di Valter Gallo

I segretari del PD si avvicendano e le primarie, in molti casi, nonostante i recenti pronunciamenti congressuali e le norme statutarie, continuano ad essere considerate solo una mera possibilità. Proprio perché fiaccati dai balletti, dagli inciuci e dai tatticismi visti in questi giorni, relativamente alla Puglia e al Lazio, ieri pomeriggio abbiamo manifestato davanti alla sede nazionale del PD con lo striscione di “Primarie vere, Primarie Sempre” iniziativa, è bene ricordarlo, partita nel maggio 2008.
Intendiamoci, noi l’abbiamo fatto da iscritti al partito consapevoli di farlo simbolicamente con il maggior partito della coalizione e che si dovrebbe anche manifestare davanti alle sedi del resto della coalizione (nel Lazio esponenti dell’IDV, di Rifondazione, dei Verdi, in più occasioni, si sono pronunciati contro).
L’abbiamo fatto assieme ai militanti degli altri partiti della coalizione consapevoli che la nostra iniziativa non doveva essere un episodio sporadico, una sterile goliardata. L’abbiamo fatto con la consapevolezza che se si crede seriamente nelle primarie come scelta di partecipazione e metodo qualificante e distintivo dal PDL, si dovrà continuare a lavorare per far si che anche nel Lazio inizi un cammino legislativo che istituzionalizzi le primarie come in Toscana (ma senza le liste bloccate).
Il resto, gli altri ingredienti utili alla comunicazione di cui sopra, lo trovate qui.



















E’ vero, non era una sterile goliardata. E’ stata invece una patetica buffonata. Un modo vecchio e sperimentato da decenni di perpetuo pannellismo per riciclare i soliti vecchi rottami, a partire dalla Bonino, senza nemmeno preoccuparsi di raccogliere i voti necessari per pensionarli serenamente. E i servi sciocchi (come i vanesi che si mettono in posa per la foto) a supporto per raccogliere le briciole e forse, un giorno, un posticino in consiglio di circoscrizione. Metodi miserabili per ambizioni meschine, quindi.
Le primarie ci sono state due mesi fa, e con le primarie si sono eletti gli organismi dirigenti. Chi va oggi a manifestare contro gli organismi dirigenti eletti tramite le primarie mette quindi in discussione le primarie stesse come metodo di selezione della classe dirigente. E’ una considerazione di puro buon senso e di logica, non e’ nemmeno necessario intendersene di politica.
Chi invece si intende di politica sta lavorando seriamente di modo che i circoli si occupino di proposte e di iniziative politiche sul territorio, anziche’ di una perenne campagna elettorale a favore di patetiche ambizioni personali. Si tratta della maggioranza, fortunatamente: i quattro gatti che montano questi grotteschi spettacolini hanno infatti come attenuante l’ irrilevanza.
Caro Gianni, avrai letto e sentito le ragioni della manifestazione di ieri e se non ti hanno convinto non potrò certo convincerti io. Non potrai però negare che nel Lazio ad oggi il Pd non ha espresso neppure un candidato, e questa è una situazione molto imbarazzante, per usare un eufemismo. Per quanto riguarda il lavoro serio di chi si intende di politica, mi dispiace, dopo le primarie di ottobre nel mio circolo di Roma non si è tenuta neppure una riunione per parlare delle iniziative da te menzionate. Insomma il cosiddetto territorio non è stato coinvolto, di candidati neppure l’ombra e quella base di semplici iscritti, di cui faccio parte, si sente tristemente tradita e abbandonata.
Caro Andrea, la base di semplici iscritti, della quale faccio parte anche io, potrebbe per esempio muovere il culo. Se nel tuo circolo di Roma non si e’ tenuta neppure una riunione per parlare di iniziative pubbliche, allora quella riunione organizzala tu, anziche’ lamentarti e compiangerti. Che ci vuole?
L’ idea di stare seduti ad aspettare che qualcun altro (e chi poi?) faccia le cose che tu pensi dovrebbero essere fatte e’ una idea che non ha niente a che vedere ne’ con la militanza politica ne’ con alcuna forma di volontariato. E’ una idea culturalmente subalterna, perche’ implica l’ esistenza di un entita’ che ti dica cosa devi fare, e politicamente qualunquista, perche’ implica che tale entita’ sia altro rispetto alla “base dei semplici iscritti”. E’ una idea che non ha niente a che vedere con la militanza in un partito di sinistra, dove la “base” si e’ sempre organizzata da sola (per cui non e’ mai esistita la dicotomia tra base e vertici, che e’ al massimo una banalizzazione comoda per spiegare le cose a Valter Gallo), e niente a che vedere con un partito come il nostro, dove praticamente ogni circolo ha una tale autonomia organizzativa e politica da poter fare praticamente qualunque cosa.
Non fare niente perche’ nessuno ti dice cosa fare e’ un alibi, o magari una dichiarazione di inadeguatezza personale. D’ altra parte non e’ mica obbligatorio fare politica, se non la si sa o non la si vuole fare. In alternativa si puo’ diventare radioamatori, per esempio, oppure innamorarsi.
Caro Gianni, innanzitutto vorrei precisare che sono una donna, straniera, per questo l’equivoco intorno al mio nome.
Guarda caso ilo mio circolo è diretto da una bersaniana di ferro che nell’attesa di direttive dall’alto non convoca più riunioni dalle primarie. Quindi io e quelli che la pensano come me ci vediamo in riunioni informali, al circolo o al bar. Ma per parlare di che, se le piattaforme non ci sono, i programmi neppure, tranne quelli delineati nelle interviste agli esponenti Pd sui giornali. Cosa devo fare, dunque? Inventarmi una proposta di legge? Organizzare una manifestazione spontanea? Premetto che ho partecipato alla pietosa cosetta delle 1000 piazze facendo volantinaggio nei due giorni, senza mai replicare alle insinuazioni e agli attacchi forti di alcuni del pubblico che parlavano di immobilismo deliberato ecc. Questa storia della non obbligatorietà di fare politica l’ho sentita altre centomila volte, rispondi per favore CONCRETAMENTE agli argomenti che ho appena esposto, basta con le vostre risposte stereotipate e vuote, vuotissime di contenuti pragmatici che ci possano portare avanti almeno di un misero passetto.
Scusa, eh, ma la politica si fa se si vuole ottenere o cambiare qualcosa: ti devo spiegare io da qui cosa devi ottenere o cambiare tu? Se stai bene cosi’ meglio per te, stattene al bar con “chi la pensa come te” e tanti saluti. Come dico, non e’ affatto obbligatorio fare qualcosa che non si sa o non si vuole fare.
Noi invece, che sappiamo cosa vogliamo fare e come farlo, dalle primarie ad oggi abbiamo organizzato una manifestazione contro i tagli alla assistenza consolare, la partecipazione alla manifestazione nazionale dei sindacati svizzeri, un assemblea informativa sui corsi di lingua e cultura italiana, una sulla fiscalita’ per i residenti all’ estero, e una con degli esperti dell’ universita’ di Berna sulla prevedibilita’ dei terremoti e le politiche del territorio. Io con altri sto collaborando a scrivere una proposta di legge e stiamo organizzando un convegno sul significato economico della diaspora italiana. L’ iniziativa delle mille piazze da noi e’ andata benissimo, anche perche’ magari avevamo fatto lo sforzino di informarci che cosa rispondere a chi aveva delle obiezioni, anziche’ ignorarlo o schifarlo.
Se poi questa risposta ti sembra stereotipata o vuota attaccati al tram, non sono mica pagato per stare qui a spiegarti come fare quello che non sai fare.
Grazie per la gentile risposta.
Auguri e figli maschi.
E’ persino gratuita, pensa te.
Caro Valter, grazie delle informazioni sull’iniziativa importante di ieri. Spesso le cose essenziali, i ‘fondamentali’ sono i più trascurati o maltrattati: per esempio, che le regole che ci si dà poi si devono anche rispettare. Mi sembra che la democrazia cominci proprio da qui, anzi, che ne sono certa. Mi è molto dispiaciuto non esserci.
@ Raffaella – C’eri, c’eri, anche perchè credo che tu fossi a conoscenza del travaglio preiniziativa.
Un abbraccio .. anche a chi sottolinea l’irrilevanza delle nostre iniziative ininterrottamente da qualche anno e continua a perdere tempo nel seguirci.
Gianni grazie non sapevo che i rottami da riciclare all’infinito stessero solo in casa radicale ora che lo hai detto mi sento meglio, ed io che pensavo che abbondavano ovunque pure in casa nostra (hai presente i trombati ad un elezione che poi riciacciano in un’altra o pure nella presidenza di quaclhe commissione), Che ingenuo! Ma ora grazie all’amico interista sono felice. Grazie, grazie di cuore.
Certo che questo Gianni ha molto tempo a disposizione e non credo che lo utilizzi nel modo più opportuno…
Complimenti a Valter e a tutti gli altri, anche per la sua splendida foto (ti hanno mai detto che sei fotogenico?)