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	<title>Comments on: L&#8217;Italia della paura</title>
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	<description>Le cose cambiano - Rivista per il rinnovamento dell&#039;Italia.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 18:56:42 +0000</lastBuildDate>
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		<title>By: Lucio</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/11/litalia-della-paura/comment-page-1/#comment-9647</link>
		<dc:creator>Lucio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 22:41:25 +0000</pubDate>
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		<description>la scelta della banca è dettata da un motivo molto semplice. il dipendente che andrà in pensione era stato assunto quando i contratti erano molto più onerosi, di sicuro avrà ancora quello che è rimasto delle mensilità aggiuntive, premi consolidati, scatti di anzianità... il nuovo dipendente comporterà un risparmio anche di qualche decina di migliaia di euro l&#039;anno.
la cosa peggiore, secondo me, è proprio questa. chi entra oggi nel mercato del lavoro trova dei contratti sia a livello nazionale sia aziendale, che prevedono stipendi più bassi rispetto a quelli di chi è entrato nella medesima azienda anni fa. Non è una regola assoluta, ma un caso molto, molto, frequente.
riguardo il merito, non è proprio un caso eclatante. probabilmente si tratta di lavori con mansioni non molto quelificate, quindi adatti a moltissimi possibili candidati senza una vera e propria possibilità di selezione. ed è comunque la fotografia di una situazione largamente diffusa.
è comunque un caso sintomatico dell&#039;Italia, il paese dove i lavori dei padri ricadono sui figli.
d&#039;altra parte non si scopre oggi che la mobilità sociale qui è inesistente...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la scelta della banca è dettata da un motivo molto semplice. il dipendente che andrà in pensione era stato assunto quando i contratti erano molto più onerosi, di sicuro avrà ancora quello che è rimasto delle mensilità aggiuntive, premi consolidati, scatti di anzianità&#8230; il nuovo dipendente comporterà un risparmio anche di qualche decina di migliaia di euro l&#8217;anno.<br />
la cosa peggiore, secondo me, è proprio questa. chi entra oggi nel mercato del lavoro trova dei contratti sia a livello nazionale sia aziendale, che prevedono stipendi più bassi rispetto a quelli di chi è entrato nella medesima azienda anni fa. Non è una regola assoluta, ma un caso molto, molto, frequente.<br />
riguardo il merito, non è proprio un caso eclatante. probabilmente si tratta di lavori con mansioni non molto quelificate, quindi adatti a moltissimi possibili candidati senza una vera e propria possibilità di selezione. ed è comunque la fotografia di una situazione largamente diffusa.<br />
è comunque un caso sintomatico dell&#8217;Italia, il paese dove i lavori dei padri ricadono sui figli.<br />
d&#8217;altra parte non si scopre oggi che la mobilità sociale qui è inesistente&#8230;</p>
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		<title>By: Paolo</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/11/litalia-della-paura/comment-page-1/#comment-9646</link>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 21:54:17 +0000</pubDate>
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		<description>Ripeto, come ho detto nel post, che non lo ritengo uno scandalo. E&#039; un&#039;azienda privata e fa quello che le pare. Ritengo invece uno scandalo che nessuno in giro dica che è un brutto messaggio, un esempio che sa di stantio, una scelta legittima, ma miope. 

E poi, se davvero la selezione fosse la stessa che devono affrontare gli altri candidati, verrebbe meno il senso stesso dell&#039;operazione. E l&#039;operazione, insisto, è legittima, ma semplicemente non mi piace.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ripeto, come ho detto nel post, che non lo ritengo uno scandalo. E&#8217; un&#8217;azienda privata e fa quello che le pare. Ritengo invece uno scandalo che nessuno in giro dica che è un brutto messaggio, un esempio che sa di stantio, una scelta legittima, ma miope. </p>
<p>E poi, se davvero la selezione fosse la stessa che devono affrontare gli altri candidati, verrebbe meno il senso stesso dell&#8217;operazione. E l&#8217;operazione, insisto, è legittima, ma semplicemente non mi piace.</p>
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		<title>By: Marco</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/11/litalia-della-paura/comment-page-1/#comment-9644</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 20:46:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.imille.org/?p=3571#comment-9644</guid>
		<description>Non riesco a capire cosa ci sarebbe di non meritocratico. L&#039;articolo riporta:

«Con questo accordo (facoltativo) il dipendente rinuncia agli incentivi previsti e fare richiesta alla banca di assunzione del proprio figlio o parente: la banca ne valuta quindi la possibilità di inserimento». Il che significa per il figlio o parente dover affrontare una selezione come tutti gli altri candidati non &quot;figli di&quot;. Ma, aggiunge Pastore, «a parità di curriculum, capacità, intelligenza il figlio del dipendente è probabile che venga preferito».

Ppi sul resto delle cose che dici, in generale, mi trovo d&#039;accordo. Ma sul caso concreto, ripeto, non trovo nulla di così scandaloso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non riesco a capire cosa ci sarebbe di non meritocratico. L&#8217;articolo riporta:</p>
<p>«Con questo accordo (facoltativo) il dipendente rinuncia agli incentivi previsti e fare richiesta alla banca di assunzione del proprio figlio o parente: la banca ne valuta quindi la possibilità di inserimento». Il che significa per il figlio o parente dover affrontare una selezione come tutti gli altri candidati non &#8220;figli di&#8221;. Ma, aggiunge Pastore, «a parità di curriculum, capacità, intelligenza il figlio del dipendente è probabile che venga preferito».</p>
<p>Ppi sul resto delle cose che dici, in generale, mi trovo d&#8217;accordo. Ma sul caso concreto, ripeto, non trovo nulla di così scandaloso.</p>
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