di Michele Trainotti

(Pathfinder Bible Achievement 2008 @Vicki’s Picks)
Il problema di valorizzare le nostre tradizioni e la nostra cultura c’e’ ed e’ reale, ma affrontarlo proponendo proponendo di mettere un crocifisso in ogni luogo pubblico o di inviare una bibbia ad ogni famiglia rientra nella logica degli slogan leghista. Il punto è che la lega non si sofferma mai sui problemi proponendo riflessioni serie! E troppo impegnativo.
Una riflessione implica capire i confini del problema, verificare quali sono le eventuali soluzioni individuate in altri paesi, mettere a confronto ipotesi, identificare la soluzione che si vuole adottare e proporre un programma di interventi concreto. Tutto questo sembra essere troppo per la lega, che preferisce proporre slogan che puntano a svegliare la parte peggiore delle persone.
L’attacco alle tradizioni, alla cultura, alla dimensione sociale non viene dall’esterno ma deriva dal modo di vivere che ci siamo dati. Sviluppo e produttività sono le due parole che si sentono più spesso. In nome di produttività e sviluppo il ritmo di vita e’ diventato infernale, talmente veloce ed incontrollato da sembrare un torrente in piena che trascina tutto e tutti con sé. Per mantenere un tenore di vita accettabile entrambe i genitori devono lavorare, alcuni sono costretti al secondo o terzo lavoro, i figli vengono cresciti quando va bene dai nonni, in certi casi dalle babysitter e quando va male stanno da soli in casa davanti alla televisione.
In questo contesto, dove ogni singolo o famiglia non ha tempo che per se stesso la salvaguardia delle nostre radici, la valorizzazione delle appartenenze (conoscere la propria cultura per meglio apprezzare e valorizzare quelle che vengono da fuori) ma in generale l’approfondimento delle dimensione spirituale, culturale e sociale risulta davvero difficile.
Non si tratta quindi di dover rimarcare la cutura dominante, ma piu’ laicamente si tratta piuttosto di costruire una societa’ con tempi a misura d’uomo, plurale e giusta che permetta lo sviluppo e la valorizzazione dei mille rivoli culturali che questo nostro mondo globalizzato ci consegna.iMille.org – Direttore Raoul Minetti







Si si, una società più a misura d’uomo, ok. Ma anche a misura di donna, e questa frase: “Per mantenere un tenore di vita accettabile entrambe i genitori devono lavorare” non mi fa pensar bene della tua idea di “nostre tradizioni” e “nostra cultura”. Non so perché, ma mi torna in mente quell’angelo del fcolare di cui credevo di essermi liberata una trentina di anni fa. La “tradizione” non è puttosto “reazione”?
Cara Manuela,
penso tu abbia travisato quanto intendevo, forse l’ho scritto male
In ogni caso qui sotto le mie puntualizzazioni.
> Si si, una società più a misura d’uomo, ok. Ma anche a misura di donna,
questo e’ scontato …la parita’ tra i sessi e’ un assunto … sottolinearla in modo sintattico fa male soprattutto alle donne.
> e questa frase: “Per mantenere un tenore di vita accettabile entrambe i genitori devono
> lavorare” non mi fa pensar bene della tua idea di “nostre tradizioni” e “nostra cultura”.
> Non so perché, ma mi torna in mente quell’angelo del fcolare di cui credevo di essermi
> liberata una trentina di anni fa.
Noi siamo una coppia con due bimbi, quando parlo della corsa continua, intendo proprio quello e non altro. Nella nostra societa’ o corri o sei escluso. Io non ci sto piu’ con questo assunto, penso sia giusto che finito il lavoro, non ci sia altro lavoro, ma ci sia la possibilita di trovare il tempo da dedicare ad altri interessi. Quindi non immagino un ritorno per la donna al ruolo di angelo del focolare, anzi. Mi piacerebbe che un individuo (o individuA
) avesse la possibilita’ di realizzarsi in diverse direzioni, e mantenere una qualita’ di vita accettabile. Spero di essermi spiegato.
> La “tradizione” non è puttosto “reazione”?
La tradizione e’ cultura, e come tale va preservata e valorizzata.
Ciao,
Michele