di Gabriele Zamparini

(solidariedade @margaridaperola)
Oggi, 1 dicembre, è la giornata mondiale contro l’AIDS; utile per combattere il pregiudizio e l’ignoranza, aumentare l’educazione e l’informazione e aiutare quelle organizzazioni che si occupano di combattere questa malattia anche negli altri 364 giorni dell’anno.
La stampa “colta” riporta che domenica scorsa, all’Angelus, papa Ratzinger ha detto:
La Chiesa non cessa di prodigarsi per combattere l’Aids, attraverso le sue istituzioni e il personale a ciò dedicato. Moltiplicando e coordinando gli sforzi, si giunga a fermare e debellare questa malattia.
L’informazione italiana, ubbidiente e devota, riporta le dichiarazioni del papa come una segretaria stenografa quello che il suo capo detta. Ma è questo il ruolo dell’informazione? Farsi megafono di questa o quella propaganda?
Questo è lo stesso papa e la stessa Chiesa Cattolica che lottano contro l’uso del preservativo, anche laddove l’HIV-AIDS ha dimensioni da pandemia e sta distruggendo la vita e l’economia di interi paesi e continenti. Le Nazioni Unite affermano che il preservativo è “la tecnologia piu’ efficiente e disponibile per ridurre la trasmissione sessuale dell’HIV e di altre infezioni trasmesse sessualmente”.
Nella migliore tradizione italiana, papi, principi e feudatari non sono interessati alla ragione e alla scienza – che continuano a combattere. L’informazione italiana – lungi dall’essere il cane da guardia, il guardiano del potere – continua a pascere sui grassi prati del potere.



















Ormai molti anni fa tenni a Bologna una conferenza, su incarico dell’allora Ministero della sanità (sono specialista in Malattie Infettive), sulle malattie a trasmissione sessuale e, ovviamente, si parlò anche di preservativi. Fra gli altri relatori (gli argomenti erano diversi) v’era anche Mons. Facchini, docente di antropologia presso l’Università di Bologna, che mi pose varie domande. Devo dire che raramente ho trovato una mentalità più aperta ed obiettiva su un tema tanto delicato, specie allora. Non ricordo esattamente le parole ma Mons. Facchini esordì dicendo di dimenticare che lui era un prete e la successiva conversazione (pubblica !)fu correttissima, di alto livello e, soprattutto, senza ingerenze teologiche. Ne rimasi stupito ed ammirato. Io, laico ed agnostico, ho ancora questo bel ricordo. Purtroppo di questi preti ce ne sono assai pochi, forse sempre meno.
Ciao, vi segnalo questo link, è un monumento virtuale, formato da aids memorial quilt, per ricordare le persone scomparse a causa dell’Aids.
http://www.alfaomega.onlus.it/ita/colonna.asp