La questione è la seguente:
1) Campania: dominata dai bassoliniani usciti vincitori dal congresso
2) Veneto. Silenzio stampa perché la candidatura della bravissima Laura Puppato (comunque da sottoporre alle primarie) pare una scelta troppo intelligente.
3) Lazio. Zingaretti ha capito benissimo lo sputtanamento (mollare la provincia, ma almeno nel Lazio è un’emergenza visto l’affaire Marrazzo) a cui andrebbe incontro candidandosi ma tutti sappiamo che è l’unico che può battere la Polverini.
4) Puglia. Un sindaco appena eletto ha deciso di mandare a quel paese i suoi elettori e con la benedizione del baffino deus ex machina vuole fare le scarpe al bravo Vendola…e non dimentichiamo che i “trombati” ed “inquisiti” della giunta Vendola sono quasi tutti di area dalemiana.
5) Piemonte. L’unico luogo dove non doveva volare nemmeno una mosca, qualcuno è riuscito anche a mettere in dubbio Mercedes Bresso.
6) Lombardia: peggio mi sento. Penati premiato dalla Bersani&Co, va incontro alla sconfitta per direttissima. Mi stupisce il silenzio del PD lombardo. Ma un tentativo di candidare qualcun altro? Almeno lì la scelta c’è.
Sta accadendo che non esiste il Pd Italia. Esiste una specie di PD federale e affaristico in cui ognuno guarda al suo e concede all’UDC di fare altrettanto (leggi: allearsi con chi può vincere).
No strategia. No programmi a livello regionale da spalmare sui territori. No ricambio generazionale.
La questione sanità potrebbe essere una dirimente, nel Lazio come altrove. Mi inquietano certi legami con lo scandalo Marrazzo nel Lazio e Tarantino in Puglia e alcuni possessori di cliniche private.
Mi inquieta tutto.
E se ci candidassimo in massa? Che ne so. Civati a governatore della Lombardia. Vendola comunque in Puglia. Puppato in Veneto. Nel Lazio primarie e a questo punto Bonino. In Campania direi che l’astensione di massa è l’unica scelta (da entrambe le parti dei cittadini onesti).
Credo sia arrivato il tempo di uccidere il padre. Mi aspetto una ribellione anche internamente alla direzione nazionale del Pd. Una generazione che faccia toc toc a Bersani, D’Alema e Bindi e li accompagni all’ospizio più vicino. Ok, signori, grazie dei vostri servizi. Ora scriviamo giù un paio di cose, dieci punti e questa è la linea. Chi ci vuole stare bene. L’UDC ci sta? Bene. Ma ci sta in tutte le regioni. Altrimenti ciao. L’IDV ci vuole stare? Bene, alle nostre condizioni.
Invece accadrà questo: noi protesteremo in piazza e non ci ascolterà nessuno. L’UDC vincerà ovunque e dove va da solo deciderà nei ballottaggi. Il PD perderà voti a favore dell’IDV la cui politica delle alleanze è la stessa, ma mandano avanti noi a fare gli scemi del villaggio. Sì. Noi quelli che dovremmo essere i capi della coalizione. Quelli che dovrebbero dettare le regole. Forse Veltroni era pazzo a credere nel partito maggioritario. Ma questa segreteria ci ridurrà al 18 per cento. Scommettiamo?
Dobbiamo forse augurarci una debàcle? Poi ve ne andate all’ospizio? No, perché allora potremmo anche lanciare il partito dell’astensione “Salva il PD da se stesso: uccidilo e rifondalo.”
Ovviamente tutto questo non prevede più che si parli di laicità. Quella è chiaramente carta straccia buona per i quattro froci e trans del Paese. Per gli altri appare qualcosa di sacrificabile.iMille.org – Direttore Raoul Minetti







i ballottaggi alle regionali non si fanno. il resto del post mi sembra (la schiettezza mi sarà certamente perdonata dall’autrice) altrettanto superficiale
è un urlo liberatorio. e non credo sia l’unico.
né credo sia tutto sbagliato quello che dice.
non è forse vero che gli ultimi avvenimenti hanno causato l’impressione che si stia lavorando alacremente (e masochisticamente) per una sconfitta?
poi con queste storia dell’UDC, che qui si allea con uno lí con l’altro.
mi chiedo che crebidilitá se ne ottiene dal PD allendosi con loro. si tratta dell’ennesimo partito di minoranza caciarone che se la vuole comandare?
e poi questa allenza non so quanto piacerá agli elettori.
son pieno di dubbi.
se è un urlo liberatorio, mi scuso per il sarcasmo. gli urli liberatori non si commentano, nè tanto meno con sarcasmo.
anche io non credo sia l’unico, ma non è un buon motivo (il fatto che non sia l’unico) per considerarlo meno superficiale nell’analisi di quello che è. due soli esempi:
1. emiliano che si candida tradisce i suoi elettori, mentre zingaretti che non si candida viene invitato a farlo nel nome dell’emergenza marrazzo…
2. “il bravo Vendola”. su questo ho informazioni differenti (e non parlo con D’Alema dall’estate del 2004, quindi la fonte è un’altra).
Sia chiaro, Filippo, son pieno di dubbi anche io e sono perfin pessimista sull’esito delle regionali, ma ho sviluppato una certa idiosincrasia per chi evidenzia problemi senza presentare ipotesi di soluzione.
Quanto all’Udc, una domanda: se io mi fidanzo con due donne contemporaneamente chi è quello poco credibile? le due donne? una di quelle due donne, colpevole di sapere che io ho anche un’altra fidanzata? o non sono piuttosto io quello poco credibile?
Il problema non sei tu che non sei credibile (cavoli di chi vota UDC). Se le due donne sanno per certo che non sei credibile e rimangono fidanzate con te, sono stupide, o peggio. E quelle siamo noi….
credo che la posizione di Cristiana sia condivisibile, soprattutto nelle imprecisioni e nel suo solito essere sanguigna… La sinistra avrebbe bisogno di calore e forza, l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno in questo momento sono dottor sottile e real politik (c’abbiano o nun c’abbiamo già baffino? personalmente di fini politici ne ho le tasche piene). Il problema però cara Cristiana è che sono circa due anni che cerchiamo di uccidere un padre vecchio e stanco, senza riuscirci. Il dubbio è lo vogliamo davvero uccidere? Basterebbe dirgli con forza e convinzione “prego vecchio mio accomodati pure”, ma dirglelo in tanti e senza timori. magari, come si usava una volta, dopo un poco di psicanalisi e di conti tirati. Invece nell’ultimo anno ci siamo fatti convincere da obiettivi impossibili e successivi e di nuovo tutti panci a terra a lavorare per loro e non a cercare di volare più in alto. Il risultato è che abbiamo pescato la carta fa tre passi indietro
Ciao A
Lasciando stare l’urlo liberatorio e il sarcasmo per un attimo, mi pare che il pensiero di Cristiana sia condivisibile da molti elettori alle primarie di ottobre, quindi non vedo perché sia superficiale una rimostranza che ha molti punti di vero sconforto e pochissimi contrastanti nella dinamica degli eventi. Io ad esempio trovo azzeccatissima l’espressione “Credo sia arrivato il tempo di uccidere il padre”, dove naturalmente il padre è il modo di far politica dell’attuale Partito Democratico post 25 ottobre. Si può non condividere naturalmente, ma il sentore che Di Pietro sia più utile alla causa della sinistra – e dell’opposizione – è palese.
Io in quello che scrive la Alicata, come sempre, non ci vedo alcun pensiero, per cui non c’ e’ niente di commentabile. Quattro cazzate al bancone di zinco del bar sport.
Pero’ voglio fare notare il fatto che le primarie sono il metodo migliore per generare a solidificare la divisione in correnti. Questi qua non si sono ancora accorti che il congresso e’ finito, e continuano a pensare da mariniani e franceschiniani (e bersaniani, certo). Mi sono convinto che le primarie in realta’ siano un porcesso che e’ non e’ solo e ovviamente sempre politicamente costoso, ma che nel panorama della sinistra italiana, ottuso, incolto e melodrammatico come questo post, siano persino mortali. Un congresso perenne, una idiota contemplazione del proprio ombelico. D’ altra parte basta pensare chi le ha inventate.
@alessandro: sul fatto che il padre alcuni non lo vogliano veramente uccidere ho già scritto e non ci ritorno. non lo vogliono uccidere perché implicherebbe assumersi alcune responsabilità e questo costa fatica. quanto alla superficialità benvenuta, mi spieghi perché il contrario di superficialità sarebbe real politik? il post è superficiale perché non approfondisce (anche questo costa fatica…) mica perché è sanguigno. Anche a me piace lo stile diretto di Cristiana e spesso ne apprezzo i contenuti, ma questa volta proprio no.
@Gianni: ti inviterei a riflettere sul fatto che la frase “il congresso è finito” la sento pronunciare (e immagino anche tu) da molto prima che inventassero le primarie. la cristallizzazione delle correnti è un problema dei partiti organizzati, mica lo ha inventato veltroni. Analogo ragionamento andrebbe fatto sull’ombelico.
Marco, debbo essermi spiegato male non penso affatto che il contrario di superficialità sia real politik… Ma vedi quello che tu chiami superficialità io la chiamo immediatezza e impulso. L’impulso di incazzarsi per un PD che sta diventanto rapidamente una imitazione malriuscita del Pds. vedi nulla in contrario verso il Pds, se non che il PD è nato appunto per superare l’impasse storica in cui i due partiti novecentisti erano impantanati da tempo… Ora, anche con la nostra complicità, stiamo mettendo l’orologio indietro di qualche anno e credi che sarà una buona idea?
Beh, Marco io credo proprio di si e che ci sia molto bisogno di un poco di sana incazzatura. Ma temo che passerà presto e riusciremo a trovare una strategia arguta (ma inutile) anche per questo…
Non credi che ce ne sia abbastanza da incazzarsi e farsi salire il sangue agli occhi e diventare magari un poco superficiali
Ciao A
Marco, io sono l’ ultimo ad essere contrario alle correnti. Ne sostenevo la necessita’ anche quando la Alicata e i suoi compagni di merende la consideravano una parolaccia (ossia prima che riuscissero a farsi cooptare da una, organizzata da altri). Ma quella che tu chiami cristallizzazione e’ un fenomeno nuovo, ed e ‘ dovuta al fatto che con le primarie si strutturano posizioni di rendita. Basta ricordare che agli ultimi congressi dei DS Veltroni era con Bassolino, Marino con d’Alema e la Melandri con Cofferati. Ossia diavoli e acquesante, con gli schemdi di oggi. Ma finito il congresso, finita la festa. Non e’ piu’ cosi’, perche’ il meccanismo delle primarie consente e rende conveniente replicare gli stessi equilibri anche localmente. E il congresso non finisce mai.
L’unico neo di quanto ha scritto Cristiana è che si è dimenticata dell’Umbria. E il Pd dell’Umbria, unica regione “rossa” in cui ancora la confusione e l’incertezza per la candidatura del centro sinistra regnano sovrane, non riesce ad individuare una candidatura realmente innovativa. Fino ad ora si è candidato Agostini, ex tesoriere del Pd di Veltroni, per la quarta volta parlamentare, e non intende mollare la Lorenzetti, sostenuta da D’Alema, che ha già due mandati di governatrice alle spalle, con scarsi risultati ottenuti, e che vorrebbe farne almeno un altro. E mancano solo tre mesi alla data di svolgimento delle elezioni regionali…
Io sono convinto che c’è un motivo per cui negli USA le primarie vengono fatte un anno prima delle consultazioni elettorali e non a pochi mesi, come ha fatto il PD.
Le primarie le usiamo male, si sono usate queste primarie come rivinciata di primarie precedenti da parte dei dalemiani… che hanno mobilitato molte lobby (SPI CGIL in primis, che tra 10 o 15 anni per estinzione fisica di almeno la metà degli iscritti non conterà più nulla)… questa è una colpa… anche dove hanno perso come in Friuli Venezia Giulia, i buoni scagnozzi di D’Alema si son messi a festeggiare, a minacciare segretaria eletta e segretari di circolo, hanno di buono che come tutte le minoranze organizzate sanno avere la meglio su maggioranze disorganizzate proprio come la mafia… ed il paragone non è esagerato.