di Francesco Cerisoli

(La ricerca in Italia @Jonathan)
Siamo giunti infine all’epilogo della vicenda riguardante i posti per nuovi ricercatori finanziati nel 2007 dall’ultimo governo Prodi.
Quelli, per intendersi, dei quali la propaganda del Pdl si era impadronita avocando a sé il merito di aver bandito 4000 concorsi per ricercatori “con regole meritocratiche”. Mentre i 1037 posti assegnati alle università nel 2008 aspettano ancora di essere tutti messi in palio, gli 80 milioni di euro destinati da Mussi ai concorsi 2009 sono stati infine distruibuiti alle università, ma secondo criteri di ripartizione tali da rendere il meno gravoso possibile per le università stesse la loro messa in opera. Risultato: dei possibili 2100, ne sono stati distributi 696!
E questo è veramente tutto, fanno intendere dal Miur: non sono previsti nuovi stanziamenti, e le università hanno vincoli di budget così rigidi che non si capisce fra quanti anni, dopo questa misera iniezione di forse “fresche”, saranno aperte nuove possibilità per i giovani ricercatori.
Un risultato che sa di beffa per i giovani, e l’ennesimo fiasco per un Ministro che si è dimostrato incapace di gestire una realtà che non conosce e, forse, nemmeno la interessa. Dei 4000 posti annunciati, se ne realizzeranno meno della metà: un fallimento che avrebbe costretto alle dimissioni un qualsiasi omologo europeo, e viene invece taciuto o minimizzato da un sistema dell’informazione forse più distratto che effettivamente complice.
Forse per i giovani ricercatori è veramente ora di migrare verso altri lidi.



















Francesco: sai qual’è la situazione a livello regionale, esistono dei programmi regionali per favorire: 1) il rientro di “cervelli” ; 2) la venuta di “cervelli” stranieri.
Sai se nessuna regione italiana ha usato i fondi europei (mi riferisco al FSE- Fondo sociale Europeo) per finanziare azioni di questo tipo nel settore della ricerca e dell’innovazione?
Filippo,
In genere le due cose non son distinte (si chiamano cervelli che hanno fatto un tot di ricerca all’estero, che siano italiani o meno). Molte regioni (forse tutte!) hanno messo fondi a disposizione per posti da ricercatore (spesso pero’ a TD), tipo la Puglia, il Piemonte, il Lazio, per dire le prime che mi passano per la testa. Che lo abbiano fatto specificamente coi soldi dl FSE e per richiamare gente dall’estero non te lo so dire cosi’ su due piedi. Mi informo.
Ciao Francesco: io dividevo le due ctagorie “rientro cervelli nostrani” e “venuta cervelli stranieri” perché in programmi come il Marie Curie queste sono azioni distinte (NdR: il Marie Curie è un programma della Commissione Europea per la circolazione di ricercatori). Cmq quale che siano le azioni l’obiettivo è lo stesso.
I fondi delle regioni che ruolo giocano nel finanziamento della ricerca? Le regioni piú ricche teoricamente dovrebbero poter sopperire, almeno in parte, agli handicap ed alle mancanze ministeriali.