Caro Cardinale Barragan

di Cristiana Alicata

(Stolen kiss @Chiara Lalli)

Chi le scrive è un quadro dirigente del secondo partito di questo Paese. Ci tengo a dirglielo perché con questa lettera mi prendo davanti al segretario di quel suddetto partito, il mio, tutte le mie responsabilità legate al mio impegno politico e alla mia carica di delegata nell’assemblea del PD Lazio.

Chi le scrive è anche lesbica.

Oggi lei ha affermato che gay e transessuali (e le lesbiche?) non entreranno nel Regno dei Cieli (il Paradiso) perché violano la dignità del corpo. Lo sa Cardinale? Io non ho affatto l’impressione di violare la dignità del mio corpo quando faccio l’amore con una donna. Quando amo. Non so davvero come lei possa pensarlo. La reciprocità è un atto indegno? L’affetto, l’empatia, il sentire l’altro, è indegno? L’accoglienza è indegna?

Personalmente non so se il Paradiso esiste. Lo desidero assai, come tutti, credo, in cuor loro. Persino gli atei. E non mi permetto certo di definirne i criteri di selezione perché sarebbe certo commettere un atto di superbia, questo sì, assai peccaminoso. Eppure non oso pensare che il Paradiso, qualora esista, sia chiuso ad un giovane adolescente gay che si toglierà la vita leggendo le sue parole. Non oso pensare che sia chiuso a un anziano gay che ha militato tutta la vita per difendere i deboli e gli emarginati e magari ha accudito il suo compagno.

Non oso pensare che Giuseppina, madre lesbica di una bambina, non possa entrarci. Per lo meno non per i motivi che lei elenca.

Lei, come l’arcivescovo Caffarra che si è scagliato contro la finanziaria dell’Emilia Romagna (governata dal centro sinistra, da un governatore militante del mio partito) in cui si riconoscono le famiglie invece che un unico modello di famiglia, quello cosiddetto eterosessuale, sta perpetrando una violenza nei confronti di centinaia di migliaia di persone.

Secondo i suoi criteri, deduco inoltre, non andranno in paradiso i giovani che hanno rapporti pre-matrimoniali, le donne che abortiscono, chi si masturba. Non andrà in paradiso chi usa il preservativo. Chi fa l’amore senza amore. Chi divorzia. Certo con loro non vi accanite con la stessa violenza. Paura, eh? Insomma, Cardinale, in Paradiso, se seguiranno i suoi criteri, ci saranno davvero quattro gatti. Non ci saranno nemmeno tutti quei parlamentari che si inchinano voluttuosi alle vostre parole. Non riesco a pensare che quel Dio, così padre, non sappia, se esiste, chiamare a se i suoi figli. I francescani me lo avevano raccontato così ai tempi della mia adolescenza: perdono e amore. Ma forse anche voi siete divisi in correnti e oggi non è esattamente quella corrente che governa la vostra associazione.

Le chiedo di riflettere seriamente sulle parole che ha pronunciato. Sull’effetto che possono fare sui giovani gay e lesbiche. Su chi si scopre altro rispetto al proprio corpo. Le chiedo di esercitare l’amore cristiano. Non la pietà. No, grazie, quella non la vogliamo. E comunque non la eserciti con noi, adulti gay e lesbiche e transessuali. Ma con quei giovani che magari frequentano anche i suoi oratori e chissà che grado di dolore staranno provando, ora, davanti alle sue parole.

La prego. Un po’ di controllo.

Aggiungo inoltre, me lo suggerisce un vecchio amore che con tutti i problemi del mondo e tutte le miserie, forse la Chiesa più del nostro accesso al Paradiso dovrebbe occuparsi dei problemi del mondo. Quello vero. A noi la Croce, a voi le elucubrazioni sull’Aldilà.

Attendo scomunica.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

10 Commenti

  1. paolo

    brava.

  2. Cara Cristiana,
    benché al card. Lozano Barragàn siano da attribuire posizioni molto rigide sul tema dell’omosessualità, ho qualche motivo di credere che l’intervista riportata ieri non sia completamente affidabile. Questo per due motivi: 1) l’intervistatore è noto per aver spesso “calcato la mano” sul testo di altre sue interviste, a cui sono spesso seguite smentite e rettifiche; 2) i virgolettati attribuiti al card. Barragàn sembrano fortemente contraddittori (da un lato dice che omosessuali e trans “non entreranno nel regno dei cieli”, dall’altro che “qui sulla Terra abbiamo tutti gli stessi diritti” e che “il giudizio spetta solo a Dio”, e che si parla anche della “non colpevolezza” delle persone omosessuali). Quindi bisogna pensare a uno stato confusionale del cardinale – che pur essendo anziano non risulta – o a una pessima trascrizione dell’intervista, nonostante non sia seguita smentita. In ogni caso la dottrina della Chiesa cattolica non dice affatto le cose che sono riportate nell’intervista al cardinale – quantomeno perché la Chiesa non ha mai “chiuso le porte del cielo” a nessuno, perché sa di non poterlo fare.

    Che si tratti di una maldestra, o colpevole, svista dell’intervistatore, o che davvero – spero di no – si tratti di parole del cardinal Lozano Barragàn, da credente vorrei poterti comunque esprimere le scuse più vere per il dolore e la rabbia che quelle parole – qualunque cosa tu pensi di Dio e della Chiesa – possono averti provocato.

  3. salve

    vorrei sottolineare al sig. Luca Grasselli che la letterina di Cristiana Alicata non parla solo di “paradiso”, ma cita anche un intervento ben preciso: http://tinyurl.com/y8rassm
    Qui non ci sono virgolettati o trascrizioni errate: il puro amore cristiano ha spinto questo uomo a prendere carta e penna.

    Buona giornata.

    Bruno

    ps. brava Cristiana

  4. guardiamo al lato positivo, il bicchiere mezzo pieno, come si dice; almeno adesso non ci torturano, non ci impalano e non si bruciano vivi sui roghi… lo hanno fatto per 500 anni, e come si ripete sempre, la tradizione e’ importante! Comunque non e’ questione di questo o quel vescovo o cardinale o papa… Sull’omosessualità, questa è oggi la posizione ufficiale della Chiesa Cattolica:

    2357 L’omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un’attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, 238 la Tradizione ha sempre dichiarato che « gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati ». 239 Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.

    2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.

    2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un’amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.

  5. Gianni

    L’ ossessione dei laicisti verso la chiesa, e la loro spasmodica considerazione e preoccupazione per ogni sosipro di cardinale non cessano di stupirimi. Anzi, ho cambiato idea, cessano: in fondo preti e antipreti si giustificano a vicenda. E se di nome mi chiamassi Cristiano fosse sarei cosi’ anch’io.

  6. fabio

    il solito attacco omosessuale alla Chiesa per dire “come siamo discriminati” e ottenere più diritti dalla politica. Poi riempirsi della parola amore e battersi perché i bambini non abbiano a la madre o il padre non le sembra una incoerenza più grave?
    infine la posizione della chiesa non la esprime nessun cardinale ma il vangelo che parla di amore, ma dice anche se farete queste cose ai più piccoli e meglio che vi mettiate una macina al collo…e tra queste cose c’è togliere ad un bambino la madre o il padre per legge…

  7. Cara Cristiana, invece che ai cardinali, parla ai giovani e alle giovani che potrebbero essere confusi dalle loro parole. Dì loro di non ascoltarle, di non dar retta a chi parla di inferno e paradiso, dì loro di illuminarsi la strada con la ragione e di non farsi confondere dall’oscurantismo che sta appestando la nostra vita pubblica e privata.
    Dì loro che, nel caso, il rapporto con il trascendente è cosa del tutto privata e che non ha bisogno di intermediari paludati; spiega loro l’orgoglio del proprio corpo e parla della miseria vissuta da chi lo mortifica e vorrebbe mortificarlo in altri.
    Tu che, meritatamente, sei parte della classe dirigente, non preoccuparti di rispondere ai preti, che da ogni risposta traggono sempre maggiore legittimazione ad intervenire nella vita di tutti, di chi li ascolta e di chi ne farebbe volentieri a meno (ma è costretto a sentirli).
    Sul piano politico dovremmo ri-abituarci (lo sapevamo fare, quando io ero giovane) a risospingere le religioni e i loro precetti nell’ambito che compete loro, quello della fede individuale, e a riportare le scelte legislative nell’ambito pubblico. Sul piano culturale, dovremmo ri-svegliare la ragione, solo antidoto ai mostri generati dal suo sonno.
    Con affetto.

  8. Credo che in qualche maniera sia nella natura della Chiesa predicare contro l’omosessualità: in fondo è la stessa istituzione secondo cui masturbarsi fa male. Quindi non me ne importa niente se un cardinale dice che gay, lesbiche trans e bi non entreranno nel regno dei cieli – certo è una cosa con cui chi è cattolico deve fare i conti, ma non entra nella sefra pubblica. E’ un dibattito interno alla Chiesa, come quello sulla messa in latino.

    Quello che mi importa è che in nome delle parole di un vescovo, foss’anche il papa, i nostri politici – quelli che una volta in carica giurano sulla Costituzione, non sulla Bibbia – ci neghino dei diritti. Gete come Casini, che pure divoriza rischiando l’inferno. Ma dice che errare umano e usufruisce dei diritti di tutti i cittadini, anche se sono “peccaminosi” secondo la sua religione.

    Dobbiamo pretendere tutti che i politici, soprattutto nel Pd, sappiano che il loro compito è occuparsi dei cittadini. Per me è più grave che una parlamentare – tipo la Binetti, che è nel Pd – dica che l’omosessualità è una malattia ed è stata solo la lobby gay a depennarla. E’ un’affermazione falsa, scientificamente falsa: in Svezia per una cosa del genere la metterebbero in galera.

    Poi posso anche andare all’inferno – e se sono cattolica scegliere di tenerne conto – ma questo non unfluisce sui miei diritti di cittadina. Negare alle persone glbt i diritti, quelli di tutti, è grave, in nome di qualsiasi cosa questo venga fatto: ma questo non lo fa Barragan: lo fanno Berlusconi, Calderoli, la Baio Dossi, Buttiglione. Gente pagata con i nostri soldi per prendere decisioni in nome nostro.

    Sono d’accordo con Manuela, dunque. All’inferno ci pensarà, chi vorrà, a tempo debito.

  9. Credo sia importante finché il PD è così ambiguo che chi milita dentro questo partito dia risposte concrete e fattive.

    A chi non condivide dico di leggersi il libro di Chiara Lalli: Buoni Genitori. Sfata ogni dubbio.

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