I ‘buoni vacanze’: un aiuto concreto?

Per comprendere il reale impatto della misura, tuttavia, occorre scendere un po’ più nei dettagli: supponiamo che la famiglia Rossi, composta da tre persone e con un reddito compreso tra 20 e 25 mila euro, decida di usufruirne. Come spiega il sito della associazione no profit Buoni Vacanze Italia (BVI), nel caso la domanda venga accettata i richiedenti dovranno versare (ipotizzando che vogliano sfruttare il massimo delle agevolazioni concesse) 714 euro presso uno sportello bancario Intesa- Sanpaolo, che si premurerà di inviare ai Rossi, tramite corriere postale, buoni per un valore di 1020 euro, consentendo un risparmio complessivo di 306 euro. Questo, si badi bene, sempre che la famiglia si rivolga a una delle 800 strutture convenzionate con l’iniziativa del ministro.

Ed è questo il reale punto critico: chi o che cosa garantisce che gli alberghi e le altre strutture aderenti all’iniziativa onoreranno l’impegno di accettare, invece di denaro sonante o di una confortevole carta di credito, i buoni emessi dall’associazione BVI? Non l’associazione BVI stessa. Come si legge nel suo sito, infatti,

In sostanza, se al momento di saldare il conto la reception dovesse rifiutarsi di accettare i buoni, al buon signor Rossi non resterà che ricorrere al taccuino e chiederne, una volta rientrato tra le mura domestiche, il rimborso. E questo anche se la struttura dovesse figurare tra quelle elencate nella “Guida” dei servizi turistici acquistabili con i Buoni Vacanze. Che, per la cronaca, sembrano tutt’altro che destinati a famiglie a basso reddito, cioè a quelle per cui la misura è stata specificatamente prevista.

Fabio Chiusi spiega come funzionano i ‘buoni vacanze’, l’ultima trovata del ministro Brambilla.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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