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	<title>Comments on: Il crocifisso e l&#8217;identità italiana</title>
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	<description>Le cose cambiano - Rivista per il rinnovamento dell&#039;Italia.</description>
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		<title>By: Massimo</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/11/il-crocifisso-e-lidentita-italiana/comment-page-1/#comment-9575</link>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 18:53:39 +0000</pubDate>
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		<description>Se ben ricordo, a cavallo tra la fine degli anni &#039;70 e l&#039;inizio degli &#039;80, l&#039;impareggiabile Marco Pannella e i suoi amici radicali, proposero di togliere il crocefisso dalle aule dove i cittadini andavano a votare, perché ricordava l&#039;emblema della DC. Io stesso ebbi un breve e acceso scambio verbale con un presidente di seggio di una località della provincia veneta, feudo democristiano per giunta. 
Non ho letto molto sulla questione ma trovo l&#039;articolo di Boccaccini molto pertinente, oltre che fondato su fatti storici che, come si sa, ben pochi evocano quando si parla d&#039;identità. 
Tra ampolle lucenti d&#039;acqua (&quot;sacra&quot;, ma puzzolente ed infetta) del Po (anzi no, scusate, dell&#039;Eridano), miss Padania doc e crocifissi (magari pure quelli branditi dal KU KLUX KLAN nostrano) c&#039;è chi si rivolta nel letto la notte e non sa più che santi invocare. Non sottovaluto, tuttavia, i colpi di coda di conservatori, tradizionalisti, nostalgici, patrioti e quant&#039;altro, noti governanti, esimii accademici, prelati incazzatissimi e anonimi aguerriti. Per loro, la questione è seria, praticamente vitale e cosi&#039; importante da far dimenticare tutto il resto. Anche la democrazia e le libertà fondamentali. Se il dibattito si protrae e si amplifica, sarà anche l&#039;occasione per vedere se la cosidetta società civile, dopo la manifestazione per la libertà di stampa e dopo il blog che invoca alle dimissioni di mister B., si mobiliterà anche per questa causa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se ben ricordo, a cavallo tra la fine degli anni &#8217;70 e l&#8217;inizio degli &#8217;80, l&#8217;impareggiabile Marco Pannella e i suoi amici radicali, proposero di togliere il crocefisso dalle aule dove i cittadini andavano a votare, perché ricordava l&#8217;emblema della DC. Io stesso ebbi un breve e acceso scambio verbale con un presidente di seggio di una località della provincia veneta, feudo democristiano per giunta.<br />
Non ho letto molto sulla questione ma trovo l&#8217;articolo di Boccaccini molto pertinente, oltre che fondato su fatti storici che, come si sa, ben pochi evocano quando si parla d&#8217;identità.<br />
Tra ampolle lucenti d&#8217;acqua (&#8220;sacra&#8221;, ma puzzolente ed infetta) del Po (anzi no, scusate, dell&#8217;Eridano), miss Padania doc e crocifissi (magari pure quelli branditi dal KU KLUX KLAN nostrano) c&#8217;è chi si rivolta nel letto la notte e non sa più che santi invocare. Non sottovaluto, tuttavia, i colpi di coda di conservatori, tradizionalisti, nostalgici, patrioti e quant&#8217;altro, noti governanti, esimii accademici, prelati incazzatissimi e anonimi aguerriti. Per loro, la questione è seria, praticamente vitale e cosi&#8217; importante da far dimenticare tutto il resto. Anche la democrazia e le libertà fondamentali. Se il dibattito si protrae e si amplifica, sarà anche l&#8217;occasione per vedere se la cosidetta società civile, dopo la manifestazione per la libertà di stampa e dopo il blog che invoca alle dimissioni di mister B., si mobiliterà anche per questa causa.</p>
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		<title>By: Nemopesciolino</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/11/il-crocifisso-e-lidentita-italiana/comment-page-1/#comment-9535</link>
		<dc:creator>Nemopesciolino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 11:57:55 +0000</pubDate>
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		<description>Difendere il crocifisso come simbolo del cristianesimo e’ pure apostasia. Ormai tutti sanno che la croce e’ un simbolo precristiano-pagano con connotazioni pornografiche (visitare British Museum) e Gesu e’ morto su un palo. Fate ricerche su Internet - I governi del mondo si sono stancati di guerre e tensioni causate dalle religioni. Siamo vicini alla﻿ fine di tutte le religioni. Piu’ la gente si anima a favore o contro piu’ il cappio si sta stringendo. The end is near!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Difendere il crocifisso come simbolo del cristianesimo e’ pure apostasia. Ormai tutti sanno che la croce e’ un simbolo precristiano-pagano con connotazioni pornografiche (visitare British Museum) e Gesu e’ morto su un palo. Fate ricerche su Internet &#8211; I governi del mondo si sono stancati di guerre e tensioni causate dalle religioni. Siamo vicini alla﻿ fine di tutte le religioni. Piu’ la gente si anima a favore o contro piu’ il cappio si sta stringendo. The end is near!</p>
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		<title>By: gabriele</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/11/il-crocifisso-e-lidentita-italiana/comment-page-1/#comment-9512</link>
		<dc:creator>gabriele</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 18:26:29 +0000</pubDate>
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		<description>@ Leo

forse se nel 1946 si fosse evitato di mettere i patti lateranensi nella costituzione repubblicana e si fosse tolto il crocifisso dagli edifici pubblici, non ci sarebbero volute le battaglie &quot;di pochi convinti idealisti&quot; per il divorzio, l&#039;aborto, e ora per le unioni civili, il testamento biologico, ecc.... inoltre, forse ora tu ed io possiamo esprimere le nostre opinioni liberamente solo perche&#039; camminiamo sulle spalle di quei &quot;pochi convinti idealisti&quot; che sono venuti prima di noi. Tanto &quot;inutili e patetiche&quot; le loro azioni non mi sembrano, a meno di dare per scontate liberta&#039; e democrazia, come fossero regali piovuti dal cielo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Leo</p>
<p>forse se nel 1946 si fosse evitato di mettere i patti lateranensi nella costituzione repubblicana e si fosse tolto il crocifisso dagli edifici pubblici, non ci sarebbero volute le battaglie &#8220;di pochi convinti idealisti&#8221; per il divorzio, l&#8217;aborto, e ora per le unioni civili, il testamento biologico, ecc&#8230;. inoltre, forse ora tu ed io possiamo esprimere le nostre opinioni liberamente solo perche&#8217; camminiamo sulle spalle di quei &#8220;pochi convinti idealisti&#8221; che sono venuti prima di noi. Tanto &#8220;inutili e patetiche&#8221; le loro azioni non mi sembrano, a meno di dare per scontate liberta&#8217; e democrazia, come fossero regali piovuti dal cielo.</p>
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		<title>By: Leo</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/11/il-crocifisso-e-lidentita-italiana/comment-page-1/#comment-9507</link>
		<dc:creator>Leo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 10:21:25 +0000</pubDate>
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		<description>Alcuni processi &quot;identitari&quot; vengono attivati a volte come reazione ad una minaccia comune percepita. Ci si sente &quot;cattolici&quot; anche senza esserlo e si tira fuori l&#039;invenzione della identita&#039; culturale rappresentata da un simbolo, da decenni banalizzato nella pratica della sua inutilita&#039;, anche quando si percepisce come violenza e come attacco portato ad una propria forma di sensibilita&#039; un&#039; azione che invece nasce da una aspirazione civile. La &quot;sensibilita&#039;&quot; offesa, badate bene, spesso non ha nessuna reale consistenza religiosa ma piuttosto e&#039; rappresentata da una consuetudine nella quale ci riconosciamo. L&#039;identita&#039; quindi non e&#039; determinata dal simbolo ma dalla consuetudine che esso rappresenta. Il crocefisso gioca, a mio parere, lo stesso ruolo che &quot;capuccino e cornetto&quot; giocano nella vita degli italiani.
Non voglio e non credo di essere blasfemo.
Sarebbe pero&#039; il caso che la battaglia per la laicizzazione della nostra societa&#039; prendesse finalmente atto di questi meccanismi di reazione e piuttosto che stimolarli, concentrandosi sui &quot;soprammobili&quot; impolverati dimenticati ai muri di qualche aula scolastica, elaborasse delle strategie che li &quot;disinneschi&quot; in partenza. La realta&#039; del nostro paese e&#039; chiara: sappiamo che trascinando Cristo crocifisso alla Corte di Giustiza o appiccicando &quot;frase poco felici&quot; sugli autobus, esercitiamo certo un nostro &quot;sacrosanto&quot; diritto ma non facciamo altro che rinvigorire certe alleanze scellerate e riconsegnare al centro-destra balordo un consenso, per mano della Chiesa istituzionale, che la situazione economica o altri fattori avevano momentaneamente alienato. Staccando i soprammobili dai chiodi non spostiamo di un centimetro in avanti la qualita&#039; laica della nostra scuola ma in compenso abbiamo un Segretario di Stato che sale in cattedra alla TV spiegando senza alcun contradditorio che il crocifisso e&#039; soprattutto un simbolo culturale(!). E&#039; davvero una strategia che paga?  Suscitare le risposte identitarie, rabbiose, cruente ma efficaci in termini di comunicazione e di aggregazione di colui che si sente &quot;nostro avversario&quot; e&#039; davvero una pratica finalizzata ad un obiettivo raggiungibile? Io me lo chiedo e mi rispondo: no, non mi sembra. Anzi mi sembra una pratica che piu&#039; che al successo tende a consolidare nel velleitarismo la identita&#039; della nostra politica.
La strategia vincente e&#039; quella che &quot;disarticola&quot; l&#039;avversario, non solo,  quella che lo confonde nella reale percezione del pericolo rappresentato dalle nostre convinzioni. 
Ma chi se ne frega del crocifisso! Lo lascino pure dove e&#039;, nessun problema, per quello che conta! Ma chi se ne importa se il compagno di mio figlio &quot;cucca&quot; mezzo voto in piu&#039; alla valutazione finale perche&#039; frequenta l&#039;ora di religione. Chi se ne frega se la morale cristiana giudica &quot;immorali&quot; i miei gusti e i miei comportamenti sessuali. Io costruisco una scuola nella quale, per chi vuole, si faccia educazione sessuale. Per chi vuole, si spieghi come &quot;funziona&quot; un profilattico e cosa e&#039; un contraccettivo. Per chi lo desidera si &quot;racconti&quot; non solo la storia di Gesu&#039; ma anche quella di Abramo, Maometto, Budda e via dicendo. Io costruisco una societa&#039; nella quale lascio alla Chiesa la liberta&#039; dei suoi relativi giudizi e mi tengo la liberta&#039; assoluta dei miei comportamenti.  E&#039; su questi principi di base che e&#039; costruito l&#039;equilibrio &quot;laicizzante&quot; della maggior parte dei paesi cattolici europei. E&#039; su questo filo che si e&#039; snodata la azione civile, concreta ed esemplare del Sig. Englaro. Non sulle inutili e patetiche azioni di &quot;guerriglia&quot; e di disturbo di pochi convinti idealisti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni processi &#8220;identitari&#8221; vengono attivati a volte come reazione ad una minaccia comune percepita. Ci si sente &#8220;cattolici&#8221; anche senza esserlo e si tira fuori l&#8217;invenzione della identita&#8217; culturale rappresentata da un simbolo, da decenni banalizzato nella pratica della sua inutilita&#8217;, anche quando si percepisce come violenza e come attacco portato ad una propria forma di sensibilita&#8217; un&#8217; azione che invece nasce da una aspirazione civile. La &#8220;sensibilita&#8217;&#8221; offesa, badate bene, spesso non ha nessuna reale consistenza religiosa ma piuttosto e&#8217; rappresentata da una consuetudine nella quale ci riconosciamo. L&#8217;identita&#8217; quindi non e&#8217; determinata dal simbolo ma dalla consuetudine che esso rappresenta. Il crocefisso gioca, a mio parere, lo stesso ruolo che &#8220;capuccino e cornetto&#8221; giocano nella vita degli italiani.<br />
Non voglio e non credo di essere blasfemo.<br />
Sarebbe pero&#8217; il caso che la battaglia per la laicizzazione della nostra societa&#8217; prendesse finalmente atto di questi meccanismi di reazione e piuttosto che stimolarli, concentrandosi sui &#8220;soprammobili&#8221; impolverati dimenticati ai muri di qualche aula scolastica, elaborasse delle strategie che li &#8220;disinneschi&#8221; in partenza. La realta&#8217; del nostro paese e&#8217; chiara: sappiamo che trascinando Cristo crocifisso alla Corte di Giustiza o appiccicando &#8220;frase poco felici&#8221; sugli autobus, esercitiamo certo un nostro &#8220;sacrosanto&#8221; diritto ma non facciamo altro che rinvigorire certe alleanze scellerate e riconsegnare al centro-destra balordo un consenso, per mano della Chiesa istituzionale, che la situazione economica o altri fattori avevano momentaneamente alienato. Staccando i soprammobili dai chiodi non spostiamo di un centimetro in avanti la qualita&#8217; laica della nostra scuola ma in compenso abbiamo un Segretario di Stato che sale in cattedra alla TV spiegando senza alcun contradditorio che il crocifisso e&#8217; soprattutto un simbolo culturale(!). E&#8217; davvero una strategia che paga?  Suscitare le risposte identitarie, rabbiose, cruente ma efficaci in termini di comunicazione e di aggregazione di colui che si sente &#8220;nostro avversario&#8221; e&#8217; davvero una pratica finalizzata ad un obiettivo raggiungibile? Io me lo chiedo e mi rispondo: no, non mi sembra. Anzi mi sembra una pratica che piu&#8217; che al successo tende a consolidare nel velleitarismo la identita&#8217; della nostra politica.<br />
La strategia vincente e&#8217; quella che &#8220;disarticola&#8221; l&#8217;avversario, non solo,  quella che lo confonde nella reale percezione del pericolo rappresentato dalle nostre convinzioni.<br />
Ma chi se ne frega del crocifisso! Lo lascino pure dove e&#8217;, nessun problema, per quello che conta! Ma chi se ne importa se il compagno di mio figlio &#8220;cucca&#8221; mezzo voto in piu&#8217; alla valutazione finale perche&#8217; frequenta l&#8217;ora di religione. Chi se ne frega se la morale cristiana giudica &#8220;immorali&#8221; i miei gusti e i miei comportamenti sessuali. Io costruisco una scuola nella quale, per chi vuole, si faccia educazione sessuale. Per chi vuole, si spieghi come &#8220;funziona&#8221; un profilattico e cosa e&#8217; un contraccettivo. Per chi lo desidera si &#8220;racconti&#8221; non solo la storia di Gesu&#8217; ma anche quella di Abramo, Maometto, Budda e via dicendo. Io costruisco una societa&#8217; nella quale lascio alla Chiesa la liberta&#8217; dei suoi relativi giudizi e mi tengo la liberta&#8217; assoluta dei miei comportamenti.  E&#8217; su questi principi di base che e&#8217; costruito l&#8217;equilibrio &#8220;laicizzante&#8221; della maggior parte dei paesi cattolici europei. E&#8217; su questo filo che si e&#8217; snodata la azione civile, concreta ed esemplare del Sig. Englaro. Non sulle inutili e patetiche azioni di &#8220;guerriglia&#8221; e di disturbo di pochi convinti idealisti.</p>
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		<title>By: riccardo da parigi</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/11/il-crocifisso-e-lidentita-italiana/comment-page-1/#comment-9505</link>
		<dc:creator>riccardo da parigi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 20:39:17 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Se qualcuno si sente minacciato dalla presenza del crocifisso il problema risiede in lui e non nella croce&quot;

Scusa &quot;fab&quot; ma io trovo questa affermazione il manifesto della conservazione e soprattutto della conservazione dei &quot;pensieri dominanti e unici&quot;. 
Il sentirsi &quot;offesi&quot; (minacciati è un&#039;astuzia retorica, quindi la &quot;traduco&quot;) cosa vuol dire ? vuol dire sentire che la scuola (e ancora peggio i tribunali) non sono un luogo &quot;di parte&quot;, o ancor peggio non derivano la loro autorità da quel simbolo. E quindi il problema non è da derubricare come fossero dei &quot;malati mentali&quot; coloro i quali si irritano nel vedere croci in scuole, tribunali, ospedali. 

La risposta poi che è una tradizione dovrebbe far arrabbiare i cristiani in primo luogo, come ci spiega egregiamente (e quindi mi fermo) Gabriele in questo post.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Se qualcuno si sente minacciato dalla presenza del crocifisso il problema risiede in lui e non nella croce&#8221;</p>
<p>Scusa &#8220;fab&#8221; ma io trovo questa affermazione il manifesto della conservazione e soprattutto della conservazione dei &#8220;pensieri dominanti e unici&#8221;.<br />
Il sentirsi &#8220;offesi&#8221; (minacciati è un&#8217;astuzia retorica, quindi la &#8220;traduco&#8221;) cosa vuol dire ? vuol dire sentire che la scuola (e ancora peggio i tribunali) non sono un luogo &#8220;di parte&#8221;, o ancor peggio non derivano la loro autorità da quel simbolo. E quindi il problema non è da derubricare come fossero dei &#8220;malati mentali&#8221; coloro i quali si irritano nel vedere croci in scuole, tribunali, ospedali. </p>
<p>La risposta poi che è una tradizione dovrebbe far arrabbiare i cristiani in primo luogo, come ci spiega egregiamente (e quindi mi fermo) Gabriele in questo post.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: fab</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/11/il-crocifisso-e-lidentita-italiana/comment-page-1/#comment-9503</link>
		<dc:creator>fab</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 18:58:46 +0000</pubDate>
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		<description>il crocifisso si può togliere ; ma non con le motivazioni date dalla Corte per cui sarebbe una minaccia alla libertà religiosa e al diritto dei genitori di scelgiere come educare i figli
Se qualcuno si sente minacciato dalla presenza del crocifisso il problema risiede in lui e non nella croce

Negli scontri ideologici  tra integralismo laicista e cattolico il crocifisso è solo un espediente

&lt;a href=&quot;http://socialeanimale.blogspot.com/2009/11/leuropa-fessa-contro-il-crocifisso-nele.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;L&#039;Europa fessa contro il crocifisso nelle scuole.&lt;/a&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il crocifisso si può togliere ; ma non con le motivazioni date dalla Corte per cui sarebbe una minaccia alla libertà religiosa e al diritto dei genitori di scelgiere come educare i figli<br />
Se qualcuno si sente minacciato dalla presenza del crocifisso il problema risiede in lui e non nella croce</p>
<p>Negli scontri ideologici  tra integralismo laicista e cattolico il crocifisso è solo un espediente</p>
<p><a href="http://socialeanimale.blogspot.com/2009/11/leuropa-fessa-contro-il-crocifisso-nele.html" rel="nofollow">L&#8217;Europa fessa contro il crocifisso nelle scuole.</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: maurizio</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/11/il-crocifisso-e-lidentita-italiana/comment-page-1/#comment-9502</link>
		<dc:creator>maurizio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 18:55:07 +0000</pubDate>
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		<description>Complimenti per l&#039;articolo molto ben argomentato e che centra in pieno il problema sono molto d&#039;accordo,sembra una Crociata,una missione mantenere il Cattolicesimo,imporlo..non lo trovo giusto!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti per l&#8217;articolo molto ben argomentato e che centra in pieno il problema sono molto d&#8217;accordo,sembra una Crociata,una missione mantenere il Cattolicesimo,imporlo..non lo trovo giusto!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Croce e delizia &#171; Blog del circolo online del PD &#8220;Barack Obama&#8221;</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/11/il-crocifisso-e-lidentita-italiana/comment-page-1/#comment-9500</link>
		<dc:creator>Croce e delizia &#171; Blog del circolo online del PD &#8220;Barack Obama&#8221;</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 17:49:10 +0000</pubDate>
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		<description>[...] qualcuno prova ancora a ragionare seriamente sul tema del crocifisso in classe, arriva il momento della [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] qualcuno prova ancora a ragionare seriamente sul tema del crocifisso in classe, arriva il momento della [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: e.</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/11/il-crocifisso-e-lidentita-italiana/comment-page-1/#comment-9499</link>
		<dc:creator>e.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 17:30:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.imille.org/?p=3242#comment-9499</guid>
		<description>Ecco, sì, non avresti potuto raccontarcela meglio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, sì, non avresti potuto raccontarcela meglio.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: gabriele</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/11/il-crocifisso-e-lidentita-italiana/comment-page-1/#comment-9487</link>
		<dc:creator>gabriele</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 15:06:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.imille.org/?p=3242#comment-9487</guid>
		<description>Se quel povero Cristo leggesse e ascoltasse i commenti dei paladini del crocifisso, se ne andrebbe con le sue gambe. Poi prenderebbe una bella mazza per cacciare i mercanti dal tempio. Al suo posto potremmo sempre mettere i ladroni; quelli sicuramente rappresentano assai meglio sia la tradizione italiana sia la Curia di Roma. Prendendo a prestito le parole da Mark Twain, “se Cristo fosse qui ora c’e’ una cosa egli non sarebbe – un cristiano”.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se quel povero Cristo leggesse e ascoltasse i commenti dei paladini del crocifisso, se ne andrebbe con le sue gambe. Poi prenderebbe una bella mazza per cacciare i mercanti dal tempio. Al suo posto potremmo sempre mettere i ladroni; quelli sicuramente rappresentano assai meglio sia la tradizione italiana sia la Curia di Roma. Prendendo a prestito le parole da Mark Twain, “se Cristo fosse qui ora c’e’ una cosa egli non sarebbe – un cristiano”.</p>
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