Adesso si fa sul serio

di Lucio Scarpa

Come previsto, da tutti gli altri, ha vinto Orsoni, e anche in maniera rotonda: 46 per cento per lui, contro il 35 di Bettin e il 18 di Fincato. Ammetto che i numeri mi sorprendono. Tredicimila votanti, pochi rispetto ai 25.000 annunciati nei giorni scorsi, e pochi anche rispetto ai 18.000 che erano andati a votare per le primarie di ottobre.

Un dato che fa pensare; per le cariche elettive locali sarebbe naturale riscontrare una partecipazione maggiore rispetto a quella per la scelta di una carica così lontana come il segretario di partito. E in Puglia è stato proprio così con una affluenza eccezionale.

Aggiungiamo che queste erano primarie di coalizione, quindi che coinvolgevano anche IDV, PSI, e, soprattutto, il polo rossoverde che pensavo si sarebbe mobilitato per sostenere la candidatura di un suo leader storico come Bettin. Con un’affluenza così bassa pensavo che avrebbe potuto ottener il risultato a sorpresa; invece ha avuto “solo” 4.500 voti e considerando che molti sono arrivati anche dal PD, o da persone non particolarmente politicizzate, il primo dato che salta agli occhi è proprio la scarsa capacità di mobilitazione che ha la ex sinistra radicale. Solo un anno fa, alle provinciali, avevano avuto 11.000 voti, questo marzo ci si può aspettare un ulteriore calo.

L’altro dato lampante è la scarsa affluenza; anche qui ho una mia personalissima osservazione a caldo, pronto a rimangiarmela domani.

I tre candidati non sono riusciti a trascinare gli elettori, perché non hanno saputo trasmettere una visione, un progetto per il futuro della città. Usciamo da una lunga fase di governo del centrosinistra, e gli entusiasmi sono molto sopiti (ad essere ottimisti). Sarebbe servito un confronto con visioni “alte”, in grado di riaccendere le passioni e far superare le troppe delusioni dell’ultimo priodo di Cacciari, ma nessuno dei tre è riuscito ad alzare il livello, e il centrosinistra adesso dovrà affrontare due mesi molto duri.

Dall’altra parte l’entusiasmo che ha acceso la candidatura di Brunetta è decisamente alto, serve una risposta immediata di Orsoni con un rilancio in positivo. Se il PD manterrà l’andazzo degli ultimi giorni, in cui si è preoccupato più di fare attacchi a Brunetta che di proporre una propria idea di futuro l’esito delle elezioni sarà scontato e dopo vent’anni Brunetta e De Michelis torneranno a governare Venezia.

Però è troppo facile appigliarsi ai trascorsi nel PSI, cattive frequentazioni incluse; come è facile ironizzare sul sindaco del week end, o sul quarto di sindaco che ci troveremmo (mezzo sindaco a mezzo servizio). Le dico, e mostro, tutte oggi; ma da domani non vorrei più sentire facili battute o attacchi personali, soprattutto sull’altezza: che ci si confronti su progetti seri di rilancio della città. Progetti che finora arrivano più dai cittadini che dai partiti.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

1 Commento

  1. le battute sull’altezza però sono all’altezza del nostro avversario

    …ho fatto anche io la mia oggi, così posso dire (seriamente) che concordo con te: se pensiamo di battere brunetta con le battute non andiamo lontani

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