Nel tempo libero faccio il senatore

di Francesco Costa

Si potrebbe scrivere un trattato di cattiva politica sul progetto di legge presentato da undici senatori del Pd (tra questi Ceccanti, Chiti, Lumia, Pinotti, Tonini e Treu) sull’esposizione per legge del crocifisso nelle aule. La questione è piuttosto microscopica, ma nella proposta dei magnifici undici c’è davvero tutto un mondo. Il contenuto della proposta sarebbe, in sintesi:

- in ogni aula deve esserci un crocifisso.
- se alcuni genitori si offendono e protestano, il dirigente scolastico trova una soluzione, magari anche esponendo altri simboli religiosi.
- se ancora non si trova nessuna soluzione, il dirigente scolastico “adotta, previo parere del consiglio di circolo o di istituto, una soluzione che operi un giusto contemperamento delle convinzioni religiose e di coscienza di tutti gli alunni della classe coinvolti e che realizzi il più ampio consenso possibile”. Insomma, decida un po’ come gli pare.

Ora, io credo che chi ama parlare di semplificazione legislativa e taglio delle leggi inutili – Ceccanti, parlo con te – dovrebbe evitare di proporre leggi così evidentemente inutili. Avrebbe avuto più senso una legge che imponesse il crocifisso nelle aule e basta. Invece qui si dice alle scuole: mettete il crocifisso nelle aule, al limite aggiungeteci quel che vi pare, male che vada sbrigatevela voi. Una norma completamente inutile, oltre che ridicola, ispirata alla peggiore tradizione del multiculturalismo europeo, quella relativista e subalterna alle religioni. Senza contare che si tratterebbe di una legge smaccatamente ed esplicitamente incostituzionale:

Ma il punto principale è che la proposta di legge è del tutto incompatibile con il principio di laicità. Essa individua ancora una confessione privilegiata, quella cattolica, il cui simbolo è esposto per default, mentre gli appartenenti ad altre religioni sono costretti all’iter di una apposita richiesta, il cui esito, per giunta, non sembra neppure scontato. Il richiamo alla privacy del disegno di legge assume qui tutti i caratteri dell’ipocrisia: il singolo, per vedere rispettata anche la propria confessione – magari poco popolare o controversa agli occhi della maggioranza – deve uscire allo scoperto, mentre ai cattolici è risparmiato ogni sforzo. Da notare come non si faccia neppure cenno, con insensibilità rivelatrice, ai costi degli altri simboli da esporre: saranno a carico delle famiglie o dell’istituzione scolastica? Questi rilievi farebbero pensare a una possibile incostituzionalità di una legge articolata su queste linee, per violazione dell’art. 3 Cost. prima ancora che dell’art. 8.

In Italia le possibilità che le proposte di legge presentate dagli esponenti dell’opposizione siano calendarizzate in aula – figuriamoci diventare leggi dello stato – sono notoriamente pochissime. In certe legislature, come questa, vicine allo zero. Naturalmente si fanno lo stesso: teoricamente dovrebbero servire per comunicare agli elettori di avere tante e buone idee, e a incalzare il governo tentando di metterlo in difficoltà. A quale obiettivo risponde la presentazione di questo progetto di legge?iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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218 Commenti

  1. X Ruini

    > e sono per l’abrogazione/revisione dell’articolo 7 (storico inciucio fra poteri forti),

    Ci si fa un’idea di laicità a partire da una costituzione idealizzata, in cui manca l’art. 7, invece che confrontare la propria idea di laicità mediante la costituzione concreta in cui c’è quell’articolo. Una laicità dei desideri più che dei fatti.

    > Se vuoi mi dilungo sul perchè NO alla presenza del simbolo religioso fuori dalle chiese

    Almeno, rispetto a tanti che si fermano ai presupposti, sei sincero e coerente.

  2. Ruini

    Se ti basta come risposta alla voce laicità:
    La parola è originata dal greco λαikòς – del popolo, estensione del termine λαός, laós – popolo e contraddistingueva l’appartenente alla moltitudine degli uomini in contrapposizione agli appartenenti a una comunità chiusa.
    Tale origine spiega la ragione della pluralità dei significati correnti della parola.
    Il termine fu poi usato in ambito religioso per indicare colui che, appartenente alla moltitudine dei fedeli, non è appartenente alla gerarchia del suo clero, la comunità chiusa.
    L’insieme dei fedeli laici è detto laicato.

    Questo, non soddisfa certamente tutto il rimanente popolo (ateo) che, sensibilmente e qualitativamente e numericamente avanza…..un desiderio? Magari!

    E da qui, a cascata, una sequela di problemi da risolvere per questo bistrattato “Quarto Stato”…
    (quindi perchè non devo classificare l’icona dell’uomo morto come immagine negativa di un potere nefasto?) (quell’omino lì, non sembra che ne abbia salvati poi molti da allora…..visti i risultati..Bisogna solo giocare il jolly della fede….ma questa è un’altra storia del potere…. divino!)
    Con simpatia e poca empatia.

  3. ilaria del grasso

    Lei parla della Legge Casati del 1859. Le normative citate dalla giurisprudenza sono contenute in due Regi Decreti del 1924 e 1928, mai abrogati, relativi rispettivamente alle scuole elementari e medie. Non ci sono chiare indicazioni normative per le scuole materne, superiori ed università.
    Io ho parlato specificatamente di legislazione attualmente valida, non della storia del crocifisso…

  4. Ritorno dopo due o tre giorni e trovo perle come questa:

    “Quanto alle critiche all’aborto e al divorzio (ecc…), queste hanno motivazioni naturali, non legate direttamente alla fede (se non per il fatto che ogni etica umanista vive di presupposti “scientificamente indimostrabili” o di fede), e quindi valide per tutti.”

    Le critiche al divorzio (in particolare) derivano da donsiderazioni NATURALI?

    E quando in qua il matrimonio esiste in natura ? :) )))))

    Lisa

  5. massimo scrive:

    “Se io (o i miei figli) fossi andato a scuola in oriente non mi sarei lamenteri affatto di vedere esposti nelle loro aule simboli della loro cultura.”

    ———————

    Ah, siamo già arrivati all’argomento del “chi non gli sta bene se ne torni al paese suo”?

    Io sono nata in Italia, di famiglia italiana al 100 per 100, non ho mai avuto altra cittadinanza che quella italiana, e ho messo al mondo figli in Italia.

    Non sono ospite di nessuno, non avrei altri paesi dove andare, e non accetto di essere considerata un’italiana di serie B, in un paese che non è il mio, e che mi fa la cortesia di tollerarmi come membro di una minoranza anomala, purché mi faccia notare il meno possibile.

    Lisa

  6. philosophe

    @Massimo

    X philosophe
    > L’etsi deus non daretur è affermare che la religione non deve influenzare la politica (e il diritto)

    “Allora togliamo come confessionali le leggi che puniscono l’omocidio o il furto perchè nelle tavole rivelate di Mosè ci sono quei comandamenti. Ricordiamo come esempio il detto di Böckenförde: “Lo Stato liberale, secolarizzato vive di presupposti normativi che non può garantire”. Troppo facile eliminare Dio (e la religione) pensando che tutto resti inalterato (cfr Sartre): non è avere compreso il senso della religione”.

    Scusami, ma questo sarebbe un argomento? Nell’ordine tu proponi:

    1 Un tentativo di ridurre in burletta una posizione a sostegno della quale c’è una letteratura enorme. Tentativo al quale è facile rispondere che il fatto che le norme che vietano l’omicidio siano anche precetti religiosi non aggiunge né toglie nulla alla loro validità. Valgono etsi Deus non daretur (come è del resto in tutti gli ordinamenti liberali).

    2 Una citazione fuor di contesto di Bockenforde, che peraltro tocca un problema diverso, quello della fondazione filosofica dello Stato liberale.

    3 Un’affermazione apodittica che rimanda a Sartre.

    Resto in attesa di un argomento che spieghi perché le istituzioni pubbliche, che sono di tutti (cattolici, protestanti, musulmani, buddhisti, atei, agnostici), dovrebbero esporre un simbolo di parte.

  7. ilaria del grasso

    L’identità del popolo italiano

    A Natale sono andata a Londra, come il mio solito. In un pub ho conosciuto alcuni simpatici ragazzi inglesi. Durante la presentazione di rito mi hanno chiesto da dove venivo; quando ho risposto che ero italiana, mi hanno corretta. “Italiana? No: tu sei europea”. “Noi possiamo dirci inglesi, ma tu sei europea”.
    Al momento sono rimasta imbarazzata, ma poi ho sorriso e ho compreso.
    L’unico modo che ho avuto per far apprezzare le mie origini è raccontargli che sono toscana e lì mi hanno riconosciuta come italiana doc.
    Mi chiedo: l’identità in senso generico è come ci vediamo o come ci vedono gli altri?

    Ilaria Del Grasso

  8. ilaria del grasso

    “Non avrai altri dei al mio cospetto”

    La traduzione più letterale dell’originale ebraico di Esodo 20,1-17 è “non avrai altri dei al mio cospetto. Non farti alcuna scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque al di sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li adorare, perché io, il Signore tuo Dio, sono un Dio geloso che punisce il peccato dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione per coloro che mi odiano, e uso bontà fino alla millesima generazione, per coloro che mi amano ed osservano i miei comandamenti”.

    Se proprio dobbiamo guardare alla “tradizione” ecco quello che dicevano “i padri”, che condannavano l’esposizione di qualsiasi simbolo religioso.

    Altra cosa: Gesù Cristo si è servito per il suo fine di associazioni volontarie. Gesù non ha fatto mai leva sui nuclei familiari, domestici, nè sulle sinagoghe o sul Tempio. Ha creato un gruppo al di fuori della famiglia, delle strutture religiose e politiche. Il suo centro non coincideva con nessun luogo fisso!

    Ilaria Del Grasso

  9. sabre03

    * Massimo

    Ma se le cose che mi si impone di accettare sono contro la Costituzione non è più questione di mancanza di senso civico…… Se una maggioranza lavora affinchè la Costituzione a cui lei stessa ha lavorato non venga attuata non puoi parlare di mancanza di senso civico…..
    si impongono alla controparte dei comportamenti non leciti e si tradisce quell’accordo
    Ed è ciò che la sentenza Cedu ti dice

    Tu dici:
    L’art. 7 ad esempio alcuni lo trovano “incostituzionale”, pensa te……

    Appunto…. si introduce un riferimento a dei patti del ’29 sottoscritti da uno Stato monarchico e fascista che NON è il nostro. Quei Patti andavano riscritti perchè fondati su principi NON democratici che NON appartengono più al testo costituzionale del ’48.
    Ma pur volendo accettare quell’art. 7 non si giustifica in nessun modo quel crocifisso in classe in ragione della sua italianità, e menate varie senza discriminare gli altri (art. 3)

    Tu dici:
    In storia dell’arte si studiano dipinti religiosi, forse che smettono di “sprigionare” la loro energia religiosa solo perchè la materia non è religione? Allora che si fa, aboliamo ogni riferimento religioso dalla scuola perchè il bambino non sa distinguere e potrebbe ritenere di essere in un paese cattolico?

    Ma non puoi neanche tenerlo nell’ignoranza che il paese in gran parte NON lo sia e che lui possa anche NON esserlo un domani. Tu poni una superiorità di contenuti che NON c’è ed attui col silenzio una strategia di annullamento dell’altro e delle sue ragioni che è proprio dell’autoritarismo. Il mio ragazzo ha il diritto ad essere istruito criticamente rispetto ai contenuti di quel dipinto….Così come il Tuo ha il diritto di sapere che esiste altro al di fuori di quelle menate religiose di suo padre così artisticamente rappresentate.

    La nostra legge rende possibile abortire…. ed essendo quella legge votata dai cattolici (illuminati?) che son sempre stati maggioritari nelle Camere ciò ti dice indirettamente quanto hai torto. Hai torto nella misura in cui tu consideri essenzialmente cattolici quei valori costituzionali da cui invece discende altro che nulla ha a che vedere con il cattolicesimo. L’Italia è NEI FATTI non cattolica, e lo è paradossalmente anche per merito di cattolici adulti (per usare a rovescio le parole del papa) che accettano l’altro e ne tutelano le ragioni…. (se avessero più coraggio non guasterebbe). Ed uso il termine cattolico perchè gli altri cristiani NON vogliono il crocifisso (hanno la nuda croce) e sono per lo più allineati sulle nostre posizioni.

    Tu dici:
    Se è così, quella associazione avviene ogni volta che il bambino scrive una data…. Certamente si può cambiare la situazione ma si dovrebbe essere coscienti, e corretti nella divulgazione, che si vuole *imporre* un’altra visione della vita.
    NON si vuole imporre un’altra visione della vita….. ESSA c’è sempre stata e la tua Chiesa l’ha combattuta con ogni mezzo….. L’accordo costituzionale lo sancisce ma TU non lo comprendi e/o non lo vuoi accettare; che cioè possano convivere diverse visioni che si confrontano su di piano di parità e si lavori insieme per il bene del paese.

  10. Ruini

    Acc…! Sono finito in un blog di invasati, teologi, evangelici, costituzionalisti. agnostici e paragnostici……e che c***o! Dopo aver letto il tag “nel tempo libero faccio il senatore” pensavo si dovesse chiarire “l’anima politica” degli undici.(Si potrebbe scrivere un trattato di cattiva politica sul progetto di legge presentato da undici senatori del Pd). Ma vedo che ,come al solito, la nebbia all’irto colle fumigginando sale……mentre attorno scoppia il temporale…..cerco che è esiziale appendere il crocefisso sulle pareti delle aule scolastiche prima che vengano giù….ma si sa i crocefissi vanno via come l’acqua..i chiodi per inchiodarli un pò di meno……beata e fiduciosa innocenza…!

  11. ilaria del grasso

    x Ruini

    “Dopo aver letto il tag “nel tempo libero faccio il senatore” pensavo si dovesse chiarire “l’anima politica” degli undici”

    L’anima di questo paese sono i lavoratori e in particolare gli imprenditori.
    Io non trovo legittimo condannare gli evasori fiscali nel momento in cui la spesa per la politica improduttiva, le opere pubbliche inutilizzate, i finanziamenti alla chiesa cattolica inutile diretti e indiretti, la spesa per le forze dell’ordine e gli impiegati pubblici incapaci buttano dalla finestre ricchezze accumulate con il merito. Ripeto: CON IL MERITO.
    Il nostro compito di cittadini è di riunirci in una azione legale comune e chiedere immediatamente il risarcimento delle risorse sprecate. I politici non devono avere alcuna immunità in merito: le scelte politiche sbagliate, proprio perchè fatte a nome di tutti, DEVONO AVERE RESPONSABILITA’ IN SOLIDO ECONOMICA.
    Gli imprenditori hanno il dovere di parlarsi, accordarsi con il lavoratori e BLOCCARE TUTTI I CONTRIBUTI DA SUBITO in una comune obiezione; rivolgersi alla comunità europea e chiedere protezione e assistenza legale. Qualsiasi multa a nostro carico sarà azzerata dai danni che richiederemo a carico degli amministratori pubblici inefficenti e inefficaci.

    Ilaria Del Grasso

  12. ilaria del grasso

    su http://www.petizionionline.
    per tutti gli interessati è aperta questa petizione.

    “Con il fine di promuovere la meritocrazia e il rilancio economico dei questo paese i cittadini italiani chiedono che l’accesso alle cariche politiche pubbliche sia consentito solo agli esponenti capaci. A tal proposito si propone che tutti i comportamenti che non promuovono la crescita, il progresso e il benessere collettivo abbiano come conseguenza l’immediata rimozione dalla carica dei politici e degli amministratori pubblici coinvolti, con l’immediato blocco dello stipendio e risarcimento danni da misurarsi proporzionalmente ai danni causati.
    L’azione legale avrà efficacia anche per i comportamenti pregressi all’entrata in vigore del provvedimento.
    La stesura completa del disegno di legge avverrà in collaborazione con gli esponenti politici che si metteranno a disposizione di questa iniziativa ed è aperta a tutti i cittadini.”

    Il mio grazie a quanti aderiranno!

    Ilaria Del Grasso

  13. Ilaria, scusa un attimo, eh:

    faccio presente che anche i lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, pagano le tasse, non è che sia un’esclusiva degli imprenditori. E magari anche tra i lavoratori dipendenti c’è qualcuno che tutti i giorni si guadagna il suo stipendio con il merito, e non solo perché un imprenditore gli ha fatto la carità di dargli qualcosa da fare.

    Con la differenza che i dipendenti, ‘sto giochino di “rivendico il diritto di non pagare le tasse finché queste non sono utilizzate in un modo che mi soddisfa di più”, non potrebbero farlo nemmeno se volessero.

    E quindi, come al solito, finiscono per essere mazzolati e penalizzati il doppio, perché sarebbero sempre loro gli unici COSTRETTI materialmente a pagarle tutte fino all’ultimo… e a vedersele aumentare anche per compensare quelle di chi non le paga con la scusa dell’idealismo morale.

    Lisa

  14. ilaria del grasso

    Per paniscus.

    “faccio presente che anche i lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, pagano le tasse, non è che sia un’esclusiva degli imprenditori”,

    infatti se leggi il mio commento ho parlato di lavoratori e imprenditori. Leggi bene, grazie, prima di commentare. E’ giusto completare affermando che evasore fiscale non è solo l’imprenditore: anche il lavoratore dipendente può trovarsi in una situazione in azienda di “nero” (ad esempio straordinari non dichiarati in busta paga)o in quella di un dopo-lavoro occasionale o meno, non fatturato o essere un immigrato penalizzato nei propri diritti.
    L’imprenditore è più meritevole a mio avviso di un semplice dipendente, in quanto ha “l’idea”: investe i propri capitali, le proprie energie, organizza e si assume il rischio d’impresa (il primo, quello di trovare i clienti). Il dipendente “entra” in una situazione già allestita e deve solo imparare ad adeguarsi alle politiche aziendali e farle fruttare al meglio. La vita del dipendente è più comoda da molti punti di vista: se non fosse così, tutti farebbero gli imprenditori, o no?
    Io sono dipendente, come molti altri e accanirsi contro il datore di lavoro è assurdo: io non credo alla favola del padrone cattivo. Io credo che molti sul posto di lavoro non sono in sinergia con “lui” e per questi motivi siano sottopagati. A me non è mai capitato, e questo mi ha permesso anche di vivere da sola, indipendentente da qualsiasi aiuto familiare. Fortuna? No. Meritocrazia, che molti dimenticano quando entrano nel mondo del lavoro e pensano di avere solo diritti, dimenticando l’importanza della collaborazione.

    Ilaria Del Grasso

  15. ilaria del grasso

    Vorrei ricordare inoltre che in Italia gli imprenditori svolgono il compito di sostituti di imposta, per i quali non sono retribuiti dallo stato. L’oggettività delle cose dice che “se io svolgo un compito per te”, agevolandoti le pratiche di raccolta dei fondi, grazie anche alle mie idee e non a quelle dei politici, io debba essere pagato.
    Quanto alla sudditanza contributiva del dipendente, ricordo che in italia un imprenditore ha già iniziato questa pratica, pagando ai suoi dipendenti la busta paga al lordo.
    Esistono persone lungimiranti nel nostro territorio, basta avere l’accortezza di informarsi e anche di aiutare chi cerca di fare qualcosa di buono.

    Saluti.

    Ilaria Del Grasso

  16. X philosophe

    > 1 Un tentativo di ridurre in burletta una posizione a sostegno della quale c’è una letteratura enorme.

    Principio di autorità? Dio esiste visto che la letteratura a suo favore è sterminata?

    > Tentativo al quale è facile rispondere che il fatto che le norme che vietano l’omicidio siano anche precetti religiosi non aggiunge né toglie nulla alla loro validità. Valgono etsi Deus non daretur

    Valgomo fino a quando una forza le appoggia. Le leggi razziali a quei tempi erano valide. La validità non equivale al senso, alla legittimazione filosofica.

    > (come è del resto in tutti gli ordinamenti liberali). + punto 2

    Sostenevo appunto che i sistemi liberali sono la secolarizzazione di una metafisica religiosa. Ma secolarizzazione non è solo oltre la religione ma anche sua permanenza, debito permanente. Vedi di M. Pera “Perché dobbiamo dirci cristiani. Il liberalismo, l’Europa, l’etica”

    > Resto in attesa di un argomento che spieghi perché le istituzioni pubbliche, che sono di tutti (cattolici, protestanti, musulmani, buddhisti, atei, agnostici), dovrebbero esporre un simbolo di parte.

    Per necessità di avere un volto (gli stati e le nazioni sono tutti diversi e determinati dalla loro storia anche religiosa) e per rispetto di un volto preciso, dignitoso e importante per il futuro come quello del cristianesimo.

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