Cari amici e compagni de iMille e cari amici e compagni del PD tutto, cari dirigenti nazionali del mio partito,
voi millini, vi vedo intenti a deprimervi o arrabbiarvi attorno alla ridicola querelle delle primarie, a sconfortarvi per l’evidente imperizia dei nostri dirigenti locali e nazionali che ci ha portato quasi dovunque ad essere succubi di IdV, radicali, UDC,
voi dirigenti nazionali, vi vedo intenti appunto a questo indecoroso balbettio e, dall’altra parte, a proporre discussioni parlamentari per le riforme istituzionali, salvo scoprire per l’ennesima volta di avere a che fare con il partito dell’amor proprio.
A tutti voi vorrei dire che il tempo è davvero scaduto, e che continuare ad occuparsi solo del proprio ombelico – le primarie, le alleanze, le riforme – mentre in Italia è tornata la schiavitù ed è apparso il Ku Klux Klan, significa semplicemente non essere più di sinistra, aver dimenticato che la sinistra è lotta per l’eguaglianza o non è.
Avrei voluto vederci, noi de iMille, urlare sotto le finestre di Bersani che non è pensabile che dopo i fatti di Rosarno il maggior partito della sinistra non si ponga il problema di organizzare al più presto – intanto annunciandola subito – una grande manifestazione nazionale contro il razzismo italiano e la criminalità organizzata, da tenersi a Rosarno o, almeno, in quella Reggio Calabria che già nel ’72 fu – ahimè temporaneamente – riconquistata alla democrazia grazie ad una manifestazione sindacale.
Avrei voluto vedere il mio partito mobilitarsi immediatamente dovunque in Italia, perché dovrebbe essere normale farlo per un partito di sinistra.
O forse, la circostanza che la Calabria è governata dal centrosinistra ha fatto velo ai nostri amati dirigenti?
O forse noi millini, a forza di ragionare sul merito, ci siamo dimenticati che non c’è libertà (né, appunto, merito) senza uguaglianza e fraternità?
Noi militanti, noi dentro i meccanismi della politica, continueremo a criticare ma, alla fine, troveremo mille buonissimi motivi per ingoiare l’ennesimo rospo e continuare a dare qualche fiducia alla strumento PD. Anch’io finirò per farlo. Mi conosco e so che finirà così. Mi accontenterò della visita annunciata oggi da Bersani a Rosarno, della conferenza stampa in cui si è parlato di mafia ma, mi sembra, poco di razzismo e uguaglianza.
Il problema è in tutti gli altri: un partito che non riesce più a parlare di giustizia sociale, ma non può certo fare mirabolanti promesse o solleticare il peggiore istinto razzista, è un partito senza scopo, che non parla e quindi non viene ascoltato. Un partito sconfitto.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





hai ragione.
Sempre pronti a baccagliare per una primaria in più o per altre inezie formali e invece quando ci sono cose gravi, quando si certifica l’inesistenza Politica di un partito che si direbbe progressista e democratico zitti. Al massimo un gruppo online e una manifestazione da farsi dopo quasi due mesi.
Negli anni settanta almeno si prese il treno e si ando’ a manifestare la democrazia repubblicana sul luogo del “delitto”.
Ora lasciamo tutto agli oratori.
niente da aggiungere, sono d’accordo.
e spero che parte del tuo spirito possa arrivare alle alte sfere del PD (d’altronde abbiamo sempre Scalfarotto come vice presidente, o no?)
Si tratta di un trend in tutto l’occidente: “Immigrant-bashing is a classic racial wedge issue” e la destra repubblicana lo sta usando a piene mani negli USA, fino ad esiti terribili, come il gruppetto di “miliziani” (ronde?) capeggiato da Shawna Forde che ha ucciso a giugno una bambina e la madre credendo che la loro casa fosse un centro di spaccio (basta cercare il nome con Google per i dettagli).
Vedi: http://dneiwert.blogspot.com
http://www.splcenter.org/ e http://tinyurl.com/m2hdsw
Si crea un circolo vizioso in cui i politici “normali” si appropriano di slogan e tematiche dell’estrema destra, legittimano i gruppi che li portano avanti (Polverini e la zavorra nera), poi le frange più estreme decidono che è ora di passare all’azione perchè si sentono protetti… sarò antiquato, ma andrebbe ripescata dal nostro lessico l’espressione “vigilanza antifascista”.
Perfettamente d’accordo con Corrado. Se facesse un passo oltre, pero’, potrebbe provare a domandarsi come mai all’ interno del maggiore partito della sinistra non esista piu’, dalla fine dei DS, l’ idea di una comunita’ solidale. Idea che sarebbe certo compatibile con anche legittime aspirazioni personali, ma non certo con una guerriglia tra piccole sette di aspiranti portaborse dei portaborse. I quattro gatti che hanno assalito la diligenza del PD, come mosche che si attaccano al culo di una vacca, debbono occuparsi solo di candidati e di primarie perche’ a questo e’ legata la loro pensione. O perlomeno una fotografia su Repubblica guardando l’ obbiettivo.