Ieri sera sono andato a una riunione dei Mille, a Roma.
La prima convocazione, una settimana fa a due metri da dove lavoro, era andata buca causa defezioni per motivi di salute.
La seconda, da tenersi al circolo PD dell’Alberone (lontano lontano) è stata confermata in base alla ben nota legge di Murphy.
Sono entrato pieno di domande e di curiosità, poche delle quali riguardavano il PD e molte proprio i Mille. Chi sono? Quanti sono? Che fanno? Come lo fanno?
Potrebbe interessare ai millini di lungo corso sapere quale sia la percezione di un “esterno” alle prese con questa misteriosa entità.
Gli attori del palcoscenico della mia recente esperienza politica sono il PD, i Mille, il Circolo, la mozione Marino, il Lingotto. Sono degli insiemi che si intersecano, alcuni ne contengono altri, e l’appartenenza all’uno non impedisce l’appartenenza all’altro. E soprattutto in alcuni casi l’appartenenza non è formalizzata. Un esempio? Il sottoscritto. Sono un millino? Da quando e perchè? Decido io o decidono i Mille? E come decidono? Non c’è un’iscrizione, un tesseramento, quindi una semplice operazione come “votare” non ha una forma definita e, in questo momento, forse, neanche un senso. Non sono in grado di dire, per esempio, quante delle persone riunite ieri sera erano millini, ospiti, osservatori. Tengo a precisare che, per quanto all’inizio tutto questo possa confondere il novizio, non significa che fare l’elenco dei soci, le tessere e tutto il resto sia una prescrizione medica.
Il nostro (da ora in poi mi includo per comodità) Responsabile Organizzazione, sua eccellenza Valter Gallo, aveva portato un bel foglio con una serie di punti da discutere. Il più interessante, a parere suo e anche mio, era: “adesso che si fa”? Il giro di interventi che ho ascoltato con attenzione verteva molto su “cosa dovrebbe fare il PD”, mentre a mio parere il punto è “cosa si propongono di fare i Mille”.
Gli ambiti sono due: le prossime regionali e gli splendidi destini e progressivi dei prossimi anni. Per comodità, penso a quel che interessa a me e quel che potrà interessare mia figlia di sei anni quando ne avrà venti anche perchè la politica vera e bella deve riguardare i nostri figli, visto che non abbiamo sei televisioni e una finanziaria molto fornita, e quindi non possiamo fare da zero un partito e vincere le elezioni adesso!
Le regionali del Lazio, evento che, mi par di capire, molti di noi si sarebbero risparmiati di affrontare, suscita preoccupazioni. Si fa avanti da parte dei Mille e forse non solo, la candidatura di Emma Bonino, i cui pro e contro tutti conosciamo, ma dovendo ragionare in termini di coalizione, ovviamente non appena ne avremo una, si fanno anche dei nomi che non mi fanno venir voglia di festeggiare. Uno su tutti: Marco Follini, appena investito (nel senso di “designare”) da Repubblica come quel candidato che “metterebbe tutti d’accordo”. Sono d’accordo anche io, ma non dico su cosa.
Negli interventi che ho ascoltato ieri sera si parlava molto di coordinatori, presidenti, segretari, incaricati, circoli, federazione, regionale, nazionale, ma di questo, semmai, scriverò tra qualche anno non appena avrò capito qualcosa e soltanto se vi sarò costretto. Credo invece che ieri si fosse tutti d’accordo su un fatto: i Mille propongono dei temi forti. Laicità, Energia, Ambiente, Innovazione, Merito. A differenza di altri, su ciascuno di questi temi abbiamo delle proposte. Non mi risulta infatti che ci siano formazioni politiche che avversino il riconoscimento del merito, siano per la distruzione dell’ambiente o si dichiarino confessionali. La differenza c’è quando si parla di proposte e soluzioni e già persino dentro il PD il problema si è posto per chiunque abbia fatto l’esercizio di leggere le mozioni dei candidati alla segreteria.
Sostenere i temi, sostenere candidati che si impegnino sui temi, meglio ancora designare candidati, perchè la politica e la democrazia sono questo e non altro.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Per qualcuno i congressi non finiscono mai. (semicit.)