Ogni detenuto portava un triangolo colorato (generalmente con la punta verso il basso) cucito (o dipinto) sulla sua uniforme da deportato. A seconda del colore, si distinguevano diverse categorie: i politici avevano un triangolo rosso con una lettera all’interno che precisava la nazionalità (salvo per i tedeschi). Gli ebrei politici portavano un triangolo rosso (con la punta verso l’alto) con sovrapposto un triangolo giallo (con la punta verso il basso). Gli ebrei avevano una stella gialla (formata da due triangoli), i Bibelforscher un triangolo color malva/viola. Alcune fonti attestano che certi Bibelforscher portavano un triangolo viola con sovrapposto un triangolo giallo. Gli internati di diritto comune avevano un triangolo verde, gli asociali un triangolo nero. I contaminatori della razza portavano un triangolo nero sovrapposto ad un triangolo giallo, gli omosessuali un triangolo rosa, gli zingari un triangolo bruno e gli apolidi e gli emigrati (repubblicani spagnoli) un triangolo azzurro. I SAW (Sonderaktion Wehrmacht : epurazione dell’esercito tedesco), quanto a loro avevano un triangolo rosso, con la punta verso l’alto.
(Sylvie Graffard e Léo Tristan, I Bibelforscher e il nazismo (1933-1945) Editions Tirésias-Michel Reynaud, Parigi, 1994)
Forse il sindaco di Azzano Decimo, in provincia di Pordenone, il leghista Enzo Bortolotti, potrebbe trovare utile le informazioni qui sopra; la sua idea di schedare tutti i musulmani per fermare l’”invasione” islamica non è certo originale. Il segnale, preoccupante di per sé, diventa allarmante se si considera che quel sindaco è stato rieletto a furor di popolo, quasi il 70% dei consensi. Debora Serracchiani, segretaria regionale del PD, denunciava appena qualche giorno fa il razzismo di questo sindaco, che è anche segretario provinciale della Lega.
La cappa opprimente sull’Italia, quel clima da caccia alle streghe, inquisizione, stato di polizia diventa ogni giorno più pesante. I campanelli e le campane d’allarme rimangono per lo più inascoltati, le spinte reazionarie o si giustificano o addirittura si accolgono con entusiasmo. L’Italia è in caduta libera, la gravissima regressione culturale, antropologica è veramente spaventosa. In questa regressione regnano paura, ignoranza, violenza, odio, dogma, intolleranza. Caccia grossa e sempre aperta: agli omosessuali e transessuali, agli immigrati, alle donne, agli atei o diversamente credenti, agli eretici, alla scienza e agli scienziati… e a tutti coloro che non si sottomettono. Tutti malati d’Alzheimer, come mette in guardia Famiglia Cristiana.
Caccia grossa per difendere la razza e la tradizione. Caccia grossa non solo per le vie delle città italiane ma sulla stampa e in televisione, dove gli ospiti delle trasmissioni d’infotainment vengono rigorosamente selezionati per il loro pregiudizio e la loro ignoranza. Bucano lo schermo. Si rimane sgomenti di fronte allo spettacolo offerto da Alessandra Mussolini e Daniela Santanché alla tv pubblica o guardando i linciaggi mediatici contro la sentenza della Corte Europea sui crocifissi e contro tutti coloro che si riconoscono in quella sentenza. E’ la regressione che avanza, a reti unificate.
In tutto il mondo il proibizionismo sulle droghe è sotto processo; le sentenze sono ovunque unanimi: il proibizionismo non solo ha fallito ma ha ingigantito il problema. E le mafie ringraziano. In Italia invece si fa finta di niente e si continua con quella politica ottusa e nefasta; invece di mettere mano alla legge Fini-Giovanardi si continua con la demagogia dei test antidroga per una classe politica fanatica che pensa ad altre schedature e magari ad imporre l’esempio nelle scuole e negli uffici, a tutti i cittadini. Diventera’ sicuramente un’altra tradizione, come quella del crocifisso imposto per legge nelle scuole, nei tribunali e negli altri uffici della Repubblica confessionale delle banane. Uno stato di polizia, ma timorato di Dio.
A proposito di crocifisso. Al Parlamento Europeo i soldati di Santa Romana Chiesa del PDL, Lega, UDC e PD hanno presentato una dichiarazione per:
il pieno diritto di tutti gli Stati membri a esporre anche simboli religiosi all’interno dei luoghi pubblici o delle sedi istituzionali, laddove tali simboli siano rappresentativi della tradizione e dell’identità di tutto il Paese e dunque elementi unificanti dell’intera comunità nazionale, rispettosi dell’orientamento religioso di ciascun cittadino.
Non si riesce a credere ai propri occhi quando si leggono offese alla logica, all’intelligenza, così marchiane. La proposta indecente è stata ufficialmente presentata da Mario Mauro e Sergio Silvestris (PDL), Gianni Pittella e David Sassoli (PD), Carlo Casini e Magdi Cristiano Allam (UDC), e da Mario Borghezio (Lega Nord). Assente l’IDV. Per diventare un pronunciamento ufficiale dell’europarlamento deve raccogliere entro tre mesi le firme di 369 parlamentari.
Per quanto riguarda il PD, sarebbe interessante sapere chi ha deciso questa ennesima buffonata, offensiva e blasfema sia per i credenti cattolici sia per i non credenti e i diversamente credenti. Ci sono ancora laici e liberali all’interno del PD? Hanno niente da dire su questa deriva clericale? E’ questo il PD che il nuovo segretario Bersani ha in mente?
In questo sonno della ragione – che in Italia per la verità sembra più un coma profondo – si rivede un film già visto. Se i KKK e le loro croci infuocate hanno già fatto il loro debutto italiano, c’è chi quella tradizione l’ha capita ancora meglio e inchioda la croce sul portone dei Radicali. E’ innegabile, le tradizioni sono importanti; dalle crociate alle guerre sante, dalla maledettissima Santa Inquisizione al regime nazista fino ai giorni nostri, con i gruppi neofascisti e neonazisti che l’hanno messa sui loro stemmi, la croce è davvero il simbolo di una tradizione importante che – come dicono quei buffoni italiani al Parlamento Europeo – unifica l’intera comunità: torturatori e torturati, stupratori e stuprati, persecutori e perseguitati, schiavisti e schiavi, assassini e assassinati, tutti insieme, gli aguzzini e le loro vittime, a celebrare la tradizione e l’identità che ci unisce tutti.iMille.org – Direttore Raoul Minetti








Sottoscrivo parola per parola, Gabriele. Il PD uscito dal congresso, con o senza Rutelli, mantiene intatta la sua “tradizione” di non sapersi schierare dalla parte della ragione e della civiltà. Mentre i suoi notabili discettano a Porta a Porta con Ghedini e compari sulla “riforma della giustizia”, l’Italia sta precipitando nell’inciviltà giuridica, nell’oscurantismo e nell’arretratezza culturale… oltre che nella povertà materiale, di cui ci si accorgerà, prima o poi, quando non avremo più la pensione del nonno su cui contare.
Ho sperato che il PD non fosse solo quello di Sassoli o di La Torre. Ma gli altri, se ci sono, dove sono?
Fra l’altro, oltre che un’offesa alla logica e all’intelligenza, i nostri parlamentari europei non si accorgono di portare in Europa una “tradizione” tutta italiana, di puro stampo berlusconiano: pretendere che un organo politico stravolga, con un suo pronunciamento, la sentenza di una Corte di giustizia che è del tutto autonoma e, come si affrettano a sottolineare loro stessi, non è organo della Comunità Europea. Spero, credo, che il Parlamento europeo farà carta straccia di questa pretesa.
Terribile: una peggio dell’altra. Ed è vergognoso che sotto quella dichiarazione ci siano le firme di Gianni Pittella e David Sassoli
La dichiarazione sottoscritta del PD e’ sensata e legittima, e non insulta proprio nessuno. Trovo invece che paragonare lo stato dell’ Italia di oggi ai campi di concentramento nazisti sia una infamia ributtante, che non viene mitigata neppure dall’ evidentemente infantilismo di un articlo delirante gia’ dal titolo.
grazie gianni,
“La dichiarazione sottoscritta del PD e’ sensata e legittima,”
mancano le argomentazioni
“e non insulta proprio nessuno.”
ancora, mancano le argomentazioni; non puoi certo essere tu (o Bersani) a decidere cosa offende e cosa non offende; c’e’ una sentenza della corte europea dei diritti dell’uomo e quella corte non ha certo deciso sulla sensibilita’ di tizio o caio; dissentire e’ lecito ma richiede l’onere di argomentare con razionalita’ e spiegando perche’ quella sentenza e’ sbagliata. Ne’ gli insulti ne’ “il buon senso” di cui parla Bersani aggiungono nulla ne’ al dibattito ne’ a quella sentenza
“Trovo invece che paragonare lo stato dell’ Italia di oggi ai campi di concentramento nazisti sia una infamia ributtante,”
indicami per favore dove esattamente propongo quel paragone nell’articolo
“che non viene mitigata neppure dall’ evidentemente infantilismo di un articlo delirante gia’ dal titolo.”
ancora, mancano le argomentazioni;
insomma gianni, non c’e’ nulla nel tuo commento a cui si possa rispondere;
invece mi piacerebbe davvero sapere qual e’ la posizione del PD su quest’ultima iniziativa dei due parlamentari europei del PD; il presidente della CEI, Bagnasco, ha dichiarato che l’unione europea deve prendre una posizione su quella sentenza della corte europea.
Cosa ne pensano Bersani e il PD? Devo pensare che il PD lascia liberta’ di coscienza anche su questo? E’ un altro tema etico di frontiera? La CEI ora decide l’azione dei parlamentari europei del PD?
ciao,
gabriele
Questa deriva radicaleggiante non mi piace per niente.
Peccato.
Questa e´ solo sub-cultura radicale senza alcuna visione, che non porta in nessuna direzione possibile. Probabilmente, Gabriele, e´ vero che il risiedere all´estero ti permette di vedere meglio le cose dell´Italia ma … il vederle piu´chiaramente non significa necessariamente saperne poi parlare.
grazie luca gras e leo perutz
io continuo a leggere i commenti e spero sempre di trovarvi delle argomentazioni razionali su cui possa riflettere e a cui possa rispondere; ma e’ davvero triste dover leggere parole in liberta’ senza argomentazioni, come se insulti e aggettivi possano in se’ inficiare le cose che scrivo. Non e’ cosi’, magari quelle parole vi fanno star meglio, ma con il dialogo nulla hanno a che fare. Rimango sempre disponibile a leggere/ascoltare punti di vista differenti e critiche, non dispongo della verita’ ma e’ troppo chiedere di argomentare le proprie opinioni e spiegare gli insulti? grazie
Gabriele,
tu hai una convinzione, legittima, ragionevole che ti deriva da una certa interpretazione dei fatti e delle realta´. Questa convinzione e´ condivisibile.
Per portare pero´ questa tua idea all´esterno, per parlarne e raccontarla, utilizzi metafore, iperboli, coniughi tra loro in relazione fatti ed eventi storici che questa relazione non ce l´hanno. Raduni insieme tutto quello che puo´ essere o tornare utile per ideare un fuoco d´artificio dialettico che illumini e dia sostegno alla tua idea. A chi legge, a chi conosce le relazioni che intercorrono tra i fenomeni che citi, l´operazione puo´ risultare veramente indigesta e la giudica male, a prescindere dalla idea che vuoi proporre. La forma, in questo caso, pregiudica la sostanza. Ammassare insieme elementi che non hanno nulla in comune tra loro, partendo addirittura da documenti che testimoniano il particolare grado di perversione persecutoria che aveva raggiunto un determinato regime totalitario, per raccontare la deriva reazionaria (presunta) di una compagine politica e´ qualcosa che nella migliore delle ipotesi somiglia ad una sub-sommatoria di nozioni superficiali. Mi dispiace che tu abbia preso certe critiche come insulti. Io penso che utilizzare impropriamente immagini evocative, estrapolandole dal loro contesto specifico, per dare vigore “polemico” alle proprie esternazioni, alle proprie giuste “insoddisfazioni” nei confronti dell´azione politica svolta dal proprio partito, sia si questo un insulto ma nei confronti delle vittime di quelle persecuzioni.
Saluti.
grazie leo perutz,
tu scrivi: “Ammassare insieme elementi che non hanno nulla in comune tra loro…”
questa naturalmente e’ una tua opinione, che rispetto ma con cui non sono d’accordo e su cui non ho letto argomentazioni che mi consentano di replicare al tuo commento;
a me non dispiacciono le critiche, anzi; quello che pero’ trovo infantile e’ usare insulti, aggettivi, espressioni (“deriva radicaleggiante”, “sub-cultura radicale”, ecc.) che davvero sono incomprensibili, privi di argomentazioni e non rispondono alle critiche, alle opinioni che ho espresso nell’articolo
sul PD – nell’articolo ci sono due accenni al PD: il primo e’ all’inizio dell’articolo, dove ricordo debora serracchiani che critica quel sindaco leghista (spero tu abbia letto le parole di serracchiani, che stimo e con cui sono anche in quel caso specifico d’accordo)
il secondo accenno al PD e’ sulla dichiarazione degli europarlamentari sul crocifisso; ho scritto molto sul mio blog sulla sentenza della corte europea e sulle reazioni isteriche e violente che si sono scatenate, come se quella corte volesse eliminare la religione dalla faccia dell’italia.
sei libero ovviamente di non essere d’accordo con quello che scrivo e di essere d’accordo invece con quella dichiarazione; spero anch’io di essere libero – come cittadino e come iscritto al PD – di criticare quella dichiarazione degli europarlamentari che mi sembra una buffonata offensiva volta a ingraziarsi i favori del vaticano – quando ho preso la tessera del PD non mi sono sottoposto alla castrazione dei miei organi di opinione.
Tu puoi considerarla “sub-cultura”, non mi offendo. Anzi, ti chiedo di giustificare quello che scrivi con argomenti che perfino io possa capire. Non ti sara’ difficile, visto che rivendichi che la tua, a differenza della mia, e’ non sub ma cultura con una “visione”.
grazie
ciao,
gabriele