Totti, Kakà, il No B Day e una birra in compagnia

di Carlo Traina


(Guiness as usual @Chiara Lalli)

Fate conto di stare in spiaggia, più o meno tranquillamente sotto il vostro ombrellone, e vedete giocare a pallone dei ragazzini vicino a voi. Ragazzini molto bravi, che trattano il pallone come pochi, che dimostrano un funambolismo che vi ricorda immediatamente il tocco di Maratona, o di Totti, o di Kakà (insomma avete capito: scegliete voi il campione preferito).
E fate conto magari di essere anche uno che di calcio ci capisce ed è pure dirigente di una squadra.
Che fate voi? Vi incazzate con quei ragazzini perché alzano la sabbia vicino a voi e perché “in spiaggia non si gioca” … oppure cercate di capire meglio quanto sono bravi e se – magari – sono liberi e possono aiutare la vostra squadra?

Ecco, io ieri sono andato insieme a Cristiana a prendermi una birra con due ragazzi organizzatori del No BDay, avendo presente l’”immagine” che vi ho proposto (tenendo conto naturalmente che non dirigo alcunchè)
Prima di tutto si tratta veramente di “ragazzi” (intorno ai 25 anni … se non ho capito male), e questo dovrebbe già dirci che la loro energia e spirito civico è un patrimonio che è da folli ignorare, in questo mondo della politica dove – vista la carestia perenne – chiamiamo giovane chiunque stia sotto ai 50 anni.
Ragazzi che si affacciano ora alla politica ma che – credendo fortemente nel loro progetto – sono stati capaci di strutturarsi in poche settimane in una organizzazione che altri hanno impiegato anni a metter su.
Si è parlato di organizzazione, di logistica, di numeri e di folle (sperate o insperate), di servizio d’ordine, di striscioni e slogan, di costi, ma ogni volta – anche dietro l’apparente aridità di cifre e schemi – trasparivano gli ideali. E quindi si è finito per discutere anche di come in futuro queste energie possano non essere disperse, di come sia necessario collaborare insieme.
Sentivo i loro discorsi e capivo quanto erano distanti dalla rappresentazione che i giornali stanno dando a questo evento, bollato da tutti come l’ennesima manifestazione organizzata da Di Pietro, Grillo, Travaglio. Ecco: ci hanno detto che la loro fatica maggiore sarà proprio quella di impedire che altri si impadroniscano di un evento voluto e organizzato dalla “base”. Sanno che sarà difficile ma sono certo che ce la metteranno tutta.
Molto dipenderà anche da noi: dalla nostra capacità – ora e dopo – di credere una volta tanto alla genuinità di uno slancio. Che si può giudicare dal punto di vista politico, che si può criticare riguardo alla efficacia di raggiungere lo scopo, ma che non si deve liquidare frettolosamente come l’ennesima “piazzata” di Di Pietro & C.
Il 5 dicembre si concentreranno a Roma energie (e dico anche “intelligenze”) alle quali non si può rinunciare se vogliamo realmente rifondare l’Italia. E’ con questo spirito che io guardo – e forse tutti noi dovremmo guardare – al No Berlusconi Day. iMille.org – Direttore Raoul Minetti

19 Commenti

  1. Alessandro

    Un bel paragone. Un modo ragionevole di impostare la questione e per giustificare la decisione di chi parteciperà alla manifestazione. Ognuno è libero di comportarsi come giudica la propria coscienza. Aggiungo tuttavia che io non parteciperò alla manifestazione e, anche se lo potessi fare, non ci parteciperei. Ho una certa esperienza in proposito e non mi va di aderire a una manifestazione che è stata organizzata senza tenere conto del mio punto di vista ovvero di chi mi rappresenta politicamente. Quando lo si fa, si ottiene soltanto di condividere gli eventuali “passivi” e regalare all’organizzatore tutti i vantaggi. Non firmo assegni in bianco agli amici. Faccio una domanda senza alcuna intenzione polemica: ma possibile che la fine di 150 anni di storia del movimento operaio abbiano consentito di sopravvivere soltanto alle anime belle? Traina, vatti a rileggere “Il principe” – con o senza il commento di Gramsci, in particolare il capitolo XVII. La storia non è una partita di calcio sulla spiaggia. Va bene essere puri di spirito, ma naif, no. Almeno, io non ci sto. Detto questo: buona fortuna.

  2. Carlo Traina

    Che la storia non sia una partita di calcio credo (e spero) lo abbiano capito tutti gli altri lettori. L’immagine che ho cercato di dare voleva solo rappresentare la sufficienza con cui molti dei nostri politici di riferimento stanno analizzando (o meglio: non stanno analizzando)il movimento che spontaneamente – dalla “base” – si è venuto a creare.
    Il vero punto centrale è questo: la manifestazione a me sinceramente interessa meno, interessano molto le persone che si stanno spendendo nell’organizzazione (e che dovrebbero interessare molto di più ai vari Bersani, Finocchiaro, Bindi, D’Alema che non ad un ignoto Traina).
    Quanto al Principe … spiegati meglio, perchè non è chiaro a cosa ti riferisci.
    A meno che tu non intenda il passo ove Machiavelli scrive: “debbe uno principe savio fondarsi in su quello che è suo, non in su quello che è d’altri” …
    Beh … in quel caso credo che gli ideali dei ragazzi del NBD siano i miei, e non “d’altri”.

  3. grazie carlo, ottimo articolo; se il PD ha qualche possibilita’ di cambiare (oserei dire, salvare) l’Italia e’ anche grazie a chi, come te e cristiana, ascoltano e cercano di capire quello che nella societa’ si muove; sul NoBDay credo saranno moltissimi gli iscritti, i simpatizzanti e gli elettori del PD che vi parteciperanno

    ciao,
    gabriele

  4. Gianni

    Qualcuno, credo Simoni, scriveva che sono in Italia esiste la definizione di “antipolitica” per indicare movimenti come quelli di Grillo o di Di Pietro.
    E’ vero, e’ una anomalia italiana. Negli altri paesi questi movimenti si chiamano “destra”.
    Non c’e’ niente di sinistra, di democratico o di riformista in una manifestazione come quella del 5 dicembre: si tratta di un esercizio di qualunquismo pldebiscitario, senza alcuna proposta politica, che non persuadera’ nessuno di coloro che hanno votato lo schieramento a noi avverso a cambiare idea. Prima ancora dei banali (ma veri) aspetti tattici (il fatto, banale, persino idiotamente ricorrente, che ogni volta che si attacca personalmente Berlusconi la destra si ricompatta) bisognerebbe fare lo sforzo di riconoscere i contenuti. Che sono, appunto, antidemocratici e plebiscitaristi. Proprio come quelli di Berlusconi.
    Sinceramente, penso che Di Pietro o Grillo o chi organizza manifestazioni di questo tipo siano tanto distanti dalle mie posizioni politiche quanto Berlusconi stesso. Poi magari, come cerco di convincere gli elettori di Berlusconi, cerco di convincere anche i qualunquisti del web. Ma cercare di convoncerli dando loro ragione mi sembrerebbe un metodo dialettico alquanto bizzarro.

  5. serena mancinetti

    Si parla tanto di “accoglienza” e di “intrusione” e poi ci si perde in mille distinguo. A furia di tagliare il capello in quattro non so se rimarranno più capelli in testa. Mi piace pensare che da cosa nasce cosa, e non chiudermi fra le mura di un castello che mi difende ma mi isola. Per questo motivo parteciperò al NBD, anzi, parteciperò da Amsterdam dove mi troverò in quel week end. Anche lì si sono organizzati ed anche lì arriverà la voce della protesta. E io ci sarò.
    Dire che la politica non è una partita di calcio sulla spiaggia è scontato. Il paragone che faceva Carlo a me sembra plausibile per far capire l’importanza che deve avere per la sinistra oggi ascoltare ed accogliere tutti coloro che possono diventare una risorsa e un arricchimento. Se non usciamo dai nostri castelli non potremo mai giocare sulla spiaggia con chi porta avanti ideali e sogni da realizzare per il bene di tutti.

  6. Barbara

    Hai fatto benissimo, Carlo, ad andare a conoscere questi giovani. E francamente m’imbarazzerei assai poco del 5 come occasione in sé, inclusi gli errori che ci saranno (o magari pure ci sono già stati), e invece mi concentrerei sulle cose che Carlo, della cui esperienza e buon senso insieme non dubito nemmeno un minuto, ha visto in quegli occhi e letto in quelle parole.
    Se non parliamo con loro, con chi? Hanno commesso ingenuità ed errori e rischiato (o ancora rischiano) di farsi strumentalizzare? Hanno convocato una manifestazione “generica” che in tutto non ci convince? Perché invece il PD… e pure noi, a volte? O sono loro magari che pensiamo debbano parlare con noi?
    No. E’ il compito nostro, de iMille e di chi ha a cuore un PD, e magari un’Italia, migliore e meno conservatrice. O almeno io è anche per questo che sto qui :-)

  7. Daniel Perugia

    Comincio col chiedere permesso, è la prima volta che scrivo su “IMILLE”, sono contento di cominciare proprio sul post di Carlo. Detto ciò, mi rivolgo a te Alessandro, quando affermi di “regalare all’organizzatore tutti i vantaggi”, “non firmo un assegno in bianco agli amici”, sinceramente rimango sconcertato, in quanto non so che ruolo ricopri, ma sicuramente se ti trovi qui ti intendi di poltica, quindi non capisco come si possa non firmare assegni in binco agli amici, quando una parte dell’ opposizione ha firmato assegni in bianco ai nemici ormai da 15 anni.
    Parlando poi della manifestazione del 5-12, è nata si per chiedere le dimissioni di Berlusconi, ma non si limita a questo. Ogni “rivoluzione popolare” credo cominci sempre per saturazione e stanchezza di “subire”, è chiaro che sia cominciata di pancia subito dopo le dichiarazioni di Berlusconi successivamente alla bocciatura dell’ “ex lodo Alfano”, ma appena finito il cinque, dopo la mezzanotte del 6 noi vorremmo collaborare e cooperare seriamente con ciunque voglia il bene della colletività TUTTA.

  8. Alessandro

    Va bene, lasciamo perdere “Il principe”, per il momento. Evidentemente la mia citazione era un’altra. Mi conforta aver letto il commento di Gianni, con il quale sono d’accordo al 100%. Comunque, non volendo io fare polemica, ma solo ragionare insieme, mi permetto di aggiungere che, se non sbaglio, la manifestazione del 5 è promossa da Di Pietro. Qualunque sia l’opinione che si possa avere sulle sue idee politiche,i precedenti non sono a favore del proposito di fare accordi con lui. Ci ha provato Veltroni e si è visto che cosa fece Di Pietro il giorno dopo le elezioni del 2007(lo rammento per i profeti smemorati piuttosto che disarmati: non stette ai patti). Quanto alla precedente manifestazione contro Berlusconi, scusate, ma non vi ricordate come andò a finire? Insomma, visto che siamo d’accordo sul fatto che la storia abbia una sua dignità come disciplina scientifica, bisogna tener conto di un suo insegnamento: non sempre il nemico di un mio nemico è anche un mio amico. Certo, ci sono situazioni in cui, volente e nolente, bisogna allearsi con tutti, anche con quelli che non ci piacciono. Questo è vero. Ma ecco il punto: si tratta di allearsi e non di sfilare dietro le loro bandiere e con slogan che non sono i nostri. Sono a disposizione di quanti non mi credono sulla parola – come è loro diritto – e quindi sono pronto a portare una serie di prove come conferma di una tale tesi. A partire dall’esperienza diretta e da quella più generale.

  9. no alessandro, la manifestazione del 5/12 NON e’ promossa da Di Pietro; poi ognuno ha le sue idee, ma almeno i fatti rispettiamoli :-)

  10. Luisa

    Il punto è proprio quello.. che tu e Cristiana avete avuto la voglia di andare ad ascoltare, di cercare di capire, al di là delle etichette e di quel che si legge sui giornali. Di conoscere i ragazzi che stanno organizzando questa giornata. Cosa che avrebbero dovuto fare i vertici del Pd, prima di prendere posizione. Perchè, specialmente in questo momento, non ci possiamo permettere di perdere l’energia e l’entusiasmo di chi è giovane davvero.. quando si deciderà che l’”inclusione” non è uno spot elettorale e si alzerà il naso dalle spartizioni preregionali e postcongressuali…. ci si accorgerà che là fuori c’è un mondo con cui confrontarsi.

  11. Alessandro

    Caro Gabriele, chiedo scusa allora per la mia affermazione: evidentemente i giornali che leggo non sono attendibili e Di Pietro è chiamato in causa impropriamente.

  12. Luca.P

    devo dire la verità: sono d’accordo con Alessandro (almeno fino alla domanda) e con Gianni.
    Io ci credo al fatto che questa manifestazione non è organizzata dai populisti di c-sx (o presunti tali) ma che si limitano come al solito a metterci il cappello per ottenere notorietà.
    Non credo neppure che il PD avrebbe dovuto aderirvi: non mi sembra giusto che un partito organizzato debba spendere le proprie risorse a sostegno di qualcosa che non “controlla” fino in fondo…ed un’adesione avrebbe implicato necessariamente entrare nel merito della manifestazione…in politica non esistono “amici” cui firmare assegni in bianco…perché un partito serio non può aderire a una manifestazione senza essere sicuro di quello che dice…esplicito il ragionamento di alessandro con una domanda: se il PD avesse aderito a quella manifestazione e dal palco fosse partita una critica a Napolitano, che conseguenze avremmo avuto?
    Secondo me, quindi, chiunque è libero di andarci e saranno molti gli iscritti che ci andranno, e non vedo nulla di censurabile nel comportamento del Pd. Contemporaneamente sono molto contento di vedere che c’è un movimento di opinione spontaneo…certo, come dice Carlo, un partito che dice di conoscere la società ha il dovere di interloquire con questo movimento. Carlo e Cristiana lo hanno fatto, e credo che loro rappresentassero in quel momento con pienezza il Pd, pur non essendone “alti dirigenti”…

  13. hai ragione alessandro, sui mezzi d’informazione c’e’ stata molta confusione a proposito di chi ha organizzato il No-B-Day e sull’adesione di Di Pietro. Anche Europa ad esempio in un editoriale pochi giorni fa’ scriveva “una manifestazione di Di Pietro” nonostante lo stesso Di Pietro abbia ripetutamente chiarito che lui alla manifestazione ha semplicemente aderito – su questo blog trovi qualche info in piu’ http://ilnichilista.wordpress.com/2009/11/16/se-il-si-berlusconi-day-diventa-silvio-day/

    ciao,
    gabriele

  14. piero filotico

    Vedi Carlo, il rammarico è misto all’amarezza, leggendo questa tua nota.
    Perchè quando senti (e vedi) tante “energie e intelligenze” non considerate dal pd, energie e intelligenze che non sentono attrazione verso il pd e constati che il pd fa nulla o quasi per capire e porsi in condizione di riportarle nel suo alveo, allora senti l’asprezza della distanza che separa il pd dal resto del mondo.
    Non molliamo e speriamo. Non c’è molto altro da fare, mi sembra. E soprattutto teniamoci in contatto con questi ragazzi, dopo, sono uno dei tanti fiumi carsici di quanto va delineandosi nell’elettorato del pd, segnalatori in anticipo di tendenze, esigenze e anche del malessere che aleggia nel paese: lasciarli soli sarebbe l’ennesima dimostrazione di incapacità di percezione di cui i nostri vertici hanno dato prova sin qui.
    No so se Macchiavelli l’abbia scritto, ma fregarsene sarebbe una grande presunzione.

  15. Carlo Traina

    Mi fa piacere che molti abbiano colto il vero messaggio del mio post: che non era se aderire o meno alla manifestazione (su questo ho la mia idea ma non è il caso di dibatterla qui)ma domandarsi chi fossero realmente gli organizzatori, verificare se dietro ci fosse un movimento spontaneo o dei semplici prestanome. Capire da loro se è veramente possibile “muovere” dal nulla (o meglio, facendo scoccare una scintilla dal web) tante persone con il rischio di riempire una piazza.
    Mi sembra folle che un partito come il PD vada “a naso” su un tema come questo, basandosi sull’intuito di chi magari non sa nemmeno cosa sia FB o sulle cronache dei vari giornali, credendo o no alle dichiarazioni di paternità (ma poi le ha mai veramente fatte?) di Di Pietro.
    Ora: non dico Bersani in persona o qualcun altro “papavero” del partito, ma vi sembra logico che l’unico contatto tra il PD e gli organizzatori lo abbiano preso di propria iniziativa due normalissimi e quasi anonimi (il quasi è per Cristiana, io lo sono di certo) iscritti?
    E’ questo il vero tema sul quale mi piacerebbe una riflessione.

  16. Gianni

    La riflessione che propone Carlo sul suo pezzo francamente non mi interessa, ma mi ha colpito il complesso di inferiorita’ e il senso di inadeguatezza espresso da Pietro Filotico nel suo intervento, per cui provo ad aiutarlo.
    Siccome gli elettori del PD si sono misurati recentemente nelle primarie, e che abbiamo quindi dei dati concreti sui quali misurarci, io sono dell’ opinione che coloro che aderiranno alla manifestazione siano una minoranza sostanzialmente irrilevante per gli equilibri della sinistra italiana. Penso quindi, sulla base di considerazioni puramente statistiche, che ci siano piu’ probabilita’ di trovare intelligenze e passioni tra coloro che a quella manifestazione non aderiranno, che non tra coloro che aderiranno, e che dovrebbe essere casomai un problema degli organizzatori (chiunque siano, e’ irrilevante) entrare in contatto con noi, piuttosto che il contrario.
    Non c’e’ niente di nuovo: da quando esiste una sinistra extraparlamentare esistono militanti del maggiore partito di sinistra che si sentono a disagio con le complessita’ di una proposta politica articolata, e invidiano le immediatezze di quattro slogan qualunquisti urlacchiati senza impegno. Io attribuisco questo fenomeno all’ atavico odio per il PCI insegnato nelle parrocchie italiane ai figli dei democristiani, che infatti in odio al PCI divennero brigatisti, ma potrei sbagliarmi.

  17. piero filotico

    Ecco, parlavo del pericolo della presunzione della sinistra e questa subito spunta fuori, irresistibile.
    Non me ne frega nulla delle tue riflessioni perchè tanto ho ragione io. Un giorno bisognerà che qualcuno (non io, mi sento inadeguato da solo) faccia la storia di come si sia passati da quelli che pensavano prima agli ultimi a quelli che pensano solo di essere i primi.
    P.S. Comunque, Gianni, mi chiamo Piero (non Pietro) e non sono mai stato democristiano.

  18. Angelo N.

    Apprezzo molto la curiosità che ha spinto Carlo e Cristiana ad indagare per cogliere le motivazioni a partecipare: spirito da tifoseria o cittadinanza critica che non si riconosce nel teatrino dei partiti tutti tesi a conquistare audience? Ma! da quanto leggo mi sembra intravedere sia l’entusiamo per il volontarismo girotondino come via di fuga dall’immobilismo paludoso del PD; sia lo scetticismo di chi opera in un partito strutturato dove però gli’iscritti vengono attivati utilizzando la corrente alternata – invece di quella continua – e spesso utilizzati quale foglia di fico democratica: il prossimo futuro ci svelerà quanto questa mia impressione sul PD sia pessimistica.

  19. alessandro tuffu

    Carissimo carlo, non posso non rispondere al tuo “appello”. Sono felice che siamo riusciti a comunicarti tutta la nostra voglia di fare, ha far trasparire la spontaneità del nostro gesto.
    Infondo nella realtà non avremmo (come tutti) voluto che vi fosse la necessità di scendere in piazza per denunciare la nostra indignazione ma non si poteva più stare a guardare.
    Personalmente conoscere te e Cristiana mi ha rincuorato, mi ha dato nuove energie per continuare, vedere che criticamente si risponde alla tua lettera mi da ancora maggiormente la speranza che la lotta che stiamo portando avanti è condivisa oltre le facciate e le lentezze burocratiche dei grossi partiti.
    Cio che vi chiedo è di andare avanti insieme in una manifestazione che ha cercato di essere aperta fin dall’inizio a tutte le realtà.
    Promuovere una manifestazione di questa portata da liberi cittadini come siamo è una responsabilità grandissima e certamente confidiamo anche nella vostra apertura e nella vostra partecipazione.
    Grazie ancora.
    Alessandro Tuffu

Lascia un commento

Subscribe without commenting