Dopo l’aggressione a B., si stanno diffondendo rapidamente due mantra che, grazie alla potenza di fuoco dei media broadcast, diventeranno presto verità indiscutibili. E che sono invece, oltre che la dimostrazione della costante egemonia culturale della destra, anche solenni idiozie.
Il primo discorso che purtroppo diventerà senso comune è il paragone con “gli anni di piombo”. Rischiamo di tornare agli anni di piombo, ecc. Un discorso superficiale sia perché le condizioni storiche sono talmente diverse da rendere il paragone assolutamente infondato, sia sopratutto perché la stessa definizione “anni di piombo” affibbiata agli anni fra il 1969 e il 1979 è sbagliata. Quella definizione infatti serve a ricostruire con uno slogan una memoria falsata di anni che sono stati certamente quelli del terrorismo rosso e nero (per chi non lo sapesse, quelli sono anche gli anni delle bombe sui treni e altrove, non solo delle Brigate Rosse…), ma sopratutto sono stati anni di grandi conquiste civili e sociali (diritto di famiglia, statuto dei lavoratori, riforma sanitaria, divorzio,….) e di crescita morale e civile della partecipazione democratica.
La seconda banalità in rapida diffusione è quella su Internet, causa e raccoglitore di tutti i mali. Ovviamente ha ragione Gian Antonio Stella a dire che la libertà di parola non è assoluta e, giustamente, a far notare le contraddizioni di leghisti pronti a censurare Internet se si insulta B., e a lasciarla fare se istiga al razzismo. Ma confondere il postino con le lettere che porta è non solo inutile e sbagliato. E’ sopratutto il segnale che l’imperante autoritarismo di destra non sopporta che esista un mezzo bidirezionale e non monodirezionale come la televisione. Gli insulti e le urla alla Sgarbi o peggio in TV vanno benissimo, perché c’è qualcuno che li controlla. In Internet danno fastidio, perché non sono controllabili.
E un’ultima cosa. Su Facebook, la stragrande maggioranza delle persone è lì con il proprio nome e cognome (Facebook è nato per quello…). E comunque non è difficile scoprire anche gli pseudonomi. Perché oscurare? Se uno scrive una cosa che è istigazione a delinquere, apologia di reato ecc., lo si denunci. Perché arrestare il postino? La verità è che come sempre non servono le leggi eccezionali, nemmeno per Internet. Sarebbe sufficiente applicare le leggi esistenti.iMille.org – Direttore Raoul Minetti






ben detto corrado, ottimo articolo, sintetico e dritto al sodo – grazie
ciao,
gabriele