di Fabio Chiusi

(final exam dcJohn)
Come si apprende dal blog dell’Intergruppo Parlamentare 2.0, torna oggi all’esame del Senato il ddl intercettazioni. Che prevede, lo ricordiamo, all’art. 1 comma 28 l’estensione dell’obbligo di rettifica attualmente previsto per le testate giornalistiche ai responsabili di qualsiasi “sito informatico”.
In sostanza, qualunque blogger, ad esempio, non provvedesse a rettificare entro quarantotto ore le inesattezze pubblicate correrebbe il rischio di incorrere in sanzioni pecuniarie tutt’altro che simboliche (fino a 25 milioni delle vecchie lire).
Cito in proposito un appello del 16 giugno scorso rivolto al Presidente del Senato dall’Istituto per le Politiche dell’Innovazione:

L’Istituto propone anche un emendamento al testo del decreto, che prevede l’obbligo di rettifica “ai soli siti internet attraverso i quali vengono diffuse informazioni prodotte nell’ambito di un processo professionale realizzato nell’ambito di una struttura imprenditoriale e redazionale“. Due emendamenti analoghi proposti dall’Intergruppo erano stati bocciati pochi giorni prima.
Speriamo questa volta prevalga il buonsenso. Anche se, come suggerisce Guido Scorza, l’aria che tira non è delle migliori.
Qui il testo integrale del decreto.iMille.org – Direttore Raoul Minetti




