Les jeux sont faits

di Valter Gallo

marino_bonino

Con la nota del segretario Alessandro Mazzoli diffusa oggi pomeriggio “Il Pd regionale apprezza la candidatura di Emma Bonino alla presidenza della Regione Lazio, e a breve la incontrerà per discutere delle modalità di un’eventuale intesa sul suo nome. Per martedì 12 gennaio, alle 17, il Pd del Lazio convocherà la Direzione Regionale .. In questa sede, il Partito Democratico regionale formalizzerà le sue decisioni”, probabilmente, si è conclusa la lunga gestazione per il candidato da contrapporre alla Polverini.

La dirigenza del nostro partito s’è resa conto che la discesa in campo di Emma Bonino, con la volontà di correre anche per la sola Lista Bonino, ci ha messo con le spalle al muro, di fronte al fatto compiuto, perché, di fatto, la sua presenza sottrarrebbe una percentuale non indifferente di consensi indispensabili “alla nostra miglior scelta” per avere qualche possibilità di vittoria contro la Polverini.
La fuitina della Bonino, nello stesso tempo, ha messo a nudo tutte le “nostre” mancanze, sia a livello nazionale, sia a livello regionale dove non abbiamo trovato alternative all’ottimo (e impegnato) Nicola Zingaretti. Ci sarà tempo per analizzare a fondo queste mancanze e provare a ricercare i migliori rimedi per il futuro.
Ora, prioritariamente, dobbiamo fare i conti con il tempo, convincerci responsabilmente che la Bonino è la miglior scelta possibile e recuperare al più presto le due settimane di vantaggio che la campagna elettorale della Polverini ha acquisito.

Lo dico a malincuore con la consapevolezza che, se verrà ufficializzata la candidatura martedì 12, non sarà più possibile organizzare – seriamente – in soli 12 giorni le primarie, con il risultato di mancare ancora una volta e con un colpo solo: un volano formidabile per il nostro candidato, un metodo partecipativo e distintivo del nostro partito, un po’ della nostra credibilità.
Sia chiaro fin da ora, le primarie probabilmente non si faranno non perché non le ha volute la Bonino ma, piuttosto, per i “nostri” colpevoli ritardi.

C’è il bisogno, quindi, di partire subito, senza indugi. Consapevoli che il nome di Emma Bonino è stato proposto già due mesi fa, prima da larghe frange dei sostenitori di Ignazio Marino, poi dallo stesso Marino e dai suoi più stretti collaboratori che ne vedevano, oltre alla serietà della persona, una vicinanza ideale.

Questa vicinanza però, nello stesso tempo è una bella sfida per l’area che s’è ritrovata attorno a Ignazio Marino. C’è il rischio concreto che, se non si sarà attivi e ben organizzati sul campo, se non saremo ancor più presenti, con autorevolezza e credibilità, sui temi del programma Marino, che nel Lazio ci hanno dato il 20% dei consensi, buona parte di questi avranno la possibilità di scegliere oltre alla candidata Bonino, anche la Lista che porta il suo nome.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

9 Commenti

  1. Voi avete già il Papa quindi, o meglio la Papessa.
    Noi, qui in Umbria, siamo ancora in alto mare!
    Siamo nel pieno di una “rissa” statutaria e regolamentare.
    Povero Pd umbro…

  2. giulio

    Le considerazioni di Valter sono giustissime. Approfitto però di questo spazio per porre un’altra questione. Si sta discutendo, e lo facciamo anche noi in vario modo in questo blog, sui candidati presidenti, sulle loro figure, sui metodi per selezionarli, ecc. Non si parla affatto invece da nessuna parte della formazione delle liste per i consigli regionali. Aspetto, a mio avviso, di impatto mediatico di gran lunga inferiore, ma di impatto politico ed istituzionale altrettanto rilevante di quello riguardante il candidato presidente. Va da sè che non si può parlare tanto di nomi di possibili candidati al consiglio, ma si può invece parlare del metodo della loro scelta. Nel rispetto delle procedure fissate dallo statuto del pd per questo, sarebbe molto importante, a mio avviso, chiedere ed esigere che di tutti i candidati alle elezioni regionali nelle liste del pd (e perchè no? anche dei partiti che saranno alleati) siano messi a disposizione pubblicamente i curricula, secondo un formato standard molto semplice che indichi le informazioni minime che ciascuno deve contenere e un range minimo e massimo di lunghezza, in modo da non avere nè documenti lunghi e illeggibili nè documenti estremamente stringati. I benefici in termini di trasparenza di un metodo del genere sono talmente evidenti che non vale la pena perderci tempo. In più, credo, che prima di scegliere candidati dai precedenti imbarazzanti, per un motivo o un altro, i partiti ci penserebbero bene. Cosa ne pensate?

  3. valter gallo

    Credo che negli accordi di coalizione, la Bonino, farà esplicita richiesta al ricorso de “L’anagrafe degli eletti” che può rivendicare nel bagaglio delle sue iniziative politiche.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Anagrafe_degli_eletti

  4. Raffaella Petrilli

    Chiediamolo, il cv, mi sembra una concretizzazione adatta del famoso criterio del ‘merito’ – cioè autorevolezza e credibilità – che tanti di noi condividono, e che subisce spesso interpretazioni imbarazzanti.

  5. Gianni

    Grottesco. Il 4 gennaio questi quattro gatti mettono in campo la buffonata delle befana per chiedere le primarie, il 7 gennaio dopo che e’ stata indicata la Bonino (a seguito di accordi ed accordicchi) per le primarie non c’e’ piu’ tempo. Prima ancora che per inettitudine, questi perderanno sempre per eccesso di ipocrisia.

  6. E’ sempre un simpaticone questo Gianni….

  7. Augusto Zucàro

    Io sto seriamente meditando di rifiutare il voto a qualsiasi candidato/a alla presidenza della regione (e, in futuro, a qualsiasi altra carica!) se non è stato/a scelto/a attraverso elezioni primarie!
    Un segnale, comunque, va dato, perché la sistematica violazione delle regole statutarie, che neanche la mozione risultata vincente al congresso aveva messo in discussione (almeno non sulla carta…), non è più tollerabile! Né è tollerabile che si ricorra – per l’ennesima volta – all’argomento del tempo che manca: se si promuove una ridda di consultazioni, di riunioni, di veti incrociati ecc., io non sono disposto a farmi prendere in giro ulteriormente da quelli fanno passare il tempo per poi invocarne la mancanza! E non è tollerabile nemmeno l’argomento dell’indisponibilità dei nostri auspicabili (?) alleati alle primarie di coalizione: se qualcuno – nessuno (nemmeno Emma Bonino stessa!) escluso – ha un’idea della democrazia diversa dalla nostra, non può far parte della nostra coalizione. Non si può e non si deve cercare di vincere a tutti i costi: qualche volta c’è una “messa che vale più di Parigi”!!!

    Ciao
    Augusto

  8. Filippo

    Bisognerebbe fissare un limite di tempo per le primarie, affinché siano efficaci e permettano di dare al candidato prescelto quello slancio che lo accompegnerebbe durante tutta la campagna. Logicamente non si possono fare a 3 settimane delle elezioni mentre gli altri stanno in piena campagna (sai come ci darebbero adosso)

    In sintesi bisogna stabilire che se si vogliono fare le primarie esse devono avere luogo entro X settimane dalle elezioni (8-10). Il guaio è che nel Lazio (e pure in Puglia) si sarebbe dovuto accettarne il principio ad inizio dicembre ed organizzarle al piu’ tardi questo week-end. Ora pero’ la frittasta è fatta. Dispiace ma è cosi.

    A questo punto come diceva Alessandro, bisogna essere pragmatici: non perdersi in discussioni x sapere se il gatto debba essere nero o bianco, ma assicurarsi che il suddetto gatto ammazzi il topo.

    Domanda: ma ‘sto topo lo vogliamo acchiappare davvero? Io si.

  9. Augusto Zucàro

    Sì, bisognerebbe fissare un limite di tempo per le primarie, che, in ogni caso, sono obbligatorie per regola statutaria.
    Se siamo arrivati a 3 settimane delle elezioni mentre gli altri stanno in piena campagna, non è un caso; è un copione che si ripete ogni volta apposta per non fare le primarie. Fino a quando si deve sopportare? Sono già due anni che va avanti così!
    Dispiace anche a me, ma non ci si può far prendere in giro all’infinito e, presto o tardi, bisogna pur reagire.
    A questo punto, se il gatto non è del colore previsto dallo Statuto o si cambia quest’ultimo oppure io voto per un altro gatto fin quando questa situazione perdura. Il topo, in questa situazione, per quanto mi riguarda, può anche vincere: la volta prossima ci si pensi per tempo!

    Ciao
    Augusto

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