« Rom, se anche il Pd rinuncia alle politiche sociali
» Venezia verso le elezioni

Democrazia, Diritti

La dittatura della maggioranza e i silenzi dei democratici

30.11.09 | 5 Comments

di Gabriele Boccaccini

Può la maggioranza limitare i diritti della minoranza? E’ successo in Svizzera dove il popolo sovrano ha deciso democraticamente a maggioraza che i propri concittadini di religione musulmana da ora in poi non possano più costruire minareti a ornamento delle loro moschee, ripristinando la pratica che per secoli nei ghetti ebraici dell’Europa cristiana proibiva che le sinagoghe avessero segni esteriori di distinzione. Anche nei ghetti il culto era ammesso ma non lo si doveva vedere. Si diceva che questi erano provvedimenti oppressivi e discriminatori. Non lo sono forse più adesso, solo perché sostenuti da una maggioranza democratica? Vediamo lo stesso fenomeno succedere ogni giono in Italia dove sulle questioni etiche la maggioranza vota non per vedere tutelato il proprio sacrosanto diritto a vivere secondo le proprie convizioni ma per imporre il proprio punto di vista a coloro che non le condividono, e dove la costruzione delle moschee è di fatto bloccata da anni.

In democrazia prevale il volere della maggioranza e il referendum è l’espressione più alta della volontà popolare. Ma è lecito che decisioni che attengono ai diritti fondamentali dell’uomo e alla tutela delle minoranze siano sottoposte alla verifica della maggioranza? Siamo proprio sicuri che le leggi razziali del 1938, se sottoposte a referendum popolare, sarebbero state abrogate? Evidentemente c’è qualcosa che non torna se la democrazia si trasforma nella dittatura della maggioranza.

Smettiamola una volta per tutte di fare i buonisti e di negare che oggi vi sia una guerra di civiltà. Essa è sotto gli occhi di tutti. Ma la guerra non è tra cristianesmo e islam, come i fondamentalisti vorrebbero farci credere ma tra tolleranza e intollenza, tra liberalismo e integralismo. Sono i fondamentalisti – non noi eredi della rivoluzione francese – coloro che appena hanno raggiunto il 51 per cento ne approfittano “democraticamente” per imporre la legge islamica, che impediscono la costruzione di chiese e sinagoghe, che opprimono chi non la pensa come loro, che disprezzano le donne e gli omosessuali… Invece di reagire in nome dei nostri valori di tolleranza, abbiamo lasciato che la propoganda fondamentalista penetrasse nei nostri cuori e ci cambiassero l’anima. Per paura del fondamentalismo islamico, metteremo così i crocifissi dappertutto, imporremo a tutti il cattolicesimo in difesa della “nostra” civiltà e della “nostra” religione, ridurremo le donne a ‘veline’ e gli omosessuali a macchiette… Chi ci darà allora il diritto morale di reclamare libertà e tolleranza laddove esse sono limitate dal fondamentalismo islamico?! Quando ci saremo svegliati da questo incubo ci accorgeremo che siamo diventati identici ai nostri nemici, ipocritamente assolvendoci solo con il fatto di non essere altrettanto sanguinari. E’ questo che vogliamo? E il Partito Democratico e i suoi dirigenti non hanno proprio nulla dire a questo riguardo? Ogni limitazione alla libertà anche di un solo individuo è una limitazione alla libertà di tutti. Occorre svegliarsi prima che sia troppo tardi. L’arroganza della maggioranza e i silenzi dei democratici portano solo tragedie.

5 commenti

Che ne pensi?

Scrivi qui il tuo commento, o fai un trackback dal tuo blog. Clicca qui per il feed dei commenti.

:

:


« Rom, se anche il Pd rinuncia alle politiche sociali
» Venezia verso le elezioni