Ora non aggiungiamo errore a errore

di nonunacosaseria

Ieri ho commentato sul profilo di un’amica di Facebook che aveva inserito un post sulle primarie pugliesi che se fossi stato residente in quella regione avrei chiesto asilo politico alla Toscana (giusto per dire un luogo, ma avrei potuto scrivere Piemonte o Trentino Alto Adige o Emilia Romagna).

Al di là della battuta, se dovessi dividere la pagina in due colonne per scrivere su una quel che mi è piaciuto e sull’altra ciò che non mi è piaciuto del triste spettacolo messo in scena a Bari e dintorni, credo che sulla prima colonna ci sarebbe appena una riga: il fatto di aver votato.

La seconda, invece, sarebbe una lista infinita:
il modo in cui le primarie sono state condotte dai loro protagonisti;
il fatto che si sia parlato di alleanze, ma non di programmi;
l’atteggiamento del PD (pugliese e nazionale) nelle ultime settimane;
le politiche sulla sanità pugliese e l’atteggiamento dei partiti su di essa;
l’invadenza di Latorre, Letta, D’Alema;
il protagonismo eccessivo e anche un po’ miope del governatore pugliese;
la distanza siderale del gruppo dirigente del principale partito di opposizione dal suo stesso elettorato con l’aggravante che tutte le componenti (compresa quella di Marino) hanno sostenuto Boccia, almeno formalmente;
il “laboratorio Vendola” che forse non è tutto oro quel che luccica;
il “laboratorio UdC” che forse qualcuno ha confuso con l’autosmutandamento;
il ruolo giocato da Sinistra Ecologia e Libertà e quello svolto dall’Italia dei Valori;
…e così via.

Un’altra cosa che non mi è piaciuta è l’aver caricato le primarie pugliesi di una valenza nazionale, come se fosse un test sulla decisione di Bersani di perseguire alleanze centriste. Peccato che questo test ci sia già stato: lo si è tenuto il 25 ottobre ed è stato favorevole al segretario. Punto. E lo dice uno che a settembre ottobre ha votato altri, che reputa pericolosa e foriera di problemi la strategia di avvicinamento all’UdC (soprattutto se prima non si piantano dei paletti) e che non è per niente soddisfatto del comportamento da bradipo con cui si è distinto il leader del PD in questi tre mesi. Mettere sulla graticola il segretario perché le cose in Puglia sono andate diversamente da come lui auspicava, può essere gratificante a breve (è lo sport nazionale del centrosinistra mettere continuamente in discussione il numero uno del maggior partito di quello schieramento, con ciò favorendo il principale esponente della coalizione avversaria), ma è stupido. E non è stupido solamente oggi, ma lo sarà pure all’indomani di elezioni regionali nelle quali il PdL parte largamente favorito, un po’ per i comportamenti pubblici e privati dei vari Marrazzo, Loiero, Bassolino, Del Bono (giusto per citare i più noti), un po’ perché con un PD del genere – non da oggi, ma da due anni, da quando è nato – sperare in un esito diverso è da illusi. Nel 2005 il centrodestra rimediò una sorbola epocale e conquistò solamente due regioni, Veneto e Lombardia, dove avrebbe vinto anche candidando il primo bischero che passava per la strada: nessuno, però, da quelle parti mise in discussione la leadership di Berlusconi, Fini e Bossi.

C’è però una cosa che il PD può e deve fare: la ripropongo a distanza di un mese.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

1 Commento

  1. è sbagliato l’ultimo link. quello giusto è il seguente: http://nonunacosaseria.blogspot.com/2009/12/un-lodo-per-dalema.html
    (sennò non si capisce!)

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