L come Libertà

di Marco D’Angelo


(Berlin KaDeWe Christmas @tellmewhat2)

Bene pubblico, recentemente privatizzato dal Ministero del Tesoro mediante D.L. 25 settembre 2009, n. 113a poi convertito in legge , D.D.L. n.113bis, recante “disposizioni urgenti in merito di beni e servizi pubblici”.
A seguito della privatizzazione, la Libertà è ora passata sotto la gestione della Regimimo Export S.p.a., società per azioni a capitale misto, pubblico e privato. La circostanza ha suscitato vibranti proteste in Parlamento da parte delle opposizioni, appena l’Economist ha diffuso la notizia che il principale azionista della Regimino sarebbe Paolo Berlusconi.
“E’ un’assoluta falsità!” ribatte Guido Franza Ospagna, Amministratore Delegato della Regimino, raggiunto da noi telefonicamente per chiarimenti. “Smentisco categoricamente, quanto riportato da certa stampa faziosa e approssimativa. Il dott. Berlusconi detiene solo il 49% del capitale azionario della nostra impresa, il controllante resta il Ministero del Tesoro che riporta direttamente al Presidente del Consiglio.”

Non c’è alcun conflitto di interessi dunque?

“Certo che no e, poi, mi scusi, rendiamoci conto: stiamo parlando di un problema sopravvalutato. Il capitale della società è molto basso. Un tempo la Libertà magari poteva anche avere un valore, ma oggi con lo sviluppo delle tecnologie e l’evoluzione della società, chi vuole che la usi ancora? Pensi che l’ISTAT l’ha anche tolta dal paniere di beni di consumo. Al suo posto, credo, abbiano inserito lo spremi-agrumi automatico.”

Vuole dire che è diventato un bene superfluo?

“Abbiamo fatto precise indagini di mercato. A parte qualche consumatore nostalgico, e qualche anziano, la domanda di Libertà in Italia è bassissima. Per esempio, lei stesso, ci pensi, durante la giornata, le capita mai di usarla?

In effetti, con il lavoro, la casa, non ho molto tempo…

“Infatti, infatti, come tutti noi d’altronde.”

E i bambini? Per quello che mi ricordo quand’ero piccolo...

“Si, si,certo, siamo stati tutti ragazzi. Ci piaceva essere liberi. Ma per i i bimbi di oggi è diverso: hanno la playstation 3, presto la 4. Vuole mettere l’interattività che può dare una consolle rispetto alla Libertà? Comunque, è nostra intenzione – per quanto possibile – rilanciare il brand nel comparto di lusso, che tira molto.”

La libertà un bene di lusso?

“Guardi, che non è una novità. Ci sono paesi che hanno già sperimentato commercialmente questa possibilità: Cina, Iran, Birmania. Il business della Libertà per pochi va forte in questo momento di crisi. E, poi, mi scusi, produrre la Libertà ha dei costi, qualuno dovrà pur pagarli.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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