Ipocriti

di Luca Ciccarelli

A me fanno parecchio più schifo i politici del PD che si scandalizzano per le parole di D’Alema, che non le parole in oggetto.
D’Alema non ha parlato di inciuci o strane connivenze, ha soltanto detto parole ragionevoli, adatte ad un politico che finge di voler bene al suo paese:

La riforma della giustizia, per renderla migliore per tutti i cittadini, ci interessa e abbiamo le nostre proposte. Viceversa, quelle per fermare i processi a Berlusconi non sono riforme e non si può certo pretendere che l’ opposizione le faccia proprie. Se per evitare il suo processo devono liberare centinaia di imputati di gravi reati, è quasi meglio che facciano una leggina ad personam per limitare il danno all’ordinamento e alla sicurezza dei cittadini.

D’Alema ha detto che il PD è in minoranza, che la riforma della giustizia non la voterà, ma che se il PDL proprio deve salvare il culo a Berlusconi forse sarebbe meglio che lo facesse senza distruggere il nostro sistema giudiziario.

D’Alema è un pragmatico, ma le sue sono parole talmente ovvie che chi si scandalizza non può che farlo in malafede.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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21 Commenti

  1. Caro Ciccarelli, intanto piano con le parole.
    Andiamo all’intervista di D’Alema. Si dice che il PD non voterà la riforma della giustizia. Ottimo. Poi si dice che il PDL deve salvare Silvio senza distruggere l’Italia. Ma come? Non con un lodo ovviamente: la Corte l’ha respinto perché per la Costituzione è inammissibile. Allora bisogna cambiare la costituzione. Le parole di D’Alema aprono al dialogo per la riforma costituzionale.
    Ottimo. Ma se l’avesse detto al congresso la sua mozione avrebbe preso numeri infinitesimali. Ma chi vogliamo prendere in giro? Ma ci pensi che mentre presentavo la mozione Marino mi dispiaceva dire che Bersani avrebbe cercato l’accordo con l’UDC più di quello con i nostri elettori?
    Mi sembrava una mossa sporca, poco in linea con la tradizione della sinistra italiana: ci si supera sui programmi non sulle accuse.
    Ipocrita è D’Alema che non ha incarichi ufficiali nel partito da anni ma si diverte a fare l’eminenza grigia. Poi arriva Bersani e deve smentire quello che dice l’uomo più intelligente del mondo.
    Io non ne posso più. Anche perché, Ciccarelli, in che paese vivi? Qui in Italia oggi se dici che sei del PD ti prendi gli insulti. La cosa peggiore è che in molti casi li condividi.

  2. Sergio, te allarghi il discorso a dinamiche ed istanze che io nemmeno conosco approfonditamente. Accordi con UDC, mozioni, non c’entrano nulla.
    Io parto dalle parole di D’Alema (sul quale anch’io ho molte diffidenze).
    A me sembrano parole ovvie.
    Meglio un piccolo danno di un danno enorme.
    Quelli del PD che attaccano D’Alema fanno parte del suo stesso partito ed non hanno fatto molto più di lui per cercare di superare questa fase politica.

  3. Stiamo parlando degli ultimi mesi o degli ultimi dieci anni? Se è la seconda, D’Alema è un grande protagonista di questa fase politica. E anche se lui pensa di essere Churchill è, al massimo, Chamberlain.

  4. Luca, è vero che meno un piccolo danno che uno grande, ma c’è un problema di principio grosso come una casa. In pratica D’Alema ha invitato a fare una leggina che dica che la legge NON è uguale per tutti. Di machiavellismo si può morire….

  5. Sai Luca quale è il problema? che da 15 anni questo signore continua a condizionare la politica del centro-sinistra senza mai candidarsi in prima persona, o chiedere una conta democratica sulle sue proposte.
    Io non mi voglio nemmeno “abbassare” a discutere il merito. Mi sembra che Corrado e Sergio abbiano già detto abbastanza a riguardo. Ciò che trovo inqualificabile è il metodo: a nome di chi parla Massimo D’Alema sui giornali? E se ha proposte da fare, perché non le fa all’interno, nelle sedi opportune, invece di pontificare in pubblico? Oppure è già tutto deciso? E quando hanno preso questa decisione?
    Bersani ci ha detto per tutta la campagna congressuale che lui non era il burattino di nessuno. Vedremo stavolta se è vero o meno.

  6. Raffaella Petrilli

    Luca, posso capire la “verve” polemica: ma come ti permetti di dire che qulcuno “ti fa schifo”? E qualcuno del tuo partito, poi. Non sei un po’ sopra le rioghe? e perché?
    Solo qualche mese fa una militante del PD disse in pubblica sede che parlare con tante voci diverse e esprimere tante opinioni contrastanti era una sicura ricetta per esere sconfitti. Ora, a pochissimo ndall’elezione del nuovo segretario, le tante voci sono tornate a esprimersi. A cominciare da D’Alema. Ti sembra un buon risultato?

  7. @Raffaella: ho forse usato toni un po’ forti e poco educati, ma nella sostanza credo che estrapolare dall’intervista di D’Alema la prova di un inciucio con Berlusconi, sia sbagliato.
    Poi dovremmo fare tutto un discorso sulla dipietrizzazione della base del PD, ma non vorrei scatenare polveroni.

  8. @Luca
    “dipietrizzazione”
    Certo, perché chi non è d’accordo con D’Alema, allora è contro il PD? Ma, Luca non possiamo smetterla con le etichette? Parliamo delle cose concrete: tu pensi che i cittadini debbano essre tutti uguali davanti alla legge, oppure pensi che sia il “male minore” barattare questo principio per ottenere (forse) delle riforme condivise?

  9. Dico che una piccola disgrazia è meglio di una grande disgrazia.

  10. e allora non replico più. Evidentemente abbiamo una diversa idea di quali saino i valoro fondanti di una democrazia.

  11. E la piccola disgrazia è una legge ad personam che dia l’immunità a Berlusconi?
    Allora qual è una grande disgrazia?

  12. @Sergio: Che i processi Eternit, Thyssen, Cirio e Parmalat vadano a gambe all’aria. E che Berlusconi abbia comunque l’immunità

  13. Sergio

    Io credo che l’errore sia credere che un appeasement verso Berlusconi sia la strada. Qui non si tratta di fare le barricate ma solo di non collaborare.
    Già una volta si è tesa la mano il leone. Non è colpa del leone se la ha mangiata. Quante altre mani vogliamo dargli?
    Dopo la commozione per la prima mano dell’ammaestratore, subentra la condanna per la sua sciocchezza se perde anche l’altra nello stesso modo.

  14. Quoto Sergio e in più mi autocito (e allora parlavo di Letta Enrico, ma le cose non cambiano molto)

  15. Non vedo nessuna “dipietrizzazione” della base del pd. Vedo invece (e mi preoccupa) una dipietrizzazione de I Mille. Mi preoccupa perchè per come li ho conosciuti io nei mesi che hanno preceduto il congresso del pd I Mille sono rappresentano esattamente tutto quello che non è di pietro e l’idv. Ma il tema è troppo tosto per relegarlo ad un commento: penso che scriverò un post approfittando delle vacanze :-)

  16. @Champ: no, non direi proprio che ci stiamo dipietrizzando. Siamo sempre stati attenti a legalità e giustizia, ma siamo sempre stati anche molto lontani – e credo continueremo ad esserlo – dal populismo caciarone alla Di Pietro, che semplifica e grida tutto. E tuttavia, questo non ci impedisce di, ed anzi a maggior ragione ci spinge a criticare duramente quello che ci sembra PRIMA DI TUTTO un colossale errore politico: il PD non ha alcun bisogno di accreditarsi come “partito riformista” verso il PDL – che è tutto meno che veramente riformista – né con i vari editorialisti terzisti alla pigi battista. Perché il PD E’ GIA’ un partito riformista: porti le sue proposte riformiste in Parlamento, chieda di discuterne, senza preventivi “compromessi” al ribasso come il supposto scambio sulla leggina per B, e potremo vedere rapidamente le carte truccate del PDL.
    Ne consegue che non è necessario ed è sbagliato fare tutta questa canea sulle riforme da fare insieme, tutto sto balletto di amorosi sensi inevitabilmente sospetti con Tremonti o Letta o lo stesso B.
    Comunque, mi sembra che il problema grosso come una casa continua ad essere l’effetto D’Alema, così ben spiegato da Cristiana. O, per essere equanimi, l’effetto D’Alema/Veltroni raccontato da Francesco Piccolo su l’Unità di oggi….

  17. Francesco Cerisoli

    Preavviso che si tratta di un commento cinico. Non so se sia ragionare da dipietrista, MA
    1) Il male maggiore (i processi Eternit, Cirio, Parlmalat e mille altri che vanno a gambe all’aria) sarebbe conseguenza di una azione VOGLIO SPERARE unilaterale del PDL. Perche’ quindi dovremmo “accettare” il male minore (salvare le terga a Berlusconi) che e’ di nuovo il PDL stesso a proporre? Questa tecnica e’ niente meno che un ricatto, nel migliore stile del terrorismo brigatista: minacciare la fine del mondo per ottenere che il “nemico” sia costretto a negoziare
    2) Nessuno vuole che l’ingiustizia trionfi: ma se arriviamo in fondo alla tana del bionconiglio e davvero saltano migliaia di processi, anche importanti come quelli sopra elencati, chi ci perde la faccia? Il PD o il PDL? E se invece inciuciamo come ci consiglia il compagno D’Alema, non ce la perdiamo noi la faccia?

  18. Raffaella Petrilli

    Ma è possibile che il PD sappia soltanto farsi ricattare? E’ possibile che il PD abbia ricominciato a parlare con decine di teste diverse tra loro? Che sappia ricadere con tanta maestria e sventatezza nelle stesse trappole in cui è caduto in passato?
    Durante la fase preelettorale per la segreteria non c’era candidato o sottocandidato che non parlasse del “conflitto d’interessi”.
    Adesso la locuzione è magicamente sparita in un buco nero, e è riapparsa al suo posto la parolona “bicamerale” (o affini). E tanti seriosi pd-ini, vecchi e giovani, parlano con gravità di “mali minori”.
    Scriveva Musil alle soglie del sec. XX: “le stesse cose ritornano”. Aggiungo che in questo anni di comunicazione imperante, la memoria passa.

  19. @Raffaella
    grazie hai detto che le cose che anch’io penso, meglio di quanto sia mai risucito a esprimerle.

  20. Enzo Lodesani

    @ Raffaella “Ma è possibile che il PD sappia soltanto farsi ricattare? E’ possibile che il PD abbia ricominciato a parlare con decine di teste diverse tra loro? Che sappia ricadere con tanta maestria e sventatezza nelle stesse trappole in cui è caduto in passato?”
    Non solo è possibile ma inevitabile. Il PD è nato nel 2007 con gli stessi dirigenti e lo stesso personale politico dei partiti esistenti. Nell’estate del 2007 c’era chi parlava di “discontinuità” ebbene è stato esattamente il contrario. Il congresso terminato ad ottobre non ha cambiato di una virgola la suituazione, siamo sempre al cosa dice e cosa fa D’Alema. Parafrasando i millini non si è voluto “uccidere il padre” quindi il PD si tenga D’Alema che governerà il partito con la sua grande intelligenza.

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