di LuisaM
Il 13 dicembre in Toscana si sono svolte le primarie per scegliere i candidati al Consiglio Regionale. Non primarie di partito, ma appositamente previste dalla Legge Regionale per stabilire l’ordine di presentazione nelle schede elettorali (non sono poi infatti previste preferenze). Sono facoltative e solo PD e SeL hanno deciso di ricorrervi. Gli altri partiti hanno candidato direttamente i nominativi scelti dalle Segreterie.
Una dimostrazione di apertura e partecipazione?
Nel nostro collegio (Livorno) c’erano sette nominativi tra cui scegliere: due candidati veri, scelti dal partito, dalle due Federazioni delle quali sono i rispettivi Segretari. Entrambi già Consiglieri Provinciali. “Giovani sperimentati“, per usare un’espressione di Bersani. Gli altri sono lì a fare da contorno, senza alcuna speranza di vincere, scelte di comodo, per non dare fastidio. Persone per le quali non si sono stampati i volantini, persone che non si sono presentate agli elettori, che non si sono battute per conquistare il podio, che non hanno partecipato a dibattiti o confronti. Concorrenti fasulli, messi lì per fare numero, qualcuno addirittura definito dai giornali locali, senza smentite, come “amico di famiglia” che si è prestato al gioco. Nello stesso trafiletto (Il Tirreno, 2 dicembre c.a.) il nostro candidato ombra viene inoltre così presentato: “Per pacifica ammissione dei vertici del PD, la sua è una candidatura di comodo. Il Pd locale ha deciso di convergere in massa su *** per esprimere un candidato della zona per le regionali; quindi l’altro posto in lista è stato occupato con un candidato che di fatto non è nemmeno in gara“. Chiaro e lampante, se mai qualche elettore o simpatizzante non avesse afferrato. Ovviamente i due candidati designati sono stati premiati dalle urne, a dire il vero, ben poco affollate.
L’obiettivo non è assolutamente proporre una questione di MERITO o discutere il valore dei prescelti. Ma solo ed esclusivamente mettere in discussione il METODO utilizzato. Ed il mancato rispetto. Per chi, per questo partito, per far acquisire credibilità e consenso, ha lavorato. Rispetto per iscritti e simpatizzanti, cui si è chiesto di recarsi a votare per ratificare una decisione già presa.
Veniamo da una campagna congressuale molto faticosa, densa di impegni e scadenze, ma altrettanto ricca di entusiasiasmo e partecipazione. Personalmente, grazie a ScelgoMarino, ed al suo ruolo nella gestione nazionale dei volontari, ho potuto rapportarmi con tutti coloro che in questi mesi ci hanno scritto (e vi assicuro che sono stati davvero tanti!), con la loro voglia di esserci, con la fiducia e la speranza che le parole ed il programma di Ignazio Marino avevano suscitato in loro. Persone pronte a mettersi in gioco, ad avvicinarsi o riavvicinarsi alla politica.
Finito il congresso, senza il tempo di tirare il fiato e di fare un bilancio dell’esperienza vissuta, il PD si è buttato anima e cuore nell’organizzazione delle prossime regionali.
Ed ecco che il castello è iniziato a crollare, buttando, giorno dopo giorno, il lavoro certosino che tutti noi volontari abbiamo fatto in questi mesi, animati solo dalla passione. Un lavoro mirato a costruire un consenso nuovo ed a far capire che provavamo a giocare una partita diversa. Ed invece ci siamo ritrovate, imposte ai nostri elettori, primarie svuotate del loro significato. Ma che differenza c’è tra lo scegliere così i candidati e non ricorrere affatto alla consultazione popolare? E’ questo è il modo giusto per far crescere il PD? Per arrivare finalmente ad essere un partito di governo e non più di di opposizione? E’ questa la via giusta via per riavvicinare i delusi, quelli che hanno smesso di andare a votare, oppure il popolo viola che è sceso in piazza, con grinta e voglia di fare? Ma soprattutto: è questo il metodo per valorizzare le persone che si sono scelte per rappresentare un territorio, per esaltarne i meriti e le qualità?
Claudio Frontera, ex Presidente della Provincia di Livorno ed ex Presidente dell’Unione Regionale delle Province Toscane, lo scorso anno dichiarava: ” Le primarie sono un metodo che aiuta ad emergere i talenti veri, le “vocazioni” vere per la politica. In questo senso, più che aiutare il ricambio, lo aiutano ad uscire dall’ambiguità. Per essere “vere” le primarie devono potersi svolgere in un contesto di neutralità degli organismi di partito rispetto ai candidati in corsa. Il partito assicura rispetto delle regole e pari opportunità a tutti coloro che hanno i requisiti per accedere alle primarie, ma non si schiera, non simpatizza, non sponsorizza. Aspetta l’esito e poi unisce le componenti in una prospettiva comune. Primarie con candidati “designati” sfidati da candidati di facciata sarebbero una caricatura tipicamente sovietica.”
E’ questo il PD che vogliamo?
Da LorenzaB, insegnante di materie letterarie, che si è avvicinata alla politica con Ignazio Marino e la sua mozione congressuale, un ulteriore approfondimento su quanto accaduto.
Strana esperienza davvero, questa delle primarie regionali, per una come la sottoscritta, giunta fresca fresca nell’agone politico locale sulla scia dei consensi ottenuti dalla mozione Marino. Di fatto io e i miei compagni di avventura della ex-mozione Marino, vuoi per inesperienza, vuoi perché presi di sorpresa, ci siamo trovati ad avallare in Direzione un meccanismo che non ci convinceva affatto. Ci è stato detto che se la competizione fra candidati fosse stata reale, se, poniamo, fossero stati schierati due candidati forti nel nostro territorio (Val di Cornia – Elba), il rischio sarebbe stato di trovarsi scoperti e di essere fagocitati nelle primarie dal pesce grosso Livorno: insomma di non avere nessuno in lista che rappresentasse gli interessi della zona. Davanti a questa motivazione sono stata zitta, perché ero l’ultima arrivata e non avevo ben chiaro il meccanismo. Ma sentivo una nota stonata in questa blindatura: e man mano che passavano i giorni, ero sempre meno persuasa. Della seconda candidatura locale, quella, per così dire, di comodo, ho saputo dai giornali. A mia parziale giustificazione va detto che un grave problema familiare mi ha tenuta per qualche settimana lontana dai miei nuovi impegni politici. E tuttavia, sia pure in ritardo, giusto alla vigilia delle primarie, ho sentito di avere chiara la situazione e sono pubblicamente intervenuta sul mio blog: se non altro per manifestare con chiarezza la mia perplessità e, se vogliamo, una certa delusione. Ovvero, la delusione di una prestata alla politica dalla cosiddetta società civile (quella che i partiti dovrebbero ascoltare, tanto più un partito che si chiama “democratico”) e che si è trovata, suo malgrado, intrappolata in un gioco che non le piaceva per niente.
La scarsa affluenza alle urne registrata nel nostro territorio in occasione di questa tornata di primarie non mi ha affatto meravigliato. Gli elettori non sono sciocchi e hanno capito benissimo che venivano chiamati semplicemente a ratificare una decisione già presa altrove. Tanto valeva saltare la fase delle primarie e procedere, come altre forze politiche hanno fatto, alla designazione diretta dei candidati, e tanti saluti alla democrazia. Ovvio che c’è qualcosa che non funziona nella legge elettorale. Ovvio che tutto si risolva in una sospetta mancanza di trasparenza, alla faccia del rinnovamento e della meritocrazia. Perché, se dovevano essere primarie “vere”, senza dare l’impressione di essere altro, occorreva che la competizione, in ambedue le federazioni coinvolte nel nostro collegio, fosse altrettanto “vera”. La democrazia di facciata, qualunque giustificazione venga addotta, è dannosa.
A quanto ne sappiamo, il disagio non è solo nostro, ma di molti, anche in altre zone della Toscana, dove il meccanismo, all’incirca, è stato similare. E c’è chi ha parlato dell’ennesima occasione persa. Fra parentesi, qui a Piombino l’iniziativa “Mille Piazze per l’Alternativa”, pensata a suo tempo da Bersani come risposta alla mobilitazione del cosiddetto “popolo viola” del No B-Day, è coincisa di fatto con la fine della campagna elettorale e si è trasformata in una “vetrinetta” per Tortolini, Manciulli (e Pieraldo Ciucchi, segretario regionale del partito socialista), così come si poteva dedurre dal relativo comunicato stampa pubblicato dal “Tirreno” (dove le “Mille Piazze” non erano nemmeno rammentate). Appare dunque quantomeno paradossale l’affermazione di Matteo Tortolini, segretario della Federazione Val di Cornia – Elba (e futuro capolista, proprio sulla base del risultato di queste primarie), a commento dell’impressionante calo di votanti rispetto all’ottobre scorso. Le parole di Tortolini, apparse sul “Tirreno” di oggi, definiscono così le primarie: “Uno strumento che non si è dimostrato quello giusto per rendere più democratica l’applicazione della legge elettorale basata sulle liste bloccate“. Tortolini così prosegue: “Credo che sarebbe giusto riaprire la discussione per reintrodurre il voto di preferenza. Le primarie, quando funzionano, sono uno strumento di popolo, ma cosi come fatte domenica sono solo uno sforzo muscolare del partito per portare la gente a votare. Comunque il risultato ottenuto mi dà grande soddisfazione“. E’ fin troppo facile obiettare che la responsabilità dell’obiettivo flop delle primarie regionali ricade sulle spalle di chi ha voluto, a priori, svuotarle di senso, per garantirsi in ogni caso il risultato. Insomma, lo strumento funziona solo se si è intenzionati a farlo funzionare. Ha lavorato bene laddove la competizione era reale. Si è risolto in un quasi fallimento quando la gara fra candidati è apparsa chiaramente truccata: ed ecco che c’è stato bisogno di un assai poco dignitoso “sforzo muscolare“, fra sms, telefonate e quant’altro, pur di convincere qualcuno a recarsi al seggio nonostante il freddo e la pioggia
Insomma qualcuno continua a non comprendere che le regole del gioco sono cambiate, che nuovi soggetti sono entrati nell’arena, che l’insoddisfazione è tanta, che la società civile non si accontenta più di bella retorica e frasi rassicuranti. Un certo tipo di ipocrisia politica non paga più. Plaudire alle primarie in quanto grande momento di democrazia partecipata, così come ha fatto alla vigilia il segretario regionale Manciulli (queste le sue testuali parole: “Ancora una volta uno spettacolo di democrazia e partecipazione. Ancora una volta si afferma la nostra determinazione a condividere con gli elettori la scelta dei candidati. Concretamente sappiamo che la partecipazione e il coraggio del confronto pubblico sono la migliore garanzia per il successo del nostro progetto politico. “Insieme” è la parola cardine, è il principio, è un valore“.) e poi ammettere candidamente che si tratta di un’arma volutamente spuntata, almeno secondo Tortolini, non pare particolarmente edificante. In attesa di un ipotetico ritorno del voto di preferenza, già in questa fase si poteva rispettare di più la capacità di discernimento dei cittadini. iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Da MILENE MUCCI,tessera PD 11 luglio 2009 ,eletta assemlea regionale Pd in quota Marino,candidata(sich)Consiglio Regionale Toscana primarie 13 dicembre in prov Massa Carrara.
Nota pubblicata su FB,visibile a tutti,compresi i commenti.
PENSIERI “DOPARI”ad uso mio,del mio gruppo,di Siliani e di altri che vorranno confrontarsi..
Dunque..in una mattina in cui cerco di riprendere le fila delle mie cose ordinarie vedo anche di buttare giu’ due pensieri a mo” di confronto con chi ha vissuto l’esperienza formativa e stritolante di essere un candidato alle primarie Pd per il Consiglio regionale Toscana e mi farebbe piacere ,con questa nota,che anche quelle vissute da altri venissero fuori per confrontarci..almeno fra di noi.
Vari elementi da considerare:
TEMPO:La prima cosa negativa .Questo gioco,che poi non è stato,delle primarie ci è piombato addosso quando ancora dovevamo tutti tirare il fiato ,trovare un po’ di respiro politico ,assestare la nostra presenza,confermare la fiducia che ci era stata data il 25 ottobre…
Almeno per l’esperienza vissuta da me quello che poteva essere il desiderio piu’ giusto,l’idea di far sottoscrivere un documento su punti predefiniti al candidato ,anche unitario se ci fosse stato,era iimpraticabile…Fra presentare il documento,farlo firmare pubblicamente e rendere noto il tutto la tempistica era impossibile…
Oltretutto fidarsi ,poi?Abbiamo visto proposte di unirsi alla nostra area a prescindere,voltafaccia all’ultimo minuto di nomi noti su un fronte che per motivi personalistici sono finiti su un altro,quote rosa imposte dalla regione usate come specchietto per le allodole ma in realta’ sorrette da altri dietro ben piu’ noti ..come decidere con coerenza e in modo da rimenerne fuori?
l’unica era una nostra candidatura e c’è stata…
INGENUITA’.Chi di noi non aveva idea di come fosse poi condotta una campagna per queste benedette primarie si immaginava ,essendo all’interno dello stesso Grande Partito un qualcosa di paritario,un qulcosa di stabilito con regole interne che avrebbero garantito una certa discussione e confronto…questo per chi immaginava cosi’..per chi invece di noi che “sapeva” non sarebbe stato cosi’ dircelo,probabilmente,era pleonastico e lo ha evitato……
Questo ha portato ad una situazione kafkiana.
Dove pensavamo di poter comunque andare armati della nostra passione,del nostro entusiasmo e delle nostre idee ,forti di questa immensa possibilita’ rispetto alla stantia capacita’ di presentare altri i soliti giochi di potere e di poltrone,di far passare la freschezza e la chiarezza delle nostre idee abbiamo trovato un muro invalicabile di potere economico e irrisione del rispetto dovuto alla minoranza da parte di stampa e partito inimmaginabile.
E,ripeto,chi se lo immaginava..non si sa perche’ non ce l’aveva detto..ma forse era considerato “ovvio” che lo sapessimo?ripeto….
Solo riflessioni per prenderne atto e migliorare.
Ci siamo trovati in mezzo a campagne che nemmeno alla politiche abbiamo visto,battage pubblicitari e mediatici in cui figuravano solo determinate candidature,il famoso monito alla “sobrieta’” e correttezza fatto dal PD regionale,stante anche il momento di crisi di tanta parte della nostra provincia,mandato a farsi benedire con paginoni di inserti a pagamenti,brochure patinate ecc ecc.
Non un confronto fra noi candidati a quattro imposto anche dal partito,ognuno homo homini lupus,non una moratoria dal partito al rispetto anche solo della possibilita’ di avere tutti la stessa visibilita’,niente.
Una vergogna e,un miracolo,quel gruzzolo di persone che si sono accorte che noi c’eravamo,veramente.
ORGANIZZAZIONE e RETE:Domanda..Voi come vi siete “strutturati”,cosa consiglia Simone?
Qualcuno fra noi all’inizio,solo apparentemente piu’ naif,consigliava di rimanere tutti ” cosi’”..”è la nostra bellezza “si diceva..come i vecchi collettivi di Lotta Continua…e io per prima lo pensavo e condividevo….
invece NO..
per affrontare cose cosi’,per reagire quantomeno con una puntura di spillo anche sul dorso di un elefante un po’ di organizzazione ci vuole diamine!Bisogna cercarla in qualche modo..ma trovarla..
Anche all’interno di ciascun coordinamento.Noi non siamo nemmeno riusciti a mandare una semplice lettera di appoggio ai giornali8ok..non l’avrebbero cmq pubblicata ma non è detto)..o quella stupenda che avevi scritto tu perche’ non er ben chiaro se tutti potevano firmala ..e il tempo era ristrettissimo,nuovamente.
Ci vuole sapere su CHI contare,su CHI ci mette la faccia senza domandarselo ogni volta per spedire una lettera,su chi si occupa di cosa(stampa,mail,contatti trasparenti con altri del Partito,anche un semplice domandarsi tutti i banali passaggi per realizzare un evento..tipo chi ha portato qui il relatore o come se ne riva’)…
Ci vuole che quando si fa qualcosa la banca del Tempo di tutti noi si metta a disposizione chiaramente anche per il pochissimo possibile ma in modo chiaro perche’ se vogliamo portare avanti qualcosa da ora in poi si sappia che ognuno ha una vita ,un lavoro,una famiglia e dei figli…coordinandoci come possibile veramente insieme.
Piu’ volte ho chiesto,avendo dei dubbi sull’accettare,sulla possibilita’ di trovare quel suddetto tempo per un impegno da vivere con serieta’ “cosa comporta..che impegno sara’?”..
chi piu’ c’era passato mi rispose..”mah..si trattera’ di un paio di cene,tranquilla”…
Ma un paio di cene con chi? per cosa?Io non ho fatto cene,ho invitato un ex magistrato di livello nazionale a parlare e un dirigente nazionale che tutti amiamo per il contributo di pensiero e di riflessione che ogni giorno da’ al PD….
nell’indifferenza generale di un Partito e degli altri candidati che pensavano si’ a fare cene o riempire pagine di pubblicita’ i quotidiani locali .
Io ho corso con l’aiuto slegato di chi al momento ha potuto con affetto e competenza supportarmi e di un fantastico uomo che invece ,fortunatamente per tutti noi c’è stato sempre ed ha risolto mille cose pratiche(MARCO FIASCHI n.d.r.)ma senza un minimo di regolamentazione e di coordinamento anche fra noi è stata una impresa immane anche questo poco e questo..con le esperienze di tutti gli altri gruppi ed il confronto,secondo me,va pensato a come modularlo meglio.
E poi la RETE…ragazzi la rete per noi è importante..il gioco si fa anche li’…SIAMO NATI E CI CONFRONTIAMO continuamente ancora in rete …Si fa squadra..anche in quella ,se ci si è.
Si linkano le cose che uno dice,ci si supporta,si commenta come fanno tutti generalmente(intelligentii pauca…)perche’ chi usa la rete per farsi una opinione,e fra noi “sottomarini”tantissimi,una opinione di un gruppo se la fa’..e nota…se ci guarda dal di fuori e ci conosce….
Se CHI è candidato si espone SULLA RETE lo si supporta…a me non è successo..per esempio..salvo che da alcuni e questa disorganizzazione è penalizzante se vista in un gioco che si vuole definire e “MIGLIORARE”per il futuro…
Ci vuole..Simone..un sapere meglio come fare..un momento importante di riflessione..vedendo veramente e praticamente quale è la vera realta’(lo so che dirai è una allitterazione e inorridirai )ma una chiarificazione va fatta per non farsi stritolare di nuovo..senza mezzi,senza strumenti e senza corazza.
E,se posso dirlo veramente con tutta la passione e l’entusiasmo e l’amore con cui hai capito bene faccio le cose,per me e tanti,tutti quelli come me
sarebbe veramente,veramente un peccato.
Milene
In questi giorni d’inverno, che inducono di per se a chiudersi in se stessi ed a riflettere, io, che seguo la politica da sempre, ma che sono una militante da poco, soltanto dal luglio scorso, ho riflettuto e mi sono posta un sacco di domande in merito allo scopo ed alle ragioni che il fare politica deve avere. E mi sono chiesta se davvero le motivazioni che io ritengo prioritarie (guardarsi intorno e comprendere i problemi del proprio paese e del proprio territorio, provare a costruire insieme a coloro che condividono la tua stessa esperienza delle soluzioni a tali problemi, portare avanti delle idee e delle sensibilità comuni – Idico sensibilità perchè IDEALI sembra diventata una parolaccia ormai, una eresia, ed evito di usarla)sono le stesse che muovono i miei amici e compagni di partito. L’esperienza dell’adesione alla mozione Marino è stata per me molto gratificante e ricca, perchè ho trovato nelle persone che insieme a me, a Piombino e nella nostra regione,si sono impegnati, grande entusiamo ed una comunanza di pensiero e di azione davvero unica. Dopo tutto è finito, e mi son trovata catapultata nella realtà della politica spicciola, basata su altre cose. Ma noi per cosa ci impegniamo, per che cosa andiamo a chiedere alle persone di votarci? Per delle idee, per un impegno vero a cercare di risolvere i problemi, per pianificare il nostro futuro e quello dei nostri figli o per arrivare a certi posti o a certi incarichi? Le idee si portano avanti con le persone, è vero, ma se le energie la passione il tempo l’impegno si impiegano sopratutto per arrivare a sedersi su qualche sedia, e non per il vecchio ma sempre valido bene comune….allora dentro di me qualcosa urla e grida che … questo non è il mio mondo, non mi assomiglia affatto. E non c’è nessun motivo per cui debba provare a sentirmelo bene addosso. Potrei cambiarlo, è vero, iniziando dal basso. E forse ci proverò. Forse. Quando l’amarezza se ne andrà e io ritroverò la forza di lottare. Forse. Chissà.