Lo ha scritto benissimo Pippo Civati in un suo post che condivido al cento per cento: la vicenda pugliese, in particolare, simboleggia un modo di fare che non ci porterà da nessuna parte. Mettere in pista Emiliano contro Vendola, e farlo per di più senza nemmeno voler usare le primarie, che senso avrà mai? Un impegno che dovremmo prendere d’ora in poi è quello di evitare decisioni kamikaze, quelle che i nostri elettori non capiscono e non giustificano. Vendola e Emiliano sono personaggi di grande calibro e di enorme popolarità, capaci entrambi di fare politica rappresentando ad un tempo innovazione e pulizia morale, costituiscono naturalmente una formidabile risorsa per le forze di centro-sinistra in una regione come la Puglia. Salvo in un caso ovviamente: quello in cui vengano messi l’uno contro l’altro, elidendosi a vicenda e apparendo più come due galli presi a lottare tra di loro nello stesso pollaio che due rappresentanti istituzionali preoccupati delle sorti della propria comunità e impegnati a fondo nel governo dei propri territori. Esserci ficcati in questa situazione è la legge di Murphy applicata alla strategia politica, non c’è che dire.iMille.org – Direttore Raoul Minetti
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Come elettore del Pd, anche se non pugliese, esigo di sapere chi è il responsabile di queste scelte. Il segretario nazionale (da me non votato alle primarie)? Il genio D’Alema? Il segretario Pd della Puglia? I diretti interessati?
In questo Paese dove nessuno paga mai per le proprie responsabilità, vorrei almeno sapere a chi dare la colpa della sicura sconfitta di marzo.
Bisogna dire che le analisi politiche di Scalfarotto danno sempre da pensare.
Caro vicepresidente, ogni giorno diventa più difficile capirci qualcosa di questo PD. Per esempio della storia di Emiliano chi renderà conto? A chi va ascritta, come chiedeva Francesco? Come si può pensare di invitare la gente a votare su queste premesse?
Caro Ivan, fatti sentire. Vediamo se riusciranno a ragionare davvero.
Concordo in pieno. Il PD si sta autodistruggendo e non se ne rende conto. L’abbraccio con l’UDC e un probabile accordo per una legge elettorale alla tedesca sarà mortale. Ma prima delle primarie non si era detto che condizione necessaria affinchè fosse possibile un accordo con Casini alle regionali era che quest’ultimo non facesse alcuna alleanza elettorale con il PDL? Nel Lazio e in Lombardia l’UDC sosterrà il candidato del PDL; che senso ha fare un accordo in Puglia? A Casini interessa solo restare in vita per fare il grande balzo in avanti, insieme a Fini e chissà anche Di Pietro, appena Berlusconi sarà uscito di scena.