le vittime al contrario. Ricostruire il consenso proprio sul fatto che il PD ha un codice etico tale da sacrificare convenienze, senza per questo smettere di solidarizzare con le persone, se ingiustamente inquisite.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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3 Commenti

  1. forse perché i tempi mediatici sono decisi ad arcore? ;)

  2. Certo, è difficile farsi sentire. Tuttavia almeno tentare si dovrebbe.
    Per chi interessa, il discorso segue qui su un piano più storico/filosofico.

  3. G.

    beh, qualche minuto sui tg c’e’ sempre. ci vorrebbe un po’ di tecnica di comunicazione e propaganda politica. per esempio, cercare di usare i microfoni per mandare un messaggio univoco e non mandarsi a quel paese l’un l’altro…

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