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Lazio

Ti piace perdere tutto?

19.12.09 | 8 Comments

di Tommaso Caldarelli


(Checkmate @Antonella R.)

Il centrodestra laziale ha rotto gli indugi, annunciando che Renata Polverini correrà per la Regione nel 2010. Si tratta, come avevamo già sottolineato, di una candidatura forte e autorevole, dunque pericolosa per il centrosinistra.

Renata Polverini non è direttamente identificabile con “la destra”, almeno non in modo automatico; è donna e sindacalista, si è fatta apprezzare e conoscere nelle sue frequenti ospitate a Ballarò – ma è solo un esempio, e in breve, è un avversario che si annuncia ostico, capace di attirare consensi anche al di la del tradizionale centrodestra, drenando voti dalla sinistra (e non per forza solo dalla sinistra moderata). Renata Polverini può piacere, e forse già piace.

Il quadro non è rassicurante, soprattutto tenendo presente la linea piatta nell’elettroencefalogramma della sinistra laziale. Voci insistenti raccontano di un pressing indefesso sul presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti, combattuto fra il mandare al diavolo tutti coloro che bussano alla sua porta, chiedendogli di mollare quel che ha conquistato, e la tentazione di rimettersi in gioco.

Resta da capire se, anche accettando la sfida, Zingaretti abbia possibilità di vincerla. La risposta, per parte mia, è: non per forza, e non sicuramente. La Polverini è un buon candidato e ha qualche valore aggiunto spendibile, che Zingaretti non ha. Ma più di tutto, chi potrebbe rimproverare alla destra una campagna elettorale che sottolineasse a tamburo battente come il centrosinistra viva le istituzioni a mo’ di asilo privato, un parco giochi in cui si inseriscono caselle che, al momento del bisogno, possono venir spostate ad altra destinazione?

Zingaretti ha i voti sul suo nome e sulla sua persona per governare la Provincia di Roma, con una maggioranza che lo sostiene personalmente. Con quale scusa mollare tutto e ripartire da zero?

Io ricordo bene la campagna elettorale per Zingaretti Presidente. Ricordo che era Europarlamentare, e disse una cosa tipo “mi trovavo bene, ma quando la squadra chiama, io rispondo”: neanche un anno dopo, risiamo da capo. Evidentemente nel Lazio non c’è una classe dirigente politica in grado di raccogliere questa sfida con un nome nuovo. Evidentemente si ritiene corretta, e vendibile con successo agli occhi dell’elettorato – magari giustificandosi con un “e che altro dovevamo fare?” – la riproposizione a brevissimo intervallo dello stesso candidato per un altro incarico.

Con il rischio, peraltro (dopo la vicenda Marrazzo), che vada a perdere. E sai che risate. Anche perchè per vincere probabilmente servirà l’UDC: la quale, davanti all’alternativa fra un centrosinistra che schiera un candidato riciclato, e un centrodestra che presenta un nome credibile e con buone possibilità di vincere, non avrà difficoltà a fare la sua scelta.

E con il rischio, aggiunto, conseguente alla liberazione della casella della Provincia: e chi ha intenzione di candidare il Centrosinistra alla Provincia? A questo si è pensato, si sta pensando? Come si spera di convincere l’elettorato a votare un secondo presidente di Provincia di centrosinistra, quando il precedente si è appena dimesso per ambire ad altro incarico? Che figura ci fa, la sinistra romana, in tutto questo? Con quale faccia va in giro a chiedere i voti?

Tralasciando l’argomento, forse demodè, che Zingaretti stava facendo molto bene alla Provincia, e chissà, magari a qualcuno avrebbe fatto piacere che continuasse così. A me, per dirne uno.

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