Ora, lungi da me contestare che Gaza sia una prigione a cielo aperto. In proposito, penso che se Israele fosse così lungimirante da disinnescare quel perfetto brodo di coltura di futuri terroristi che è diventata quella triste regione, ne avrebbe solo vantaggi, oltre a fare opera di bene.
E tuttavia, mi chiedo se le centinaia di pacifisti che stanno manifestando in Egitto avrebbero fatto lo stesso e con la stessa foga se si fosse trattato di andare a sostenere l’onda verde iraniana.
Oppure se, come al solito, tanta foga non sia purtroppo anche segno dell’eterno antisemitismo di sinistra.



















Ciao Corrado, sinceramente non credo che l’antisemitismo sia la ragione principale che spieghi questa incoerenza. In realtá come sai si tratta di una vecchia questione che si pone riguardo il pacifismo internazionalista. Perché si menifesta per il paese A e non lo si fa per il paese F, quello X e quello H?
Perché si grida per la Palestina e per Gaza e non per i crimini dell’Iran, e della Corea del Nord, e della Birmania ed ancora del Zimbawe, della Libia eppure della Tunisia (libertá d’espressione pari a zero). Senza parlare di quello successo in Cecenia. Perché?
Perché ci si concentra sulla guerra X? E si dimenticano le guerre ed i crimini efferrati compiuti nei luoghi piu´ dimenticati del pianeta?
La risposta al perché c’è tanto appoggio per i palestinesi e non per gli altri dimenticati la si puó trovare in parte nel fatto che in fondo Israele è una democrazia e permette ai pacifisti di esprimersi. L’Egitto poi permette di manifestare ai pacifisti per ragioni ovvie: con i dovuti distinguo è un pó come fa l’Algeria per il Sahara Occidentale (permette viaggi solidari a Tindouf, manifestazioni ecc.)
Detto questo non generalizzerei, ricordo c’è per quello che riguarda l’Iran che chi conduce nel silenzio da anni un lungo lavoro, penso per esempio ad Amnesty. In passato se non sbaglio, attraverso denuncie ed appelli arrivó a far bandire da quello stesso paese la pena di morte nei confronti di persone disabili (o diversamente abili). Ora lavorano per la pena di morte nei confronti dei minori (persone vengono condannate a morte per reati commessi quando erano minorenni).
Bah, io invece credo che Corrado abbia detto una cosa sensata
si, anche se forse sarebbe più proprio chiamarlo “antisemitismo della sinistra”
perché l’antisemitismo non è DI sinistra, per definizione …
Ciao Raoul, certo che è sensato quello che dice Corrado: ci mancherebbe altro!
Solo che apportavo il mio punto di vista.
Io continuo ad avere problemi con la definizione di antisemitismo di o della sinistra, anche dopo essermi confrontato con amici di SpI che Corrado conosce bene. Mi sembra davvero un modo comodo di catalogare e dimenticare un tema politico che con l’ antisemitismo non ha nulla a che vedere. Parlo della sinistra mainstream, naturalmente, non dei fuori di testa di quattro gatti che affidano all’ Islam il compito rivoluzionario del proletariato del secolo scorso.