Si vince o si perde, si fa così o cosà, si dice una cosa o l’altra, ma l’importante è governare i processi: è un accidenti di modello di pensiero politico, molto pragmatico, che ha i suoi teorici e applicatori. Uno in particolare, diciamo. Diciamo.
Mi è venuto in mente leggendo questo ragionamento di Francesco Costa, che ha il pregio di dire tutta la verità, nient’altro che la verità, con chiarezza ed onestà disarmanti.
Il Pd, nell’analisi di Costa, rischia di venire semplicemente annichilito alle prossime elezioni regionali: oggi governa undici delle tredici regioni che andranno al voto. Per fare di meglio dovrebbe strappare Veneto e/o Lombardia e confermare tutte le altre: sarebbe bello, ma la realtà è ben diversa, e in effetti allo stato delle cose più d’una di quelle nove sono oggi in bilico. Diciamo.
A meno che. A meno che non ci si allei con l’Udc. La battaglia su Vendola e Bonino è sacrosanta? Può darsi, ma se ci sono loro non c’è l’Udc, e si perde. E quindi? E’ un appello a essere realisti, a tentare qualsiasi strada in nome del risultato (e una volta vinto si vedrà)? Benissimo.
Allora, però, voglio sapere qual è il costo, voglio sapere in cosa mi sto ficcando. Posso chiedere?
Facciamo un esempio: cosa significa nella mia regione, il Piemonte, l’alleanza con l’Udc a sostegno della candidatura di Mercedes Bresso? Supponiamo che significhi cambiare il modello di sanità regionale, da universalistico a sussidiario. Supponiamo che si passi da un’amministrazione che ha fatto molto bene nella scorsa legislatura potenziando il servizio sanitario pubblico ad una che improvvisamente convenziona i privati e trasferisce loro ingenti risorse. Supponiamo che il modello piemontese diventi molto simile a quello lombardo di Formigoni. Ora, la mia è un’ipotesi, badate, ma se è così sarebbe il caso di dirlo, no? Proporrei di scriverlo sulla scheda, tanto per chiarire. E poi, è un prezzo equo, sacrificare la sanità pubblica, pur di vincere le elezioni piemontesi? O non è più semplice, a questo punto, votare direttamente Cota, o al limite informarsi se nei ritagli di tempo Formigoni può occuparsi anche del Piemonte e inventare lì per lì una macroregione? Diciamo.iMille.org – Direttore Raoul Minetti





D’accordo su tutto, solo una precisazione, che magari a te non serve ma agli altri sì. La mia era un’analisi della realtà, non un appello al realismo. Cioè, la realtà è questa, c’è poco da fare (e molto da dire sulle responsabilità). Poi si può tranquillamente decidere che è meglio ripartire dal lavacro di una meritata sconfitta.
Ma se, diciamo, su un punto importante come la sanità si tenesse una linea simile a quella del centrodestra, quale sarebbe la differenza tra PD e PDL? Perchè a questo punto poco mi interessa che non ci sia Berlusconi, se poi la proposta è la stessa o simile. E la sanità privata è quanto di meno “democratico” mi venga in mente. A seguire c’è l’istruzione privata. Già una volta finanziata con soldi pubblici da un governo DS. Mi fermo qui.
Ma c’è, da qualche parte un, diciamo, programma del PD che dica quali sono gli obiettivi del gruppo che si candida? Forse no, ci devono ancora essere “le primarie” per le regionali. Ma dopo ci sarà? In meno di 160 pagine?
Saluti
Kalu
Ovviamente, Francesco: ho interpretato il tuo pezzo come un’analisi oggettiva. Ma hai fatto bene a chiarire ulteriormente.
Ottimo post Paola. Al momento quello con l’Udc è solo un gioco tattico, non c’è alcuna strategia, nessun serio dialogo. Ma il problema vero non è nelle alleanze che vogliamo o possiamo fare, ma nel capire che identità si vuole dare al PD.
Bersani aveva insistito molto sul valore ad esempio della componente di “sinistra”, … stiamo ancora aspettando.
L’UdC si allea in Piemonte con il PD perchè sale sul carro del vincitore, magari in Piemonte si può vincere anche senza l’udC, come in Toscana e in Emilia (anche se il Piemonte lo do meno per scontato, si può perdere forse anche grazie all’UdC, guadagni i voti di asini, gli regali una poltrona di qualche assessorato e un numero pari di elettori di sx se ne stanno a casa, guadagno zero!)
Non allearsi con l’UdC significherebbe soltanto rassegnarsi ad una, l’ennesima, sconfitta elettorale. Cosa dovrebbe fare Bersani? Limitarsi a registrare la sconfitta e cercare finalmente quel rinnovamento che il PD agogna da troppo tempo o dare una bella mano di vernice su un PD sempre più allo sbando? Credo che i voi dell’UdC non siano garanzia di vittoria anzi…
Buongiorno,
scusate l’ignoranza: quelle 11 regioni amministrate dal CS come sono state vinte? Con l’UDC? No? Com’é che allora si é vinto da soli e ora ci vuole l’UDC, con alleanze a macchie di leopardo dove conviene a loro, senza sembra nessuna strategia di convergenza programmatica e a lungo termine? Ennesima dimostrazione di perdita di consenso del PD causata da questo gruppo dirigente?
saluti