di Giulio Vesperini
La Commissione bicamerale per le questioni regionali ha approvato l’11 novembre scorso il documento conclusivo dell’”Indagine conoscitiva sull’attuazione dell’articolo 119 della Costituzione”. L’Indagine, svolta nel quadro dell’attività istruttoria connessa all’esame, in sede consultiva, del disegno di legge del Governo in materia di federalismo fiscale, ha inteso acquisire elementi conoscitivi sugli aspetti più problematici afferenti alla compiuta attuazione della previsione costituzionale. In particolare, essa ha approfondito alcuni aspetti, quali il finanziamento delle funzioni delle regioni, il superamento della spesa storica, la perequazione, le compatibilità finanziarie e il ruolo delle regioni a statuto speciale.
Diverse sono, al riguardo, le questioni rilevate nel corso delle audizioni e nei documenti acquisiti: il sostanziale “blocco” dell’autonomia regionale in conseguenza della mancata definizione della legislazione statale di coordinamento in materia tributaria; la difficoltà di disegnare un nuovo sistema fiscale prima di una chiara redistribuzione delle funzioni amministrative; l’assenza di dati ed elementi informativi sugli effetti e i saldi della riforma; l’incertezza in ordine agli strumenti di coordinamento tra i diversi livelli di governo; l’eccessiva compressione dell’autonomia impositiva delle regioni, soprattutto con riferimento ai tributi propri; il problema della individuazione dei fabbisogni e dei costi standard; l’astrusità dei criteri che presiedono alla determinazione della maggiore o minore capacità fiscale per abitante di ciascun territorio; il rischio di un’eventuale lesione delle prerogative riconosciute alle autonomie speciali.
L’indagine fornisce senz’altro un contributo utile alla messa a fuoco delle questioni poste dal federalismo fiscale.
Ma ci sono almeno due problemi che essa pone. Il primo è di merito e riguarda l’assoluta assenza di riferimenti alle complesse questioni poste da quella norma dello stesso articolo 119 della Costituzione, relativa all’intervento straordinario dello Stato per rimuovere squilibri economici e sociali e promuovere la coesione e la solidarietà sociale. Si tratta di una assenza grave, se si pensa che, in un contesto in cui la stessa perequazione è concepita nel senso di ridurre, non già eliminare, le distanze, l’intervento straordinario dello Stato rappresenta uno dei principali strumento attraverso cui assicurare effettività a principi costituzionali fondamentali, quali quello di uguaglianza sostanziale e quello di unità ed indivisibilità della Repubblica.
Il secondo rilievo, invece, è di metodo e concerne l’effettiva strumentalità dell’indagine rispetto all’attività consultiva svolta dalla Commissione parlamentare sul disegno di legge in questione. Come è noto, infatti, la legge delega sul federalismo fiscale è stata approvata il 5 maggio 2009, quindi quasi sette mesi prima della definitiva approvazione del documento conclusivo dell’Indagine. Ora, anche ammesso che la Commissione si sia avvalsa del contributo delle audizioni, che si sono tenute nel periodo compreso tra settembre 2008 ed aprile 2009, è evidente che la stessa non abbia potuto procedere per tempo a un esame organico del materiale acquisito, così da corrispondere in modo più appropriato alle esigenze di una migliore definizione della legge. Anche in questo si rivela il progressivo indebolimento del ruolo del Parlamento e, in una prospettiva più ampia, la tendenziale alterazione dell’equilibrio tra i poteri dello Stato.
Tuttavia, le questioni sollevate dall’Indagine sono tutt’oggi aperte e, se è vero – come si afferma nel documento – che “la legge delega appare di non semplice decodificazione in quanto il rapporto matematico tra principi, finalità e criteri prescritti ed enunciati nell’articolato consta di un tal numero di variabili da richiedere più di mille opzioni e combinazioni normative” (p. 183), si deve sperare che, in sede di adozione dei decreti delegati, il Parlamento possa disporre per tempo di una solida base conoscitiva e, magari, riguadagnare, almeno in parte, gli enormi spazi concessi all’Esecutivo nell’attuazione di una legge così importante per il futuro dell’ordinamento.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti







Leggo con un po’ di ritardo questo post. Mi permetto di segnalarlo come esempio di quel che un lettore del nostro blog vorrebbe trovare in queste pagine: un documento che informa su un tema, l’analisi puntuale del problema trattato, la critica di ciò che sta accadendo, l’esposizione di una proposta alternativa. E’ di questo che abbiamo bisogno. Certo, è improbabile che un blog sia immune dalla smisurata egolatria che sembra lacerare lo schieramento nel quale ci riconosciamo. Ma possibile che non si riesca mai o quasi a mettere per iscritto un paio di idee che non siano l’ormai rituale lamentazione sull’Italia berlusconiana e l’inadeguatezza delle forze di opposizione che la contrastano?
Ringrazio l’estensore dell’ottimo contributo e rivolgo a tutti – e naturalmente a me stesso, per primo – un accorato appello – come si diceva un tempo ormai lontano – e cioè: al lavoro e alla lotta. Basta con la sinistra autoimmunitaria!