Quando ti svegli alle 3.32 della notte, magari al 4°piano di una palazzina fino ad allora tranquilla, con un fragore di Dio sa che cosa si sta sfracellando nel buio della notte di casa tua ma ne vieni fuori, vestito come capita,gatto alla mano, la tua macchina è salva,la porta di casa l’hai chiusa, ti senti fortunato.
Se nella stessa notte, alla stessa ora, tutta la tua città si è svegliata, e ci si ritrova in strada insieme,qualcuno leggermente ferito, qualcuno solo sporco di calcinacci che l’hanno lambito, ma sì,poi in fondo siamo tutti quì a raccontarla.. ci sentiamo fortunati. Ciò che né io né tutti gli altri possiamo sapere, è che già da quel momento, molto è accaduto, moltissimo accadrà nei giorni, e mesi seguenti. Già in quel momento, a L’Aquila, siamo 307 in meno. 307.
Collemaggio, S.Maria Paganica, il quartiere S.Pietro sono persi o quasi. Andati.
Il centro storico è lì dove, dal Torrione, vedi levarsi un immenso polverone.
Ad ogni nuova scossa. E ciò che scuote te, è un misto tra il brivido di freddo e la contrazione nervosa,irrefrenabile, che ti nasce dentro per le mille ansie che si accavallano. Ma puoi raccontarla, e abbracciare ancora i tuoi cari, la tua ragazza, a tua nonna non è preso un colpo, e la casa sta sempre lì. E ti senti fortunato.
Comprate un camper.Poco importa che ogni giorno i tuoi spazi siano sempre più piccoli, che della gita di Pasquetta neanche a pensarci, che tutti i giorni il tuo letto deve diventare il tavolo da pranzo-cena-zona giorno-zona studio. Hai un tetto sulla testa,il camper si pagherà a rate(11.800€ non preventivati) ma in fondo, i tuoi amici sono vivi,i tuoi cari dormono nei 6 metri quadri che occupi anche tu e poi..si forse qualcuno in centro la casa l’ha persa, qualcuno c’ha perso la vita, qualche famiglia è distrutta per sempre, ma per fortuna a te non è successo nulla di tutto questo. E tu, ti senti sempre più fortunato.
Via via così, nei 6 mesi di camper che seguono, tu segui la strada che la tua buona stella sembra aver tracciato per te, e quella sensazione di fortuna, di sentirti uno che dalla più atroce disgrazia è stato risparmiato, ti trovi ad inseguirla, a volerla vivere ogni giorno,a trovarla confermata in ogni fatto quotidiano.Inizi ad inventartela,la fortuna,perché ti fa bene.
Si, magari il terremoto può rivelarsi un’ occasione. E per i morti, beh… pace all’anima loro, non sarebbe dovuto succedere, ma loro sono stati sfortunati. A te, invece ha detto un gran culo.
In questo senza dubbio ti aiuta la televisione,la radio, molti giornali, ed un G8, tutti pronti per provare a farti pensare che la fortuna c’è e non ti molla, che L’Aquila ce la può fare.
Se c’è qualcuno che ti offre un appiglio proprio mentre sta per portarti via l’onda di una tempesta perfetta,cosa fai? Ti aggrappi con tutte le tue forze.
Dev’essere per questo che apparentemente non c’è traccia di insoddisfazione sul piano C.A.S.E. tra gli aquilani, tutti ringraziano Silvio, perfino il Sindaco e la Presidente della Provincia brindano con lui, e poi,forse, pure una fettina di torta gelato, provvidenzialmente messa a favore di una telecamera che,per dovere di cronaca,riporta il fatto. Tanti fortunati, hanno ora un tetto sulle loro teste.Grazie,Silvio.
E le elezioni? Diventano un “fortunometro”. Quello di Berlusconi però.Noi la nostra fetta di fortuna ce l’abbiamo avuta, adesso bisogna ringraziare coi fatti, non più solo con le parole.
A me, non piace ritrovarmi d’accordo con l’opinione che va per la maggiore. E poi, non so perchè, ma più passa il tempo più mi sembra che la buona stella, ad un certo punto mi abbia mollato per strada.
Ne ho una prima prova quando mi dicono che casa mia è una lettera: purtroppo quella nefasta: E.
Le prime pratiche per la ristrutturazione non saranno inoltrate prima di primavera 2010, salvo nuove ed innumerevoli proroghe dei termini,modifiche delle modalità di accertamento dei danni, perizia geologica si o no?
Proprio sentendo che la fortuna mi abbandona, inizio a pensare che l’inverno in camper no, non si può.
Domandiamo l’alloggio C.A.S.E. In giro se ne sente un gran bene, a me non piacciono granché; un amico ingegnere mi dice: ”dentro hanno perfino il finto parquet”.
Impossibile non pensare al vero marmo di casa mia. Freddo, ma vero. E bellissimo.
Passati 8 mesi e mezzo, ci chiamano. Portare documenti il giorno dopo,copie comprese.
Ne dovremo portare altri in un nuovo colloquio,il secondo e decisivo.
22 Dicembre. Destinazione Coppito 3,ore 9.30.(1860 abitanti,quando sarà finito) Consegna delle chiavi.
Appartamento al piano terra. Sarà un problema per il gatto, come aprire le finestre,senza correre il rischio che fugga? Apriamo la porta. 25-30 metri quadri tutto compreso. Compresa lavastoviglie e lavatrice,cucina già sfregiata e credenza con piedi rotti. Sporca. Apro il frigo. Della torta nemmeno la traccia, ovviamente. Dev’essere in abbinamento alle telecamere.Perché oggi non ci sono? Perché oggi la scena è tutta per la fregatura.
Manca una vera camera da letto. L’unico letto,è singolo.Noi siamo in due.Lo separa dalla zona pranzo-zona cena-zona studio-zona notte un armadio. In compenso, la camera gode di una finestra discretissima con vista sul corridoio condominiale.Il problema di aprire le finestre non si porrà,a meno di voler vivere in una comune post-anni 2000. Contestare l’appartamento? Prima dobbiamo accettare, se non firmiamo ci dicono che dobbiamo rinunciare al progetto C.A.S.E.
Alzo gli occhi al cielo, ed eccola. Il segno distintivo delle nuove C.A.S.E.: una chiazza d’acqua dall’appartamento di sopra. Oggi in centro, tra palazzi puntellati ho visto mettere le luci di Natale. Nel frattempo, casa mia resta ferma allo stato del 6 Aprile.I soldi per ripararla sono finiti in questo tugurio.
Nelle case del centro storico,crolli ogni giorno, neve in salotto e camera da letto.Anche nei palazzi vincolati dalla Soprintendenza,che ancora nessuno puntella. E allora perché le luci natalizie? Perchè l’abominio delle allegre lucine che qualcuno ha fatto mettere sul vuoto lasciato dalla Casa dello studente?
Dopodomani arriva Silvio, il set va rispristinato e contestualizzato al momento dell’anno. Dopo la Pasqua dei terremotati, il Natale del Presidente convalescente,che soffre insieme a noi.
Non c’è tanto motivo di sentirsi fortunati.
Iniziavo a sospettarlo.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Io non sono terremotato e abito in un monocale di 21 mq in affitto (piuttosto caro). Lamentarsi perche’ la casa (provvisoria?) non ha il pavimento di marmo, non e’ in centro, i mobili non sono pratici e il gatto al piano terreno scappa mi sembra davvero stupido e anche piuttosto offensivo. Se ti fa tanto schifo torna nel camper.
Che poi gli annunci dei media siano propaganda politica e demagogia non stupisce quasi nessuno e hai tutto il mio sostegno contro la buocrazia demenziale e l’abbandono completo della citta come era.
Ma non credo sia corretto mischiare le tue lamentele personali con la critica giustificata alla gestione della ricostruzione e ai fantastici media italiani.
E a meno che in Abruzzo sia tutto diverso, quando i mobilieri installano una cucina nuova e’ sempre sporca – anche senza terremoti e Berlusconi
Sono l’autore del filmato.
Come prima cosa, ti pregherei di astenerti dal classificare come stupide, delle affermazioni delle quali non hai capito il senso.
In merito al marmo: mi pare più che evidente che quanto ho detto non andasse interpretato come il desiderio di vedere marmo nell’alloggio del progetto CASE. Bensì, e mi sembra piuttosto chiaro(come lo è per me lo è stato per molti altri) che quanto ho detto stava a significare che non ho da ritenermi graziato per l’assegnazione di un appartamento con finto parquet per terra(che poi,tra l’altro,nemmeno c’è), bensì avrei potuto ritenermi molto più fortunato se si fosse consentito di rientrare nel mio appartamento, che è fuori dal centro storico e ristrutturabile senza problema alcuno.Ciò non è stato però fatto, le ragioni, le ho spiegate qui:
http://stazionemir.wordpress.com/2009/12/30/da-cosa-nasce-unopinione/
In merito alle dimensioni dell’appartamento: il decreto del ministero della sanità(di certo non io) del 5 Luglio 1975 ha stabilito che “l’appartamento monostanza, compresi servizi, deve avere un’estensione pari ad almeno 29 mq se per una persona, e pari ad almeno 39,se per due persone”: in mancanza di tali requisiti, non sussiste l’abitabilità. Una ragione ci sarà, non credi? comunque, come dicevano i latini, DURA,SED LEX.
Il mio appartamento di 29 metri quadri, non ha l’abitabilità per noi due, volendo tralasciare il fatto che l’acqua manca quando si gelano i tubi che esplodono poiché nessuno ha pensato che a L’aquila, città più fredda d’Italia, i tubi dovessero essere interni, e non esterni ai muri.
Che tu possa abitare in 21 metri quadri, non mi consola: il fatto che tu debba anche pagare l’affitto per una sistemazione non a norma di legge e che questo autorizzi te a suggerirmi di tornare in camper, conferma che in Italia ,ormai, basta che qualcuno di noi sia costretto ad accettare condizioni inaccettabili, dimenticando la legge, ed i diritti che ci fornisce perché tutti, anche chi non sarebbe disposto ad accettarle, si debbano sentire degli ingrati, o ancora peggio, dei presuntuosi se si ricordano di tali diritti, e della dignità che gli appartiene. Ti auguro di poterti permettere al più presto una migliore sistemazione, così che, anche nella tua mente, anche io e mia madre avremo da rivendicare lo stesso diritto alla dignità umana.
Per ulteriori informazioni, ti suggerisco di vedere anche questi altri contributi: avrai,forse, un quadro più chiaro della situazione.
http://stazionemir.wordpress.com/2010/01/05/136/
http://vimeo.com/8488031
Ma ti suggerisco soprattutto questo: ti dimostrerà che quando si hanno idee chiare, e motivazioni nobili, non si fanno sconti a nessuno.
http://stazionemir.wordpress.com/2009/12/30/lettera-aperta-a-laquila-il-video/
Quello che Paolo sembra non aver capito, è che visto l’andazzo delle cose chi entra in queste case è destinato ad restarci per anni. Usando risorse economiche che avrebbero potuto essere usate per ristrutturare le case danneggiate e far rientrare in sicurezza il n. piu elevato di terremotati. E destinare le CASE a quelli del centro.
E poi prego di non banalizzare la realtá: vivere da terremotato in famiglia per anni in una casa piccola non tua sperduta in mezzo alla campagna, in una cittá disutrttua ed in agonia non è la stessa cosa che vivere in un molocale pagato in affito a Roma od a Milano. Nossignore. Il tuo ragionamneto trasforma i terremotati in dei viziati capricciosi. Ti chiederei uno sforzino in piu´per capire la differenza, che mi sembra evidente.
Ti ringrazio, Filippo, hai avuto quel dono della sintesi che io non ho. Non ce l’ho perché riguardo l’Aquila e la nostra situazione,mi sento in dovere di rispondere a tutti i punti di critica, anche a quelli più pretestuosi ed insulsi. E’ il prezzo che pago per rispondere con gentilezza e completezza a chi, a caldo, risponderei con una sola parola, che evito di scrivere pe non passare dalla ragione al torto.