La dittatura della maggioranza e i silenzi dei democratici

di Gabriele Boccaccini

Può la maggioranza limitare i diritti della minoranza? E’ successo in Svizzera dove il popolo sovrano ha deciso democraticamente a maggioraza che i propri concittadini di religione musulmana da ora in poi non possano più costruire minareti a ornamento delle loro moschee, ripristinando la pratica che per secoli nei ghetti ebraici dell’Europa cristiana proibiva che le sinagoghe avessero segni esteriori di distinzione. Anche nei ghetti il culto era ammesso ma non lo si doveva vedere. Si diceva che questi erano provvedimenti oppressivi e discriminatori. Non lo sono forse più adesso, solo perché sostenuti da una maggioranza democratica? Vediamo lo stesso fenomeno succedere ogni giono in Italia dove sulle questioni etiche la maggioranza vota non per vedere tutelato il proprio sacrosanto diritto a vivere secondo le proprie convizioni ma per imporre il proprio punto di vista a coloro che non le condividono, e dove la costruzione delle moschee è di fatto bloccata da anni.

In democrazia prevale il volere della maggioranza e il referendum è l’espressione più alta della volontà popolare. Ma è lecito che decisioni che attengono ai diritti fondamentali dell’uomo e alla tutela delle minoranze siano sottoposte alla verifica della maggioranza? Siamo proprio sicuri che le leggi razziali del 1938, se sottoposte a referendum popolare, sarebbero state abrogate? Evidentemente c’è qualcosa che non torna se la democrazia si trasforma nella dittatura della maggioranza.

Smettiamola una volta per tutte di fare i buonisti e di negare che oggi vi sia una guerra di civiltà. Essa è sotto gli occhi di tutti. Ma la guerra non è tra cristianesmo e islam, come i fondamentalisti vorrebbero farci credere ma tra tolleranza e intollenza, tra liberalismo e integralismo. Sono i fondamentalisti – non noi eredi della rivoluzione francese – coloro che appena hanno raggiunto il 51 per cento ne approfittano “democraticamente” per imporre la legge islamica, che impediscono la costruzione di chiese e sinagoghe, che opprimono chi non la pensa come loro, che disprezzano le donne e gli omosessuali… Invece di reagire in nome dei nostri valori di tolleranza, abbiamo lasciato che la propoganda fondamentalista penetrasse nei nostri cuori e ci cambiassero l’anima. Per paura del fondamentalismo islamico, metteremo così i crocifissi dappertutto, imporremo a tutti il cattolicesimo in difesa della “nostra” civiltà e della “nostra” religione, ridurremo le donne a ‘veline’ e gli omosessuali a macchiette… Chi ci darà allora il diritto morale di reclamare libertà e tolleranza laddove esse sono limitate dal fondamentalismo islamico?! Quando ci saremo svegliati da questo incubo ci accorgeremo che siamo diventati identici ai nostri nemici, ipocritamente assolvendoci solo con il fatto di non essere altrettanto sanguinari. E’ questo che vogliamo? E il Partito Democratico e i suoi dirigenti non hanno proprio nulla dire a questo riguardo? Ogni limitazione alla libertà anche di un solo individuo è una limitazione alla libertà di tutti. Occorre svegliarsi prima che sia troppo tardi. L’arroganza della maggioranza e i silenzi dei democratici portano solo tragedie. iMille.org – Direttore Raoul Minetti

5 Commenti

  1. E’ proprio una brutta china quella che ha imboccato il nostro paese, dall’operazione White Christmas alle ordinanze sulle delazioni. Ci si chiede se e quando si fermerà, o, cosa che temo, se non siamo già troppo avanti per fermarci, e il prossimo passo non potrà essere che una stella (gialla, verde, blu…?) sul cappotto.
    Il Consiglio Comunale di Ravenna approva a maggioranza un o.d.g. sull’esposizione del crocifisso, che a un certo punto (fra varie altre enormità, fra cui la richiesta di una legge… avete capito bene, una “legge” che regoli l’esposizione dei simboli religiosi!!!) recita:
    “L’immagine del crocifisso è generalmente sentita come segno che va oltre i riferimenti della religione cristiana e che si erge a rappresentare i valori fondamentali della nostra comunità nazionale, perfettamente compresi nel dettato costituzionale”.
    I “valori fondamentali della comunità” quindi anche i miei, a meno che io non sia considerata fuori dalla comunità. L’o.d.g. è stato proposto (non solo sottoscritto) anche dal capogruppo del PD. Quanto manca per passare da questo all’obbligo di esposizione?
    Mi chiedo come possa un partito che possa dirsi anche vagamente di sinistra scendere per questa china, infischiarsene dei diritti individuali e delle libertà di ciascuno. Mi chiedo dove sia la voce, all’interno di questo partito, della minoranza sedicente “laica”, che su questo tema si è presentata alle primarie, della quale si percepiscono solo flebili vagiti individuali e non una sonora pernacchia collettiva.
    Ma una società che non rispetta i diritti individuali e le libertà di ciascuno, non si chiamava “fascista”?

  2. Io sono d’accordissimo sui contenuti e e sul fatto che i democratici devono far sentire la loro voce. Ma la “maggioranza” non è mai arrogante, è semplicemente maggioranza. Il principio della democrazia è che le idee, anche le più becere, possono trovare il consenso necessario per diventare norma di convivenza comune. Ci piaccia o no, l’unica strada per rovesciare la decisione è passare attraverso gli stessi meccanismi: conquistare consenso.
    Non possiamo invocare contesti speciali in cui il principio di maggioranza non valga, altrimenti sarebbe la fine del sistema.
    Faccio notare che dalle cose che diciamo, siamo abbastanza d’accordo tutti che, purtroppo, al momento siamo minoranza anche all’interno del PD. Questo è il fatto più inquietante.

  3. Gianni

    Che gli “eredi della rivoluzione francese” si dispiacciano che non vengano costruiti ed esibiti simboli religiosi e’ sorprendente. Tra un po’ chiederanno di rendere obbligatorio il crocefisso nelle aule scolastiche e nei tribunali.

  4. @Marco. Ci sono aspetti che non possono essere a disposizione della maggioranza: per esempio le libertà fondamentali, che, infatti, non sono stabilite dalla legge ordinaria, ma dalla Costituzione. I cui principi possono essere cambiati, sì, ma con meccanismi più complessi.
    Ha ragione Gabriele quando chiede: “Ma è lecito che decisioni che attengono ai diritti fondamentali dell’uomo e alla tutela delle minoranze siano sottoposte alla verifica della maggioranza?” E’ una domanda cui si può rispondere solo col richiamo alla Costituzione e, ancor prima, alla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo. Se questioni come queste dovessero essere sottoposte al volere della maggioranza parlamentare, non avrebbe più senso avere una Carta fondamentale.
    Per questo credo che occorra essere molto vigili (parlo dell’opposizione e, nella fattispecie, del PD). La domanda che gli integralisti pongono, in genere, non è: “volete abolire la libertà di culto?” (che atterrebbe subito alla Costituzione), ma è “volete abolire i minareti?”, oppure “volete i crocifissi nelle aule scolastiche”?. E di qui si scivola giù per una china pericolosissima, alla quale l’opposizione dovrebbe, appunto, “opporsi”, non certo esserne, come spesso capita, complice.

  5. Enzo Lodesani

    Evidentemente la “..brutta china quella che ha imboccato il nostro paese..” è più brutta di quello che appare se anche in un sito dove scrivono persone di sinistra si discute sul principio di maggioranza che può regolare aspetti che attengono le libertà individuali e, quindi, le scelte etiche, morali che ognuno di noi è chiamato a fare: dal poter praticare liberamente una fede, alla scelta di come morire. Ha ragione Gabriele, la “dittatura della maggioranza” diventa un problema quando legifera per imporre visioni del mondo, di vita individuale e comportamenti. Nella casa comune, che appunto è di tutti,la maggioranza vuole imporre la presenza di un simbolo religioso in dispregio alle regole costituzionali che dicono altro. Allora la sinistra se balbetta di fronte a questo significa che l’obiettivo dei fondamentalismi è stato raggiunto: quello di avvicinare il nostro paese ad un regime autoritario.

Lascia un commento

Subscribe without commenting