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	<title>Comments on: La storia che nessuno racconta</title>
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	<description>Le cose cambiano - Rivista per il rinnovamento dell&#039;Italia.</description>
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		<title>By: Leonaltro</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/11/la-storia-che-nessuno-racconta/comment-page-1/#comment-9506</link>
		<dc:creator>Leonaltro</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 09:55:57 +0000</pubDate>
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		<description>Salve a tutti,

(scusate se mi intrometto dal nulla, ma è una discussione troppo interessante per starne fuori).

Secondo me nella vostra valutazione dei vari metodi trascurate l&#039;analisi dei risultati, o meglio vi ponete un orizzonte temporale troppo limitato: non dovete  guardare al ragazzino di 12 o  14 anni, ma all&#039;adulto.
E a me sembra evidente che gli adulti di oggi, cioè gente che ha ripetuto la storia tre volte, non sappiano praticamente nulla di Garibaldi, di preistoria, di Bismarck, Shoah etc. se non qualche frammento di puro nozionismo. Chiedete a un adulto la differenza tra risorgimento e rinascimento e vi si accaponerà la pelle per le risposte.
A me pare che questa sia la dimostrazione lampante che il metodo passato, difeso dall&#039;autrice del post, abbia fallito in maniera pressoché totale. Se poi il metodo nuovo sia meglio o peggio non ci sono dati per saperlo, ma a pelle lo vedo con favore, proprio perché mi sembra preferibile far assimilare a fondo pochi concetti base piuttosto che forzarne giù per la gola una gran quantità, in maniera forzatamente più superficiale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve a tutti,</p>
<p>(scusate se mi intrometto dal nulla, ma è una discussione troppo interessante per starne fuori).</p>
<p>Secondo me nella vostra valutazione dei vari metodi trascurate l&#8217;analisi dei risultati, o meglio vi ponete un orizzonte temporale troppo limitato: non dovete  guardare al ragazzino di 12 o  14 anni, ma all&#8217;adulto.<br />
E a me sembra evidente che gli adulti di oggi, cioè gente che ha ripetuto la storia tre volte, non sappiano praticamente nulla di Garibaldi, di preistoria, di Bismarck, Shoah etc. se non qualche frammento di puro nozionismo. Chiedete a un adulto la differenza tra risorgimento e rinascimento e vi si accaponerà la pelle per le risposte.<br />
A me pare che questa sia la dimostrazione lampante che il metodo passato, difeso dall&#8217;autrice del post, abbia fallito in maniera pressoché totale. Se poi il metodo nuovo sia meglio o peggio non ci sono dati per saperlo, ma a pelle lo vedo con favore, proprio perché mi sembra preferibile far assimilare a fondo pochi concetti base piuttosto che forzarne giù per la gola una gran quantità, in maniera forzatamente più superficiale.</p>
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		<title>By: bianca orlando</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/11/la-storia-che-nessuno-racconta/comment-page-1/#comment-9501</link>
		<dc:creator>bianca orlando</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 18:51:11 +0000</pubDate>
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		<description>giusto, Marco: oggi un 14enne non sa chi sia Garibaldi. è esattamente quello che dico io. se un ragazzino non sa un argomento, è più logico farglielo ripetere una volta sola o due volte (ad età e livelli di approfondimento diversi), per farglielo imparare? mica scemi i latini che dicevano &quot;repetita iuvant&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>giusto, Marco: oggi un 14enne non sa chi sia Garibaldi. è esattamente quello che dico io. se un ragazzino non sa un argomento, è più logico farglielo ripetere una volta sola o due volte (ad età e livelli di approfondimento diversi), per farglielo imparare? mica scemi i latini che dicevano &#8220;repetita iuvant&#8221;.</p>
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		<title>By: Marco Campione</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/11/la-storia-che-nessuno-racconta/comment-page-1/#comment-9497</link>
		<dc:creator>Marco Campione</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 16:56:38 +0000</pubDate>
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		<description>ora non esageriamo Bianca: si parla di obiettivi specifici di apprendimento, apposta. e non a caso sono fissati alla fine del primo ciclo e del secondo ciclo e non anno per anno.

il problema vero è che chi è Garibaldi il ragazzo di oggi non lo sa (statisticamente parlando) nè a 12 nè a 14 anni ed è di questo che dovremmo discutere</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ora non esageriamo Bianca: si parla di obiettivi specifici di apprendimento, apposta. e non a caso sono fissati alla fine del primo ciclo e del secondo ciclo e non anno per anno.</p>
<p>il problema vero è che chi è Garibaldi il ragazzo di oggi non lo sa (statisticamente parlando) nè a 12 nè a 14 anni ed è di questo che dovremmo discutere</p>
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		<title>By: bianca orlando</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/11/la-storia-che-nessuno-racconta/comment-page-1/#comment-9495</link>
		<dc:creator>bianca orlando</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 16:32:23 +0000</pubDate>
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		<description>PS - resta il fatto che un dodicenne di dieci anni fa sapeva chi fossero Garibaldi e Mussolini, un dodicenne di oggi no, perché nessuno a scuola gliel&#039;ha ancora spiegato e dovrà aspettare ancora un anno/anno e mezzo prima di saperlo. se non è deleterio questo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>PS &#8211; resta il fatto che un dodicenne di dieci anni fa sapeva chi fossero Garibaldi e Mussolini, un dodicenne di oggi no, perché nessuno a scuola gliel&#8217;ha ancora spiegato e dovrà aspettare ancora un anno/anno e mezzo prima di saperlo. se non è deleterio questo&#8230;</p>
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		<title>By: bianca orlando</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/11/la-storia-che-nessuno-racconta/comment-page-1/#comment-9494</link>
		<dc:creator>bianca orlando</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 16:30:34 +0000</pubDate>
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		<description>Ma vede, Antonio, questa è l&#039;esperienza non solo mia, ma anche di moltissimi colleghi con cui mi confronto. Posto che non sono a conoscenza di studi specifici sulla validità dei due modelli di insegnamento e che non ho capito cosa sia la sinistra ombelicale, credo che voler ragionare solo per modelli generali, senza verificare i casi concreti, senza mettersi per un momento con i piedi nelle scarpe di un professore che ogni giorno entra in classe, significa ragionare in astratto, non vedere i problemi reali e quindi essere incapaci di risolverli. 
Poi, ripeto, se lei è a conoscenza di persone che da questo tipo di insegnamento hanno tratto profitto, sarò ben felice di apprendere da loro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma vede, Antonio, questa è l&#8217;esperienza non solo mia, ma anche di moltissimi colleghi con cui mi confronto. Posto che non sono a conoscenza di studi specifici sulla validità dei due modelli di insegnamento e che non ho capito cosa sia la sinistra ombelicale, credo che voler ragionare solo per modelli generali, senza verificare i casi concreti, senza mettersi per un momento con i piedi nelle scarpe di un professore che ogni giorno entra in classe, significa ragionare in astratto, non vedere i problemi reali e quindi essere incapaci di risolverli.<br />
Poi, ripeto, se lei è a conoscenza di persone che da questo tipo di insegnamento hanno tratto profitto, sarò ben felice di apprendere da loro.</p>
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		<title>By: Antonio</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/11/la-storia-che-nessuno-racconta/comment-page-1/#comment-9493</link>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 16:08:55 +0000</pubDate>
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		<description>Ma vede, Bianca, fino a prova contraria le sue &quot;concrete esperienze&quot; valgono solo per lei. Confondere esperienze private con disamine globali e&#039; il classico errore della sinistra ombelicale. E&#039; lei quella che sostiene una tesi ben precisa, ed e&#039; lei che deve provare la bonta&#039; delle sue affermazioni. Francamente mi aspetto che citi studi ben piu&#039; approfonditi che non l&#039;esperienza personale o di sua cuggina quando sostiene che il modello di apprendimento &quot;continuo&quot; della Moratti e&#039; deleterio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma vede, Bianca, fino a prova contraria le sue &#8220;concrete esperienze&#8221; valgono solo per lei. Confondere esperienze private con disamine globali e&#8217; il classico errore della sinistra ombelicale. E&#8217; lei quella che sostiene una tesi ben precisa, ed e&#8217; lei che deve provare la bonta&#8217; delle sue affermazioni. Francamente mi aspetto che citi studi ben piu&#8217; approfonditi che non l&#8217;esperienza personale o di sua cuggina quando sostiene che il modello di apprendimento &#8220;continuo&#8221; della Moratti e&#8217; deleterio.</p>
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		<title>By: LaProf</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/11/la-storia-che-nessuno-racconta/comment-page-1/#comment-9489</link>
		<dc:creator>LaProf</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 15:17:36 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Della specializzazione si occupa l’universita’, non la scuola.&quot;
Infatti. Non posso specializzarmi in matematica se non ho il concetto di unità.

Quanto alla scansione temporale, mi capita di insegnare alle medie. Ho sempre pensato che ripetere due volte (e tre con le superiori) i periodi storici, fosse un o spreco, e che sarebbe stato meglio fare una sola corsa da terza elementare (otto anni, storia antica, non nove o dieci) a terza media.
Di fatto, però, io mi trovo in prima media a cominciare la storia dal medioevo, con alunni che non hanno la più pallida idea della differenza tra evento e periodo, ad esempio. Con alunni che hanno sentito nominare la democrazia ma non ricordano più che cosa essa significhi, e così via.
Non dico che ripetere la storia tre volte sia poi utile, ma nemmeno pensare che civiltà antiche, Grecia e Roma possano essere svolte e capite tra gli otto e i dieci anni mi sembra una gran trovata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Della specializzazione si occupa l’universita’, non la scuola.&#8221;<br />
Infatti. Non posso specializzarmi in matematica se non ho il concetto di unità.</p>
<p>Quanto alla scansione temporale, mi capita di insegnare alle medie. Ho sempre pensato che ripetere due volte (e tre con le superiori) i periodi storici, fosse un o spreco, e che sarebbe stato meglio fare una sola corsa da terza elementare (otto anni, storia antica, non nove o dieci) a terza media.<br />
Di fatto, però, io mi trovo in prima media a cominciare la storia dal medioevo, con alunni che non hanno la più pallida idea della differenza tra evento e periodo, ad esempio. Con alunni che hanno sentito nominare la democrazia ma non ricordano più che cosa essa significhi, e così via.<br />
Non dico che ripetere la storia tre volte sia poi utile, ma nemmeno pensare che civiltà antiche, Grecia e Roma possano essere svolte e capite tra gli otto e i dieci anni mi sembra una gran trovata.</p>
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	<item>
		<title>By: Raoul</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/11/la-storia-che-nessuno-racconta/comment-page-1/#comment-9483</link>
		<dc:creator>Raoul</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 14:43:34 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo con Gabriele in toto. Al di la&#039; della scelta su come sviluppare il metodo cronologico e unitario non si puo&#039; abrogarlo alla ricerca della specializzazione su tematiche. Della specializzazione si occupa l&#039;universita&#039;, non la scuola. La scuola ha il compito di dare una visione unitaria, ampia, di formare le persone. Ci pensa l&#039;universita&#039; ad approfondire le tematiche. Aggiubngo che gia&#039; molti insegnanti, specie di scuola marxiana, in Italia enfatizzano gli aspetti concettuali, monografici, di approfondimento e meno lo studio degli eventi cronologici (il mio era cosi&#039; e ne ho un gran ricordo). Quindi la cosa gia&#039; avviene de facto. Dipende dagli insegnanti ovviamente</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con Gabriele in toto. Al di la&#8217; della scelta su come sviluppare il metodo cronologico e unitario non si puo&#8217; abrogarlo alla ricerca della specializzazione su tematiche. Della specializzazione si occupa l&#8217;universita&#8217;, non la scuola. La scuola ha il compito di dare una visione unitaria, ampia, di formare le persone. Ci pensa l&#8217;universita&#8217; ad approfondire le tematiche. Aggiubngo che gia&#8217; molti insegnanti, specie di scuola marxiana, in Italia enfatizzano gli aspetti concettuali, monografici, di approfondimento e meno lo studio degli eventi cronologici (il mio era cosi&#8217; e ne ho un gran ricordo). Quindi la cosa gia&#8217; avviene de facto. Dipende dagli insegnanti ovviamente</p>
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	<item>
		<title>By: Gabriele Boccaccini</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/11/la-storia-che-nessuno-racconta/comment-page-1/#comment-9481</link>
		<dc:creator>Gabriele Boccaccini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 14:32:34 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Marco, ho letto il tuo blog e sono completamente in disaccordo con te, su tutto ma in particolare quando dici che &quot;il modo “cronologico” di studiare la Storia e&#039; inutile (forse anche dannoso)&quot;. Purtroppo e&#039; una cosa che sento ripetere anche da tanti insegnanti di sinistra. 
La bonta&#039; di una riforma si vede dai risultati che produce. Qui in America il sistema che proponi &quot;a percorsi&quot; e&#039; in vigore da decenni e i risultati sono catastrofici. L&#039;insegnamento dei TUTTA la storia produce nelle menti dei ragazzi un quadro di riferimento spazio-temporale nel quale poter poi collocare la comprensione di tutti gli eventi storici sulla base di due sole domande: Dove? e Quando? Questa capacita&#039; di contestualizzare ogni evento ed ogni prodotto culturale ci e&#039; stata da sempre invidiata ed e&#039; uno dei piu&#039; grandi contributi che la cultura italiana ha dato al mondo intero a partie dell&#039;Umanesismo e dal Rinascimento che tale cultura hanno inventato.   
L&#039;assenza di queste coordinate unitarie produce una conoscenza &quot;a macchia di leopardo&quot; dove gli eventi non sono tra loro collegati e navigano in una completa assenza di punti di riferimento, per cui ogni posizione e ogni opinione alla fine diventano ugualmente legittimi. Al primo anno di universita&#039; arrivano studenti che in tutta la loro carriera scolastica hanno compiuto due o tre &quot;percorsi&quot; di approfondimento (su Cleopatra, le donne nella guerra civile americana e l&#039;invenzione della bomba atomica e navigano per il resto nel buoi piu&#039; assoluto...).
Sono fenomeni questi che sono stati studiati e analizzati da decenni da esperti dell&#039;educazione e il paradosso e&#039; che nel momento in cui ci si interroga qui in America (e altrove) su come &quot;ritornare&quot; al modello unitario e sulla sua superiorita&#039;, in Italia si faccia di tutto per &quot;smimmiottare&quot; gli americani (non sulle cose sulle quali il loro sistema si e&#039; rivelato superiore) ma su un terreno sul quale hanno miseramente fallito per loro stessa ammissione. L&#039;America ha le Universita&#039; migliori del momdo ma uno dei peggiori sistemi scolastici primari (specie alle medie e superiori). Cosi&#039; mentre qui in America si studia il sistema italiano che abbiamo cosi&#039; allegramente smantellato come un modello di efficacia nell&#039;insegnamento della storia e della cultura, noi qui stiamo a copiare un modello che e&#039; fallito da decenni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Marco, ho letto il tuo blog e sono completamente in disaccordo con te, su tutto ma in particolare quando dici che &#8220;il modo “cronologico” di studiare la Storia e&#8217; inutile (forse anche dannoso)&#8221;. Purtroppo e&#8217; una cosa che sento ripetere anche da tanti insegnanti di sinistra.<br />
La bonta&#8217; di una riforma si vede dai risultati che produce. Qui in America il sistema che proponi &#8220;a percorsi&#8221; e&#8217; in vigore da decenni e i risultati sono catastrofici. L&#8217;insegnamento dei TUTTA la storia produce nelle menti dei ragazzi un quadro di riferimento spazio-temporale nel quale poter poi collocare la comprensione di tutti gli eventi storici sulla base di due sole domande: Dove? e Quando? Questa capacita&#8217; di contestualizzare ogni evento ed ogni prodotto culturale ci e&#8217; stata da sempre invidiata ed e&#8217; uno dei piu&#8217; grandi contributi che la cultura italiana ha dato al mondo intero a partie dell&#8217;Umanesismo e dal Rinascimento che tale cultura hanno inventato.<br />
L&#8217;assenza di queste coordinate unitarie produce una conoscenza &#8220;a macchia di leopardo&#8221; dove gli eventi non sono tra loro collegati e navigano in una completa assenza di punti di riferimento, per cui ogni posizione e ogni opinione alla fine diventano ugualmente legittimi. Al primo anno di universita&#8217; arrivano studenti che in tutta la loro carriera scolastica hanno compiuto due o tre &#8220;percorsi&#8221; di approfondimento (su Cleopatra, le donne nella guerra civile americana e l&#8217;invenzione della bomba atomica e navigano per il resto nel buoi piu&#8217; assoluto&#8230;).<br />
Sono fenomeni questi che sono stati studiati e analizzati da decenni da esperti dell&#8217;educazione e il paradosso e&#8217; che nel momento in cui ci si interroga qui in America (e altrove) su come &#8220;ritornare&#8221; al modello unitario e sulla sua superiorita&#8217;, in Italia si faccia di tutto per &#8220;smimmiottare&#8221; gli americani (non sulle cose sulle quali il loro sistema si e&#8217; rivelato superiore) ma su un terreno sul quale hanno miseramente fallito per loro stessa ammissione. L&#8217;America ha le Universita&#8217; migliori del momdo ma uno dei peggiori sistemi scolastici primari (specie alle medie e superiori). Cosi&#8217; mentre qui in America si studia il sistema italiano che abbiamo cosi&#8217; allegramente smantellato come un modello di efficacia nell&#8217;insegnamento della storia e della cultura, noi qui stiamo a copiare un modello che e&#8217; fallito da decenni.</p>
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	<item>
		<title>By: bianca orlando</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/11/la-storia-che-nessuno-racconta/comment-page-1/#comment-9480</link>
		<dc:creator>bianca orlando</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 14:27:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.imille.org/?p=3233#comment-9480</guid>
		<description>@marco: pensavo di risponderti sul tuo blog, lo farò invece qui nel tuo post

@antonio: le mie non sono &quot;opinioni personali&quot;, sono concrete esperienze di insegnante di scuola media. 
oggi, ad esempio, ho introdotto il Rinascimnento nella mia seconda: solo 5 su 24 avevano sentito usare questo termine, di questi, 4 non erano in grado di indicarmi il contesto in cui il termine era stato usato, solo una ha detto &quot;mi sembra che c&#039;entrino i quadri, le opere d&#039;arte&quot;. questo significa che il tredicenne medio, se vede alla tv un servizio su una mostra di Leonardo o Michelangelo, non ha la più pallida idea di chi siano.
se lei o qualcun altro conosce non &quot;articoli&quot;, ma concrete esperienze di insegnamento in cui questa nuova scansione si è rivelata fruttuosa, sarei felice di prendere spunto per la mia didattica quotidiana.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@marco: pensavo di risponderti sul tuo blog, lo farò invece qui nel tuo post</p>
<p>@antonio: le mie non sono &#8220;opinioni personali&#8221;, sono concrete esperienze di insegnante di scuola media.<br />
oggi, ad esempio, ho introdotto il Rinascimnento nella mia seconda: solo 5 su 24 avevano sentito usare questo termine, di questi, 4 non erano in grado di indicarmi il contesto in cui il termine era stato usato, solo una ha detto &#8220;mi sembra che c&#8217;entrino i quadri, le opere d&#8217;arte&#8221;. questo significa che il tredicenne medio, se vede alla tv un servizio su una mostra di Leonardo o Michelangelo, non ha la più pallida idea di chi siano.<br />
se lei o qualcun altro conosce non &#8220;articoli&#8221;, ma concrete esperienze di insegnamento in cui questa nuova scansione si è rivelata fruttuosa, sarei felice di prendere spunto per la mia didattica quotidiana.</p>
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